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Flixbus, pullman partito da Genova finisce contro un muro nei pressi di Zurigo: un morto, decine di feriti. A bordo 13 italiani

Un’italiana è morta nello scontro di un pullman della compagnia Flixbus, partito da Genova e diretto a Düsseldorf, che ha sbandato, forse a causa dell’asfalto innevato, uscendo dalla carreggiata e finendo contro un muro. Nell’incidente ha perso la vita ladonna, 37 anni, la cui identità non è ancora stata resa nota e altre 44 persone, tra cui i due autisti, sono rimaste ferite.
Lo schianto è avvenuto sull’A3, all’altezza di Zurigo, attorno alle 4,15 del mattino. Sul bus si trovavano 51 persone, si legge in una nota della polizia cantonale, tra i quali 13 italiani. Quattro persone sono illese, mentre le ferite riportate dagli autisti sono gravi.
I feriti sono stati trasportati in sette ospedali diversi. Al momento dell’arrivo dei soccorsi molti passeggeri erano ancora incastrati tra le lamiere. “C’era chi urlava, altri erano calmi, abbiamo dovuto agire con attenzione e senza fretta”, ha raccontato una testimone. Il mezzo appartiene a una filiale della nota compagnia di trasporti tedesc..

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Antonio Megalizzi è morto. Il reporter italiano ferito nell’attentato di Strasburgo

Antonio Megalizzi, il giovane reporter italiano rimasto gravemente ferito alla testa nell’attacco al mercatino di Natale di Strasburgo, è morto. Lo apprende l’agenzia Ansa da fonti francesi.

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Cesare Battisti, dall’ergastolo per quattro omicidi alla latitanza all’estero: le tappe della vicenda

Quella del giudice del Tribunale Supremo brasiliano, Luiz Fux, su Cesare Battisti è una decisione che apre la via a un’estradizione che l’Italia ha richiesto allo stato sudamericano da più di dieci anni, senza però trovare accoglienza. La consegna dell’ex membro del Pac (Proletari Armati per il Comunismo) rappresenta una delle promesse che il presidente brasiliano eletto Jair Bolsonaro, che si insedierà il prossimo 1 gennaio, aveva pronunciato durante la campagna elettorale all’indirizzo delle autorità italiane.
Condannato in contumacia all’ergastolo in Italia, per quattro omicidi risalenti alla metà degli anni Settanta, l’ex membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo si era inizialmente rifugiato in Francia, doveva aveva vissuto dagli anni Ottanta, protetto dalla “dottrina Mitterrand”, secondo cui la Francia non avrebbe valutato “la possibilità di non estradare cittadini di un Paese democratico autori di crimini inaccettabili”. In Brasile dal 2004, Battisti fu arrestato nel ..

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Cesare Battisti, il Brasile ordina l’arresto “Va estradato, esiste un pericolo di fuga”

Prima passo verso l’estradizione di Cesare Battisti dal Brasile, promessa dal neo presidente verdeoro Jair Bolsonaro. Come riporta la Tv Globo il magistrato del Supremo Tribunale Federale, Luis Fux, ha infatto ordinato l’arresto per l’ex terrorista italiano del Pac. Una misura, richiesta dalla Procuratrice Generale del Brasile, Raquel Dodge per “evitare il rischio di fuga e assicurare una eventuale estradizione”. Il giudice Fux ha così revocato una misura a favore di Battisti, che lui stesso aveva disposto un anno fa. Sempre secondo quanto riporta la Tv Globo, la richiesta di arresto è immediatamente esecutiva.
Il Stf si era già dichiarato a favore dell’estradizione di Battisti nel 2010, lasciando però l’ultima parola all’allora presidente, Lula da Silva, riguardo alla sua permanenza nel paese. Lula concesse all’italiano la residenza permanente in Brasile nelle ultime ore del suo mandato. Proprio per questo il magistrato Fux ha chiesto una decisione collegiale (pur definendosi favorev..

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Attentato Strasburgo, l’attentatore è stato ucciso in un blitz della polizia

È stato ucciso in un blitz delle forze speciali Cherif Chekatt, il 29enne che martedì sera ha fatto fuoco al mercatino di Natale di Strasburgo, uccidendo tre persone e ferendone 14. L’uomo è stato individuato e fermato mentre camminava per strada in rue du Lazaret, nel quartiere di Neudorf, dove aveva fatto perdere le tracce 48 ore fa, dopo aver commesso l’attentato. Aveva con sé una pistola e un coltello e, quando tre agenti l’hanno interpellato, ha iniziato a sparare per primo contro i poliziotti, che lo hanno successivamente “neutralizzato”. Il terrorista si era rifugiato in un deposito vicino alla Plaine-des-Bouchers, vicino al centro della cittadina alsaziana, non lontano da Neudorf. I passanti, dietro le transenne, hanno applaudito a lungo i poliziotti impegnati nel blitz decisivo. “Sono orgoglioso delle forze dell’ordine” ha detto il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, annunciando che il mercatino di Natale di Strasburgo riaprirà domani, con un rafforzato dispos..

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Strasburgo, Cherif Chekatt in fuga. “Ha detto: ‘Ho vendicato fratelli morti in Siria’”. Morte cerebrale per uno dei feriti

Continua la caccia a Cherif Chekatt, il presunto attentatore di Strasburgo che intorno alle 20 di martedì sera ha fatto fuoco al mercatino di Natale uccidendo tre persone, e ferendone altre 13. Una è in stato di “morte cerebrale” e cinque sono in gravi condizioni. Tra loro c’è anche il giornalista italiano Antonio Megalizzi, colpito da un proiettile alla testa. Le sue condizioni sono gravi ma stazionarie. È stato colpito da un proiettile, ma è inoperabile e in coma farmacologico. I famigliari hanno fatto sapere che saranno decisive le prossime 48 ore.
Secondo gli investigatori, Cherif è fuggito in Germania a bordo di una Ford Fiesta targata CX168FD. Nel 2016 era stato infatti condannato dal tribunale di Singen a due anni e tre mesi, quindi il sospetto è che abbia dei contatti a cui appoggiarsi. Le ricerche proseguono anche in Francia, ed è stata allertata anche la polizia italiana. Intanto, in giornata, ci sono stati blitz della polizia a Strasburgo, incluso nel quartiere in cui vivev..

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Usa, condannato ex avvocato di Trump. Ma ora la sentenza può abbattersi sul presidente

La condanna a tre anni rimediata da Michael Cohen in un tribunale di New York potrebbe essere non la fine ma piuttosto l’inizio di una nuova vicenda giudiziaria – con al centro proprio il presidente Donald Trump. Cohen è stato infatti condannato per quello che il giudice William H. Pauley III ha definito “un buffet di crimini”, in particolare pagamenti illeciti per comprare il silenzio delle due donne che accusano Trump. Quello che Pauley ha però detto, nell’aula di un tribunale Usa, è che ci sono “prove preponderanti” sul fatto che sia stato il presidente a spingere Cohen a commettere il crimine.
“Si tratta di una transazione privata”, di un “caso civile”, ha più volte spiegato Trump, per minimizzare la gravità dell’accusa e il suo ruolo nella vicenda. In realtà, l’indagine condotta dagli inquirenti del Southern District of New York punta molto chiaramente proprio su Trump. Gli investigatori hanno infatti garantito l’immunità al direttore finanziario della Trump Organization, Allen W..

