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Pd, Faraone segretario in Sicilia apre il partito: “Micciché? Noi polo di tutti i moderati”. 2 ricorsi contro sua elezione

Il suo slogan è porte aperte, come il romanzo di Leonardo Sciascia ma soprattutto come i tornelli d’entrata del Pd. Davide Faraone è segretario dei dem in Sicilia da poche ore e non può non citare l’uomo che tutti indicano come suo interlocutore fantasma: Gianfranco Micciché, viceré di Forza Italia sull’isola. “Perché voi continuate a buttarla sul nome di Miccichè? Tutti i moderati e i riformisti avranno in noi un punto di riferimento”, dice il luogotenente di Matteo Renzi, incontrando i giornalisti nella sede di via Bentivegna: il contratto di affitto è in scadenza, mentre le stanze di partito sono deserte visto che i 16 dipendenti erano stati licenziati causa mancanza di fondi. Insomma è un partito allo sbaraglio quello di cui Faraone è diventato segretario. Una nomina tra veleni e feroci guerre intestine, come nella migliore tradizione siciliana, visto che l’ex sottosegretario è stato eletto senza primarie per il ritiro della sua unica concorrente: l’esponente della area Zingaretti,..

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Pd, Martina: “Dialogo coi vertici del M5s? Fantapolitica. I vertici sono totalmente succubi della propaganda di Salvini”

“I retroscena politici parlano di contatti tra il Pd e il M5s? E’ fantapolitica. Non so davvero dove abbiano preso questi ragionamenti, ma non esiste un contatto con i vertici dirigenti del M5s. Non esiste nella maniera più assoluta“. Sono le parole di Maurizio Martina, candidato segretario del Pd, in una lunga intervista concessa a Radio Popolare.
E spiega: “So bene che la Lega e il M5s non sono la stessa cosa. Il nostro obiettivo deve essere quello di recuperare tanti elettori che il 4 marzo non hanno votato centrosinistra, ma hanno votato i 5 Stelle per speranza o per domanda di cambiamento e che oggi sono in grandissima difficoltà. Li incontriamo tutti i giorni, penso che ciascuno di noi abbia a che vedere con cittadini che hanno dato un voto di fiducia già tradito”.
Il politico dem precisa: “Non credo nella possibilità di un lavoro dei 5 Stelle che riconverta quello che in 100 giorni hanno fatto e ancora dicono in queste ore, totalmente succube della propaganda leghista. Qualche g..

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Primarie Pd, Renzi annuncia che non si candiderà: ‘Chi vince avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io’

Ad appena due giorni dalla clamorosa indiscrezione che dava Matteo Renzi tentato da una terza candidatura alle prossime primarie del Partito Democratico, arriva la smentita ufficiale da parte dell’ex premier. Tramite il proprio profilo di Facebook infatti il senatore di Rignano sull’Arno ha scritto: “Càndidati al congresso, mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò. Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall’interno. Mi sentirei come Charlie Brown con Lucy che gli rimette il pallone davanti per toglierlo all’ultimo istante. Non mi ricandido per la terza volta per rifare lo stesso”. Renzi che poi continua il suo post sui social garantendo che chiunque vincerà lo scontro elettorale “avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io”. Appena sabato scorso infatti molti esponenti vicini a Matteo Renzi avevano lasciato trapelare che l’ex premier stesse pensando seriamente a una nuova discesa in campo. Alcune ..

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Tav, la Città metropolitana di Torino si spacca: approvata mozione a favore, ma c’erano solo 193 sindaci su 319

La Città metropolitana di Torino è spaccata. Due giorni dopo la grande manifestazione dei No Tav, poco più della metà dei sindaci della provincia ha votato una mozione a sostegno della Torino-Lione, che è stata approvata. Si tratta di un atto politico, come quello compiuto dal consiglio comunale di Torino il 28 ottobre scorso, quando una mozione No Tav venne approvata dalla maggioranza. È anche un gesto senza una vera efficacia, visto che nel merito della grande opera può pronunciarsi soltanto Roma. Uno dei dati politici evidenti è che la sindaca metropolitana Chiara Appendino si trova a presiedere un ente, l’ex provincia, in cui la sua forza politica finisce ancora una volta in minoranza con facilità.
La mozione intitolata “La Città metropolitana di Torino vuole il Tav” è stata presentata circa un mese fa da due gruppi, quello di centrodestra chiamato “Lista civica per il territorio” e quella di centrosinistra, “Città di città”, costituiti rispettivamente da amministratori locali ele..

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Pd, Zingaretti gela Calenda: “Chiede sospensione Congresso? Io invito tutti ai gazebo per salvare il partito e l’Italia”

“Carlo Calenda chiede di sospendere il Congresso? Io invito tutti ai gazebo alle primarie, per salvare il Pd e il Paese”. Così il candidato alla segreteria dem, Nicola Zingaretti, in merito alle parole dell’ex ministro dello Sviluppo economico, che aveva rivendicato nel corso di un’intervista al quotidiano “La Repubblica” la necessità, a suo dire, di fermare il Congresso: “Gentiloni non si sottragga al ruolo che gli compete: è lui che deve chiamare il time out nel Pd, altrimenti la sua diventa una scelta di rinuncia dannosa per il Pd e per l’Italia”, aveva spiegato Calenda. Una proposta bocciata da Nicola Zingaretti. L'articolo Pd, Zingaretti gela Calenda: “Chiede sospensione Congresso? Io invito tutti ai gazebo per salvare il partito e l’Italia” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Caro Matteo Renzi, finalmente glielo posso dire: grazie

Aspettavo questo momento da tempo: almeno dal 2012, quando lei era ancora sindaco di Firenze ma aveva già iniziato la scalata al Pd, con la prima Leopolda dei rottamatori e con l’annuncio di volersi candidare alla segreteria, e un amico fiorentino, che aveva seguito il suo percorso, con entusiasmo, prima da presidente di Provincia e poi, disilluso e incazzato, da inquilino di Palazzo Vecchio, mi disse: “È un arrivista. Intorno a sé vuole solo yes man e fa terra bruciata. Del partito non gliene frega nulla”.
Grazie, dunque, per aver siglato il “patto del Nazareno” col nemico numero uno della sinistra italiana, spostando sempre più il baricentro a destra e allontanando (come se ce ne fosse bisogno) i pochi elettori di centrosinistra. Grazie per aver fatto fuori, più o meno contestualmente, Enrico Letta. Grazie per aver portato il Pd al 40,8% alle Europee del 2014 e aver deciso, da lì in avanti, di costruire il “partito della nazione”. Sogno, questo, che forse aveva già in mente quando v..

