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Milano, secondo i consulenti dei pm Carlotta Benusiglio fu “strangolata e poi venne inscenato suicidio”

Fu strangolata “con un mezzo naturale ovvero serrando la stessa sciarpa che la donna indossava” prima di simulare un suicidio lasciando “il corpo, ormai cadavere, sospeso all’albero”. È quanto viene riportato dai consulenti della Procura di Milano in una relazione, che indaga sulla morte di Carlotta Benusiglio, stilista ed ex modella 37enne, trovata impiccata a un albero il 31 maggio del 2016 nei giardini di Piazza Napoli a Milano.
Quella dell’omicidio fatto passare da suicidio è una tesi avvalorata anche da un’altra relazione, depositata nei giorni scorsi, dal consulente dei familiari della donna, assistiti dai legali Gian Luigi Tizzoni e Pier Paolo Pieragostini. In quest’ultima si sostiene infatti che la giovane morì per “strangolamento omicidiario” e poi il corpo venne appeso “per inscenare un impiccamento suicidiario”. Due conclusioni che sono in contrasto con la perizia disposta dal gip nel luglio scorso che sosteneva la “natura suicidiaria dell’evento”. La teoria del suicidio no..

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Stadio Roma, giudizio immediato per l’ex presidente Acea Alfredo Lanzalone

Il gip di Roma ha accolto a richiesta della Procura di giudizio immediato per Alfredo Lanzalone, coinvolto nell’inchiesta sul nuovo stadio, fissando il processo al prossimo 5 marzo. Nei suoi confronti la Procura contesta il reato di corruzione. Lanzalone, difeso dall’avvocato Giorgio Martellino, si trova dal giugno scorso agli arresti domiciliari. Nell’indagine sono coinvolte altre 19 persone, tra cui il costruttore Luca Parnasi, per i quali il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin devono ancora formulare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe arrivare in settimana, dopo la chiusura indagini avvenuta il 30 ottobre scorso. L’imprenditore era stato arrestato il 13 giugno scorso insieme ad altre otto persone.
Secondo l’accusa Parnasi aveva promesso a Lanzalone consulenze per il suo studio legale pari a circa 100mila euro e aveva garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio a Roma. Prima dell’indicazione per il vertice della municipaliz..

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Stadio Roma, giudizio immediato per l’ex presidente Acea Luca Lanzalone

Il gip di Roma ha accolto a richiesta della Procura di giudizio immediato per Luca Lanzalone, coinvolto nell’inchiesta sul nuovo stadio, fissando il processo al prossimo 5 marzo. Nei suoi confronti la Procura contesta il reato di corruzione. Lanzalone, difeso dall’avvocato Giorgio Martellino, si trova dal giugno scorso agli arresti domiciliari. Nell’indagine sono coinvolte altre 19 persone, tra cui il costruttore Luca Parnasi, per i quali il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin devono ancora formulare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe arrivare in settimana, dopo la chiusura indagini avvenuta il 30 ottobre scorso. L’imprenditore era stato arrestato il 13 giugno scorso insieme ad altre otto persone.
Secondo l’accusa Parnasi aveva promesso a Lanzalone consulenze per il suo studio legale pari a circa 100mila euro e aveva garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio a Roma. Prima dell’indicazione per il vertice della municipalizzat..

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Lega, blitz Gdf a Bergamo nello studio di due commercialisti. “Tesoriere Centemero non indagato”

Le indagini sulla Lega si moltiplicano. Anche la procura di Bergamo indaga sul partito di Matteo Salvini: l’ipotesi secondo la Stampa è di finanziamento illecito. Il fascicolo è a modello 44, cioè senza indagati, ed è stato aperto l’estate scorsa in relazione alle dichiarazioni del costruttore Luca Parnasi, arrestato il 13 giugno scorso. L’imprenditore romano, considerato il gran elemosiniere di soldi e favori a tutti i partiti, ha raccontato qual era il sistema di finanziamento ed essendo a Bergamo la sede dell’associazione Più voci che, stando alle indagini, ha incassato 250mila euro, la procura lombarda ha aperto un fascicolo. Non è quindi iscritto, come riportava il quotidiano di Torino, il tesoriere della lega Giulio Centemero. Contemporaneamente gli inquirenti genovesi accelerano sull’ipotesi di riciclaggio su cui indagano da gennaio. E così oggi gli uomini della Guardia di Finanza – come riporta L’Espresso – sono arrivati nella città lombarda a prendere documenti. Nel mirino del..

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Lega, perquisizioni Gdf a Bergamo nello studio di due commercialisti. “Tesoriere Centemero indagato”

Le indagini sulla Lega si moltiplicano. Anche la procura di Bergamo indaga sul partito di Matteo Salvini: l’ipotesi secondo la Stampa è di finanziamento illecito e nel registro degli indagati è stato iscritto il tesoriere Giulio Centemero. Contemporaneamente gli inquirenti genovesi accelerano sull’ipotesi di riciclaggio su cui indagano da gennaio. E così oggi gli uomini della Guardia di Finanza – come riporta L’Espresso – sono arrivati nella città lombarda a perquisire gli uffici dell‘associazione Più Voci. Nel mirino delle Fiamme Gialle lo studio di due commercialisti in via Angelo Maj 24 e prendere tutti i documenti della Dea Consulting.
I professionisti, Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, sono legati a doppio filo al tesoriere perché il primo è direttore amministrativo e il secondo revisore dei gruppi parlamentari. Ma tutti e tre sono fondatori dell’associazione Più voci. In via Maj hanno anche sede sette società (nate quasi tutte tra 2014 e 2016), tra queste la Growth and challeng..

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Davide Astori, due medici indagati per omicidio colposo a Firenze

La procura di Firenze ha emesso due avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, nei riguardi di due medici che risultano indagati per il reato di omicidio colposo. Si tratterebbe di due professionisti che lavorano in strutture pubbliche incaricate di certificare l’idoneità sportiva, una con sede a Firenze e l’altra con sede a Cagliari. Il giocatore era stato trovato senza vita nella sua camera d’albergo la mattina del 4 marzo 2018. A giugno era stata depositata in Procura a Udine la perizia medica nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo aperta dalla Procura friulana.
Per i medici legali Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, come riportava il Corriere della Sera, il 31enne, non fu ucciso da un episodio di bradicardia, cioè con un rallentamento del cuore fino a smettere di battere, ma da tachiaritmia, cioè per una improvvisa accelerazione del cuore. Il corpo del difensore era stato trovato intorno alle 9.30 dal massaggiatore,..