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Gilet gialli, Macron aumenta il salario minimo di 100 euro: “In Francia emergenza sociale ed economica”

“C’è rabbia, c’è indignazione condivisa da molti francesi. Servono misure profonde”. Nel pieno delle proteste dei gilet gialli, Emmanuel Macron si rivolge alla nazione con un appello “per lavorare tutti insieme alla costruzione di una nuova Francia”. Il presidente, dopo aver condannato le violenze che hanno scosso il paese nelle ultime settimane, cerca di voltare pagina. “Da un anno non siamo stati in gradi di rispondere alle richieste, mi assumo una parte della responsabilità. Forse ho ferito qualcuno di voi con le mie idee, ora voglio essere chiarissimo. Il malessere esiste anche in altri paesi, insieme troveremo il cammino per farcela. Dobbiamo creare nuove strade, per noi francesi”, dice il presidente, consapevole di doversi confrontare con “uno stato d’urgenza economico e sociale“.
“Prenderò misure già questa settimana”, ha proseguito il capo dell’Eliseo. La prima: il salario minimo aumenterà di 100 euro al mese dal 2019 e viene annullata la contribuzione sociale generalizzata (C..

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Gilet gialli, Macron: ‘Rabbia anche colpa mia. Salario minimo aumenta di 100 euro Straordinari detassati da gennaio 2019″

“C’è rabbia, c’è indignazione condivisa da molti francesi. Servono misure profonde“. Nel pieno delle proteste dei gilet gialli che nelle ultime tre settimane hanno infiammato il Paese, Emmanuel Macron si rivolge alla nazione con un appello “per lavorare tutti insieme alla costruzione di una nuova Francia“. In un messaggio di 13 minuti trasmesso alle 20 in punto dall’Eliseo, all’indomani di un altro week-end di proteste e devastazioni a Parigi e in altre città del Paese, il capo dello Stato ha prima condannato le violenze, assicurando massima intransigenza con i casseurs. Poi è arrivato al dunque, annunciando una serie di provvedimenti immediati e concreti per rispondere alle legittime rivendicazioni della stragrande maggioranza di casacche gialle pacifiche. L’obiettivo: il presidente della Repubblica vuol dare l’idea di voltare pagina.
“Non dimentico – ha detto nel videomessaggio a reti unificate – che c’è una collera, un’indignazione, che molti francesi possono condividere” e che “ri..

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Global Compact, tutti i dubbi dei Paesi che hanno detto no al documento Onu

Il Global Compact on Migration, il patto delle Nazioni unite sulle migrazioni, è stato adottato a Marrakesh, davanti ai leader di 164 Paesi. L’adozione è arrivata durante la conferenza Onu, nonostante le critiche di forze nazionaliste e contrarie alle migrazioni e dopo che vari Paesi si sono opposti o sfilati, tra cui gli Stati Uniti e l’Italia. Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration contiene 23 linee guida con cui “evitare sofferenze e caos” nelle migrazioni nel mondo.
Dopo 18 mesi di colloqui, l’accordo non vincolante era stato raggiunto a luglio dai Paesi Onu, fatta eccezione per gli Stati Uniti. In seguito varie altre nazioni si sono ritirate e hanno annunciato l’assenza alla conferenza, tra cui Australia, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Cile. Si erano invece detti indecisi altri Paesi, tra cui l’Italia che ha fatto dietrofront sull’adesione, e Bulgaria, Estonia, Israele, Slovenia e Svizzera. Ecco i punti contestati dell’accord..

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I gilet gialli hanno fame? Purtroppo per Macron anche i croissant costano troppo

Si avvicinava la fine del secolo, e nella capitale di un Impero una sfortunata regina, suggerì al popolo di mangiare croissant, dato che il pane scarseggiava. Il popolo affamato, stanco, stremato da tasse e soprusi della media nobiltà, non la prese bene. La sua uscita, ammesso che sia stata veramente pronunciata da lei, è divenuta parte del pacchetto della “storia ufficiale” della rivoluzione francese. Emmanuel Macron oggi sembra la versione al femminile della famosa regina (che perse la testa per il popolo e le sue scelte).
C’è una grande differenza tra quella regina, avulsa dal mondo vero, e il signor Macron: l’informazione. Malgrado si possa criticare i media, come delatori, sobillatori o cospiratori del potere, i media hanno ancora lo scopo di tenere informati i cittadini su quello che succede. Al peggio se non ci si vuol fidare dei media i normali strumenti social sono perfetti per acquisire dati grezzi.
La Francia e i gilet gialli sono solo l’ennesimo esempio di una classe poli..

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La Dichiarazione dei diritti umani tradita

Questa mattina Amnesty International ha presentato il volume “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019” (Infinito Edizioni). È stata l’occasione, nel 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, per fare il punto sullo stato di salute dei diritti umani nell’anno che sta per finire e per riaffermare i principi ispiratori del testo del 1948.
Quei principi – ossia che i diritti sono innati, universali e indivisibili – sono sempre più messi in discussione da una visione secondo la quale i diritti si devono “meritare”, che non ci sono per tutti e che non spettano a tutti.
La Dichiarazione promuoveva l’idea che i diritti fossero interdipendenti, ossia che i diritti di ciascun individuo si realizzassero attraverso la realizzazione dei diritti degli altri: tutti i diritti per tutti non era un’utopia ma il disegno di una società nella quale la democrazia, l’uguaglianza, la giustizia sociale si rafforzassero proprio mediante i diritt..

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Mikhail Popkov condannato al secondo ergastolo: ha ucciso 77 donne. È il serial killer più sanguinario della storia russa

Lo hanno condannato per la seconda volta all’ergastolo. Questa volta accusandolo di altri 56 omicidi. Diventano così 78 le vittime del serial killer di Angarsk, Mikhail Popkov: un uomo e 77 donne, secondo i tribunali della Russia, sono stati uccisi dall’ex poliziotto, accusato anche di una decina di stupri. Secondo la procura, Popkov soffriva di “una patologica attrazione all’uccisione di persone” e di “una mania omicida con elementi sadici”. Ma è stato dichiarato sano di mente, quindi processato e condannato al fine pena mai.
Il 54enne è comparso in aula nell’uniforme del carcere, con la testa china. Dopo la nuova sentenza, legata a 56 delitti, sconterà la sua pena nella colonia penale di massima sicurezza soprannominata Delfino nero, alla frontiera con il Kazakistan. Popkov, cui è stato anche revocato il diritto alla pensione come ex poliziotto, intende presentare ricorso contro il verdetto, secondo le agenzie russe. Il tribunale di Irkutsk, a circa mille chilometri da Ulan Bator, h..