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De Luca: “Di Maio? Sereno come un pupo alla Prima Comunione. Vien voglia di raggiungere Di Battista alle Antille”

Sarcastico j’accuse del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro i 5 Stelle e i suoi vertici, nel corso del suo appuntamento settimanale su Lira Tv. Nel riassumere i fatti della settimana trascorsa, il politico del Pd biasima il M5s, con particolare riferimento alla sottosegretaria all’Economia Laura Castelli: “La linea culturale dei dirigenti e dei ministri 5 Stelle è nota. Per 2000 anni siamo stati convinti che due più due facesse quattro. Poi sono arrivati questi e hanno detto che due più due fa tre e mezzo, a cominciare dalla viceministra dell’Economia, tale Laura Castelli. Cosa vuole rispondere a queste persone? E’ il modo di essere quotidiano di questi soggetti. Al ministero della Salute hanno eliminato in 24 ore una trentina di scienziati che facevano parte del Consiglio Superiore della Sanità. Così, dalla sera alla mattina, con un gesto anche di cattiva educazione istituzionale. E, diamine, stiamo parlando di 30 scienziati. Non ci si crede”.
De Luca commenta..

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Manovra, Delrio (Pd): “Tutti dati falsi, una cosa mai vista. Tra pochi mesi sarete abbandonati da noi e dal popolo italiano”

Duro intervento del capoguppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, nella dichiarazione di voto contraria alla legge di Bilancio, il cui testo passerà al Senato per la seconda lettura e per i probabili correttivi.
Delrio esordisce, menzionando la tragedia avvenuta al concerto del trapper Sfera Ebbasta e ringraziando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la sua visita a Corinaldo. Poi critica severamente il governo M5s-Lega, rivolgendosi al ministro dell’Economia, Giovanni Tria: “Mancano poco più di tre settimane alla fine dell’anno e non c’è la legge di Bilancio. E’ una cosa senza precedenti. il ministro Tria ha avuto la grande soddisfazione di poter dire a Di Maio e a Salvini: ‘Ve l’avevo detto’. Il foglietto del 2,4 dal balcone è scomparso, ci acconceremo, tra pochi giorni, come il ministro Tria aveva detto, ad avere una manovretta in Senato. Forse il reddito di cittadinanza arriverà a marzo, forse ad aprile, forse le pensioni quota 100 saranno applicate a poche migliaia di pers..

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Primarie Partito democratico, caro Marco Minniti non si corre solo quando si vince

Chi scrive questa rubrica non è un accanito fan di Matteo Renzi. E tra i meriti di Marco Minniti vi è quello di non essere un professionista del bla bla bla. Conserva ancora un certo pudore a parlare a vanvera e si vede che tenta in tutti i modi di dire dopo averci pensato. Fa dunque un effetto strano che egli abbia rinunciato a proseguire nella candidatura a segretario del Pd dopo aver scoperto che Renzi non l’avrebbe accompagnato nella corsa e che, anzi, gli avrebbe messo il bastone fra le ruote costruendosi un partito tutto suo. Perché Minniti era stato chiaro: la sua candidatura nasceva per dare un futuro al Pd, per salvarlo dai personalismi e dall’odio, per offrirgli la possibilità di tornare presto al governo esercitando un’opposizione dura e illustrando un’alternativa chiara.
Un partito esiste e resiste a dispetto delle persone che lo animano. Un partito vale più del destino del singolo, proprio come dieci giorni fa diceva Minniti. E se lo diceva dobbiamo immaginare che non fin..

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Pd, Sala: “Renzi non ha più amici, rapporto logorato che non fa bene a nessuno. Fonderà il suo partito”

“Matteo Renzi non ha più molti amici, e umanamente capisco se se ne vuole andare: è un rapporto logorato che non fa bene a nessuno. Fonderà il suo partito“. A dirlo è il sindaco di Milano, Beppe Sala, a margine della cerimonia di consegna degli Ambrogini d’oro.
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Pd, Renzi: “Non lavoro io alla scissione. Ne abbiamo già viste abbastanza”

Ci mette quasi una giornata, ribadisce di non essere a capo di alcuna corrente e di non fare il burattinaio, attacca Luigi Di Maio (“c’è dentro fino al collo, rischia 6 anni di pena”) prima di smentire quello che dal partito filtra da giorni e ha portato al ritiro di Marco Minniti dalle primarie del Pd. “Di scissioni ne abbiamo viste già abbastanza, non è all’ordine del giorno e non ci sto lavorando io a qualcosa di diverso”. Sono quasi le 20 di venerdì sera quando a Zapping, su Radio 1 Rai, Matteo Renzi prova a spegnere l’incendio appiccato nel Partito Democratico dall’addio alla corsa per la segreteria da parte dell’ex ministro dell’Interno.
“Siamo di fronte a una discussione palesemente squilibrata. Il problema non è il Pd. A me è stato chiesto un passo indietro sul congresso e l’ho fatto – aggiunge – Mi è stato detto non metterci bocca e lo stesso Minniti quando si è candidato, ha detto che non era il candidato di Renzi. Se non metto bocca dicono che voglio farmi il mio partito, s..

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La domanda a Renzi in diretta: “Se non ti fanno arrabbiare ti candidi alla segreteria del Pd?”. E lui risponde così

Come ogni settimana, Matteo Renzi ha commentato su Facebook le sue “dieci notizie della settimana”. E, come di consueto, ha interagito con gli utenti. A un certo punto, una persona gli ha chiesto: “Se non ti fanno arrabbiare ti candidi alla segreteria del Pd?”. La domanda è arrivata dopo che da giorni le voci su un addio dell’ex segretario ed presidente del Consiglio al Partito democratico si sono fatte più solide. Lui, in diretta, ha reagito così.
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Pd, Martina ‘avverte’ Renzi: “Chi divide fa male all’Italia”. E sul ritiro di Minniti: “Scelta personale, va rispettata”

“Matteo Renzi dovrebbe chiarire se vuole andare via dal Pd? Aspettiamo, dica quello che ritiene più utile. Ma serve restare uniti: chi divide il partito fa male all’Italia“. Così il candidato alla segreteria dem e segretario uscente, Maurizio Martina, dopo il ritiro della candidatura di Marco Minniti, sul quale ha pesato il disimpegno dell’ex premier e dei suoi fedelissimi. “Lui ha fatto una scelta personale, non va strattonato”, ha aggiunto Martina. Per poi insistere nel voler allontanare lo scenario di una scissione dei renziani, sempre più concreta e non smentita dal diretto protagonista: “Non voglio pensarci all’ipotesi di un addio di Renzi, sto a quanto viene detto. Ma la nostra storia ci dice che dobbiamo restare uniti, per rispetto dell’elettorato. Io ricordo il grido ‘unità, unità‘ di Piazza del Popolo” e questo ricordo deve valere per tutti”. Ma sul ‘disimpegno’ dell’ex segretario – che ha spiegato di “non volersi occupare del Pd, ma del Paese” – Martina ha rivendicato: “Irres..