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Ruby ter, la difesa di Silvio Berlusconi chiede estromissione parti civili: “Ragazze non danneggiate”

Ambra Battilana, Imane Fadil e Chiara Danese, le tre giovani testimoni ‘chiave’ nei processi sul caso Ruby, “hanno sofferto un danno da stress di fronte ad un esercito di altre ragazze eteroindirizzato”, secondo l’accusa, da Silvio Berlusconi, perché loro “sostenevano una tesi” e le altre “un’altra, con testimonianze false che sono una verità assoluta certificata da sentenze definitive”. Così il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano nel processo sul caso Ruby ter a carico dell’ex premier e di altri 27 imputati per replicare alla richieste delle difese di far uscire dal dibattimento le tre ragazze, costituite parti civili. L’avvocato Federico Cecconi, legale dell’ex premier, ha chiesto infatti l’estromissione da parti civili delle tre giovani perché “non sono state danneggiate” dal reato di corruzione in atti giudiziari contestato al leader di FI ed anzi sono state risarcite nel processo Ruby bis.
In aula oggi è presente anche Marysthelle Polanco, una delle ‘olgettine’ imputate, che a..

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Finanziamento illecito ai partiti, “dopo trasmissione atti da Roma tesoriere della Lega Centemero indagato a Bergamo”

Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Roma, il nome del tesoriere della Lega Giulio Centemero finisce anche in quello di Bergamo. Si tratta di finanziamento illecito al partito in concorso con l’imprenditore romano Luca Parnasi ipotizzato dal pm Barbara Zuin e dall’aggiunto Paolo Ielo. Con la trasmissione atti da Roma a Bergamo, come riporta La Stampa, gli inquirenti della città lombarda indagheranno sulle donazioni all’associazione Più Voci da parte delle società del costruttore – considerato il grande elemosiniere di favori e soldi a tutti i partiti e arrestato il 13 giugno scorso nell’ambito dell’indagine sulla costruzione del nuovo stadio di Roma. Il filone riguardante il finanziamento illecito ai partiti era stato stralciato con la chiusura indagine: I pm romani avevano iscritto anche il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi e in questa tranche è indagato, per corruzione, l’ex capogruppo degli M5s in Campidoglio, Paolo Ferrara, autosospesosi dal Movimento, al quale Parnas..

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Mafie, procuratore De Raho: “Sono la zavorra dell’economia italiana, ma ci muoviamo come se fossero criminali ordinari”

Ospite di Che Tempo che Fa di Fabio Fazio – in onda ogni domenica sera su Rai1 alle 20.30 – il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero De Raho alla domanda del conduttore che chiedeva se la mafia oggi in Italia fosse sottovalutata ha risposto: “Sono anni che anche il governatore della Banca d’Italia individua le mafia come la zavorra dell’economia italiana, eppure nei confronti delle mafie ancora ci si muove come se fosse qualcosa che deve necessariamente essere presente nei nostri paesi.” Raho ha poi aggiunto: “Vorrei citare la famosa frase di Corrado Alvaro che disse che la più grande disperazione che può colpire una società è quella che vivere onestamente sia inutile, ebbene se questo lo guardasse anche chi ha il compito di portare la nostra economia a livelli superiori, di competizione, evidentemente la mafia non sarebbe un male inestirpabile, sarebbe un male che si può distruggere se solo lo si volesse realmente”
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Trattativa Stato-mafia, Travaglio: “Berlusconi ricevuto da Mattarella nonostante sentenza dica che pagava la mafia”

“Non si può consegnare la Trattativa al nostro passato, riguarda il nostro presente. Il nostro Paese è ancora sotto ricatto, basti pensare che coloro che hanno concluso il patto, e cioè Berlusconi e Dell’Utri, sono con il loro partito in Parlamento“. Lo ha detto il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, a margine della presentazione del libro scritto con Marco Lillo, Padrini Fondatori, alla fiera Più libri, più liberi a Roma. “La settimana scorsa Berlusconi è stato ricevuto da Mattarella, nonostante quello che si dice nelle sentenze definitive e quello che si dice in questa sentenza provvisoria. Cioè che Berlusconi ha iniziato nel ’74 a pagare la mafia e ha finito nel dicembre del ’94. Fino a quando non si troverà un presidente della Repubblica che dice ‘io questo signore non lo ricevo’ perché non si vuole sporcare le mani e la carica che ricopre è evidente che ci sono ancora personaggi che vivono proprio grazie a quello che sanno e che hanno fatto in quella trattativa”. L’im..

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Più libri più liberi, la presentazione di “Padrini fondatori” di Travaglio e Lillo. Rivedi la diretta con gli autori

In diretta da LaNuvola la presentazione del libro “Padrini Fondatori” di Marco Lillo e Marco Travaglio, sulla sentenza sulla trattativa Stato-mafia e la nascita della Seconda Repubblica
L'articolo Più libri più liberi, la presentazione di “Padrini fondatori” di Travaglio e Lillo. Rivedi la diretta con gli autori proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Migranti, dobbiamo lottare contro l’ingiustizia. Altrimenti cadremo nel precipizio della paura

Alla fine di ogni anno si avverte sempre la necessità di gettarsi alle spalle il tempo passato. Questa volta prevale invece il desiderio di misurare dall’alto la profondità del precipizio nel quale ci stiamo inabissando come Paese, consapevolmente e colpevolmente. Si tocca ogni giorno con mano il terrore per l’ondata migratoria che si ritiene stia minacciando il benessere lasciato dai nostri padri. Ma nello stesso tempo si respira l’assuefatta, collettiva stanchezza di fronte al dramma dei profughi: ricordi di tragedie avvenute il giorno prima, il giorno dopo non trovano spazio per un atomo di compassione. Il 3 ottobre 2013 il naufragio di Lampedusa. Sono passati appena cinque anni e nessuna strage in mare fa più notizia, come non lo fa la morte di una migrante mentre tenta di oltrepassare il confine francese o di un giovane carbonizzato nel rogo di una baraccopoli. Ogni evento scioccante diluisce la sua tragicità in un trafiletto che diventa parte della nostra normalità quotidiana. Ab..

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Lecce, pm arrestato per corruzione: sesso anche per pilotare l’esame da avvocato in programma l’11 dicembre

L’aiuto durante l’esame da avvocato presumibilmente a fronte della richiesta di rapporti sessuali. Il pm della Procura di Lecce, Emilio Arnesano, da giovedì 6 dicembre nel carcere di Potenza, stava “di recente programmando di interferire sullo svolgimento delle prove scritte”, fissate per la prossima settimana, dall’11 al 13 dicembre. È questo che ha spinto la Procura lucana ad accelerare nella richiesta di custodia cautelare in carcere per il magistrato salentino accusato di corruzione. Dietro le sbarre anche un dirigente della Asl di Lecce, Carlo Siciliano, ritenuto il “trait d’union tra il comitato d’affari della sanità leccese e il magistrato infedele”. Gli interrogatori di garanzia per loro si sono tenuti stamattina, mentre slitteranno a lunedì quelli degli indagati finiti ai domiciliari, il direttore generale Asl Ottavio Narracci, due primari e un’avvocata.
Il rischio di influenzare la prova per l’abilitazione alla professione forense avrebbe fatto il paio con il presunto condiz..