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Si filmano mentre scalano la piramide di Cheope: polemiche in Egitto per le immagini hard del fotografo danese

Polemica in Egitto per un video pubblicato online da un turista e fotografo danese Andreas Hvis, che sui social ha diffuso un video in cui sale sulla piramide di Cheope (inclusa nelle sette meraviglie del mondo antico) insieme a una ragazza. Ma non solo: negli ultimi secondi la giovane (ripresa di spalle) si spoglia. Il ragazzo ha poi pubblicato una foto di loro due, nudi, impegnati in un rapporto sessuale proprio sulla cima della piramide. L’episodio ha fatto infuriare le autorità locali, che stanno indagando per capire come sia stato possibile per i ragazzi accedere nell’area dopo il tramonto e salire sulla cima (vietato dalla legge)
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Global Compact, il testo Onu sulle migrazioni adottato da 164 Paesi. Ma l’Italia aspetta il voto del Parlamento

Il Global Compact adottato per acclamazione a Marrakech da 164 paesi. Dal patto Onu sui migranti però si sono sfilati diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti – che si erano già smarcati lo scorso anno dai colloqui – e il blocco di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) e poi Australia, Austria, Repubblica Dominicana, Ungheria, Lettonia. L’Italia ha annunciato di volere sottoporre il testo all’esame del Parlamento prima di aderire, stessa scelta fatta anche dalla Svizzera.
L’accordo, non vincolante, è stato bersaglio di dure critiche dei nazionalisti e vari Paesi in precedenza hanno fatto sapere che non lo appoggeranno. Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration è stato completato alle Nazioni unite a luglio, dopo 18 mesi di negoziati. Venerdì Washington ha nuovamente criticato il testo, etichettandolo come “uno sforzo delle Nazioni unite per avanzare la governance globale a spese del diritto sovrano degli Stati”.
Altri Paesi, guidati dalla Germania d..

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Francia, 2mila arresti per il quarto sabato di scontri. Sondaggio scuote l’Europa: in caso di voto gilet gialli al quarto posto

Hanno riaperto negozi, musei e monumenti. Il day after di Parigi, reduce dal quarto sabato di scontri e proteste dei giubbetti gialli, è uno scenario ancora militarizzato di rottami e di numeri. Dal ministero degli Interni filtrano cifre più precise sul bilancio: 136mila partecipanti a cortei e blocchi dell’8 dicembre, quasi 2mila persone arrestate, oltre 1.700 poste in custodia, per la maggior parte nella capitale. Non ci sono state vittime né situazioni di imminente pericolo, oltre le auto bruciate, le vetrine infrante e i proiettili di gomma con feriti sparati dalla Polizia.
La cronaca lascia dunque spazio alla politica che ora, dicono pressoché tutti i commentatori, dovrà trovare la mediazione con il movimento di protesta che ha fatto tremare il governo. Emmanuel Macron, obiettivo numero uno dei manifestanti, “si rivolgerà alla nazione” domani, lunedì, alle ore 20, come ha reso noto l’Eliseo. Secondo il ministro del lavoro, Muriel Pénicaud, il presidente, che riceverà le parti soc..

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Global Compact, si allunga lista dei Paesi assenti. In Belgio il sì spacca il governo

Lunedì e martedì il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sarà a Marrakech, dove è in programma la conferenza intergovernativa chiamata ad adottare il Global Compact per la migrazione: l’accordo stilato sotto l’egida delle Nazioni Unite che si pone l’obiettivo di garantire una gestione completa dei fenomeni migratori internazionali. Il governo italiano, come aveva annunciato Matteo Salvini, aspetterà il voto del Parlamento, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia pressano la Lega per scegliere il no. I primi a ritirarsi, il 3 dicembre 2017, furono gli Stati Uniti di Donald Trump, seguiti dall’Ungheria di Viktor Orban e poi da altri Paesi. In Belgio invece la decisione del premier Charles Michel di andare a Marrakech ha portato il partito nazionalista fiammingo a lasciare la coalizione e aprire una crisi di governo a cinque mesi dalle elezioni.
La crisi in Belgio – Il ministro dell’Interno, Jan Jambon, della Nuova alleanza fiamminga (N-VA) ha confermato che lui e gli altri minist..

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Gilet gialli, poliziotti francesi fermano un disabile e lo fanno cadere dalla carrozzina. Il video diffuso dai manifestanti

Sta scatenando indignazione sui social un altro video shock, che attesta le durissime modalità della polizia francese nel respingere i gilet gialli. Il filmato mostra un uomo su una carrozzina che viene fermato dalle forze dell’ordine: uno dei poliziotti si accovaccia e cerca qualcosa sotto la sedia a rotelle dell’uomo, che reagisce allontanando l’agente. Si scatena il parapiglia e l’uomo viene fatto cadere rovinosamente a terra, tra le urla dei presenti. Il filmato è stato caricato sul profilo Instagram ufficiale dei Gilet Gialli.
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Bolivia, presidente Morales si ricandida per la quarta volta: proteste in tutto il Paese. “Faremo lo sciopero della fame”

Evo Morales potrà ricandidarsi per la quarta volta alle elezioni del 2019 per essere eletto presidente della Bolivia. Lo ha deciso martedì scorso il Tribunale supremo elettorale (Tse), nonostante il divieto previsto dalla Costituzione del paese e il referendum del 21 febbraio 2016, in cui oltre il 51% dei cittadini aveva votato contro la possibilità di un terzo mandato. La decisione ha scatenato proteste in tutto il Paese, culminate con lo sciopero nazionale di 24 ore, organizzato dall’opposizione e le reti sociali giovedì 6, in cui è morta una donna di 56 anni negli scontri con il fronte dei manifestanti a favore della candidatura di Morales e del suo vice, Alvaro García Linera.
E già da questo lunedì si preannuncia un’altra settimana calda, visto che i promotori dello sciopero civico, hanno deciso di continuare con la protesta. Hanno dato un ultimatum di 72 ore ai consiglieri del Tribunale supremo elettorale, a partire da lunedì, per far rinunciare o impedire la candidatura di Moral..