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Pd, Zingaretti: “Da Minniti coerenza. Renzi via? Non partecipo a chiacchiericcio, può ancora portare grande contributo”

“La scelta di Marco Minniti di ritirarsi dalla corsa alla segreteria Pd? Da lui c’è stato un atto di coerenza e responsabilità rispetto alle cose che aveva detto fino a oggi, cioè un impegno con spirito di servizio per provare a unire. Credo rimanga una straordinaria risorsa che penso farà parte, per quanto mi riguarda, del nuovo gruppo dirigente che dovremmo costruire dopo il Congresso”. Così il presidente della Regione Lazio e candidato alla segreteria del Pd, Nicola Zingaretti, a margine di un incontro all’università Roma Tre. “Fuori per colpa del mancato appoggio di Matteo Renzi? Questo fa parte del chiacchiericcio cui non parteciperò mai. Io mi batto per costruire un nuovo Pd”, ha aggiunto il candidato alla segreteria democratica. Per poi però precisare: “Penso però che per Renzi ci sia ancora posto nel Pd, può portare un grande contributo”. E sull’ipotesi che anche Carlo Calenda decida di lasciare il partito, Zingaretti ha aggiunto: “Non credo e spero di no. Penso che Calenda pos..

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Pamela Anderson contro Salvini: “Non è lui la soluzione alla crisi europea. Preoccupata per ritorno fascismo in Italia”

Una serie di tweet di fila, uno dopo l’altro, tutti rivolti contro il ministro dell’Interno italiano. A lanciare la critica a Matteo Salvini è Pamela Anderson, attrice naturalizzata statunitense, resa famosa dalla serie Baywatch. “La soluzione non sono più Macron o Salvini, che hanno bisogno l’uno dell’altro e si rafforzano a vicenda. La soluzione non può che essere un risveglio pan-europeo che attraversi i confini e le nazionalità, in grado di affrontare la profonda crisi economica, sociale ed ecologica dell’Europa oggi”, ha cinguettato la showgirl.
The solution is not more Macron or more Salvini, the actually need each other and reinforce each other, the solution can only be a Pan-European awakening across borders and nationalities,which would be able to tackle the deep economic, social and ecological crisis of Europe today
— Pamela Anderson (@pamfoundation) 5 dicembre 2018
La bagnina più amata della televisione ha continuato sottolineando: “Salvini ha recentemente affermato che ‘..

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Manovra, Boschi: “Talmente disastrosa che sarà l’ultima del governo del cambiamento. Avete perso la faccia”

“Avete detto che questa è la prima manovra del governo del cambiamento. E’ talmente disastrosa che io sono convinta che sarà anche l’ultima manovra del governo del cambiamento”. Lo ha detto Maria Elena Boschi in Aula alla Camera durante la discussione generale sulla Legge di Bilancio. “Avete combinato un disastro – ha affermato l’esponente del Pd – e l’avete chiamata manovra del popolo perché pagherà il popolo: l’Italia ha perso credibilità, gli italiani i risparmi, le imprese hanno perso la fiducia, voi la faccia”.
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Renzi vuole fondare un nuovo partito? Bene, il Pd può festeggiare

di Andrea Taffi
Matteo Renzi non vuole più stare nel Pd e riprende a corteggiare Silvio Berlusconi. I due vogliono fondare un nuovo partito? Sembrerebbe proprio di sì. Naturalmente Renzi non lascerà il Pd da solo, ma lo farà in compagnia del suo folto gruppo di fedelissimi. E la cosa pare talmente sul punto di essere realizzata, che Marco Minniti, uno dei candidati (renziano?) alla segreteria del partito democratico, chiede chiarimenti e pensa di ritirare la sua candidatura.
Poco male, anzi bene. Infatti, che Renzi decida di dichiarare il suo amore politico per Berlusconi portandogli in dote tutta la sua corte, e che forti candidati alla segreteria del Pd prendano di fatto le distanze dal Partito democratico e diano così sfogo a quella che è la loro vera natura politica, è (secondo me) solo un bene per Pd e per la sinistra tutta. Magari queste scelte riporteranno nel Partito democratico tutti coloro che, a diverse riprese, ne erano usciti. Magari questa è la vera occasione per il Pd ..

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Primarie Pd, Marco Minniti si ritira: “Lo faccio per salvare il partito”. Matteo Renzi verso la scissione a gennaio

Marco Minniti ritira la sua candidatura a segretario del Pd. Un gesto compiuto “per salvare il partito“, dice l’ex ministro dell’Interno. “Quando ho dato la mia disponibilità alla candidatura sulla base dell’appello di tanti sindaci e di molti militanti che mi hanno incoraggiato e che io ringrazio moltissimo, quella scelta poggiava su due obiettivi: unire il più possibile il nostro partito e rafforzarlo per costruire un’alternativa al governo nazionalpopulista“, ha detto l’ex esponente del Ds in un’intervista a Repubblica.
“Troppi candidati, nessuno al 51%” – Il problema, però, è legato alle tante candidature arrivate per installarsi al vertice del Nazareno. “Resto convinto in modo irrinunciabile che il congresso ci debba consegnare una leadership forte e legittimata dalle primarie”, dice Minniti spiegato che “tutto questo con così tanti candidati potrebbe non accadere. Il mio è un gesto d’amore verso il partito“. Vista la presenza di diversi contendenti per la segreteria dem, infatti..

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Caro Nanni, di’ qualcosa di sinistra

di Marco Marangio
Lo premetto: amo il cinema, quello italiano in particolare e ho amato il Nanni Moretti regista da Ecce bombo in poi. Ammetto con altrettanta franchezza, che ho ascoltato l’intervento del regista a Che tempo che fa di domenica 2 dicembre con estremo interesse. Ero fin troppo curioso, non solo di conoscere i dettagli del suo ultimo lavoro, ma soprattutto di conoscere il suo parere sull’attuale situazione del Partito democratico. Immaginavo che, coerentemente con la sua intellettualità che lo ha sempre contraddistinto, avrebbe sferzato qualche gancio destro a un partito ormai in completo disfacimento. Invece nulla. Non solo ha ammesso che continua a essere un fedele elettore del Pd (e per essere fedeli durante e dopo la reggenza renziana, ci vuol tanto coraggio), ma che l’unico recente errore del partito è stato la mancata approvazione dello Ius soli. Nulla di più. Peccato, perché da Nanni Moretti si potrebbe pretendere di più.
Caro Nanni, si può e si deve chiedere co..