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“Martina Rossi precipitata dal sesto piano per sfuggire alla violenza”: chiesti 7 anni per i due imputati

È morta precipitando dal sesto piano perché cercava di fuggire da un tentativo di violenza messo in atto dai due ragazzi. Il caso è quello di Martina Rossi, la studentessa genovese che il 3 agosto 2011 precipitò dal balcone della camera di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, rispettivamente 26 e 27 anni, in un hotel a Palma di Maiorca. Per i due giovani imputati il procuratore di Arezzo Roberto Rossi ha chiesto la condanna a sette anni. Sono accusati di tentata violenza e per aver procurato la morte in conseguenza di un altro reato.
Durante la requisitoria, durata circa un’ora, il pm ha ricostruito quanto sarebbe accaduto nelle prime ore del 3 agosto concentrando l’attenzione su due particolari che, secondo l’accusa, sono qualcosa di più di un indizio: i graffi che Albertoni aveva sul collo e il fatto che Martina, ragazza “molto riservata”, fosse senza shorts. La giovane era peraltro anche senza occhiali e dunque fortemente menomata nei movimenti dalla miopia. Per il procuratore an..

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Verdini rinviato a giudizio: “300mila euro al suo partito e lui sponsorizzò il giudice corrotto per il Consiglio di Stato”

Denis Verdini è stato rinviato a giudizio per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul “Sistema Siracusa”, che ha come ‘cuore’ la compravendita di sentenze. L’ex senatore di Ala inizierà ad affrontare il processo il prossimo 22 gennaio davanti al tribunale di Messina assieme a Giuseppe Mineo, ex magistrato del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana.
Secondo l’accusa, Verdini ha ricevuto 300mila euro dal legale dell’Eni, Piero Amara. Il denaro sarebbe servito a indurlo a sostenere la designazione di Mineo al Consiglio di Stato. In effetti Mineo venne indicato dal consiglio dei Ministri del governo di Matteo Renzi tra i possibili neo magistrati del Consiglio di Stato, ma la nomina venne stoppata a causa del procedimento disciplinare a cui il giudice era sottoposto.
Davanti al gup di Messina, Monica Marino, ha invece patteggiato una pena di 5 anni il magistrato Giuseppe Drago, pure lui accusato di corruzione che dovrà anche dimettersi dalla..

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Milano, uccisero due connazionali a colpi di pistola dopo inseguimento in auto: condannati cinque albanesi

Avevano ucciso due giovani crivellando la loro auto dopo un inseguimento a tutta velocità nell’hinterland milanese. Ora cinque albanesi sono stati condannati dal tribunale di Busto Arsizio a pene dai 16 a 20 anni. E’ stato il giudice per l’udienza preliminare Piera Bossi a ritenere Edmond, Elidon e Pjeter Lleshaj, Eduard Nikolli e Fation Stojan – tutti albanesi – responsabili dell’omicidio di due cugini, connazionali, Agron e Alban Lleshaj, avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 novembre 2016. Per i cinque imputati il procuratore aggiunto Giuseppe D’Amico aveva chiesto la condanna all’ergastolo, contestando la premeditazione. L’aggravante però è stata rigettata dal giudice.
Le due vittime – entrambi con precedenti penali per droga – all’epoca dei fatti avevano 36 e 29 anni: furono trovati morti a Canegrate, in provincia di Milano, dentro a una Volkswagen Polo che si ribaltò, finì la sua corsa contro una palazzina e infine fu crivellata con 7-8 colpi di pistola.

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Cucchi, Anticorruzione indaga sulle ritorsioni a Casamassima: “Accertare violazione legge sul whistleblowing”

Il caso di Riccardo Casamassima rischia di essere la prima seria violazione della legge sui whistleblowing, cioè la norma che tutela i dipendenti pubblici che denunciano illeciti. Di più: le presunte ritorsioni subite dal carabiniere che ha fatto riaprire il processo su Stefano Cucchi potrebbero essere sanzionate dall’Autorità Anticorruzione. Lo scrive Raffaele Cantone rispondendo a Davide Galantino, deputato del Movimento 5 stelle, il primo militare graduato eletto in Parlamento in epoca repubblicana. Galantino aveva segnalato la vicenda di Casamassima, testimone chiave della nuova inchiesta sulla morte del geometra romano. Poi, però, con un’intervista al fattoquotidiano.it, ha spiegato di avere paura: si sentiva minacciato dai suoi stessi colleghi. Dopo un momento di esitazione è andato in aula per raccontare davanti ai giudici le conseguenze subite sul lavoro per avere testimoniato sul caso Cucchi. Dopo alcune settimane, con un post su Facebook, lo stesso Casamassima ha denunciato d..

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Stefano Cucchi, un carabiniere conferma in aula: “Le note sulla sua salute furono modificate per ordine del maggiore”

L’indagine sul depistaggio entra per la prima volta a far parte del dibattimento sulla morte di Stefano Cucchi. A processo cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale, è stato sentito il luogotenente Massimiliano Colombo Labriola, comandante della Stazione Tor Sapienza. Il militare è uno degli indagati in quella che è definita l’inchiesta ter sulla vicenda, e per questo è stato assistito dall’avvocato Antonio Buttazzo: ha però risposto alle domande. Confermando che le annotazioni sulle condizioni di Cucchi nella notte del suo arresto furono modificate: morì una settimana dopo nell’ottobre 2009.
La vicenda è stata oggi ricostruita temporalmente e cronologicamente. “Io non ho mai visto Cucchi – ha detto Colombo Labriola -. Solo la mattina del 16 ottobre 2009 ho appreso che nella notte i carabinieri della Stazione Appia avevano portato nelle nostre camere di sicurezza un detenuto, e che durante la notte non si era sentito bene, tanto che era stato chiamato i..

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Desirée Mariottini, ai domiciliari pusher italiano dopo interrogatorio

Il gip di Roma ha disposto gli arresti domiciliari per il pusher italiano, 36enne, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Desirée Mariottini. Una decisione presa al termine di un interrogatorio svolto il 3 dicembre scorso dall’indagato davanti al pm Stefano Pizza, titolare dell’indagine sull’omicidio e stupro della 16enne trovata priva di vita il 19 ottobre scorso in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo.
L’uomo, difeso dall’avvocato Gabriele Galeazzi, è accusato di cessione di sostanza stupefacente e secondo alcune testimonianze è colui che riforniva di psicofarmaci, in cambio di droga, i frequentatori dell’immobile di via dei Lucani. Il suo fermo era stato convalidato, ma era caduta l’aggravante della cessione a minore.In questa vicenda sono coinvolte altre quattro persone, tutti stranieri e al momento in carcere.