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Silvia Romano rapita in Kenya, gli investigatori: “È ancora viva. I sequestratori isolati nella foresta”

Non hanno dubbi gli investigatori che indagano sul rapimento di Silvia Romano, la volontaria 23enne italiana sequestrata in Kenya lo scorso 20 novembre: la giovane è ancora viva e le forze dell’ordine stanno stringendo il cerchio attorno ai rapitori. La task force formata da polizia e esercito ha isolato l’area del Parco Nazionale di Boni, a circa 400 chilometri da Chakama, luogo in cui è avvenuto il sequestro, e le aree confinanti delle contee di Lamu, Garisa e Tana. “Finora le operazioni sono state ostacolate dalle condizioni meteo avverse e dalla rete stradale”, ha spiegato il comandante regionale Bernard Leparmarai. “Non posso fare ulteriori commenti sulle indagini – ha aggiunto -. Lasciamo che la polizia faccia il proprio lavoro. Continuiamo a pensare che i rapitori siano criminali dediti all’estorsione. Potrebbero pensare di vendere la ragazza ai terroristi di al-Shabaab“.
Sempre secondo le indagini, i sequestratori si rifugiano nelle ‘manyatta‘, comunità formate da gruppi di ca..

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Gilet gialli, 125mila in piazza in tutta la Francia. 1.385 fermi e 70 feriti negli scontri. Polizia spara proiettili di gomma e ferisce reporter

Quasi 1.400 persone fermate – 1.385, ha detto il ministro degli Interni Christophe Castaner – e 974 mette sotto custodia in tutta la Francia nel quarto sabato di protesta dei Gilet gialli. In tutto il Paese hanno manifestato in 125mila: la protesta incendiata dagli aumenti della benzina, su cui il governo è stato costretto a fare marcia indietro, è diventata un’onda trasversale di contestazione al presidente Macron, di cui vengono chieste le dimissioni. Nelle strade di Parigi sono stati schierati circa 8mila agenti, 90mila in tutta la Francia. Emmanuel Macron non ha mai preso la parola in questa settimana cruciale del suo mandato, quella in cui all’Eliseo è circolata la parola “golpe” e la popolarità del presidente è precipitata al minimo storico del 21%.
Parecchie centinaia di manifestanti si sono radunati sugli Champs-Elysees, dove sono stati usati i primi fumogeni mentre attorno alla Porte Maillot, dalla parte opposta dell’Arco di Trionfo, i gilet gialli sono via via cresciuti di n..

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Francia, il programma anticrisi dei gilet gialli: “Frexit”, aumento dei salari, stop a privatizzazioni e annullamento debito

Le prime sei proposte riguardano l’economia e il lavoro: dal tetto del 25% alla tassazione dei redditi all’annullamento del debito, passando per l’aumento del salario minimo e delle pensioni sociali e la costruzione di 5 milioni di case popolari. Poi 11 punti sotto la voce “politica”, anche se più di uno prevede interventi per salvaguardare i portafogli dei cittadini: uscita della Francia dalla Ue per riconquistare la sovranità, riscrittura della Costituzione per introdurre i referendum di iniziativa popolare, eliminazione di ogni ideologia nei programmi scolastici, stop alle privatizzazioni per autostrade, aeroporti, parcheggi e ferrovie, ritiro degli autovelox, fine dei finanziamenti pubblici ai giornali. E’ il manifesto sedicente “ufficiale” dei Gilet gialli francesi, comparso su facebook giovedì scorso.
Dopo aver ottenuto dal governo lo stop all’aumento delle tasse sul carburante previsto per il 2019, il movimento di protesta si sta quindi organizzando per proporre un programma di..

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Gilet gialli, tensione sugli Champs-Elysees: manifestante colpito da proiettile di gomma sparato dalla polizia

Tensione e tafferugli sugli Champs-Elysees, dove la polizia ha respinto i gilet gialli utilizzando lacrimogeni e flash-ball (mini lupare a pallettoni di gomma). Un giovane manifestante, come testimonia un video girato da Stéphanie Roy, si è avvicinato al cordone delle forze dell’ordine sollevando le braccia. Ma a distanza ravvicinata è stato colpito.
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Parigi, tafferugli e cariche della polizia alla manifestazione dei gilet gialli. Gas lacrimogeni sugli Champs-Elysee

In una Parigi blindata per le manifestazioni dei Gilet gialli, tafferugli, con cariche della polizia e lancio di oggetti da parte di manifestanti, si registrano in zona Arco di Trionfo, dalla parte opposta rispetto agli Champs-Elysees. Tensioni e lancio di gas lacrimogeni poche ore prima nella rue Arsene Houssaye, adiacente agli Champs-Elysee
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Parigi, 700 fermati, oltre 270 in custodia. E’ il quarto sabato di alta tensione. Lacrimogeni agli Champs-Elysees

Sono già oltre 600 i fermati a Parigi, 50 anche Bruxelles, nelle prime ore della giornata che segna il quarto capitolo della protesta dei gilet gialli in Francia. Una protesta incendiata dagli aumenti del caro-benzina e diventata ormai un’onda di protesta trasversale e di contestazione totale contro il governo Macron e non solo, visto che anche a Bruxelles si registrano manifestazioni e scontri.
Nelle strade di Parigi sono schierati circa 8mila agenti, 90 mila in tutta la Francia. Parecchie centinaia di manifestanti sono radunati sugli Champs-Elysees (maschere, bottiglie, zaini, ecc.) dove sono stati usati i primi fumogeni mentre attorno alla Porte Maillot, dalla parte opposta dell’Arco di Trionfo, i gilet gialli si fanno gradualmente più numerosi. Gli studenti si sono inginocchiati per protesta. La situazione comincia ad essere tesa ma è al momento confermata, nelle zone di assembramento dei gilet gialli, l’assenza di “casseur”. La portavoce della polizia, Camille Chaize, ha fatto sap..

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Germania, Karrenbauer è la nuova leader della Cdu: eletta l’erede della Merkel. L’Unione ha deciso per la continuità

Dopo 18 anni finisce l’era di Angela Merkel alla guida dell’Unione cristiano democratica. Ma il suo partito ha scelto per la continuità, eleggendo a presidente la segretaria generale e delfina della cancelliera Annegret Kramp-Karrenbauer. Akk, così come viene soprannominata, ha battuto Friedrich Merz, il 62enne uomo d’affari e pupillo dell’attuale presidente del Bundestag, Wolfgang Schäuble, che avrebbe invece rappresentato la vera rottura con il passato. La visione interna alla Cdu su quale debba essere il futuro del partito resta però incerta: i delegati hanno scelto la Karrenbauer con 517 voti, pari al 51,75%, contro i 482 andati al suo sfidante al ballottaggio. L’altro candidato, il ministro della sanità Jens Spahn, si è fermato invece al primo turno.
Proprio per questo il compito “più urgente” di Kramp-Karrenbauer, come scrive il quotidiano conservatore Faz nella sua versione online, sarà proprio la “fusione”: riuscire a tenere insieme le anime della Cdu rappresentate da Merz e S..

