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Beccato con le mani nella marmellata: Verhofstadt e quei finanziamenti di Monsanto-Bayer al suo partito

di Laura Ferrara, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa “Beccato con le mani nella marmellata. Il moralista Guy Verhofstadt, che aveva dato del burattino al…

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Salvini contro Famiglia Cristiana: ‘Attacchi e bugie, è giornale di ultrasinistra’. La replica: ‘Difendiamo l’umanità’

Matteo Salvini contro Famiglia Cristiana. Il ministro dell’Interno ha definito “un settimanale di ultrasinistra” l’organo di stampa d’ispirazione cattolica. “Da loro attacchi e bugie”, ha detto. Il numero in edicola il 14 dicembre infatti, il giornale diretto da Antonio Rizzolo si occupa della storia di due ghanesi cacciati dal centro di accoglienza di Crotone, in applicazione del decreto Sicurezza approvato dal Parlamento nei giorni scorsi. All’attacco del leader del Carroccio ha replicato poco dopo lo stesso direttore: “Dal ministro boutade messe lì, noi non siamo né di sinistra, né di destra, raccontiamo solo le cose. C’è la difesa dell’umanità e dei diritti e c’è chi pensa ad altro”. Per il sacerdote le parole di Salvini sono “opinione del ministro, noi raccontiamo i fatti che si sono svolti. C’è un problema nell’applicazione del decreto Sicurezza visto che anche i prefetti non sanno cosa fare. Mancano i decreti attuativi e c’è enorme confusione. Siamo all’indomani del 70esimo dell..

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“Tiziano Renzi diffida e le Iene non mandano in onda il servizio sui lavoratori in nero”: la denuncia del M5s

“Doveva andare in onda ieri sera, abbiamo chiesto alla redazione e abbiamo scoperto che Tiziano Renzi ha mandato una diffida“. È quanto scrive in un post su Facebook il Movimento 5 Stelle a proposito del servizio realizzato dalle Iene sui presunti strilloni in nero utilizzati in passato dalle società del padre dell’ex premier. Un video, quello del programma Mediaset, realizzato riprendendo un’inchiesta del quotidiano La Verità e dopo la serie di servizi sul padre di Luigi Di Maio e sugli operai senza contratto nella sua azienda.
“Ieri sera tanti hanno passato la serata a vedere le Iene. Sapevano che avrebbero dovuto fare il servizio sui lavoratori in nero di Tiziano Renzi – si legge sulla pagina Facebook del Movimento – Lo stesso Tiziano ha raccontato con dovizia di particolare la sua intervista con Filippo Roma in un post. Anche noi abbiamo aspettato e aspettato, ma voi lo avete visto il servizio?” si chiedono i grillini, che poi hanno spiegato di aver cercato spiegazioni sulla manca..

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Audio Casalino, l’Ordine dei giornalisti archivia l’istruttoria sul Whatsapp contro i “pezzi di merda del Mef”

Il Consiglio di disciplina dell’Odg lombardo ha archiviato l’istruttoria su Rocco Casalino relativa al messaggio audio nel quale definiva “pezzi di merda” i tecnici del ministero dell’Economia. Lo ha annunciato il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna: “C’era chi ci aveva attaccato per questo procedimento, mentre, come è stato dimostrato, era solo un modo – ha spiegato – per controllare la liceità di un comportamento. Non ci sono pregiudizi da parte nostra”.
L’Odg aveva aperto l’istruttoria nei giorni seguenti alla diffusione del whatsapp nel quale il portavoce del presidente del Consiglio aveva parlato di una “mega vendetta” contro i funzionari del Mef, guidato da Giovanni Tria, nel caso in cui non fossero stati trovati i fondi per il reddito di cittadinanza. Casalino si era difeso spiegando che si trattava di una “conversazione privata” e “non c’era nessun proposito concreto”.
Il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardi..

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Rai, Tar respinge richiesta sospensiva Foa. Decisione su legittimità nomina a luglio

Respinta la richiesta di sospensiva avanzata dal consigliere Rai in quota Pd, Rita Borioni, per il presidente di viale Mazzini, Marcello Foa. Lo ha deciso il Tar del Lazio, come apprende AdnKronos, rinviando invece la decisione nel merito sulla legittimità della nomina. Il prossimo 3 luglio il tribunale amministrativo deciderà quindi se è stata legale o meno la seconda votazione fatta dal Consiglio di amministrazione Rai su Foa presidente, dopo la bocciatura dello stesso da parte della Commissione di vigilanza.
Foa è stato eletto lo scorso 26 settembre con 27 voti favorevoli in commissione, il minimo previsto per il via libera. Alla votazione il Partito democratico non aveva partecipato per protesta, proprio perché il governo lo aveva nuovamente indicato dopo la bocciatura dell’1 agosto scorso. I pareri legali commissionati dal Carroccio allo studio dell’avvocato Federico Freni e allo studio Villarboito&Zuffanti erano favorevoli a Foa. Al contrario, secondo lo studio DelRe&Sandrucci, ..

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Messaggero di Sant’Antonio, così chiude la rivista cattolica più diffusa al mondo: “Decisione obbligata, perdite consistenti”

“Sant’Antonio, che riusciva a parlare al cuore degli uomini, sarebbe probabilmente triste come siamo noi per come si sviluppano le cose di questo mondo. Ma purtroppo abbiamo dovuto prendere questa decisione”. Padre Giancarlo Zamengo è direttore generale del gruppo editoriale che ruota attorno alla basilica del Santo a Padova che ha annunciato la chiusura della redazione (8 giornalisti) dei mensili Messaggero di Sant’Antonio e Messaggero dei Ragazzi. Annuncio inatteso, anche perché i due periodici sono diffusi in 148 Paesi e sono tradotti in cinque lingue (anche in tedesco, rumeno e polacco, oltre che in francese e in inglese). In particolare, il Messaggero, come rivista per la famiglia, è stato fondato nel 1898 con il compito di diffondere il pensiero francescano nel mondo.
I giornalisti hanno occupato la redazione per manifestare il proprio dissenso nei confronti della decisione (comunicata ai rappresentanti sindacali) che l’editore definisce giustificata e inevitabile. “Il motivo è ..

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Padova, chiude ‘Il Messaggero di Sant’Antonio’. Fnsi: “Direzione dei frati senza scrupolo”

L’azienda, pur avendo dato attuazione “a tutte le iniziative” per evitare che le perdite avessero impatto negativo sull’occupazione, “non è più in grado di sostenere economicamente gli attuali costi del personale“. Quindi tutti licenziati al Messaggero di Sant’Antonio, il mensile edito dai frati della basilica di Padova che arriva in abbonamento a milioni di fedeli nel mondo. Una decisione comunicata il 6 dicembre dalla direzione del periodico agli otto giornalisti della redazione che ha fatto insorgere Fnsi e Sindacato Veneto Giornalisti. Si tratta di “una decisione intollerabile nei modi e nel merito a fronte di violazioni contrattuali, fra cui il rifiuto di esibire il bilancio”, hanno detto i sindacati, che giudicano “inaccettabile, prima ancora della comunicazione in sé, la condotta adottata dalla controparte (nella fattispecie la direzione dei frati) che senza scrupolo alcuno ha tolto dal tavolo, convocato per fare il punto sul contratto di solidarietà attivato da un anno, qualsia..