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Ustica, Cassazione: “Ministeri della Difesa e delle Infrastrutture risarciscano Itavia. Appello decida se bastano 265 milioni”

La compagnia aerea Itavia deve essere risarcita dai ministeri della Difesa e delle Infrastrutture perché andò in dissesto finanziario in seguito al disastro di Ustica. E i 265 milioni di euro dovuti dalle casse statali, come stabilito dalla Corte d’appello di Roma potrebbero non bastare. È quanto ha stabilito la Cassazione respingendo i ricorsi dei due dicasteri e accogliendo quella società, secondo la quale quei soldi non sono sufficienti a ristorare il danno perché fu costretta alla cessazione definitiva dell’attività per insolvenza dopo uno stop di sei mesi.
La Suprema corte ha quindi convalidato quanto stabilito dai giudici civili di merito a ritenere “più probabile” che il disastro di Ustica, dove nel 1980 precipitò il Dc-9 con 81 persone a bordo, sia conseguenza del “lancio di un missile”, condannando i ministeri a risarcire il danno per non aver assicurato la sicurezza nei cieli e l’assistenza al volo. La terza sezione civile della Cassazione, che è intervenuta dopo una pronunc..

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Amianto, a 2 anni da sentenza per ex manager Pirelli niente motivazioni: “Prescrizione corre, danni per parti civili”

Antonio era addetto alle mescole, Enrico si occupava della vulcanizzazione, Fausto era un magazziniere, Vincenzo faceva l’assistente manutentore. Loro e altri 25 uomini erano operai della Pirelli di viale Sarca, Bicocca e viale Ripamonti, a Milano dove, secondo l’accusa del pm di Milano Maurizio Ascione, respiravano amianto per produrre pneumatici ma senza alcuna protezione tra gli anni ’70 e ’80. Ed è così che nel corso di anni, tra il 2002 e il 2012, la fibra del minerale killer ha cominciato a farli ammalare e poi morire. I nove ex manager dell’azienda, finiti sotto processo con l’accusa di aver causato il cancro ai polmoni o il mesotelioma pleurico o altri tumori, erano stati assolti il 19 dicembre 2016 con la formula piena. Da allora i familiari, che il giorno del verdetto protestarono urlando “vergogna: gli operai sono stati uccisi due volte, dai padroni e dai giudici”, aspettano le motivazioni del verdetto. Ma le ragioni per cui il giudice Anna Maria Gatto (ora presidente del Tr..

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Rogo ThyssenKrupp, manager tedeschi condannati ancora liberi. Bonafede: “Stati rispettino cittadini e giustizia”

Undici anni sono passati dal rogo della ThyssenKrupp a Torino, in cui morirono sette operai, e due manager tedeschi condannati sono ancora liberi. Per questo domani a Bruxelles il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, incontrerà la sua collega tedesca, Katarina Barley a margine di un incontro dei ministri della giustizia: “Le dirò che chi sbaglia paga: giustizia deve essere fatta”, ha annunciato questa mattina al cimitero monumentale per la cerimonia in ricordo di Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Antonio Schiavone e Roberto Scola. A metà novembre la senatrice dem Anna Rossomando aveva sollecitato Bonafede chiedendo che incontrasse l’omologo di Berlino. “Se due stati stanno in un’Europa unita – ha aggiunto il ministro italiano oggi – devono rispettare i diritti dei cittadini di questi paesi e il sistema di giustizia”.
I familiari delle vittime attendono da tempo che la sentenza definitiva sia eseguita: “In undici anni non siamo ancora riusciti ad ..

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Nicola Cosentino, Cassazione annulla condanna per corruzione per la moglie Marisa Esposito

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio, perché il fatto non sussiste, la condanna a 2 anni e quattro mesi di reclusione per corruzione a Marisa Esposito, moglie dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. La Suprema Corte ha anche concesso lievi sconti di pena per gli altri due imputati, ovvero per Giuseppe Esposito, fratello della donna nonché ex consigliere comunale a Trentola Ducenta, per il quale è stata inflitta una pena definitiva di 2 anni e sei mesi (3 anni e due mesi in appello), e per l’agente della Polizia Penitenziaria Umberto Vitale, condannato a 4 anni (4 anni e otto mesi in secondo grado).
Marisa Esposito era accusata dalla Dda di Napoli di aver corrotto, con la complicità del fratello, l’agente della Penitenziaria Vitale quando questi prestava servizio al carcere napoletano di Secondigliano; era il periodo in cui vi era ristretto per carcerazione preventiva il marito Nicola Cosentino. Per l’accusa, attraverso la corruzione, Cosentino avrebbe ottenu..

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Lecce, favori e prestazioni sessuali: arrestato il pm Emilio Arnesano. Ai domiciliari il direttore generale dell’Asl

Corruzione in atti giudiziari, induzione a dare o promettere utilità a pubblico ufficiale e abuso di ufficio. Con queste accuse, sono state arrestate sei persone a Lecce in un’inchiesta della Procura di Potenza, competente sui magistrati del distretto della Corte d’Appello del capoluogo salentino. Perché tra gli arrestati c’è anche Emilio Arnesano, sostituto procuratore della procura leccese. Due persone, il pm Arnesano e il dirigente della Asl di Lecce Carlo Siciliano, sono finiti in carcere; altre quattro ai domiciliari: sono il direttore generale della Asl di Lecce, Ottavio Narracci, due dirigenti dell’Asl (Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo) e l’avvocato Benedetta Martina. Disposto anche un divieto di dimora nei confronti dell’avvocato Salvatore Antonio Ciardo. Le misure cautelari sono state firmate dal gip del tribunale di Potenza e le indagini sono state effettuate dalla Guardia di Finanza di Lecce. Sotto sequestro una piscina, oggetto di un procedimento penale, e un’imbarcazione r..

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Regeni, la legale della famiglia: “Abbiamo 20 nomi, molti dei servizi segreti egiziani. Al Sisi? Non poteva non sapere”

“Abbiamo 20 nomi, molti appartengono alla National Security Agency (i servizi segreti egiziani, ndr). Ma pensiamo che alla fine siano state almeno 40 le persone coinvolte nel sequestro, nella tortura e nell’uccisione di Giulio Regeni“. Così la legale della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, spiegando le ultime novità nell’inchiesta in merito alle indagini sulla tortura e l’uccisione del ricercatore italiano, nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana, con i genitori dello stesso Giulio Regeni, Claudio e Paola. “Tutte queste persone devono avere paura, anche se a carico dei cinque già indagati ci sono elementi più solidi. Sugli altri stiamo raccogliendo le prove. Sappiano tutti che gli conviene parlare per primi, non per ultimi, e che possono rischiare l’arresto se pensano di lasciare impuniti l’Egitto”, ha spiegato la legale. E ancora: “Quando il ministro dell’Interno Magdi Abdel-Ghaffar diceva che Giulio Regeni non e..