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Pd, Boccia: “Capisco l’imbarazzo di Minniti. Fidarsi di Renzi? Un ossimoro, ma spero resti nel partito”

“Fidarsi politicamente di Renzi è un ossimoro c’è una letteratura di militanti e compagni di partiti traditi da lui e e capisco l’imbarazzo di Marco e non l’invidio” commenta Francesco Boccia, candidato alla segretaria dei Democratici. “Dico a tutti i candidati di dire almeno una volta iscrivevi al Pd, perché sento parlare solo di apparato ed è inevitabile che se fai il candidato di un apparato (chiaro il riferimento a Minniti, ndr), di un gruppo di persone disinteressato a quello che si dice nel Paese ed interessato solo a controllare il partito attraverso un gruppo di tessere, poi rischi di non ritrovarteli più accanto” afferma Boccia. E su l’ex Ministro dell’Interno dice: “Io fossi stato Minniti mai avrei accettato di fare il candidato di un pezzo di apparato che è organizzato con le tessere sul tavolo, in un partito con le saracinesche delle sedi spesso abbassate”. “Renzi dice non mi occupo del Congresso? Io spero che lui resti nel Pd e che dia una mano a questa comunità straordina..

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Pd, Renzi: “Minniti minaccia ritiro? Non mi occupo del congresso”. Zingaretti: “Gioco macabro per distruggere partito”

Al giorno delle primarie mancano ancora poco meno di tre mesi, ma nel Partito democratico già si litiga. Anzi, il timore di Nicola Zingaretti è che qualcuno stia provando a “distruggere il Pd” con “un gioco macabro“. Il sospettato è sempre Matteo Renzi. Chi ha scatenato la bagarre Marco Minniti, offeso e irritato dall’atteggiamento dell’ex premier tanto da minacciare di ritirare la sua candidatura a segretario del Pd. La reazione dell’ex premier però equivale a un “non m’importa”. Da Bruxelles, dove Renzi si comporta comporta da leader e incontra gli europarlamentari, vuole sfuggire a chi gli chiede un commento sull’ex ministro dell’Interno, per poi concedere una mezza frase: “Come sapete, non mi occupo del congresso del Pd”.
Voci e interpretazioni non sono univoche, ma è chiaro che Minniti voglia il sostegno esplicito dei renziani, mentre si ritrova il senatore di Rignano sull’Arno impegnato in comitati civici, colloqui con esponenti di Forza Italia e altri partiti, con sullo sfondo ..

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Travaglio: “Renzi dice di chiedere scusa a Berlusconi: è un coming out. I due si amano, la pensano allo stesso modo”

“Renzi e Boschi sul caso del padre di Di Maio? E’ stato un autogol. Un conto è un’indagine sul più grande appalto d’Europa, che si cercava di alterare, una banca che è crollata con migliaia di risparmiatori fregati e un suicidio. Qualcuno se n’era dimenticato e loro sono riusciti a far ricordare quelle cose”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Dimartedì (La7). E aggiunge: “C’è sempre questo refrain dei 5 Stelle, i quali, ogni volta che capita qualcosa al movimento, ripetono: ‘E allora il Pd?’. In questo caso è stato il Pd a dire: ‘E allora noi?’. Antonio Ricci sul caso del padre di Di Maio ha detto: ‘Beati i giustizialisti perché saranno giustiziati’? Questa storia è un modo per far credere alla gente che siano tutti uguali, sporchi e ladri. A me sembra una novità vedere un vicepremier che fa 4 interviste alle Iene, mentre i predecessori facevano cacciare i giornalisti a pedate o li minacciavano“.
Travaglio poi si pronuncia sugli appelli..

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Scontro Salvini-Spataro, Ermini (Csm): “Lavoro serio della magistratura non va utilizzato per scopi di propaganda”

Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini. Il Pd, compatto. Il deputato di Leu Roberto Speranza. Il procuratore di Torino Francesco Saluzzo. Lo scrittore Roberto Saviano. Tutti schierati dalla parte del procuratore di Torino Armando Spataro che ha lamentato come il ministro dell’Interno Matteo Salvini abbia “messo a rischio un’operazione di polizia” con un suo tweet, ricevendo come risposta l’accusa di usare “parole a sproposito”. Nel pomeriggio tutti i consiglieri togati di Area al Csm hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli l’apertura di una pratica a tutela di Spataro. E nel testo accusano il ministro di aver usato “toni da dileggio” ed “espressioni sgradevoli e delegittimanti” nei confronti del procuratore e del ruolo istituzionale da lui ricoperto. “Uh che roba! Sono preoccupatissimo“, è stato il commento di Salvini sulle critiche di Ermini.
“Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni gio..

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Pd, l’ira di Rosato: “Cosa ci accomuna con M5s? Berlusconi almeno faceva condono per tutti, Di Maio no”

“Accordo tra nuovo Pd e il M5s? Ma il problema è il segretario del Pd o cosa fa il M5s? Questi hanno votato il dl sicurezza di Salvini senza avere un sussulto di coscienza, a parte quattro battute demagogiche che ha fatto qualcuno non votandolo. Cosa abbiamo in comune con questi?“. Sono le parole del deputato Pd, Ettore Rosato, nel corso de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, a proposito di eventuali accordi futuri tra dem e 5 Stelle. I toni del vicepresidente della Camera sono molto veementi: “Cominciamo col dire che il patto del Nazareno era un patto sulle riforme, dopodiché il governo Renzi non ha mai ricevuto da Berlusconi e da Forza Italia. L’unica fiducia che abbiamo ricevuto da Fi è stata col governo Letta. Fi è stata all’opposizione. Abbiamo provato a fare insieme le riforme costituzionali e non ci siamo riusciti. Guardare ai 5 Stelle con il nuovo segretario Pd? ? Con Di Maio che faceva le battaglie al grido di ‘onestà onestà e poi fa i condoni edilizi per il suo coll..

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Adinolfi: “Reddito maternità a mamme che non lavorano. Cracco? Ha ragione, c’è la femminilizzazione del maschio”

“Il Popolo della Famiglia propone di erogare il reddito di maternità. Si tratta di un bonus da 1000 euro netti al mese, per tutte le donne, sposate o non sposate, che rinunciano al lavoro per dedicarsi completamente ai figli“. Lo annuncia ai microfoni di Uno, nessuno, 100Milan (Radio24) il leader del movimento cattolico, Mario Adinolfi, che spiega: “E’ una proposta moderna, visto che la denatalità è un problema moderno. Scommettiamo che così nascono più figli? Non viene mai data una soluzione alla denatalità, ma vengono scritti sempre bellissimi editoriali su questo problema. Noi invece l’abbiamo indicata. Diamo 96mila euro per i primi 8 anni di vita del bambino, così finalmente si fa capire che un figlio è una ricchezza e non uno strumento che ti riduce alla povertà. Il lavoro di una madre è un vero lavoro. Siamo stanchi di vedere le donne-mamme, trattate come donne di serie B se non fanno il lavoro fuori casa. In più” – continua – “vogliamo dare alle donne la possibilità di scegliere..