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Mattia Feltri ha vinto il premio “È Giornalismo 2018”: “Un riconoscimento alla storia giornalistica familiare”

È il giornalista Mattia Feltri il vincitore della 22esima edizione del premio ” È Giornalismo”, fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall’imprenditore Giancarlo Aneri. Lo ha deciso la giuria, ora composta dallo stesso Aneri, come presidente, e da Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Massimo Gramellini, Paolo Mieli, Gianni Riotta e Gian Antonio Stella.
Mattia Feltri, bergamasco, 49 anni, è figlio d’arte: suo padre Vittorio è una delle firme più conosciute del giornalismo italiano. E a questo ha fatto riferimento Giancarlo Aneri nell’esprimere la sua soddisfazione per la scelta della Giuria “perché con questo meritatissimo premio a Mattia, in fondo si dà anche un riconoscimento alla storia giornalistica familiare”. Feltri ha iniziato la sua carriera giovanissimo al Giornale di Bergamo, per poi passare al Foglio e quindi, dopo una breve parentesi a Libero, fondato dal padre, nel 2005 alla Stampa, di cui oggi è capo della redazione romana. Dal 2017, sulla prima pagina del..

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Internet, abolire l’anonimato sul web non ci aiuterà. Anzi, ci metterà in pericolo

“I fornitori di servizi di memorizzazione permanente hanno l’obbligo di richiedere, all’atto di iscrizione del destinatario del servizio, un documento d’identità in corso di validità. L’inosservanza dell’obbligo di cui al comma 1 comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10mila euro”: sono questi i due punti cardine della proposta di legge presentata a ottobre da un senatore di Forza Italia, Nazario Pagano. Tradotto: quando ci si iscriverà a piattaforme e social network bisognerà fornire la scansione di un documento che certifichi la propria identità.
L’idea di base non è nuova: abolire l’anonimato sul web per abolire dal web – secondo la semplice equazione di tutti coloro che ripetutamente spingono queste proposte – chi insulta e diffama online. La tesi è che in questo modo si renda chiunque più facilmente rintracciabile (e perseguibile) online e che si inculchi anche una sorta di autocensura: come dire, ci si penserebbe due volte prima di offendere e ..

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Stampa, Crimi: “Non ho visto mobilitazioni quando anni fa ci sono state epurazioni e censure. Governo non limita libertà”

Da parte del governo “non ci sono stati interventi – non parole ma interventi – che abbiano limitato la libertà di stampa. Non ho visto la stessa mobilitazione quando, invece, in passato, ci sono stati interventi molto pesanti e diretti. Parlo di epurazioni e censure, questi sono fatti avvenuti”. Lo ha dichiarato Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, al convegno per le celebrazioni del centenario della fondazione dell’Associazione stampa parlamentare.
L'articolo Stampa, Crimi: “Non ho visto mobilitazioni quando anni fa ci sono state epurazioni e censure. Governo non limita libertà” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Internet, cancellare l’anonimato online viola la protezione della privacy. E pure i diritti dell’uomo

“I fornitori di servizi di memorizzazione permanente hanno l’obbligo di richiedere, all’atto dell’iscrizione del destinatario del servizio, un documento di identità in corso di validità”. È questo il cuore del disegno di legge n.895, comunicato alla Presidenza del Senato lo scorso 24 ottobre dal primo firmatario, senatore Nazario Pagano (Forza Italia) ma a firma di una lunga serie di suoi colleghi (Giammanco, Bernini, Malan, Damiani, Floris, Viatali, Aimi e Cangini, nda).
L’obiettivo perseguito da estensore e firmatari del disegno di legge è reso trasparente nella relazione di accompagnamento: cancellare l’anonimato da Internet e – stando alle parole del senatore Pagano in alcune interviste – in particolare dai social network, consentendo così alle forze dell’ordine una più agevole identificabilità dei responsabili di eventuali condotte illecite perpetrate online. Il punto di partenza del ragionamento dal quale muove il disegno di legge è tanto lineare quanto disarmante: “L’anonimato ..

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Calabresi, la confusione del M5s sul nome per me è irrilevante

Mario Calabresi ha dichiarato, in una recente trasmissione televisiva, che il M5s in una querela avrebbe denunciato non lui ma il padre Luigi, morto – come si sa – più di 40 anni fa. A primo acchito l’accusa di Calabresi fa presa sul pubblico, ma poi si scopre che le cose potrebbero stare diversamente. Dal blog delle stelle, il Movimento ha chiarito che non si tratta di una querela ma di un atto di citazione, cioè non di un atto penale bensì di una citazione in sede civile. La precisazione dimostra che a creare confusione è proprio Calabresi.
L’errore nell’indicazione di un nominativo all’interno di un atto di citazione (quindi civile) non rileva in alcun modo se esso è commesso nella narrativa dell’atto, cioè in quella che gli avvocati chiamano la “premessa in fatto e in diritto”. Sarebbe stato invece un errore rilevante, che avrebbe potuto avere come conseguenza una declaratoria di nullità dell’atto da parte del giudice, se la confusione tra Mario e Luigi fosse stata commessa nell’e..

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Canone Rai, l’evasione diminuisce. Ma a guadagnarci non è la televisione

Il canone Rai è un ricavo per la concessionaria pubblica, ma è anche una risorsa dell’intero sistema audiovisivo. Per quale motivo? Se la Rai fosse privatizzata e non ci fosse più il canone, l’azienda di viale Mazzini avrebbe gli stessi indici di affollamento pubblicitario delle tv commerciale (attualmente l’affollamento Rai è inferiore di meno della metà). Ciò comporterebbe per la Rai un ricavo pubblicitario più del doppio rispetto all’attuale e questa quota aggiuntiva sarebbe tolta agli altri mezzi pubblicitari. Per questo motivo nessun dirigente delle tv commerciali ha mai sostenuto l’abolizione del canone, perché sa bene che una quota del canone, in maniera del tutto indiretta, finanzia anche la sua televisione.
Oltretutto siamo in una fase nella quale le televisioni in generale non se la passano proprio bene. Dal 2011 i tre principali network televisivi hanno registrato – vedi tabella – complessivamente un calo dei ricavi pari a -10%. Una débâcle, quindi, anche se la situazione è..