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Siracusa, uccise la moglie incinta della loro bambina: condannato all’ergastolo

Condannato all’ergastolo e a tre mesi di isolamento diurno per avere ucciso la moglie incinta. Dopo sei ore di camera di consiglio i giudici della Corte di Assise di Siracusa hanno accolto la richiesta dell’accusa, che chiedeva il carcere a vita per Christian Leonardi. L’uomo, disoccupato siracusano di 43 anni, è accusato dell’omicidio della moglie, Eligia Ardita, 35, e della figlia che portava in grembo.
La donna, infermiera all’ospedale Umberto I di Siracusa, morì nell’abitazione della coppia, in via Calatabiano, il 19 gennaio del 2015. Nella fase iniziale, la Procura aveva indagato il personale del 118 ma dopo le verifiche dei carabinieri del Ris di Messina l’attenzione si era spostata sul marito che il 19 settembre aveva confessato di essere l’autore del delitto. Poco dopo aveva ritrattato spiegando di essere stato costretto ad autoaccusarsi dal fratello e dal legale. Davanti ai giudici Leonardi poi si è dichiarato innocente.
Secondo la Procura l’aggressione è avvenuta al culmine..

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Spataro-Salvini, il caso spacca il Csm: “Inusuale nota contro il ministro”. “Aprire pratica per tutelare il magistrato”

Da una parte c’è la nota dei consiglieri della corrente tradizionalmente di destra, ma che è stata guidata per anni da un magistrato ora eletto in Parlamento dal Pd. Dall’altra ci sono le toghe storicamente di sinistra. I primi considerano “inusuale” il comunicato di replica del procuratore di Torino al ministro dell’Interno, anche se quella nota non meritava poi i toni usati dal titolare del Viminale contro il magistrato. I secondi, invece, chiedono formalmente l’apertura della pratica a tutela del capo dell’ufficio inquirente piemontese. E chiamano in causa l’Anm, che subito dopo invita tutti “ad abbassare i toni“. La polemica tra Matteo Salvini e Armando Spataro arriva a spaccare il Consiglio superiore della magistratura. Ieri il capo dell’ufficio inquirente piemontense aveva redatto un comunicato per stigmatizzare il tweet con cui Salvini annunciava un’operazione contro la mafia nigeriana, in quel momento ancora in corso. Il leader della Lega aveva reagito invitando il magistrato a..

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Padrini Fondatori, la sentenza sulla Trattativa Stato-mafia nel nuovo libro di Travaglio e Lillo. In uscita il 6 dicembre

Quella del 20 aprile 2018 è una sentenza storica, un fondamentale passo in avanti nel processo di Norimberga allo Stato italiano. Che riscrive il finale della Prima Repubblica e l’inizio della Seconda e condanna per lo stesso reato (violenza o minaccia a corpo politico dello Stato) tanto gli uomini di mafia – Leoluca Bagarella e Antonino Cinà, unici picciotti superstiti fra gli imputati dopo la morte di Provenzano e Riina – quanto gli uomini dello Stato ovvero i capi del Ros Subranni, Mori e De Donno e l’inventore di Forza Italia Marcello Dell’Utri.
La Corte di Assise di Palermo, dunque, ha messo nero su bianco quello che gli autori di questo libro hanno sempre detto e scritto sul patto neppure tanto occulto fra Stato e Cosa nostra che battezzò col sangue la Seconda Repubblica sui cadaveri di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, degli uomini e donne delle scorte e dei 10 caduti inermi nelle stragi del 1993 di Firenze, Roma e Milano.
Leggendo Padrini Fondatori, vedr..

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Fabrizio Corona, il Procuratore di Milano fa ricorso in Cassazione: “Deve tornare in carcere”

Sarà depositato entro lunedì 10 dicembre il ricorso in Cassazione della Procura Generale di Milano contro l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza ha confermato l’affidamento territoriale a Fabrizio Corona, rigettando così la richiesta del ritorno in carcere, avanzata dal procuratore Nunzia Gatto. Venerdì scorso, il Tribunale di Sorveglianza, rendendo definitivo l’affidamento terapeutico territoriale, aveva parlato di esito “positivo” del percorso di Corona e di “numerosi passi avanti” compiuti.
Il procuratore Gatto, da quanto apprende l’Ansa, sta scrivendo l’atto di impugnazione con cui si ribadisce che l’ex agente fotografico deve espiare la pena in cella per le molte violazioni sia della legge sugli stupefacenti che prevede l’affidamento in prova in casi particolari sia delle prescrizioni ordinarie. Il Procuratore aveva già evidenziato in udienza davanti ai giudici le violazioni commesse dall’ex fotografo con le ospitate in tv e il mancato rispetto di regole e orari. Due c..

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Ruby, pm di Milano valutano indagini su dichiarazioni ex legale: “Da Berlusconi 5 milioni”. Ipotesi rogatoria in Messico

La procura di Milano sta valutando l’apertura di nuove indagini per appurare se davvero Silvio Berlusconi ha pagato con 5 milioni di euro Ruby Rubacuori. I pm potrebbero anche chiedere una nuova rogatoria in Messico, paese in cui sarebbe arrivato il tesoro. Gli investigatori decideranno nei prossimi giorni come muoversi. Le nuove indagini sono legate alle dichiarazioni dell’avvocato Egidio Verzini, ex legale di Ruby che ieri ha parlato del denaro che sarebbe stato versato dall’ex premier alla ragazza “tramite la Commercial Bank di Antigua“: in particolare 2 milioni “sono stati dati a Luca Risso”, ex compagno di Ruby, e 3 “sono stati fatti transitare dal Messico a Dubai e sono esclusivamente” della ragazza di origine marocchina. Verzini ha chiamato in causa lo storico difensore dell’ex premier, Niccolò Ghedini, che avrebbe gestito “l’operazione con la collaborazione di Luca Risso (messo al fianco di Ruby per controllarla)“. Dichiarazioni che Ghedini ha definito come “destituite di quals..

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Csm, nove magistrati si candidano per la successione di Spataro alla procura di Torino: c’è anche Palamara

Sono nove i pretendenti alla successione di Armando Spataro. Il procuratore di Torino lascerà la magistratura e andrà in pensione tra una decina di giorni per raggiunti limiti d’età. Il Consiglio superiore della magistratura ha messo il suo posto a concorso a ottobre, con il consueto margine di anticipo. E il 27 novembre sono scaduti i termini per la presentazione delle domande. Oggi finiti sul tavolo del plenum.
Il più noto aspirante alla poltrona di Spataro è Luca Palamara, il pm romano che è stato presidente dell’Associazione nazionale magistrati e componente del passato Csm. Tra i candidati c’è anche il procuratore generale di Reggio Calabria, Bernardo Petralia, già aggiunto a Palermo. E tre capi di procure ordinarie, nessuna di grandi dimensioni: si tratta di Giuseppe Ferrando di Ivrea, Salvatore Vitello capo dell’ufficio inquirente di Siena e Francesco Prete numero uno della procura di Velletri. Tre le donne che hanno avanzato la propria candidatura: il procuratore aggiunto di C..