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Huawei, Russia contro Usa: ‘Arresto Meng Wanzhou inaccettabile arroganza politica’

Sul caso Huawei Mosca attacca Washington. “Un atteggiamento di grande arroganza politica e da superpotenza che nessuno accetta e che viene condannata dagli alleati degli Usa. Bisogna porre fine a tutto questo”. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha commentato così l’arresto della direttrice finanziaria del colosso cinese Meng Wanzhou. “Ritengo che sia ancora una volta un fenomeno della linea di applicazione extraterritoriale delle leggi nazionali. In Canada, su richiesta americana, si è agito in questo modo, è una cosa inaccettabile“, ha detto il capo della diplomazia del Cremlino a margine dei lavori del 25° Consiglio ministeriale dell’Osce a Milano.
Anche i media di Stato cinesi si scagliano oggi contro l’arresto della figlia del fondatore dell’azienda. “Il governo cinese dovrebbe riflettere seriamente sulla tendenza degli Stati Uniti ad abusare delle procedure legali per sopprimere le imprese high-tech della Cina”, scrive il tabloid nazionalista Global Times in un editor..

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Ungheria, 500 giornali e tv confluiscono nella fondazione vicina al premier Orban “Controllo come a tempi del comunismo”

Circa 500 media, tra nazionali e locali, raggruppati in una fondazione i cui vertici sono in mano a uomini direttamente o indirettamente legati al partito di governo ungherese Fidesz e che non sarà sottoposta ai controlli del garante nazionale sulla concorrenza, dando così vita alla “più grande concentrazione di media pro-governativi della storia dell’Unione europea”. L’ultima puntata della guerra tra il premier magiaro, Viktor Orbán, e i media ha scatenato nuovamente lo sdegno delle associazioni per la salvaguardia della libertà di stampa e del gruppo parlamentare europeo dei Verdi. Il panorama mediatico ungherese “comincia a somigliare ai media statali ai tempi del comunismo, con simile livello di controllo e consolidamento”, ha dichiarato Zseòyke Csaky, direttore della ricerca di Freedom House per l’Europa e l’Eurasia.
L’annuncio degli editori è arrivato il 28 novembre: quasi 500 tra quotidiani, tv e radio privati, nazionali e locali, si uniranno sotto una fondazione-ombrello senza..

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Germania, oggi la Cdu elegge l’erede della Merkel: Merz è favorito su AKK e Spahn. In ballo anche il futuro volto dell’Unione

Non sono chiamati a scegliere solo il leader della Cdu i 1.001 delegati riuniti oggi in Congresso ad Amburgo: dovranno indicare quello che probabilmente sarà il futuro leader della Germania e, quindi, dell’Unione Europea. Poche ore e l’Unione Cristiano-Democratica tedesca perderà la donna che è stata alla sua guida per 18 anni. Angela Merkel lo aveva annunciato a fine ottobre: “Non mi ricandido alla presidenza della Cdu, serve un nuovo percorso”. Sono tre i principali candidati a ricevere questa pesante eredità, tre nomi molto diversi tra loro che cambieranno la politica del partito. La sfida, secondo quanto dicono i sondaggi, si risolverà con un testa a testa tra la delfina della Cancelliera, il segretario generale Annegret Kramp-Karrenbauer, e uno dei più acerrimi nemici di Frau Merkel, Friedrich Merz, che punta invece a un ritorno su posizioni più conservatrici. Staccato al 6% circa dei consensi c’è l’attuale ministro della Sanità, Jens Spahn, che sposterebbe il partito molto più a ..

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Gilet gialli, scontri studenti-polizia a Nizza e Marsiglia. Sabato cortei a Parigi, pronti 65mila poliziotti. Ministra: “State a casa”

“Ci sono motivi di temere grandi violenze” sabato a Parigi. Si moltiplicano gli appelli dei gilet gialli a manifestare nella capitale e in tutta la Francia e si fanno sempre più altisonanti le dichiarazioni dei promotori. Nel faccia a faccia di ieri sera su Bfm-Tv con due ministri, François De Rugis e Marlène Schiappa, uno degli iniziatori dei gilet jaunes, Eric Drouet, non ha esitato a dire che “se riusciamo ad arrivare davanti all’Eliseo, entreremo dentro…”.
L’Eliseo prepara le contromisure. Fonti presidenziali citate dai media francesi evocano un “nocciolo duro di diverse migliaia di individui” che intendono venire a Parigi con l’intenzione “di battersi, di distruggere e di uccidere”. Il premier Edouard Philippe, in un’audizione in Senato a Parigi, ha annunciato “mezzi eccezionali” per garantire la sicurezza nelle manifestazioni nelle strade della capitale e nel resto della Francia: saranno schierati “oltre 65.000 uomini delle forze di sicurezza”, ha detto il primo ministro. Una fo..

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Huawei, arrestata la figlia del fondatore e direttrice finanziaria Meng Wanzhou. Usa: “Ha violato le sanzioni contro l’Iran”

La direttrice finanziaria del colosso cinese Huawei Technologies, Meng Wanzhou, è stata arrestata in Canada. A renderlo noto il dipartimento di giustizia canadese. Venerdì 7 dicembre è prevista l’udienza in cui il giudice deciderà se rilasciarla su cauzione. La manager 41enne, destinata a succedere al padre Ren Zhengfei, è stata arrestata su richiesta degli Usa, che intendono chiedere l’estradizione. Il sospetto è che la figlia del fondatore abbia violato le sanzioni degli Stati Uniti contro l’Iran.
Intanto la Cina ha chiesto al Canada di rilasciare il capo dell’ufficio finanziario. Il caso è destinato ad aumentare le tensioni tra Pechino e Washington in campo tecnologico, dopo la recente tregua sui dazi. Huawei, uno dei più grandi produttori cinesi di telefonini, è finita nel mirino delle autorità americane per timori legati alla sicurezza: l’acquisto e l’uso di telefonini del marchio è stato vietato nelle agenzie governative. Anche in Italia la presenza del colosso cinese desta preo..

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Grenfell Tower, l’ultima telefonata di Gloria alla madre: “‘C’è il fuoco’. Poi ha chiuso, non voleva la sentissi urlare”

“Gloria mi ha detto ‘mi voglio buttare dalla finestra, credimi, c’è il fuoco ovunque qui, stiamo solo aspettando'”. Sono alcune delle parole messe a verbale da Emanuela Disarò, madre di Gloria Trevisan, l’architetto di 26 anni morta a Londra insieme al fidanzato Marco Gottardi nell’incendio che il 14 giugno 2017 ha distrutto la Grenfell Tower di Londra.
La mamma della giovane italiana, il 3 dicembre durante una delle udienze nell’ambito dell’inchiesta sul rogo, ha raccontato l’ultima telefonata con la figlia, avvenuta proprio mentre divampavano le fiamme alle 3,45 del mattino e durata 22 minuti. In tutto quattro chiamate, come specifica la Disarò, ma “solo parte della terza e l’ultima registrate”. “Mi ha detto ‘c’è il fuoco, c’è il fuoco’ e poi mi ha detto che voleva mettere giù, non voleva che sentissi le sue ultime grida“, si legge ancora nella dichiarazione che, specifica la stessa madre della Trevisan, raccoglie solo la parte di conversazione utile alle indagini, e non quella..