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Fq Millennium, un altro premio giornalistico al reportage sul “servizio segreto” contro i matrimoni combinati

Un nuovo riconoscimento per Fq MillenniuM, il mensile del fatto diretto da Peter Gomez. Il reportage di Martina Castigliani sulle organizzazioni che salvano le ragazze dai matrimoni combinati in Italia ha vinto il Premio giornalistico “Tania Passa, cronache del femminicidio” per la sezione carta stampata e web, dopo aver già ottenuto, poche settimane fa, il premio Giustolisi.
L’articolo intitolato “Il servizio segreto che salva le ragazze di matrimoni combinati” (Fq Millennium n. 10, marzo 2018, qui in versione integrale) “affronta e denuncia un argomento trascurato dai media o ridotto allo stereotipo del conflitto culturale delle giovani migranti di seconda generazione, strette tra la cultura d’origine e quella occidentale”, si legge nella motivazione. “Con questo lavoro si riporta l’attenzione sulla mancanza di diritti di queste giovani donne, italiane di fatto ma non per la legge, e sulla necessità di una normativa che garantisca la tutela dei loro diritti fondamentali, alla vita e..

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Rai, via libera alle nomine dei direttori di rete: De Santis a Rai1, Freccero a Rai2

Teresa De Santis direttore di Rai1, Carlo Freccero a Rai2 mentre Stefano Coletta rimane a Rai3. E ancora: Auro Bulbarelli guiderà Raisport e Antonio Preziosi Rai Parlamento. Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, presieduto da Marcello Foa, ha approvato a maggioranza le nomine proposte già il 24 novembre dall’amministratore delegato Fabrizio Salini., che arrivano circa un mese dopo quelle alle testate. De Santis è la prima donna alla guida della rete ammiraglia, mentre a Rai2 torna Freccero che però, in quanto pensionato, non potrà, in virtù della legge Madia, percepire una remunerazione e potrà essere impiegato al massimo per un anno. Una circostanza che non ha mancato di suscitare polemiche, che si uniscono a quelle legate alle indiscrezioni sulla nomina di Giampaolo Rossi alla vicepresidenza della tv pubblica.
Il cda, si legge in una nota, “ha espresso apprezzamento per i nomi proposti ed ha ringraziato i direttori uscenti di rete e di testata Angelo Teodoli, Andrea Fabi..

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Sky Tg24, Giuseppe De Bellis è il nuovo direttore. Varetto segue l’ad Zappia in Europa

Cambio al timone di SkyTg24. Giuseppe De Bellis sarà il nuovo direttore dall’1 gennaio 2019. Il giornalista barese prenderà il posto di Sarah Varetto, alla guida del canale all-news da 8 anni. Classe 1977, De Bellis era condirettore vicario di Sky Sport dall’inizio del 2018 e negli scorsi anni ha guidato il mensile GQ dopo una lunga esperienza nella redazione de Il Giornale.
Varetto, che guiderà Sky Tg24 fino al 31 dicembre, nel nuovo ruolo di Executive vice president News Projects Development per l’Europa avrà la responsabilità di identificare e analizzare le opportunità di sviluppo delle news nel contesto continentale in cui Sky opera, allo scopo di rafforzare la presenza e l’identità del brand nei vari territori.
Si occuperà di definire progetti operativi per nuovi contenuti editoriali sulle diverse piattaforme, con particolare attenzione all’evoluzione tecnologica in corso nel mondo dell’informazione. Oltre a questo, Varetto manterrà anche una presenza a Sky TG24, attraverso la c..

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Rai, le nomine dei direttori di rete in cda: Bulbarelli a Rai sport. Preziosi a Rai Parlamento

Auro Bulbarelli al vertice di Rai Sport e Antonio Preziosi alla direzione di Rai Parlamento. Sono le nomine che l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, è intenzionato a proporre domani al consiglio d’ammistrazione. Viale Mazzini ha convocato la riunione del cda domani alle ore 16. Dovrebbero essere confermati i nomi di Teresa de Santis per la direzione di Rai 1 e di Carlo Freccero per Rai 2, mentre resta al vertice della terza rete Stefano Coletta.
Come previsto dai regolamenti, infatti, a circa 24 ore dalla seduta del cda sono infatti arrivati sui tavoli del consiglieri d’amministraizone i curricula dei candidati. Tra i curricula non c’è invece quello di un candidato alla direzione di Rai3: segno che, come da indiscrezioni della vigilia, Salini abbia intenzione di confermare Coletta. Nessun cambio al momento neanche alla guida di Rainews, dove, a dispetto delle voci, resta Antonio Di Bella.
Salini ha indicato per la direzione di Rai Sport Bulbarelli, che ha avuto la me..

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Audiweb 2.0, classifica di settembre 2018: ilfattoquotidiano.it si conferma il terzo sito più letto tra i quotidiani generalisti

Sono stati rilasciati i nuovi dati Audiweb, relativi al mese di settembre 2018 (qui la classifica di agosto). La nuova versione 2.0, in vigore da luglio scorso, finalmente assegna agli editori anche il traffico mobile in-app browsing e quello proveniente dei formati Instant Articles di Facebook e AMP di Google.
Tra i quotidiani genaralisti e al netto delle partnership chiamate TAL, la classifica vede ilfattoquotidiano.it sul podio con una media giornaliera di 1,476,517 utenti unici e 3,371,000 pagine viste, subito dopo Repubblica (che comprende anche il sito de L’Espresso) e il Corriere della Sera (che comprende anche Oggi, Io Donna, YouReporter, Style Magazine, TrovoLavoro, Trovo Casa, Living e Amica).
Considerando tutti i siti rilevati, quello del Fatto Quotidiano si piazza al sesto posto in assoluto dopo TgCom24 (che comprende anche SportMediaset e Meteo.it), CityNews (Today.it e 47 testate locali) e Gazzetta dello Sport. Da segnalare anche la classifica annuale Innova et Bella, c..

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No, cara Repubblica, niente inganni: la stampa italiana non è sotto assedio

È una tecnica antica: se sei in difficoltà attacca, creati un comodo bersaglio per colpire meglio. È quanto ha fatto la Repubblica, domenica 25 novembre al teatro Brancaccio, presentando la stampa italiana come assediata dal potere. Non è così, naturalmente. La politica discute di editori impuri che utilizzano i giornali per coprire certi scandali (caso Consip) e ampliarne altri (caso Raggi), eccetera. È un fatto. Ma di questo al Brancaccio non s’è detto nulla perché, secondo una tesi ben sintetizzata da Umberto Eco, “non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie”, e la Repubblica i fatti, nel teatro romano, li ha cucinati a modo suo. Meglio far parlare la giornalista filippina, Maria Ressa, minacciata per le critiche a Rodrigo Duterte. L’Italia come le Filippine, come il Brasile, come la Turchia: questa è la costante degli interventi, il filo rosso che li lega.
Intendiamoci, sono state dette cose vere sulla situazione del giornalismo nel mondo, ma non c’..