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Sovraffollamento carceri, reati in calo ma aumentano i detenuti. Questa politica non funziona

Alla fine di ogni mese l’amministrazione penitenziaria pubblica i dati delle presenze nelle carceri. Sono usciti quelli del novembre che si è appena concluso e abbiamo appreso che i detenuti sono oggi 60.002. La popolazione penitenziaria ha quindi superato la soglia dei 60mila, con quasi seicento persone in più rispetto ai posti letto regolamentari. Il 13 gennaio del 2010 l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi firmava il decreto di “Dichiarazione dello stato di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale”. Il numero dei detenuti era pari a 64.791 unità. Ci avviciniamo dunque a quelle cifre impazzite, che tre anni dopo ci costeranno una pesantissima condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Un anno fa, al 30 novembre 2017, le carceri italiane ospitavano 58.115 persone. Ora ce ne sono quasi 2mila in più. Il segno di un aumento dei crimini? Niente affatto. Secondo gli ultimi dati forniti da..

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Salvini-Spataro, Cascini (Csm): “Se un ragazzino fa il ministro assuma ruolo consono”. Poi si scusa

È stato accusato di aver definito ragazzino il ministro dell’Interno. E durante al Consiglio superiore della magistratura si è scatenato il caso. Il day after della polemica tra Matteo Salvini e Armando Spataro ha effetti persino sul tavolo di Palazzo dei Marescialli. Dove in apertura del plenum è intervenuto Giuseppe Cascini, consigliere togato di Area, la corrente di sinistra delle toghe. “Non possiamo trascinare il Paese e le sue istituzioni nel mondo dei social. Non siamo ragazzini e se un ragazzino assume un incarico istituzionale deve assumere un ruolo consono a questo ruolo”, ha detto il magistrato riferendosi al tweet con cui ieri Salvini ha dato notizia di un’indagine in corso contro la mafia nigeriana a Torino.
Le parole di Cascini hanno aperto un lungo dibattito, e il consigliere laico di Forza Italia, Alessio Lanzi, ha chiesto l’intervento formale del vicepresidente David Ermini. “Non si può parlare qui come al bar e definire ragazzino un ministro”, ha detto Lanzi. Cascini..

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Processo Menarini, in appello assolti i fratelli Lucia e Alberto Aleotti

La corte di appello di Firenze ha assolto i fratelli Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, figli del patron Sergio Aleotti nel processo Menarini dove erano imputati di riciclaggio. Una decisione che riformula la sentenza di primo grado: nel 2016 Lucia Aleotti era stata condannata a 10 anni e sei mesi e il fratello Alberto Giovanni a sette anni e sei mesi dal tribunale di Firenze.
Alla fine del processo di secondo grado la procura generale aveva chiesto una condanna di 9 anni per riciclaggio contro Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti. Il patron della multinazionale farmaceutica Sergio Aleotti è deceduto nel 2014.

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Foggia, minorenni costrette a prostituirsi: 6 fermati. “Picchiate e segregate in una baracca. Volevano vendere un neonato”

Erano state condotte nel campo rom vicino a Foggia con l’inganno e poi chiuse in alcune baracche serrate con catena e lucchetto. Ed erano costrette a prostituirsi, totalmente in balia dei loro aguzzini che le picchiavano “senza pietà” ed erano pronti a vendere il neonato di una delle vittime per 28mila euro. In queste condizioni hanno vissuto per mesi 3 ragazze romene minorenni, secondo la ricostruzione della Dda di Bari che ha sottoposto a fermo 6 persone di etnia rom al termine di un’indagine della polizia durata poco più di due mesi che ha permesso di scoprire “uno spaccato di cui si ignorava l’esistenza nel nostro territorio”.
Pugni e cinghiate. Poi la fuga e l’indagine – L’inchiesta è iniziata grazie alla fuga di una delle donne ridotte in schiavitù, lo scorso 3 settembre. Stando a quanto accertato dalla pm antimafia Simona Filoni e al pubblico ministero per i Minorenni Caterina Lombardo Pijola, la ragazza è scappata “dopo essere stata selvaggiamente pestata con calci, pugni, sch..

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Beppe Grillo, visitò la baita No Tav: reato prescritto. In primo grado era stato condannato a quattro mesi di carcere

La sentenza prende atto che sono trascorsi sette anni e sei mesi dalla data di commissione del fatto. Così la Corte d’appello di Torino ha dichiarato la prescrizione di un reato contestato a Beppe Grillo e ad altre nove persone in occasione di una visita in Valle di Susa, nel dicembre 2010, agli attivisti No Tav. Si trattava della violazione dei sigilli apposti dalle autorità a una baita-presidio dei contestatori della Torino-Lione. In primo grado, nel 2014, Beppe Grillo era stato condannato a quattro mesi di reclusione senza condizionale. Non ci sono i “presupposti per una pronuncia assolutoria nel merito”, è quanto si legge nella sentenza.
La decisione della Corte d’appello riguarda in tutto dieci persone, fra le quali figura Alberto Perino, 72 anni, leader storico dei No Tav. La posizione di un undicesimo imputato, Giorgio Rossetto, attivista del centro sociale torinese Askatasuna, è stata stralciata perché gli viene contestata la “recidiva”.
Il 5 dicembre 2010, Beppe Grillo andò ..

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Scontro Salvini-Spataro, Ermini (Csm): “Lavoro serio della magistratura non va utilizzato per scopi di propaganda”

Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini. Il Pd, compatto. Il deputato di Leu Roberto Speranza. Il procuratore di Torino Francesco Saluzzo. Lo scrittore Roberto Saviano. Tutti schierati dalla parte del procuratore di Torino Armando Spataro che ha lamentato come il ministro dell’Interno Matteo Salvini abbia “messo a rischio un’operazione di polizia” con un suo tweet, ricevendo come risposta l’accusa di usare “parole a sproposito”. Nel pomeriggio tutti i consiglieri togati di Area al Csm hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli l’apertura di una pratica a tutela di Spataro. E nel testo accusano il ministro di aver usato “toni da dileggio” ed “espressioni sgradevoli e delegittimanti” nei confronti del procuratore e del ruolo istituzionale da lui ricoperto. “Uh che roba! Sono preoccupatissimo“, è stato il commento di Salvini sulle critiche di Ermini.
“Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni gio..

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Matteo Salvini, ministro a sproposito

A furia di usare il ministero dell’Interno per pompare i sondaggi a suo favore, Matteo Salvini rischia di rendersi complice, a sua insaputa naturalmente, della vituperata mafia nigeriana. Rinfrescando la tradizione del suo poco rimpianto predecessore Angelino Alfano, Salvini è solito intestarsi sui social il merito politico di operazioni di polizia e indagini giudiziarie. Questa mattina ha twittato felicitandosi per gli arresti di alcuni presunti membri della mafia nigeriana a Torino.
Non solo, anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla Polizia, che poi ha ammanettato 8 spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 4 dicembre 2018
Erano le 8,57. Mentre scriviamo, alle 16,01, il nostro corrispondente da Torino Andrea Giambartolomei ci conferma che l’operazione è ancora in pieno svolgimento. Cioè, diversi arresti disposti dal Tribunale, su richiesta della Procura, sette ore dopo..