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Brexit, la Gran Bretagna può annullare tutto. I remainers tornano a sperare

“Alla luce delle considerazioni che precedono, propongo alla Corte di giustizia (europea) di risolvere la questione sottoposta dalla Court of Session, Inner House, First Division (Scozia) come segue: quando uno Stato membro ha notificato al Consiglio europeo la sua intenzione di ritirarsi dall’Unione europea, l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea consente la revoca unilaterale di tale notifica, fino al momento in cui l’accordo di recesso viene formalmente concluso, a condizione che la revoca sia stata decisa conformemente alle norme costituzionali dello Stato membro, venga formalmente notificata al Consiglio europeo e non comporti una pratica abusiva”.
Questa la parte conclusiva dell’opinione dell’avvocato generale Campos Sánchez-Bordona, pubblicata ieri mattina. La parola passa ora ai giudici della Corte di giustizia che si pronunceranno in una data successiva. I remainers già festeggiano, ma sono brindisi prematuri, perché l’opinione dell’avvocato generale non vincola i giu..

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Khashoggi, Turchia emette mandati di cattura per due sauditi vicini al principe

A più di due mesi dall’omicidio di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita corrispondente del Washington Post fatto a pezzi il 2 ottobre scorso dentro al consolato di Riad a Instanbul, la procura della capitale turca ha emesso due mandati di cattura. Il primo nei confronti di Saud al Qahtani, stretto consigliere ed ex responsabile della comunicazione sui social del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e del generale Ahmed al Asiri, ex numero 2 dell’intelligence, entrambi rimossi da Riad dopo il delitto. I due si troverebbero però in Arabia Saudita e il Regno ha già respinto le richieste turche di estradizione dei sospetti.
Secondo una nota della procura di Istanbul, c’è il “forte sospetto” che Asiri ed al Qahtani siano stati i pianificatori dell’uccisione del giornalista, assassinato da un commando di 15 persone giunto appositamente da Riad. Tutti i membri del gruppo hanno lasciato la Turchia. Secondo la Cia, Mbs – acronimo con cui l’erede al trono saudita è noto in Occide..

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Nelson Mandela, 5 anni dopo la sua morte il Sudafrica sprofonda nelle disuguaglianze

di Riccardo Stifani
Il 2018 è l’anno di Mandela.
Il centenario della nascita di Madiba corrisponde infatti al primo lustro dalla sua scomparsa. Dal 2013 il Sudafrica, entrato de facto nell’era post-Mandela, ha dovuto confrontarsi con la pesante eredità dell’uomo che più di tutti aveva contribuito a guarirlo da quel virus chiamato apartheid.
Cinque anni dopo la morte di Mandela il Sudafrica sembra essersi progressivamente allontanato dalla rotta tracciata con fatica nel 1994, rotta che sull’entusiasmo diffuso di fine millennio aveva proiettato il Paese tra le cinque economie con le migliori prospettive di sviluppo (gli ormai dimenticati BRICS).
L’involuzione a cui è stato soggetto il Sudafrica ha comportato un aumento vertiginoso delle disuguaglianze, che gli è valso, nel 2018, il titolo di società più iniqua del mondo (definizione World Bank). La generazione dei “nati-liberi”, ovvero i nati dal 1994 in poi, disincantata, una volta presa coscienza dell’effettiva capacità economica d..

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Terremoto Nuova Caledonia, due scosse di magnitudo 7.5 e 6.6: evacuate coste per allarme tsunami, poi rientrato

Una scossa di magnitudo 7.5, poi l’allarme tsunami e l’evacuazione della zona costiera , con gli abitanti invitati ad allontanarsi e a raggiungere luoghi sopraelevati. Sono stati gli effetti del terremoto che alle 15:18 ora locale (le 5:18 di mercoledì mattina in Italia) ha colpito la Nuova Caledonia, nel Pacifico meridionale. L’epicentro della scossa, secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia italiano (Ingv) e del servizio geologico statunitense Usgs, è 168 km al largo di Tadine. Il sisma ha avuto invece una profondità di circa 15 km.
Subito dopo la scossa è stato lanciato l’allarme tsunami ed è stata evacuata una parte del litorale. Il Centro d’allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) afferma che è stata osservata la formazione di onde anomale che potrebbero raggiungere le coste della Nuova Caledonia e di Vanuatu con un’altezza tra uno e tre metri. Al momento non ci sono notizie di danni e l’allarme tsunami è rientrato.
L’istituto geologico statunitense ha inolt..

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Usa, ultimatum alla Russia: “Usa si preparano al ritiro dal trattato nucleare Inf. Avete 60 giorni per impedirlo”

Tensione alle stelle fra Mosca e Washington, con il segretario di Stato Mike Pompeo che annuncia, dopo le “numerose violazioni” da parte della Russia, la decisione degli Usa di lasciare il Trattato sui missili nucleari a raggio intermedio (Inf), l’intesa firmata nel 1987 da Reagan e Gorbaciov che rappresentò una pietra miliare verso la fine della guerra fredda. Uno strappo che ora rischia di riaprire una nuova corsa agli armamenti, mentre dal Cremlino respingono subito al mittente le accuse degli Stati Uniti. Una decisione che era stata preannunciata anche dal presidente Usa Donald Trump e che il Cremlino aveva definito “pericolosa”.
L’ultimatum a Mosca arriva a tarda serata alla ministeriale Nato a Bruxelles – dove sono riuniti i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Alleanza – e a darlo è il responsabile della diplomazia americana in persona. L’aut-aut prevede un periodo di “60 giorni”, a partire dai quali inizierà il processo per “sospendere gli obblighi” di Washington, qualora Mosc..

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Cina, spionaggio popolare contro le star depravate: 300 sentinelle per chilometro quadrato nel quartiere dei vip

Lo scorso 26 novembre, il cantante rock Chen Yufan è stato arrestato per possesso di droga mentre si trovava con la sua ragazza a Pechino. Secondo la ricostruzione fornita dall’account WeChat della polizia distrettuale di Shijingshan, il fermo sarebbe avvenuto in un’abitazione privata dopo una segnalazione della “comunità di quartiere”: una misteriosa organizzazione nota con il nome di Shijingshan Lao Jiefang (“I vecchi vicini di Shijingshan”). Una delle tante spuntate in giro per la capitale create per sostenere le forze dell’ordine nella lotta al crimine. Si tratta di volontari – per lo più anziani o venditori ambulanti facilmente identificabili per via di una fascia rossa al braccio – incaricati di mantenere la sicurezza presso la comunità locale e segnalare le facce sospette. Il sistema si ispira alle varie strategie di vigilanza popolare, dai baojia di epoca Song (960 -1279 d.C.), allo spionaggio grassroots sguinzagliato contro “i nemici di classe” durante la Rivoluzione culturale..