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Michele Emiliano lascia il Pd: “Una scelta dolorosa ma inevitabile, me lo impone il mio ruolo di magistrato”

Michele Emiliano lascia il Partito Democratico. Il governatore della Puglia – tra i critici interni più feroci nei confronti delle politiche renziane e della direzione presa dal partito – ha deciso di non rinnovare l’iscrizione “in ossequio alla recente senza della Consulta in materia”. Una scelta “dolorosa ma inevitabile”, spiega il magistrato in aspettativa. E proprio per il suo mestiere, come recentemente stabilito dalla Corte Costituzionale, l’ormai (ex) esponente dem ha dovuto abbandonare ufficialmente il partito. “Continuerò a supportare il Pd in ogni modo in cui mi venga richiesto – assicura Emiliano – e continuerò a frequentare il mio circolo ed ogni istanza di partito alla quale riterrò di intervenire”.
“Vi è infatti – ha spiegato – che il mio ruolo di capo politico della coalizione di centrosinistra della Regione Puglia è per me coessenziale alla mia militanza nel Pd al quale sarò sempre legato”. Nei confronti del governatore, che è anche stato candidato alla segreteria nazi..

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Nanni Moretti a Che tempo che fa: “Ius soli errore vergognoso del Pd. Mi incazzo perché sono uno dei pochi elettori rimasti”

Nanni Moretti, ospite ieri sera a Che Tempo che fa su Rai 1, alla domanda di Fabio Fazio a chi farebbe oggi la sua storica battuta “di’ qualcosa di sinistra” ha risposto: “Il Pd ha fatto un errore vergognoso: non dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia, il cosiddetto ius soli. Mi incazzo perché sono uno dei pochi elettori rimasti”.
Video Rai
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Governo, Virzì: “M5s e Lega giocano a chi ce l’ha più lungo”. Cacciari: “Non può essere il Pd la forza che respinge l’onda di destra”

“Non può essere il Pd la forza che respinge l’onda di destra. Serve uno schieramento nuovo ed europeista”. Sono le parole del filosofo Massimo Cacciari, premiato ad Acri al premio letterario “Padula”. Oltre a Cacciari, anche il regista Paolo Virzì ha ragionato sull’attualità politica e ha criticato fortemente il governo: “Chi sta all’esecutivo gioca a chi ce l’ha più lungo. Non si rendono conto delle conseguenze di quello che fanno”.
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Pd, Corallo: “Primarie? Avevo previsto ritiro di Richetti. Boccia e Damiano convergeranno su Zingaretti”. E attacca i vertici

“Il ritiro di Matteo Richetti dalle prossime primarie del Pd per sostenere Martina? L’avevo previsto il 9 ottobre, cioè un mese e mezzo fa. Anche Cesare Damiano si ritirerà per far convergere la sua candidatura su Zingaretti e forse anche Boccia”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di 24 Mattino (Radio24) da Dario Corallo, il trentunenne candidato alla segreteria del Pd, balzato agli onori delle cronache per una sua recente polemica col virologo Roberto Burioni.
E aggiunge: “E’ tutta una spartizione di poltrone di cartone, in vista della compilazione delle liste per le elezioni amministrative e le elezioni europee. Perché, con la coperta corta, bisogna sistemare molta più gente in spazi più piccoli ed è un bel problema”.
Stoccata poderosa ai vertici dem: “Ce l’ho trasversalmente con tutto il gruppo dirigente del Pd. Ricordiamo tutti lo spettacolo della notte delle liste prima del 4 marzo. E adesso stiamo andando a celebrare un congresso di partito il 3 marzo 2019, cioè un anno dop..

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Cacciari a Montanari: “Ue va riformata. Se diciamo che è cenere, allora ha ragione Salvini. Ma è discorso suicida”

Dibattito a Otto e Mezzo (La7) sul governo M5s-Lega e sul destino della Unione Europea tra il filosofo Massimo Cacciari, lo storico dell’arte Tomaso Montanari e lo scrittore Sandro Veronesi.
Cacciari ribadisce l’importanza di una serie discussione riformista sull’Europa che vada contro le tesi di Salvini. E puntualizza: “I suoi amici del gruppo di Visegràd sono tali per modo di dire. In realtà, sono i suoi peggiori avversari. Quelli che nella Ue stanno spingendo di più per una condanna dell’Italia sono proprio i polacchi e gli ungheresi“.
Montanari sottolinea: “Se i 5 Stelle e Salvini sono dove sono, è perché eravamo in mezzo a un enorme disastro. Il fallimento della Ue è la causa non l’effetto del governo gialloverde. Sicuramente Salvini usa una retorica fascista, ammiccando a certi toni, ma secondo me sarebbe un errore fare appello al’antifascismo, facendo, per esempio, un fronte comune in cui il Pd viene lavato da ogni responsabilità. Penso al Fronte Repubblicano di Calenda. Quello ..

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De Luca: “Papà di Di Maio? Sant’uomo punito dalla natura per quella discendenza. M5s? Alcuni sembrano cafoni arricchiti”

Caustica invettiva del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro il M5s, nel corso del suo appuntamento settimanale su Lira Tv: il politico prende di mira, in primis, il reddito di cittadinanza e le recenti dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, sulla stampa delle tessere relative all’erogazione.
“Nessuno ha capito niente, neanche loro” – afferma De Luca – “Abbiamo assistito a delle cose francamente imbarazzanti. Di Maio aveva detto che si stavano stampando 6 milioni di schede del reddito di cittadinanza. È stato chiesto ai 5 Stelle chi le sta stampando e loro rispondono “Stiamo vedendo”. Allora era una palla, non hanno stampato niente. La verità è che in testa non hanno niente. Non si capisce niente. Il nulla. Sicuramente cercheranno di dare un po’ di soldi prima delle elezioni europee e la storia si chiuderà lì. Quello che indigna è il livello di cialtroneria di questi signori, la loro abitudine a truffare i cittadini italiani”.
E rincara: “D..