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Ruby, l’ex legale: “Da Berlusconi 5 milioni tramite banca ad Antigua. Sapeva che era minore”. Ghedini: “Falso, quereliamo”

Ruby nel 2011 ha ricevuto da Silvio Berlusconi “un pagamento di 5 milioni di euro eseguito tramite la banca Antigua Commercial Bank di Antigua su un conto presso una banca in Messico” e in particolare 2 milioni “sono stati dati a Luca Risso”, ex compagno, e 3 “sono stati fatti transitare dal Messico a Dubai e sono esclusivamente di Ruby”. L’avvocato Egidio Verzini, ripete all’Ansa, dichiarazioni già fatte anche a L’Espresso quattro anni fa, sul tesoro regalato alla ragazzina che voleva far passare per nipote dell’ex presidente egiziano. Verzini 7 anni fa fu legale della giovane che ha deciso nuovamente “di rinunciare all’obbligo del segreto professionale” sul caso per un “dovere etico e morale”.
L’avvocato Verzini è stato legale di Ruby tra giugno e luglio 2011, il quarto nella lunga sequenza di legali. Il processo a Berlusconi, che si è concluso con un’assoluzione definitiva, era iniziato in aprile. Il legale poi comunicò che era “venuto meno il rapporto di fiducia” con Karima El Mah..

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Torino, procuratore capo Spataro contro Matteo Salvini: “Con il tweet messa a rischio l’operazione sulla mafia nigeriana”

“Anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani fermati dalla polizia”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si congratula con la polizia di Stato e annuncia su Twitter gli arresti in corso nel capoluogo piemontese. Lo fa, però, alle 8.57 del mattino mettendo a rischio il buon esito dell’operazione stessa, fatto che suscita la durissima reazione del procuratore capo Armando Spataro: “La notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa”.
Nelle prime ore di questa mattina gli agenti della Squadra mobile di Torino erano impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare contro un gruppo di nigeriani che stavano ricostituendo un “nido” degli Eiye (“aquile”), cioè una “cellula” di una delle “mafie” africane da tempo insediate in Italia (come raccontato nell’ultimo numero di Millennium) e, soprattutto, a Torino, dove erano state scoperte nel 2006 (con condanne definitive in Cassazione per ..

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Regeni, la Procura di Roma indaga cinque ufficiali dei servizi segreti e della polizia investigativa del Cairo

Sabir Tareq, generale. Usham Helmy e Ather Kamal, colonnelli. Magdi Sharif, maggiore. Mhamoud Najem, agente. Sono i cinque ufficiali del dipartimento di Sicurezza nazionale, i servizi segreti civili, e dell’ufficio dell’investigazione giudiziaria del Cairo, la polizia investigativa, iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. Nei loro confronti il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco contestano il reato di concorso in sequestro di persona. Dall’attività di indagine svolta nei mesi scorsi dal Ros e dallo Sco è emerso come abbiano avuto un ruolo nel sequestro di Giulio Regeni, il ricercatore friulano scomparso il 25 gennaio 2016 e trovato morto il 3 febbraio sulla strada che collega la capitale con Alessandria d’Egitto.
La notizia era trapelata il 29 novembre sui giornali italiani. “Al di là delle indiscrezioni di stampa la procura resta ferma a quanto riportato nel comunicato congiunto del 28 novembre scorso. Nei prossimi giorni verrà form..

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Borsellino, risarciti i familiari di uno degli uomini condannati ingiustamente: 770mila euro

La Corte d’appello di Catania ha condannato lo Stato a pagare circa 777mila euro agli undici fratelli eredi di Salvatore Tomasello per “riparare l’errore giudiziario” consistito nella sua condanna a 8 anni nel processo per la strage di via D’Amelio. All’attentato che costò la vita al magistrato Paolo Borsellino e alla sua scorta l’uomo era completamente estraneo, e morì tre anni dopo avere scontato la sentenza. Lo scrivono il Giornale di Sicilia e La Stampa.
Secondo l’accusa, rivelatasi infondata, l’uomo che avrebbe custodito in un proprio magazzino della Guadagna la 126 usata, secondo i falsi pentiti, come auto bomba contro Borsellino e i cinque agenti della scorta, uccisi 26 anni fa. Invece Tomasello non aveva fatto niente e Salvatore Candura, che lo aveva accusato, aveva mentito. A Caltanissetta, dopo il suo decesso, nell’agosto 2011, è arrivata la sentenza Borsellino quater, che ha consacrato l’ estraneità degli ex imputati – sette avevano avuto l’ergastolo – alle contestazioni e ..

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Udine, molestie sulle studentesse: professore sospeso dall’insegnamento

Molestie e apprezzamenti nei confronti di undici alunne, tutte minorenni. Per questo motivo un insegnante di un istituto superiore di Udine è stato sospeso dall’insegnamento con l’accusa di molestie e violenza sessuale. Il caso – riporta oggi l’edizione locale del quotidiano Messaggero Veneto – risale allo scorso anno scolastico.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Udine e coordinate dalla Procura, erano state avviate nei mesi scorsi dopo le prime segnalazioni fatte, anche alla dirigenza scolastica, dai coordinatori di classe e dagli insegnanti che avevano raccolto le confidenze delle ragazze, le quali non hanno fino a questo momento presentato denuncia. Le molestie sarebbero state confermate nel corso delle audizioni dei testimoni, che sono stati ascoltati nello svolgimento delle indagini. Sulla base della documentazione raccolta, il gip del tribunale di Udine ha disposto nei confronti dell’insegnante la sospensione temporanea dall’esercizio dell’insegnamento…

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Mostro di Firenze, Ros trova un’ogiva a 33 anni dall’omicidio della coppia francese

I carabinieri del Ros hanno estratto un’ogiva rimasta dal 1985 in un cuscino trovato nella tenda di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, la coppia di giovani francesi ultime vittime del mostro di Firenze. Un colpo a vuoto che non venne trovato nel corso delle indagini di 33 anni fa e che, come spiega La Nazione che ha anticipato la notizia, è stato estratto e consegnato al consulente della procura, nell’ambito della nuova inchiesta, per verificare se sia stato sparato dalla Beretta calibro 22 o da un’altra pistola.
L’ogiva (che è la parte anteriore di un proiettile, ndr) è stata recuperata nel corso dei rilievi voluti dalla Procura di Firenze nell’inchiesta, coordinata dal pm Luca Turco, che vede indagati l’ex legionario Giampiero Vigilanti, 88 anni, insieme al medico Francesco Caccamo, 87enne. Gli inquirenti attendono adesso le perizie balistiche. Esperti al lavoro anche per evidenziare eventuali tracce organiche sull’ogiva tali da consentire un esame del Dna. Per gli ultimi qu..