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Francia, i gilet gialli stanno smascherando Macron e il suo neoliberismo

Mentre il “dibattito politico” nostrano si avvita demenzialmente sulle malefatte parallele e contrapposte dei papà di Renzi e Di Maio, i francesi scendono in piazza in modo massiccio e convinto per dire no alle politiche del governo Macron.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’aumento del costo del carburante deciso da tale governo, ma è bene che nessuno si faccia ingannare dalla foglia di fico ambientalista con la quale Macron vuole nascondere le sue vergogne. L’aumento in questione è infatti solo la punta dell’iceberg. Sotto ci sono le situazioni di crescente disagio sociale alimentato e incrementato da un’amministrazione che, eletta come effetto di una legittima e generalizzata ripulsa nei confronti delle politiche razziste e nazionaliste di Marine Le Pen, non ha fatto altro in seguito che applicare alla lettera i fallimentari dettami del neoliberismo.
Macron, come un Re Mida al contrario, trasforma in materia poco nobile tutte le cause di cui cerca di impadronirsi ..

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Migranti, naufragio al largo della Libia: “Almeno 14 morti”. In Turchia 3 vittime: “Respinti da polizia greca, poi assiderati”

Il naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo delle coste libiche ha provocato la morte di almeno 14 migranti. Due corpi sono stati recuperati dalle autorità libiche, mentre almeno altri 12 sono stati gettati in mare. Dieci le persone sopravvissute sul barcone di legno, ritrovato nelle acque davanti a Misurata. L’imbarcazione è rimasta alla deriva per giorni e i migranti scampati alla tragedia, spiega il portavoce delle forze di sicurezza Hisham Aldwaini, erano privi di acqua e cibo.
Un’altra tragedia si è verificata al confine tra Turchia e Grecia. I corpi di tre migranti, morti probabilmente di assideramento, sono stati ritrovati in tre villaggi della provincia turca di Dirne: Serem, Akcadam e Adasarhanli. Almeno uno di loro, un cittadino afghano, avrebbe perso la vita dopo essere stato respinto con la forza dalla polizia di frontiera greca, secondo quanto riferito da un suo connazionale, citato dai media turchi.
Il testimone, identificato come il 29enne Jamalvddin Malangi, ..

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Andalusia, l’estrema destra scuote la Spagna. Ma Vox ha molte contraddizioni

La prima leader europea a far sentire la sua voce per il successo dell’estrema destra nelle elezioni in Andalusia è stata Marine Le Pen. È bastato un tweet di soddisfazione per esprimere la vicinanza tra il Fronte nazionale francese e Vox, movimento guidato da Santiago Abascal che si inserisce nel solco della destra identitaria e protezionista affermatasi all’altro capo del mondo.
Abbiamo avvicinato Miguel Mora, direttore della rivista Contexto – per anni corrispondente da Roma de El País – il quale ci ha spiegato: «E’ un risultato effetto di varie cause, la cavalcata globale Trump-Bolsonaro, l’ “austericidio” europeo, il logorio del partito socialista (Psoe) da troppo tempo vicino alle lobby dei potenti e la questione catalana, capace di accendere la fiamma del nazionalismo».
E’ così che la ‘regione rossa’ di Spagna, terra dell’ex premier Felipe Gonzalez da sempre fortino inespugnabile del Psoe, rischia di passare nelle mani di una coalizione di destra: i conservatori del Partido Po..

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Migranti, Danimarca confina irregolari e criminali su un’isola. Esulta l’ultradestra

Una Alcatraz danese per richiedenti asilo che hanno commesso reati e per migranti che non hanno diritto di rimanere nel Paese ma che non possono essere rimpatriati. L’ultima trovata del governo di Copenaghen guidato dai liberali del Venstre ha scatenato le polemiche dell’opposizione che ha denunciato la decisione come un “collasso umanitario”. Ad esultare, invece, il Partito del Popolo Danese, formazione di estrema destra populista ed euroscettica il cui appoggio all’esecutivo del primo ministro Lars Løkke Rasmussen è fondamentale per la tenuta del governo.
Ad annunciare la decisione è stato il ministro delle Finanze, Kristian Jensen. Gli immigrati saranno confinati sull’isola disabitata di Lindholm, situata circa 2,5 chilometri a largo delle coste danesi, e tra questi ci saranno sia coloro che, in attesa di vedere esaminata la propria richiesta d’asilo, hanno commesso reati, sia coloro che hanno visto respingere la propria domanda di protezione umanitaria ma che, per motivi legali, n..

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El Chapo, dal narcos che cambiò faccia alla pistola tempestata di diamanti: i racconti nel processo al re della droga

Un mese di udienze, i primi testimoni e il processo che rischia di trasformarsi in uno show tra il racconto di omicidi efferati e personaggi che sembrano profili da film e pur avendoli visti davvero lì, nelle pellicole e nelle serie tv che parlavano del loro capo o peggior nemico, sono reali. Il processo a Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, ovvero El Chapo, il capo del cartello messicano, si sta celebrando dai primi giorni di novembre a New York, davanti alla Brooklyn Federal Courthouse, e dalle parole dei testimoni emergono nuovi particolari della vita di uno dei narcotrafficanti più spietati, ricchi e pericolosi al mondo. La procura gli contesta 33 omicidi e di aver fatto entrare negli Stati Uniti 150 tonnellate di cocaina. Bazzecole, a sentire i testimoni.
“Chupeta”, il testimone che ha cambiato faccia – L’ultimo a presentarsi negli scorsi giorni davanti alla corte è stato il colombiano Juan Carlos Ramirez Abadia detto “Chupeta”, alleato del Chapo nell’esportazione della polvere bian..

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Gilet gialli, governo annuncia moratoria sull’aumento delle tasse dei carburanti

Prima piccola vittoria per i gilet gialli, i manifestanti che stanno protestando contro l’aumento dei prezzi della benzina e che sabato a Parigi hanno scatenato una guerriglia. Fonti vicine al primo ministro francese Edouard Philippe hanno fatto sapere, tramite il giornale Le Monde, che oggi il premier annuncerà una moratoria di alcuni mesi sull’aumento delle tasse dei carburanti previsto per il primo gennaio.
L’obiettivo è quello di calmare le acque. Dalle prime proteste, infatti, sono già morte quattro persone e in centinaia sono rimasti feriti. La “sospensione”, termine usato dalle fonti governative, dovrebbe essere accompagnata da altre misure che verranno illustrate ai deputati di La République en Marche durante una riunione del gruppo parlamentare in programma per oggi all’Assemblée Nationale.
“Si pensa ad una moratoria sulle tasse. Ma una moratoria non è che un rinvio. Evidentemente non è all’altezza delle attese e della precarietà in cui si dibattono i francesi”, ha commentat..