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Classifica I&B Facebook Top Newspapers 2018, Il Fatto Quotidiano si conferma al 1° posto in Italia. Ecco le motivazioni

Per il nono anno consecutivo la società Innova et Bella compila la classifica mondiale delle testate giornalistiche su Facebook: il campione posto sotto osservazione comprende i principali 60 quotidiani nazionali stampati in Europa e negli Stati Uniti. In Italia, Il Fatto Quotidiano anche nel 2018 conferma il suo primato su Facebook. La nona ricerca della società di consulenza strategica I&B posiziona il nostro giornale al primo posto tra le testate giornalistiche italiane sul social. Ecco con quale motivazione:
“Il Fatto Quotidiano perde qualche posizione guadagnata lo scorso anno (era all’11 posto nel 2017) e si colloca nel 2018 al 14 posto della classifica globale conservando il rating A. Sempre premiante per il Fatto Quotidiano lo spazio dedicato alle storie dei lettori e alla possibilità di partecipare al dialogo e all’interazione con i giornalisti della testata. Invariato il record internazionale del rapporto likers e diffusione: sono 61 i likers per ogni copia diffusa nel 2018,..

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Rai, martedì i direttori di rete: De Santis prima donna alla guida di Rai1. Freccero per Rai2. Coletta confermato a Rai3

Il giorno delle direzioni di rete sarà martedì. E il consiglio di amministrazione Rai sembra intenzionato a proporre due nomi nuovi e una conferma. In pole per la successione di Angelo Teodoli alla guida di Rai1 c’è Teresa De Santis, che sarebbe la prima donna alla guida della rete ammiraglia di viale Mazzini. A Rai2, invece, andrà Carlo Freccero, già membro del cda nella passata gestione su indicazione del Movimento Cinque Stelle. Stefano Coletta sarà confermato al timone della terza rete della tv pubblica. I consiglieri Rai affronteranno anche una nomina mai affrontata con lo statuto attuale, quello della vicepresidenza, nato per ragioni di opportunità e volontà politica in seguito al ricorso al Tar contro l’elezione di Marcello Foa presentato dalla consigliera Rita Borioni.
Rai1 alla ex del Manifesto che piace alla Lega
La poltrona di Rai1, stando alle indiscrezioni, toccherà a Teresa De Santis, un passato a Il Manifesto, già vice direttore della stessa rete e successivamente numer..

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“Patata bollente”, Tribunale di Milano e Ordine Giornalisti condannano Libero per il titolo “sessista” su Virginia Raggi

È arrivata la condanna unanime del Tribunale di Milano e dell’Ordine dei Giornalisti per il titolo messo in prima pagina da Libero il 10 febbraio 2017, “La patata bollente”. Poi in occhiello “La vita agrodolce di Virginia Raggi” e sotto una foto della sindaca, a cui si riferiva. Come riferisce Prima Comunicazione, la V sezione civile del Tribunale di Milano ha confermato con sentenza di primo grado la delibera del Consiglio di disciplina dell’Ordine nazionale dei Giornalisti contro Pietro Senaldi, direttore responsabile della testata guidata da Vittorio Feltri, del quale il giudice ha respinto il ricorso, condannandolo anche al pagamento delle spese legali, circa 20mila euro.
Come ha sottolineato il Consiglio Nazionale di Disciplina dell’Ordine, il titolo del quotidiano presenta “evidenti richiami sessuali”, un “dileggio” sessista proprio perché la sindaca “è donna” e si parlava delle sue vicende personali, legandole alla notizia dell’inchiesta in cui era stata coinvolta la sindaca Ra..

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Cari giornalisti, la libertà di informazione va sempre difesa. Il fracasso mediatico no

L’intoccabile casta giornalistica che incredibilmente si ritiene “sacra” e infallibile, almeno secondo i suoi rappresentanti – anche quelli prossimi e/o omologati alla politica più screditata e compromessa della prima, seconda e terza repubblica -, continua, dopo aver denunciato con ogni mezzo e in ogni sede il vulnus subito per le parole decisamente “poco concilianti” di Di Battista, Grillo e Di Maio, a paventare rischi supremi di intimidazione e compressione della libertà di informazione, a riversare sui “grillini” accuse di autoritarismo infantile e primitivo ma soprattutto a evitare la pur minima autocritica.
Dallo scorso sabato, quando quello che era stato annunciato e amplificato come il giudizio universale nei confronti di Virginia Raggi si è risolto in una sentenza di piena assoluzione perché il fatto non costituisce reato – “probabilità” presente a chiunque con un minimo di cognizioni giuridiche avesse seguito senza malafede tutta la vicenda processuale, e dunque ignota alla ..

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Pugni e pugnette, quando l’indignazione maschera la paura del cambiamento

Guardo e riguardo il famigerato video di Danilo Toninelli che brandisce il pugno in segno di vittoria dopo l’approvazione del decreto per Genova e diventa irresistibile la tentazione di esplodere in un liberatorio “vaffa” all’indirizzo di tutti quelli che hanno stigmatizzato il gesto come offensivo.
“Pugno chiuso sulle macerie di Genova” (Huffington), “Il pugno di Toninelli imbarazza i 5 stelle. Di Maio sbotta: che cosa ha fatto stavolta?” (Corriere), “I pugni sbagliati di Toninelli” (Repubblica), “Toninelli esulta per il decreto Genova, bagarre per il pugno alzato” (La Stampa), “La telefonata tra Casaleggio e Di Maio e la furia su Toninelli” (Il Giornale), “Un ministro da ridere, il gravissimo problema che ha colpito Toninelli” (Libero). Questo il florilegio di titoli dedicati dai nostri giornaloni a una innocentissima manifestazione di giubilo per un successo politico acquisito che nulla aveva e poteva avere di ideologico, vista l’indipendenza del Movimento 5 stelle da desueti preco..

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Alessia Morani (Pd): “Al lavoro in commissione nonostante il raffreddore”. Sfottò sui social: “Prendi l’aspirina e taci”

“Nonostante il raffreddore sono ancora in commissione a discutere gli emendamenti al disegno di legge su corruzione e prescrizione #avanti”. 14 novembre ore 15.35: Alessia Morani, deputata Pd scrive questo messaggio su Twitter e Facebook accompagnato da un selfie in cui la mano destra tocca il naso. Magari voleva sottolineare l’impegno il Commissione Giustizia, ma le reazioni scatenate sui social vanno in tutt’altra direzione.
Primo commento: “Ma anche se restava a casa, non è che il suo apporto avrebbe cambiato qualcosa. Ha semplicemente scaldato la sedia, fatto colazione a spese degli italiani e forse ci scappa anche il pranzo, con i prezzi del ristorante riservato ai parlamentari“. Al che lei risponde in modalità battagliera: “E invece ti sbagli, è stato proprio all’una di notte che ho scoperto il tentativo di fare la porcata sul peculato“. Ma anche la valanga di commenti che seguono è del tenore del primo. “Che degrado morale. Ma si vergogni che c’è gente che lavora tra un ciclo d..