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Popolare Vicenza, al via il processo a Gianni Zonin. I risparmiatori: “Noi truffati, vogliamo indietro i nostri soldi”

Dopo la chiusura delle udienze filtro, il processo per il collasso della Banca Popolare di Vicenza, nota come BpVi, entra nella fase del dibattimento. Ieri mattina nella città del Palladio poco prima che i giudici aprissero i lavori dell’aula, un gruppo di trecento “risparmiatori azzerati”, principalmente azionisti o ex azionisti colpiti dal crollo del valore azionario di BpVi, oggi fallita e poi assorbita in Banca Intesa, ha manifestato davanti al palazzo di giustizia del capoluogo berico. I commenti più caustici sono stati indirizzati all’ex presidente della BpVi, il cavalier Gianni Zonin, il quale è oggi alla sbarra, assieme ad altri ex manager dell’istituto (Massimiliano Pellegrini preposto alla redazione dei bilanci, l’ex direttore generale Andrea Piazzetta, gli ex vicedirettori Emanuele Giustini e Paolo Marin, l’ex consigliere di amministrazione, Giuseppe Zigliotto, che fu presidente degli Industriali vicentini e la banca stessa). Per tutti le accuse da cui dovranno difendersi so..

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Fanghi di depurazione, il problema non sono (solo) gli idrocarburi. La mia risposta a Marco Bella

Pochi giorni fa ho letto un post molto stimolante del deputato 5 stelle Marco Bella a difesa dell’articolo 41 del decreto Genova (fanghi di depurazione per l’agricoltura). Si tratta di un argomento importante per l’ambiente e la nostra salute, quindi, mi sembra opportuno continuare (dopo i miei primi post) un dibattito sereno che fornisca al lettore tutti gli elementi di valutazione, anche critici, esaminando, punto per punto, le osservazioni di Bella:
1. “La questione fanghi è emersa e diventata emergenza in seguito a una complessa vicenda giudiziaria, dopo che per 26 anni i fanghi sono stati sparsi sui campi senza nessun dosaggio di idrocarburi e diossine“. È verissimo ma diciamola tutta. Dopo 26 anni che nei campi, come dice Bella, si spargeva di tutto, nel 2017 la Cassazione ha ritenuto applicabili ai fanghi per l’agricoltura alcuni limiti per sostanze inquinanti, fra cui quello di 50 mg/kg per idrocarburi, con una sentenza che il M5s ha difeso a spada tratta, riuscendo (per fortu..

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Legittima difesa, Re Cecconi e il caso Fredy Pacini. Quando la storia si ripete (e ci lascia senza voce)

Com’è bizzarro il castello dei nostri destini incrociati: in fondo restiamo pure noi senza voce, resi muti dal bosco della vita, come i commensali nei dodici racconti del meraviglioso libro concepito da Italo Calvino. Senza parole, cioè, dinanzi al succedere di eventi sempre più imperscrutabili, sempre più misteriosi e assurdi. La memoria dovrebbe essere il nostro “desco illuminato dai candelieri”, per rubare la metafora a Calvino, dove il cavaliere senza nome da lui immaginato cerca di narrare le sue storie, e dove tutti, uno alla volta, poggiano le carte sollevate dal mazzo di tarocchi, attraverso le quali si rappresentano le vicende che alla fine si compongono, come tasselli di un mosaico quasi magico.
Ecco, le date del calendario, per noi, sono come quei tarocchi. Oggi, per esempio, associamo il primo dicembre al giorno in cui nacque 70 anni fa un personaggio che diventò, suo malgrado, emblematico della nostra società sfilacciata e cinica. Si chiamava Luciano Re Cecconi, centrocam..

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Bollate, il carcere modello resterà senza direttore definitivo per un anno. I timori degli operatori: “Rischio frenata attività”

Un anno e mezzo senza un direttore penitenziario definitivo. Un vuoto che, per motivi burocratici, spaventa chi lavora all’interno di un istituto come Bollate. Situato poco fuori Milano, è considerato da molti il carcere più avanzato d’Italia. Qui i detenuti sono liberi di muoversi senza scorta né sbarre, hanno i computer nelle stanze, possono dedicarsi ad attività ricreative come il teatro o la musica. E poi ci sono un vivaio, una redazione giornalistica, un ristorante aperto al pubblico. Attività che richiedono permessi, autorizzazioni e soprattutto qualcuno che ne conosca bene i meccanismi. Il precedente direttore di Bollate, Massimo Parisi, ha lasciato ufficialmente la carica il 24 settembre scorso dopo essere stato nominato Provveditore regionale della Calabria. Ma, come confermato da alcuni operatori del carcere, era già da diversi mesi che era costretto ad affiancare al lavoro a Bollate anche un altro incarico dirigenziale affidatogli presso gli uffici regionali della Lombardia…

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Roma, processo Fini-Tulliani: stralciata la posizione di Francesco Corallo

È durata pochi minuti la prima udienza del processo per riciclaggio che vede imputati, tra gli altri, anche l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, la sua compagna Elisabetta Tulliani e il fratello di quest’ultima Giancarlo Tulliani.
I giudici della IV sezione penale hanno stralciato la posizione dell’imprenditore Francesco Corallo, considerato come il “re delle slot”, accogliendo alcune eccezioni presentate dai difensori relative alla mancata notifica dell’udienza preliminare. Il tribunale ha quindi rinviato gli atti al gup che dovrà nuovamente pronunciarsi sull’eventuale rinvio a giudizio.
I giudici, che hanno aggiornato il processo al prossimo 12 febbraio, hanno respinto le richieste dello stesso Fini e degli altri imputati che chiedevano di trasmettere gli atti al gup anche per le loro posizioni per non scinderle rispetto a quella di Corallo che, a loro dire, rappresenta una figura centrale nella vicenda. Al centro del processo, che vede imputate dieci persone, anche l’ope..

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Jessica Valentina Faoro, pm Milano chiede l’ergastolo per il tranviere. La difesa: “Incapace di intendere”

La Procura di Milano ha chiesto l’ergastolo con l’isolamento diurno per Alessandro Garlaschi, il tranviere imputato di omicidio per aver ucciso con 85 coltellate Jessica Valentina Faoro, la ragazza di 19 anni che aveva ospitato a casa sua, in via Broschi, in cambio di piccoli lavori domestici. La richiesta del carcere a vita è stata avanzata da pm Cristiana Roveda nel processo con rito abbreviato. L’imputato non si è presentato in aula davanti al gup Alessandra Cecchelli
L’uomo è imputato nel processo con rito abbreviato (che consente lo sconto di un terzo della pena) di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, oltre che di vilipendio di cadavere per aver bruciato una parte del corpo della giovane.
La parte civile ha chiesto oltre 700mila euro tra risarcimento e provvisionale.Il Comune ha proposto, col suo avvocato Maria Rosa Sala, un risarcimento di 10mila euro da investire in progetti dedicato a contrastare la violenza sulle donne, mentre Annamaria Natella, la madre de..

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