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Central European University, prorettore: “Cacciati da Orban, è 1° caso dal nazismo L’Europa tollera gli Stati non democratici”

La Central European University ha annunciato lascerà dopo 28 anni Budapest per trasferirsi in Austria. Il caso era anche uno dei più importanti affrontati dalla relazione Sargentini sul mancato rispetto dei diritti umani in Ungheria. Nell’università fondata da George Soros e finita nel mirino nel governo di Viktor Orban, Eva Fodor, prorettore, insegna Studi di genere nel dipartimento di Scienze sociali e umane.
Non siete riusciti a smuovere il governo di Viktor Orbán dalle sue posizioni. Cosa cambia da domani?
“Il governo ungherese ci ha mandato un messaggio chiaro: non possiamo rimanere a Budapest. Quindi con molto rammarico e dispiacere dobbiamo lasciare il Paese. Oggi la decisione ha assunto un carattere definitivo, da domani inizieranno i preparativi per spostare i corsi da Budapest a Vienna”.
Quando avete previsto di concludere il trasferimento in Austria?
“Nell’autunno prossimo. Fino a quel momento lavoreremo per trasferire il campus e a settembre contiamo di iniziare il pros..

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Cina, il governo controlla in real time le auto elettriche: “Almeno 200 produttori hanno detto sì a Pechino”

Se siete in Cina e volete comprare una Tesla, sappiate che i vostri spostamenti saranno monitorati costantemente dal Partito comunista. Secondo Associated Press, la compagnia di Elon Musk rientrerebbe tra le circa duecento aziende automobilistiche presenti oltre Muraglia a trasmettere al governo cinese informazioni sulla posizione delle loro auto in tempo reale. E nella maggior parte dei casi senza che il proprietario sappia nulla. Tra le compagnie citate nell’inchiesta svettano i nomi di Volkswagen, BMW, Daimler, Ford, General Motors, Nissan, Mitsubishi e la start up cinese NIO.
Il sistema, applicato soltanto ai veicoli a energia alternativa, segue le direttive nazionali pubblicate nel 2016, secondo cui i produttori sono tenuti a inoltrare i dati ottenuti dalle automobili elettriche – grazie ad appositi sensori – con alcune stazioni di monitoraggio sparse per il paese. Le informazioni richieste sono almeno 61 e riguardano, tra le altre cose, la posizione delle vetture, il chilometrag..

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Central European University, Orban ha vinto: l’università di Soros lascia Budapest

Viktor Orban ha vinto il braccio di ferro. La Central European University fondata da George Soros trasferisce le sue attività principali da Budapest a Vienna. “La Ceu è stata espulsa – ha scritto il presidente Michael Ignatieff in una dichiarazione pubblicata sul sito dell’ateneo – Un’istituzione americana è stata cacciata da un paese che è alleato della Nato. Un’istituzione europea è stata estromessa da un paese membro dell’Ue”.
L’università, fondata nel 1991 e accreditata negli Stati Uniti e in Ungheria, accoglie 1200 studenti tra master e PhD in materie umanistiche, scienze sociali, giurisprudenza, finanza. Il trasferimento arriva dopo i contrasti con il governo di Orban, che ha individuato nel miliardario di origine ungherese un nemico e ha varato norme apparentemente finalizzate ad ostacolare l’attività dell’università. Questo trasferimento, previsto da settembre, riguarderà i corsi internazionali, fiore all’occhiello dell’università. Orban, come è noto, ha ripetutamente accusato..

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Gilet gialli, la portavoce: “Minacce di morte se dialoghiamo”. Governo cerca uscita dalla crisi, ma trattative sono a rischio

Dopo la guerriglia nelle strade di Parigi, la tensione in Francia ora è nelle stanze del governo. Emmanuel Macron ha dato mandato al premier Edouard Philippe di avviare dei tavoli di discussione con i portavoce dei gilet gialli. Ma la richiesta è stata rispedita al mittente per “ragioni di sicurezza”. E il presidente della Repubblica ha contestualmente rimandato la visita in Serbia in programma per mercoledì e giovedì. Ma potrebbe non bastare per fermare la crisi politica del leader di En Marche che ora, oltre ai consensi in picchiata, vede perdere sempre di più la legittimità in Parlamento.
Il dialogo con i delegati del movimento, tra l’altro, è partito subito in salita nonostante nelle scorse ore fosse filtrato ottimismo, anche perché i gilet gialli temono di essere schiacciati dagli infiltrati “casseur” che nel weekend hanno trasformato le proteste in scontri continui con la polizia. La situazione però non è facile da sbloccare. Una delle portavoce dei gilet gialli, Jacline Mouraud..

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Trump ha trovato il modo di evitare deficit e recessioni. O almeno crede

La liberalizzazione bancaria avvenuta negli anni 90 con l’abolizione della legge Glass-Steagall ha spalancato la porta alla speculazione finanziaria che, ovviamente, per operare al massimo delle proprie possibilità, ha bisogno di molti capitali e pochi controlli. Più che una liberalizzazione delle banche si è assistito perciò a una liberalizzazione dei mercati, delle speculazioni finanziarie e delle crisi che arrivano periodicamente a riaggiustare le quotazioni nei mercati e l’eliminazione dei soggetti economici più deboli.
Alcuni economisti hanno però individuato nel sistema bancario l’anello debole del sistema economico, quello che concentra troppo su di sé il transito di tutte le operazioni economiche e monetarie, ma nel contempo aborre ogni controllo in quanto rallenta o impedisce lo svolgimento di un numero maggiore di operazioni. Dopo la pesantissima crisi del 2008, hanno quindi cominciato a pensare come evitare quel “collo di bottiglia” che, tra l’altro, obbliga anche gli Stati..

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Brasile, la deforestazione dell’Amazzonia è solo l’inizio. Dobbiamo rispondere a Bolsonaro

Il fatto degno di nota avvenuto in Brasile di recente è, tra gli altri, che il nuovo presidente Jair Bolsonaro (anche se non da solo è ovvio) ha cancellato la prevista conferenza mondiale sul clima che avrebbe dovuto avere luogo tra un anno nel Paese. Questo fatto mi dà lo spunto per parlare della situazione generale di Brasile e dintorni. Si tratta ovviamente di un’estrema sintesi, e sono perfettamente consapevole del fatto che è ovvio che un argomento simile richiederebbe pagine e pagine di trattazione, un intero libro.
Partiamo dal fatto. Il governo brasiliano in fase di insediamento rompe totalmente con la linea adottata negli ultimi 25 anni. Al Brasile pertiene un’enorme parte dell’Amazzonia, con un bacino fluviale e botanico dal quale dipende in buona parte il clima di tutto il mondo. La linea del governo precedente, nonostante la deforestazione selvaggia, era comunque un fiore all’occhiello del Brasile, attento alle politiche ambientali. Potrebbe essere considerata ipocrisia de..

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