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Napoli, candidati a loro insaputa alle comunali: patteggiano il compagno della Valente e l’attuale capogruppo Pd

Una condanna e quattro patteggiamenti. Così si chiude il processo scaturito dall’inchiesta ‘Listopoli’. Un’indagine aperta dopo lo scandalo scoppiato a gennaio del 2017, quando la madre di una ragazza di 23 anni affetta da sindrome di down scoprì che la figlia era stata candidata a sua insaputa nella lista ‘Napoli Vale’, a sostegno della candidata del Pd alle elezioni comunali del 2016 a Napoli, Valeria Valente (senatrice dem e vicepresidente del gruppo Pd). Quello della 23enne, però, non era l’unico caso. Nove i nomi dei ‘candidati fantasma’ su cui la Procura cercò di fare luce, tra cui quello di un avvocato e di una docente napoletana, che apprese dagli uomini della Guardia di finanza di essere stata candidata. Tra gli indagati nell’inchiesta anche Gennaro Mola, coordinatore della campagna elettorale e compagno dell’ex candidata del Pd, la quale ha sempre sostenuto di essere all’oscuro di quanto fosse accaduto nel suo comitato elettorale.
L’EPILOGO DEL PROCESSO – Mola è tra i quattr..

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Pd, Martina: “Renzi? Io non chiedo scusa a Berlusconi e non riabilito le sue scelte”

“Non chiedo scusa a Silvio Berlusconi“. Maurizio Martina risponde così alle parole di Matteo Renzi che in una diretta Facebook aveva invitato “la sinistra” a scusarsi con il leader di Forza Italia perché “faceva leggi ad personam” ma “rispetto a Matteo Salvini era un pischello“. L’ex segretario ad interim del Partito democratico e neo-candidato alle primarie parla a Radio Capital e avverte il suo ex premier: “Capisco il ragionamento di questa provocazione, cioè che è meglio una destra istituzionale che una destra nazionalista e populista. Non riabiliterei però scelte e persone che hanno fatto male in questi anni all’Italia”.
Anche se lui dice di stare fuori dalle dinamiche del partito, Renzi torna sempre al centro del dibattito in vista del Congresso. Tra le voci di un appoggio, per ora rimasto implicito, a Marco Minniti unito a una strategia per battere Nicola Zingaretti e quelle di un possibile nuovo movimento politico che nasca dai comitati civici “Ritorno al futuro“, l’ex premier ..

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Morani e Nobili (Pd) fuori dal Ministero del Lavoro: “Non ci fanno entrare, piantiamo casino. Qui per tessere e Di Maio”

I parlamentari del Pd, Alessia Morani e Luciano Nobili, da questo pomeriggio stanno cercando di accedere al Ministero del Lavoro per fare chiarezza sulle tessere elettroniche del reddito di cittadinanza. “Non ci fanno entrare, restiamo qui e piantiamo un casino. Vogliamo vedere l’atto con cui ha mandato in stampa le tessere”.
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Dl Sicurezza, Martina: “Vogliamo fare opposizione? Lanciamo referendum abrogativo ai gazebo del Pd per le primarie”

“La proposta a tutti i candidati del Pd è che i gazebo del 3 marzo, oltre che per scegliere il segretario del partito, siano utilizzati per raccogliere le firme per il referendum abrogativo del dl Sicurezza, che diventino un atto fondante dell’alternativa al governo, su uno dei temi decisivi del confronto tra destra e sinistra”. A dirlo, in conferenza stampa, il candidato alla segreteria del Partito democratico, Maurizio Martina, insieme a Matteo Richetti.
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Zingaretti, la mozione di sfiducia è una cosa seria: caccia ai “Responsabili” per salvare secondo mandato e corsa nel Pd

Sembrava una boutade. Un atto dimostrativo. Una forma di protesta contro quel governatore così “aperto” alle opposizioni, chiusosi eccessivamente dopo il cosiddetto “patto d’Aula” con i due consiglieri di centrodestra passati al gruppo Misto. E invece, il sassolino della mozione di sfiducia a Nicola Zingaretti si sta trasformando in una specie di tsunami che potrebbe spazzarne via, dopo appena 9 mesi, il secondo mandato da presidente del Lazio e verosimilmente, di conseguenza, anche le velleità di diventare segretario del Pd. Una mozione firmata quasi controvoglia dai consiglieri d’opposizione, i quali in privato ancora ieri maledivano l’ego fuori controllo dei propri capigruppo. Fatto sta che, da presidente blindato e “inattaccabile”, ora zar Nicola rischia addirittura di non mangiare il panettone.
Nostalgia della viarella
Un atto dimostrativo, dicevamo. “Zingaretti è impegnato nella corsa per la segreteria del Pd e ha tradito i suoi elettori, non pensa più alla Regione”, la ragione ..

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Dl Sicurezza, protesta Pd in Aula: deputati indossano maschere bianche. Rampelli li richiama: “Non siamo a teatro”

Protesta del Pd in aula a Montecitorio durante le dichiarazioni di voto sul decreto sicurezza. Al termine dell’intervento del capogruppo del Graziano Delrio che ha accusato il governo di creare degli ‘invisibili’, ovvero immigrati che usciranno da ogni sistema di controllo e legalità, i deputati hanno indossato delle maschere bianche anonime. Il presidente di turno, Fabio Rampelli ha chiesto ai parlamentari di consegnare le maschere: “Non siamo a teatro”.
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Pd, Richetti: “Regola del 51%? Non si può cambiare in corsa”. Damiano: “Caro Prodi, i programmi ci sono”

La data è decisa, dopo settimane di polemiche e tentativi (da parte dei renziani) di allontanare e congelare il Congresso Pd. Le primarie per decidere chi sarà il prossimo segretario dem si terranno il 3 marzo, quasi un anno dopo la disfatta elettorale del 4 marzo 2018. Eppure, in casa dem si litiga su tutto: regole, Statuto, modalità di partecipazione e tesseramento. Anche perché, considerato l’alto numero di candidati in campo e la possibilità (più che concreta) che nessuno raggiunga il 51%, alla fine potrebbe essere l’Assemblea a decidere chi sarà a guidare il partito, regole alla mano. Un cambio era stato richiesto soprattutto (ma non solo) dai sostenitori di Nicola Zingaretti. Ovvero, il presidente della Regione Lazio, candidato in vantaggio su Marco Minniti (sostenuto dai renziani) e Maurizio Martina, sondaggi alla mano. Ma la richiesta di far comunque vincere chi raggiungerà più voti, con un ‘patto tra gentiluomini’, viene al momento respinta: “Cambiare in corsa sarebbe poco ser..