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Rai Pubblicità, la guerra di Mediaset. Confalonieri: “Svendono gli spot in tv”. La corsa per i nuovi vertici: tutti i nomi

“La Rai non può svendere la propria merce con sconti del 90-95 percento, solo perché ha la riserva del canone. La pubblicità è contingentata, con questo comportamento butta via la merce. Ecco perché faccio appello all’arbitro. Fatevi aiutare dalla Var se ritenete, ma intervenite”. Fedele Confalonieri attacca i vertici di viale Mazzini nel corso di un convegno Agcom al Senato. “Per abbassare un prezzo ci vogliono cinque minuti, ma per recuperarlo ci vuole la fatica di Sisifo”, continua il presidente di Mediaset.
L’accusa diretta al competitor è quella di fare “dumping” vale a dire vendere spazi pubblicitari a prezzi di saldo o addirittura stracciati. Accusa che l’amministratore delegato Fabrizio Salini rispedisce al mittente: “La Rai non fa dumping, anzi. Abbiamo il tetto pubblicitario, alcuni canali non ospitano la pubblicità e non facciamo pubblicità agli operatori di betting. Non c’è nessuna pratica di dumping. Anzi tutt’altro.” Più volte nei mesi scorsi Fabrizio Piscopo, ex amminis..

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Fq MillenniuM di settembre vince il premio Ferrari copertina del mese

Fq MillenniuM di settembre ha vinto il premio Ferrari per la “copertina del mese”. La cover “Come non diventare un nuovo schiavo”, pubblicata sul numero 16 a firma dell’art director del mensile diretto da Peter Gomez, Pierpaolo Balani, è stata scelta per il riconoscimento indetto da Cantine Ferrari. “Gli schiavi di oggi”, è stata la motivazione, “sono coloro che, disoccupati, si prestano a qualsiasi lavoro senza alcuna tutela e senza alcun diritto; sono i lavoratori con stipendi da fame. A tutti costoro, milioni di persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, MillenniuM ha dedicato un’inchiesta ben dipinta da una copertina che è insieme di denuncia, con una drammatica foto di mani attaccate alle sbarre, e di proposta”. Sempre in questi giorni, FqMillennium ha vinto il premio Giustolisi con il reportage di Martina Castigliani “Nomi falsi e case protette. Il servizio segreto che salva le ragazze di matrimoni combinati”.
L'articolo Fq MillenniuM di settembre vince il premio Ferr..

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Cinema, col decreto Bonisoli film prima in sala e poi in streaming e norme a favore delle piccole produzioni

Piccoli film italiani da oggi si cambia. Il Ministro dei Beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, sta per firmare un decreto legge in cui le piccole produzioni cinematografiche avranno la possibilità di svincolarsi da rigidi e consuetudinari paletti distributivi e finire più velocemente su nuove piattaforme audiovisive. A dire il vero le dichiarazioni di Bonisoli, rilasciate durante un convegno Agis/Iulm tenutosi a Roma parevano andare in direzione opposta, una sorta di chiave ultra protezionista modello Francia: “Mi accingo a firmare oggi un decreto che regola le finestre in base alle quali i titoli cinematografici potranno essere offerti nelle sale e dopo di questo distribuiti in tutte le piattaforme che si vuole”, ha dichiarato il ministro. “Penso sia importante assicurare che chi gestisce la sala cinematografica sia tranquillo nel poter programmare dei film senza che questi siano in contemporanea disponibili su altre piattaforme e quindi sfruttare appieno l’investimento c..

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Raggi e Tiziano Renzi, le decisioni dei giudici si rispettano. Ma non tutte hanno lo stesso valore

Secondo Luca Bottura (Repubblica, 12 novembre), il Fatto non è un giornale serio perché usa due pesi e due misure: se “viene assolto” Tiziano Renzi – leggiamo – ha torto lo stesso perché lo ha scritto il Fatto, se viene assolta Virginia Raggi hanno torto i giornali che la condannavano. Sembra una tesi logica ma è un sofisma: tratta in modo uguale fatti diversi. Senza evidenziare le imprecisioni di Bottura, “il nostro giurista per caso” (il Fatto, 13 novembre), la sua logica è debole per i motivi che seguono:
1. Non si può dare sempre ragione alla magistratura (talvolta sbaglia). Non si può dare sempre torto alla magistratura (spesso ha ragione).
2. L’esercizio critico del giornalista sta nel distinguere: quella cosa brutta che Bottura vorrebbe abolire perché se accettiamo il verdetto sulla Raggi dobbiamo, così pensa, prendere per buono (anche) il verdetto su Renzi senior.
3. Le cose ovviamente non stanno così: i due casi hanno importanza e peso (per la natura dei reati) molto divers..

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Attacchi alla stampa, Bruno Segre: “Soffia vento di destra e la gente non lo percepisce. Chiediamo rispetto del vivere civile”

“Il fascismo come primo gesto soppresse la libertà di stampa e umiliò gli avversari impedendo loro di rispondere alle calunnie. È un momento difficile perché soffia un vento di destra in Italia”. L’avvocato e giornalista centenario Bruno Segre è intervenuto oggi al presidio organizzato dalla Fnsi e dall’Ordine dei giornalisti per rispondere alle parole dei leader del M5s verso i giornalisti. “I rapporti tra informazione e politica sono stati spesso conflittuali – racconta il segretario piemontese della Fnsi, Stefano Tallia – ma c’è un salto di qualità perchè alle minacce e agli insulti si è aggiunta la volontà di intervenire a livello legislativo sul sistema dell’informazione andando a restringere gli spazi e la libertà ”.
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Rai3, Salvini inaugura il format “Alla lavagna” interrogato dai bimbi. Critiche sui social: “Puntata da Istituto Luce”

Il format è nato in Francia e la Endemol lo ha importato su Rai3. Si chiama Alla Lavagna! e va in onda alle 20.20 dal lunedì al venerdì. Il set è una classe e dai banchi i bambini – dai 9 ai 12 anni – interrogano politici, giornalisti e personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Il primo ospite: Matteo Salvini, ministro dell’Interno. Lo stesso che ieri aveva detto di non avere visto il film sugli ultimi giorni di Stefano Cucchi (oggi proiettato alla Camera) perché ha poco tempo per andare al cinema, trova il tempo per essere il protagonista che inaugura il nuovo format di Rai3. Una trasmissione che ha lasciato increduli tanti utenti sui social, stupiti dalla scelta dell’ospite (e delle domande) e dall’immagine per lanciare il programma. Tanto da parlare di puntata (qui) da Minculpop e Istituto Luce.
Non ditemi che stasera alle 20.20 su Rai Tre salterete la prima puntata di #AllaLavagna: il Capitano alle prese con una classe di bambini scatenatissimi. Che dite, se la caverà?😃 pic.tw..