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Dl Sicurezza, Pd al M5s: “Vi dite contrari, ma chinate capo”. “Condividiamo gli obiettivi del decreto, noi coerenti”

Scontro in Aula alla Camera tra Pd e M5s, durante le dichiarazioni di voto per la fiducia al Decreto Sicurezza, provvedimento rivendicato da Salvini e dalla Lega. “Ora salite sui tetti a urlare che è stato approvato il decreto di un partito, non la legge del popolo. Un decreto della Lega, che va approvato senza modifiche e senza discussione”, ha attaccato sarcastico il deputato dem Emanuele Fiano. Per poi concludere: “Fate attenzione voi che vi dite contrari e poi chinate il capo. Noi non lo faremo, voteremo no”. “Questo decreto, se fosse stato scritto da un nostro ministro, forse avrebbe rivelato una sensibilità diversa, sarebbe stato impostato in modo diverso, ma avrebbe perseguito gli stessi obiettivi”, ha replicato Federica Dieni (M5s), rivendicando “coerenza” dopo il contratto di governo fatto con la Lega. L'articolo Dl Sicurezza, Pd al M5s: “Vi dite contrari, ma chinate capo”. “Condividiamo gli obiettivi del decreto, noi coerenti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Pd, corsa a 8 per la successione di Renzi: Zingaretti favorito, ma i dem rischiano un leader dimezzato. I profili dei candidati

Alla corsa per prendersi la poltrona che fu di Matteo Renzi, ereditando le ceneri di un Pd affondato nelle urne il 4 marzo, si presentano in otto. Qualcuno li aveva malignamente ribattezzati i 7 nani, quasi a sottolinearne il deficit di leadership anche all’interno dello stesso partito, salvo poi la candidatura delle ultime ore di Maria Saladino, giusto per rompere lo schema tutto al maschile che sembrava essersi delineato. Nani perché i dem arrivano in piccole pattuglie: c’è chi cerca spazio, altri rivendicano una rottura definitiva con il passato, qualcuno difende posizioni consolidate nel tempo. C’è chi nega legami con l’era del renzismo come Marco Minniti, anche se proprio i più vicini all’ex premier bussano alla sua porta in maniera più o meno vistosa, e chi quel passato vicino al segretario che ha isolato il partito nel post elezioni lo rivendica (vedi Matteo Richetti).
Tra il più giovane (Dario Corallo) e il più anziano (Cesare Damiano), qualcuno vicino a Renzi non ci è mai sta..

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Pd, Prodi: “Primarie senza programmi. Se vado a votare? Non ho ancora deciso”

“Adesso sono cattivo: vedo che si sanno i nomi delle primarie Pd ma non i loro programmi. E questo per me è un problema gravissimo“. Romano Prodi sembra tutt’altro che entusiasta dalle candidature in corso per la segreteria del Partito democratico. “Bisogna dire quello che uno vuole, che Paese e che partito si ha in testa. Mi attendo che finalmente si cominci a presentare le differenze che non sono di personalità ma di contenuto”, ha detto quello che è stato il primo presidente dei dem intervistato da Lucia Annunziata a In Mezz’ora in più su Rai 3.
Ma l’ex premier andrà a votare alle primarie del Pd? “Francamente non ho ancora deciso“, ha detto Prodi.
A dieci anni dalla caduta del suo ultimo governo e a cinque dalla mancata elezione del presidente della Repubblica, l’ex commissario Ue ha anche escluso categoricamene il suo ritorno alla politica attiva. “Il mio mestiere è fare il predicatore, incidere sulla vita politica è compito dei protagonisti: uno sta o dentro o fuori, non si sta ..

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Occhetto alla Bolognina 30 anni dopo la svolta: “La sinistra? Può risorge dalle proprie ceneri. Ma il Pd non l’ha ancora capito” 

“La sinistra è un’araba fenice che può risorgere dalle proprie ceneri solo se è consapevole di aver raggiunto lo stato di cenere, e quindi rifare tutto in modo nuovo. Il Pd non l’ha ancora capito”. Trent’anni dopo la svolta della Bolognina, Achille Occhetto, è tornato al circolo della Bolognina, a pochi metri da dove il 12 novembre del 1989 pronunciò le frasi che aprirono la strada al passaggio dal Partito Comunista Italiano (poi sciolto nel 1991) al Partito Democratico della Sinistra (PDS). “Non sono stato io a uccidere il comunismo, è stato Stalin” dice oggi l’ultimo segretario del Partito Comunista Italiano. “Per la sinistra fu una scelta decisiva. Tutto dimostra che avevamo ragione. Avevamo previsto un anno prima il crollo del comunismo, adesso non c’è più in nessuna parte del mondo”.
Nell’attuale sede di Fondazione Duemila (che possiede il patrimonio del Pc-PDS-DS non confluito nel patrimonio del Pd) dove ha presentato il suo ultimo libro ‘La lunga eclissi. Passato e presente del..

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Accordi&Disaccordi, Pier Luigi Bersani su Nove: “Renzi fa il contrario di quel che dice, il Pd da solo non può farcela”

Pier Luigi Bersani, ospite di “Accordi&Disaccordi”, in onda su Nove alle 22.45 tutti i venerdì dopo “Fratelli di Crozza”, non vede un futuro roseo di fronte al Partito democratico. “Matteo Renzi non farà correnti, male che vada restituisce la tessera del Pd. Che mi dice Bersani ascoltando tutto questo?”, chiede Andrea Scanzi che conduce il programma insieme a Luca Sommi. “Renzi fa il contrario di quel che dice, ha sempre fatto così”, risponde l’ex presidente del Pd”. “Lei tornerebbe mai nel Partito democratico?”, domanda Sommi. “Bisogna fare una roba nuova”, è la conclusione di Bersani. “Quindi il Pd è finito?”, insiste Sommi. L’ex ministro dello Sviluppo economico del governo Prodi è sicuro: “Io penso che da solo il Partito democratico non può farcela, perché ha dentro questa ambiguità“. “Va chiuso? Va cambiato?”, chiede ancora il conduttore. “Bisogna che ci sia una chiarezza, cioè chi si ritiene di sinistra popolare si metta in condizione di parlare con chi è di sinistra popolare e c..