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Agcom: “Attacchi a stampa ledono il pluralismo”. Di Maio: “Sacra la libertà d’informazione, ma non di dire bugie’

“C’è l’esigenza di un’informazione libera, pluralista, rispettosa della dignità delle persone, del ruolo delle forze politiche e dell’autonomia professionale dei giornalisti“. È la presa di posizione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che in una nota ha segnalato come “ogni attacco agli organi di stampa rischia di ledere il principio costituzionale di libera manifestazione del pensiero, che è alla base del pluralismo dell’informazione e del diritto di cronaca e di critica”. Il riferimento dell’Agcom è alle accuse indirizzate ai media da parte dei vertici del Movimento 5 stelle, in particolare Di Maio e soprattutto Di Battista, dopo l’assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi nell’ambito del processo nomine. Una presa di posizione netta quella dell’Autorità, a cui ha risposto poco dopo il vicepremier 5 stelle Di Maio nel corso di una diretta Facebook: “Per noi la libertà dell’informazione è sacra”, ha detto, “ma libertà di stampa non può essere libertà di dire bugie..

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Editoria, Reuters annuncia 16 licenziamenti in Italia. Giornalisti in sciopero: “Incomprensibile, conti in utile”

I giornalisti di Reuters Italia sono in sciopero oggi e domani contro la decisione del gruppo di licenziare 16 colleghi nonostante i conti siano in utile. L’assemblea ha affidato alla rappresentanza sindacale un pacchetto di cinque giorni di astensione dal lavoro.
“L’assemblea dei giornalisti di Reuters Italia respinge come inaccettabile l’annunciato avvio da parte di Reuters News &Media Italia di una procedura di licenziamento collettivo per 16 giornalisti, pari a più di un terzo della redazione italiana”, si legge in una nota del comitato di redazione di Reuters Italia. “Incomprensibile anche la motivazione dell’azienda, secondo cui i licenziamenti sarebbero necessari nel quadro di un piano di riorganizzazione e di efficientamento della struttura. L’assemblea dei giornalisti Reuters ha pertanto proclamato lo stato di agitazione affidando al Cdr un pacchetto di 5 giorni di sciopero, di cui i primi due da tenersi oggi e domani”.
“L’assemblea ritiene sproporzionata e immotivata questa..

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Ammazzare le donne è come ammazzare i tacchini? Quando il disprezzo è spacciato per satira

Fu un uomo a sintetizzare, con un’immagine efficace ed energica, il ruolo delle parole: lo scrittore Carlo Levi. Nel suo diario di viaggio in Sicilia tra il 1952 e il 1955 Levi annotò: “Le lacrime non sono più lacrime ma parole, e le parole sono pietre”. Ed è proprio così: le parole sono pietre, perché con esse puoi costruire, oppure puoi ferire. Se con le parole ci lavori, come fa chi insegna, forma, scrive, opera nel mondo del teatro e delle arti allora con questa potenza, che è costruttiva o distruttiva, hai l’obbligo di farci i conti, valutando l’impatto che le tue parole/pietre hanno su chi ti leggerà, ti ascolterà, si farà un’opinione anche grazie a ciò che scrivi, conoscerà fatti, imparerà, si emozionerà.
Oggi viviamo nella costante, repentina e non meditata sovraesposizione che la rete offre a chi scrive, e conviviamo con la micidiale confusione tra critica, satira, dileggio, insulto e odio. È difficile stare al passo, proprio perché è sempre meno il tempo che ci diamo per rif..

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Raggi assolta: indecenti e sbagliati gli insulti M5s. Anche se molta stampa questa volta se li merita

Premessa: chi sta al governo e ricopre cariche istituzionali deve avere sempre la decenza di non parlare mai di giornali e giornalisti. Tantomeno di insultarli. Perché in democrazia, come ci ha spiegato più di due secoli fa Alexis de Tocqueville, “per raccogliere i beni inestimabili prodotti dalla libertà di stampa, bisogna sapersi sottomettere ai mali inevitabili che essa fa nascere”. Detto questo, a parere di chi scrive, i tanti colleghi che oggi si stracciano le vesti per le parole di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista dovrebbero farsi un serio esame di coscienza. Lo spettacolo fornito in questi due anni da molti giornali italiani nei confronti di Virginia Raggi è stato a volte indecente e spiega bene perché di questi tempi la nostra categoria, in tutti i rilevamenti di opinione, venga considerata dopo quella dei politici la meno credibile e affidabile.
La sindaca non è stato solo (legittimamente e spesso giustamente) criticata per il modo con ha svolto il suo incarico e non è ..

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Premio Giustolisi, vince Fq MillenniuM con l’inchiesta sulle nozze forzate e il “servizio segreto” che salva le ragazze

L’inchiesta “Nomi falsi e case protette. Il servizio segreto che salva le ragazze dai matrimoni combinati” di Martina Castigliani ha vinto il premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità” ex aequo con i giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine de l’Espresso. L’articolo è stato pubblicato nel numero di marzo 2018 di Fq MillenniuM, il nostro mensile diretto da Peter Gomez. Il premio alla carriera è andato a Lucia Annunziata. Il Premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’Armadio”, promosso dalla presidenza del Senato della Repubblica, è stato attribuito ad Alessio Zucchini, Tg1. Premio speciale della giuria “Una Vita per il giornalismo” ex aequo a Toni Mira, Avvenire, e a Carlo Paris, corrispondente Rai. Premio letterario ex aequo a Jacopo Iacoboni, La Stampa, e a Pablo Dell’Osa. Assegnate infine menzioni speciali a Fausta Speranza (Radio Vaticana) ed a Maurizio Di Schino (Sat 2000).
L’annuncio è stato accompagnato da un messaggio della presidente del Senato Maria Elisabetta Al..

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Casalino, questa non è ‘cos’e niente’

“Pure questa è cos’e niente. È sempre cos’e niente. Tutte le situazioni così l’abbiamo sempre risolte. È cos’e niente. Non teniamo che mangiare: è cos’e niente. Ci manca il necessario: è cos’e niente. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos’e niente. Ci negano il diritto della vita: è cos’e niente. Ci tolgono l’aria: è cos’e niente, che vvuò fa. Sempre cos’e niente. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos’e niente siamo diventati cos’e niente io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi… vabbuò è cos’e niente. Non piangere, è cos’e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos’e niente. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos’e niente. È niente”.
Lo straordinario, attuale e profetico monologo di Eduardo De Filippo nell’opera teatrale Peppino Girella (1963) che ho riportato al..

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Fico annuncia querela contro Libero: “Titolo vergognoso che offende le vittime dell’Olocausto”

Il presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato che querelerà Libero per il titolo di prima pagina del 7 novembre che, in riferimento all’incontro della terza carica dello Stato con l’ambasciatrice palestinese Mai Alkaila, recita: “Il presidente della Camera a gas, Fico si avvicina ai terroristi palestinesi”. “Sono molto amareggiato”, ha scritto su Facebook l’esponente del Movimento 5 stelle, “perché oggi un quotidiano decide di paragonare con un titolo vergognoso Montecitorio a una Camera a gas. Un raffronto inaccettabile, vigliacco e offensivo nei confronti dei sei milioni di ebrei vittime dell’Olocausto. Un dramma terribile che nessuno di noi può e deve dimenticare. Il quotidiano in questione ha deciso di fare quel paragone perché ieri ho avuto un incontro istituzionale con l’ambasciatrice palestinese in Italia, riconosciuta dal ministero degli Esteri come rappresentante dell’Anp. Per questo ho deciso di querelare Libero”.
A Fico poco dopo ha replicato il direttore di Libero ..