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Pd, la spietata analisi di Cacciari: “Europee? Il disastro è inevitabile. Dopo Renzi se ne andrà dal partito”

“Si andrà oltre il Pd dopo le elezioni Europee? Sarà inevitabile, penso. Perché, andando così alle Europee, evitare il disastro sarà difficile. Quindi, a quel punto ci sarà inevitabilmente quello sciogliete le righe che sarebbe stato utile fare 5-6 anni fa“. Lo ha detto Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, ha fatto riguardo al futuro del Partito democratico, a margine della presentazione del libro di Achille Occhetto a Milano.
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Pd, Martina lancia la sua candidatura: “Io ci ha fatto male, noi è il futuro. No alla spocchia di avere tutte le risposte”

“Ci candidiamo, al plurale“. Sceglie questa formula Maurizio Martina per lanciare la sua corsa alla segreteria del Pd. Parla dal quartiere San Lorenzo, a Roma, quello dove è morta Desirée Mariottini. “Ci tenevo a dare un segno che per me è normalità e coerenza rispetto al lavoro che ho sempre cercato di fare. Partire da un circolo, in un quartiere come questo, vuole dire ringraziare per la passione che i nostri iscritti del Pd dimostrano”, spiega l’ex segretario. “L’io ci ha fatto male, il noi è il futuro”, dice Martina, senza risparmiare un riferimento implicito a Matteo Renzi. “Il Pd deve cambiare”, farsi “squadra“, stare “fianco a fianco alle persone che vuole rappresentare. Non sopra, con la spocchia di avere tutte le risposte”, Per questo Martina dice di volersi fare “garante dell’unità contro i mostri del nazional-populismo“.
Dopo l’ufficialità delle candidature di Nicola Zingaretti prima e Marco Minniti poi, i suoi sfidanti annunciati in quella che sarà la corsa a tre delle pri..

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Camera, Maschio (FdI) vs Fiano (Pd): “Per i ragazzi di destra fare politica è un rischio. A volte non tornano a casa…”

Nel secondo giorno di esame al disegno di legge anticorruzione, alla Camera si è discusso, e poi votato, sulla trasparenza e sulle sanzioni per gli illeciti commessi da partiti e fondazioni. Dopo il ritiro di un emendamento da parte della Lega, i gruppi parlamentari d’opposizione hanno ricordato, negli interventi, il legame tra politica e attività sui territori. Il deputato dem Emanuele Fiano ha detto che “la nostra militanza, in alcune fasi storiche, è stata anche difesa della libertà e della democrazia“. A quel punto, Ciro Maschio, di Fratelli d’Italia, ha risposto direttamente al collega del Pd: “Vorrei ricordagli che per i ragazzi di destra fare politica, in certe zone d’Italia, è un rischio. A volte non tornano a casa“.
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Pd, Martina si candida alla segreteria del partito: sfida a Zingaretti e Minniti

Maurizio Martina corre per la segreteria del Pd contro Nicola Zingaretti e Marco Minniti. L’ex segretario dem ufficializzerà la sua candidatura giovedì alle 13 in una conferenza stampa a Roma in un circolo del quartiere San Lorenzo, quello teatro dell’omicidio di Desirée Mariottini.
Rompe gli indugi, quindi, l’ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni e trasforma le primarie in una sostanziale lotta a tre che vedrà presenti anche le mozioni di Cesare Damiano, Matteo Richetti, Francesco Boccia e del giovane Dario Corallo.
A sostegno della sua candidatura, stando a quanto filtra da ambienti dem, si schiereranno diversi importanti esponenti tra i quali il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, l’ex sottosegretario Tommaso Nannicini, nonché Carla Cantone, Debora Serracchiani, Chiara Gribaudo e Andrea De Maria.
L’obiettivo del segretario che ha traghettato il Pd dopo la sconfitta del 4 marzo è quella di coinvolgere soprattutto su una serie di segretari di circolo, che hanno apprezzato l..

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Manovra, Boccia (Pd): “Ue? Decisione sbagliata, abbia rispetto per il Parlamento italiano. Difendo il governo Conte”

“La bocciatura della manovra da parte della Ue? È sbagliata nel metodo e nel merito. Vi sorprenderò: sono dalla parte dell’Italia e sono disposto a difendere Conte e il governo Conte“. Così, ai microfoni di “Ho scelto Cusano” (Radio Cusano Campus), il deputato Pd, Francesco Boccia, si esprime sullo stroncamento della manovra italiana da parte della Commissione europea. E spiega: “Questa decisione è errata nel metodo, perché sarebbe stato più opportuno aspettare almeno il primo passaggio in uno dei due rami del Parlamento italiano. Sarebbe opportuno avere rispetto per il Parlamento. A me non piace questa manovra nelle modalità di costruzione dei processi di spesa, ma non si può far partire una procedura d’infrazione sul debito senza che il Parlamento si sia ancora espresso, perché il Parlamento può ancora cambiarla e migliorarla. E’ segno di un pregiudizio di una commissione Ue fallimentare. Io da giorni chiedo a Conte e ai leader di questa maggioranza di fare un patto politico anti-spr..

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Renzi: “Salvini e Di Maio due bluff, Tria e Moavero sono peggio. Nel Pd mi pugnala chi ha avuto grazie al nostro coraggio”

Matteo Salvini è un “bluff”, il Movimento Cinque un “superbluff”. Ma peggio di loro sono Giovanni Tria ed Enzo Moavero Milanesi perché oggi sono rispettivamente “senza credibilità” il primo che, quindi, “non serve più a nulla”, e “servile” al nuovo potere il secondo. Non se la passano meglio Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e chiunque dopo il 4 marzo gli ha di fare un passo di lato dopo il 4 marzo. Mancano di serenità di giudizio, dice Matteo Renzi in un intervento su Il Foglio, proprio loro che hanno “avuto tutto grazie al nostro coraggio” e ora “pugnalano alle spalle”. Ma “lo stile è come il coraggio di Don Abbondio: chi non ce l’ha, non può darselo”.
Lui però starà fuori, lo promette. E Marco Minniti sarà la sua longa manus. Tuttavia “la ruota girerà” ed “è scritto che prima o poi torneremo” puntando a quel terzo di elettorato che non si sente rappresentato. Forse con i comitati civici che Ivan Scalfarotto sta organizzando sul territorio in nome e per conto dell’ex segretario che v..

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Pd, Corallo: “Burioni? Con lui prenderei anche una birra ma preferisco la divulgazione scientifica di Alberto Angela”

“La mia frase su Burioni? Non ho assolutamente alcun problema con lui personalmente, ma col suo modo di comunicare, che, secondo me, è sbagliato. Riguardo alla divulgazione scientifica, è meglio Alberto Angela di Roberto Burioni“. Sono le parole pronunciate a Tagadà (La7) da Dario Corallo, il giovane candidato alla segreteria del Pd, investito recentemente dalle polemiche per le sue parole sul virologo Roberto Burioni. Corallo aveva rimproverato il partito di essersi appiattito sull’atteggiamento comunicativo di “un Burioni qualsiasi che si diverte a bulleggiare il 99% delle persone meno preparate che esprimono semplicemente un dubbio”.
E aggiunge: “Io in quell’intervento ho parlato di una generazione in ginocchio, della dirigenza Pd che ha fallito, dell’Europa da 14 anni governata dalla destra e sembra che vada tutto bene, ma ci si è concentrati solo su quella sciocchezza. Burioni fa la sua sacrosanta battaglia sui vaccini e figuriamoci se la metto in dubbio. Con Burioni andrei anche ..

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