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Jacobin è arrivato in Italia. E io, da vero giacobino, ne sono felicissimo

Appena ho visto che stava per uscire la versione italiana di Jacobin, il sito più interessante della sinistra americana, e ho visto il profilo di Toussaint Louverture sulla dichiarazione di intenti sono stato felicissimo. E tentato, perfino, di porre una parte del mio tempo di pensionato che guarda i cantieri della sinistra a disposizione della nuova redazione dove, tra gli altri, c’è quella Marta Fana che sognerei al ministero del Welfare. Poi mi sono fatto uno scrupolo. Vedi mai che io, che pure giacobino mi sento e mi dichiaro, non sia “adatto” all’impresa? In effetti la lama della ghigliottina di Jacobin Italia cala a dividere il mondo in due. Contro la dittatura del mercato e contro il sovranismo nazionalista. Sulla prima non ci piove. Ma sulla seconda? Vale il sostantivo, oppure l’aggettivo? O sono un tutt’uno? Perché se il problema è l’aggettivo mi sento tranquillo, ripeto con Johnson e Kirk Douglas: “Patriotism is the last refuge of a scoundrel”. Se il problema è il sostantivo,..

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Lenin è di destra. Lo dice il demenziale fascistometro

L’antifascismo in assenza di fascismo come alibi delle sinistre per non essere anticapitaliste in presenza di capitalismo è già abominevole di suo. Ma non bastava. Ecco recentemente: “È un cane fascista. L’interrogazione del consigliere Pd di Monza”. Il logos è perduto e, con esso, anche la dignità. Ma, anche in questo caso, non bastava. Ed ecco ora che arriva il termometro che misura la temperatura fascista nascosta in ciascuno di noi. È il fascistometro, il culmine dell’idiozia delle sinistre che si dilettano nel fare le antifasciste, finché il fascismo non c’è, per poter essere lietamente al servigio del capitale, quando esso c’è. E così possono tranquillamente condannare il manganello mussoliniano, che per fortuna non c’è più, e insieme accettare e legittimare il manganello invisibile dell’Unione europea e delle politiche di austerità liberista, che sta massacrando le classi lavoratrici e i popoli d’Europa.
Secondo il fascistometro, di fatto figura come fascista chiunque non sia o..

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M5s Europa rilancia l’intervista travisata a Dijsselbloem: “Invita a un golpe finanziario”. Pd: “Movimento di falsari”

E’ polemica per il video di Pandora Tv rilanciato dalla pagina Facebook ufficiale del Movimento 5 stelle Europa. Martedì 30 ottobre i grillini hanno condiviso il commento del sito di news che si definisce “piattaforma indipendente” che “svela retroscena oscurati dai media mainstream” in cui si commenta l’intervista dell’ex presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem alla Cnbc. E lo hanno rilanciato con un post dal titolo “Golpe finanziario contro l’Italia“. Confrontando però il commento della voce fuori campo con la versione originale si nota come le parole siano state travisate: Dijsselbloem dice che “uno dei contro del fatto che l’Italia si autofinanzi in gran parte da sola”, è che “se ci sono problemi l’economia implode”, ma, ha concluso, “basta che i consumatori lo capiscano e si può iniziare un percorso di correzione dall’interno”. Nel video di Pandora Tv però i virgolettati vengono riferiti in maniera differente. Il Movimento 5 stelle Europa, sulla pagina Facebook ufficiale, h..

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Vauro e la vignetta su Auschwitzland: “Interpretata male dai Sostenitori di Israele e censurata da Facebook”

Il muso di Topolino modificato perché somigliasse ad Hitler e sotto la scritta Auschwitz World un’altra che recita “Dove L’incubo diviene reale”. Questa la mia vignetta, pubblicata in prima pagina su Il Fatto Quotidiano, All’indomani della vergognosa vicenda della t-shirt “Auschwitzland” esibita a Predappio e di quella tragica della strage nella Sinagoga di Pittsburg. Stigmatizzava, con il linguaggio della satira, come il grottesco ed il drammatico si incontrino in questo clima globale di rigurgiti razzisti e fascisti (da ciò la parola World).

L’antisemitismo è una faccia particolarmente odiosa, visti i precedenti storici, del razzismo. Sdoganando uno si sdogana anche l’altro. Se fosse rimasto qualche dubbio la parola “ incubo” credo fosse sufficiente a chiarire il significato della vignetta. Purtroppo sui social è partita una campagna organizzata da Sostenitori del Governo Israeliano volta a rovesciarne il senso, accusando la vignetta di essere antisemita e implicitamente minimizzan..

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“Vincenzo De Luca impresentabile”: il gup di Salerno proscioglie Antonello Caporale

Antonello Caporale è stato prosciolto dal gup di Salerno Alfonso Scermino: il giornalista del Fatto Quotidiano non ha diffamato il governatore dem della Campania Vincenzo De Luca quando lo definì “impresentabile” e “incandidabile”, nonché “non degno di stare in un partito come il suo (il Pd, ndr)”. Parole pronunciate rivolgendosi alla parlamentare Pd Alessia Morani durante una puntata di maggio 2016 de L’aria che tira su La7, sollecitata anche a verificare “che schifezza è il partito a Napoli e in Campania”.
Il Gup Scermino ha prosciolto Caporale in udienza preliminare, cestinando la querela di De Luca – che si era costituito parte civile – e scongiurando l’avvio del processo. A detta del gup, quel termine “impresentabile” rivolto a De Luca, Caporale – difeso dagli avvocati Andrea Fiore e Alessia Liistro – non se l’era inventato gratuitamente: “Lungi dall’essere un giudizio offensivo – scrive Scermino nelle tre pagine di motivazioni della sentenza di proscioglimento – riportava testua..

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Rai, il cda ha dato il via libera alle nomine per i Tg. Restano da definire le guide delle reti, RaiSport e Rainews

Il cda della Rai ha dato il via libera al primo pacchetto di nomine che riguardano i telegiornali. I nuovi direttori sono Giuseppe Carboni al Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2, Giuseppina Paterniti al Tg3, Alessandro Casarin alla TGR, Luca Mazzà al Giornale Radio Rai. L’unico voto contrario in cda è stato quello di Rita Borioni.
Ieri l’ad Fabrizio Salini aveva inviato ai consiglieri, in vista del cda in programma oggi, i curricula dei candidati per le principali testate delle tv pubblica, rimandando a una seconda seduta quelle delle reti. I nomi sono tutti interni: al Tg1 la scelta è caduta su Carboni, attualmente caporedattore del Tg2, che ha seguito il Movimento Cinque Stelle dagli esordi sulla scena fino al governo. Alla testata della seconda rete approderà Sangiuliano, vicedirettore del Tg1 e vicino alla Lega. Al Tg3 Paterniti, vicedirettrice della TgR dopo essere stata per sette anni corrispondente da Bruxelles, prenderà il posto di Luca Mazzà, destinato al Gr Radio. Infine alla Tg..

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Il Qatar fiancheggia i terroristi, anzi no. Salvini cambia idea (ora che gli serve)

Si scrive “realpolitik”, si legge “ipocrisia”. Nessuno scandalo, solo la dimostrazione plastica del modo in cui anche gli argomenti più delicati, come la lotta al terrorismo, vengano utilizzati per fare propaganda politica e piegati alla bisogna. Anche da chi, come il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dovrebbe occuparsi principalmente della sicurezza del Paese. Mettiamo in fila tre fatti.
5 giugno 2017 – “Il Qatar fiancheggia i terroristi” – “Nel giorno in cui perfino l’Arabia Saudita sospende le relazioni con il Qatar perché fiancheggia i terroristi, noi vogliamo sapere in tutta Italia chi dà i soldi e per fare cosa”, spiegava Matteo Salvini il 5 giugno 2017, giorno in cui Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto e Bahrein annunciavano la fine dei rapporti diplomatici con il Qatar, come strumento nella lotta alle organizzazioni terroristiche internazionali.
14 marzo 2018 – Il contratto con Finmeccanica – Il 14 marzo 2018 il ministro della Difesa del Qatar firma con Leonardo Finmecc..

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Audiweb 2.0, la classifica di agosto 2018: ilfattoquotidiano.it è terzo tra i quotidiani e quinto in assoluto

È uscita la classifica Audiweb 2.0 relativa al mese di agosto 2018. La nuova rilevazione, in vigore da luglio scorso, tiene conto finalmente di un’importante fetta di traffico mobile, quello in-app browsing e quello proveniente dei formati Instant Articles di Facebook e AMP di Google. Ilfattoquotidiano.it, considerando i dati depurati dalle partnership (le considdette Tal), si piazza al terzo posto tra i quotidiani generalisti sul podio con Repubblica (che comprende anche il sito de L’Espresso) e il Corriere (che comprende anche Oggi, YouReporter e Amica) e quinto in assoluto dopo TgCom24 (che comprende anche SportMediaset e Meteo.it) e CityNews (Today.it e 47 testate locali).
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Orson Welles, 80 anni fa la Terra fu invasa dagli alieni. Tutta colpa di un cambio di codice

In uno dei più bei film di Woody Allen, Radio Days, c’è una sequenza indimenticabile. Ne è protagonista zia Bea, la zia del narratore, alter ego del regista ancora bambino. La giovane donna non è molto fortunata in amore e quella sera del 30 ottobre 1938 ha uno dei suoi appuntamenti galanti destinati a finire male. Esce con il corpulento signor Manoulis, benestante e un po’ spaccone che, dopo una cena a base di ostriche e birra, la conduce sulla sua auto in un luogo appartato.
Per creare la giusta atmosfera l’intraprendente giovanotto accende la sua autoradio alla ricerca della musica giusta. Ma la musica all’improvviso scompare per lasciare spazio a un’edizione straordinaria dei programmi di informazione. Quale sia il programma in questione è ben noto. Così come è noto – a noi – che il programma non era affatto “di informazione”. A noi, ma non al signor Manoulis che se la dà a gambe lasciando zia Bea sola a vivere l’ennesima delusione.
Peraltro la reazione dell’incauto seduttore del..

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Siae, l’Antitrust ha smascherato il monopolio. Ora però tocca al governo

Tanto tuonò che piovve. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, nei giorni scorsi, ha messo nero su bianco una realtà sotto gli occhi di tutti da decenni: la Siae (Società italiana autori e editori) ha violato – almeno dal 2012 – le regole del mercato abusando della propria posizione dominante, limitando la libertà di scelta degli autori ed editori di mezzo mondo e quella di concorrenti e potenziali tali di operare liberamente sul mercato italiano.
La sanzione simbolica inflitta dall’Autorità alla Siae rischia di far perdere di vista il cuore della decisione: Siae ha due mesi di tempo per cambiare completamente registro, abbandonare una serie di vecchie e cattive abitudini, lasciare liberi i propri autori ed editori di scegliere, per davvero, a chi affidare l’intermediazione dei propri diritti anche relativamente a singole opere o tipi di utilizzazione e i propri concorrenti – presenti e futuri – di operare su quello che ha sin qui raccontato essere il suo mercato.
Una so..

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Radio e tv battono i social. La sfida dei media al tempo delle fake news

L’attenzione per la difficile situazione politica ed economica del Paese potrebbe incentivare le persone a informarsi meglio, ricercando proprio nei talk televisivi – spesso biasimati secondo gli ospiti del programma dai fan dei vari schieramenti politici – quell’approfondimento che può rilevarsi carente in altre fonti d’informazioni.
Non ci sono dati che confermino questa ipotesi, ma si registra nel corso del 2018 un aumento, seppur contenuto, del consumo televisivo, spezzando il trend di decrescita che andava avanti da alcuni anni. Aumentano soprattutto gli ascoltatori dei programmi d’informazione, in particolare dei principali talk informativi, come quelli in onda su La7 (rete che proprio su questo genere realizza le sue fortune). Il programma Otto e Mezzo, per esempio, ha avuto (dalla formazione del governo in carica) un incremento di pubblico, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, del 36%, arrivando a uno share medio del 7%, ampiamente superiore alla media di rete. D..

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Rai, le proposte dell’ad Salini: “Carboni al Tg1, Sangiuliano al Tg2 e Paterniti al Tg3”

Intesa raggiunta sulle nomine Rai. I nomi sono stati consegnati questa mattina dall’ad Fabrizio Salini ai consiglieri di amministrazione e sono i seguenti: Giuseppe Carboni sarà il direttore del Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2, Giuseppina Paterniti al Tg3, Alessandro Casarin alla Tgr e Luca Mazzà (ora direttore del Tg3) a Radiorai. Solo lo stretto necessario dei Tg, dunque, mentre a sorpresa sono state lasciate fuori le direzioni di rete, ma anche quelle di Raisport, Rainews e Raiparlamento. Ora alle nomine procederà il Cda di Viale Mazzini, convocato per domani mattina alle 10.30. I curricula dei futuri direttori andavano consegnati almeno 24 ore prima e così è stato.
Per dirimere la questione nell’ultima settimana sono stati necessari almeno tre incontri tra Salvini e Di Maio e innumerevoli telefonate, secondo i metodi più classici della lottizzazione politica. Insomma, a Viale Mazzini non sembra cambiato nulla. Alla fine l’intesa sui Tg è stata trovata. Un accordo in cui ha pesato ..

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