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Cop24, promesse ma nessun impegno chiaro: la Conferenza Onu sul clima si chiude con un compromesso al ribasso

L’obiettivo minimo è stato raggiunto, ma nulla di più. I quasi 200 Paesi che avevano firmato l’accordo di Parigi nel 2015 hanno chiuso la Conferenza Onu sul clima (Cop24) a Katowice, in Polonia, con un accordo poco ambizioso. Nonostante i recenti moniti degli scienziati sull’urgenza di agire per frenare il climate change, perché – avvertono – ci rimane una dozzina di anni prima che si verifichino eventi naturali estremi, non è stato facile mettere d’accordo tutti i Paesi, da quelli produttori di petrolio a quelli meno sviluppati e più vulnerabili. Così la risposta non sembra ancora all’altezza della sfida.
Alla fine dei negoziati, che sono partiti il 3 dicembre, si è anche concordato sul fatto che il 2020 sarà l’anno in cui i paesi presenteranno piani climatici più rigidi. Mentre il summit Onu del 2019 sul clima – la Cop25 che si terrà in Cile nel 2019, con un pre-Cop in Costa Rica – sarà l’occasione per i capi di Stato di dimostrare di voler rafforzare gli sforzi entro il 2020. Il Ru..

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Cop24: un accordo sul clima è stato raggiunto, ma dobbiamo continuare a resistere

La Cop24 di Katowice è finita con un accordo con degli obblighi e delle regole valide per tutti i Paesi. Un accordo insufficiente, certo, ma c’è stato: quasi un miracolo, considerando il sabotaggio continuo delle delegazioni dei paesi produttori di combustibili fossili. La situazione rimane difficilissima, ma dobbiamo resistere, come cento anni fa, al tempo della difesa del Piave. E il risultato della Cop24 è proprio questo: resistiamo. Rimane poco tempo, forse è già troppo tardi, ma resistiamo.
La questione climatica sembra essere completamente fuori moda: non se ne legge sui giornali, non se ne parla in tv, non è parte del dibattito politico. È anche comprensibile che la maggior parte di noi cerchino per quanto possibile di ignorare quello che sta succedendo. Si diceva a volte che il diavolo compare soltanto se lo nomini e chissà che questo non valga anche per il clima terrestre. Se non ne parliamo, può darsi che il problema scompaia da solo.
Ma, ovviamente, questa è una pia speran..

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Alberi di Natale, Coldiretti: “Gli artificiali inquinano dieci volte di più dei naturali”

Un albero di Natale artificiale inquina 10 volte di più di uno naturale eppure viene scelto da 7 italiani su dieci. A lanciare l’allarme, visto il periodo, è la Coldiretti che riprende uno studio pubblicato sul The Guardian. L’oggetto, tra i simboli della festività, sembra essere fondamentale, tanto da essere considerato “irrinunciabile” dall’81% delle famiglie. Secondo la ricerca un albero in plastica di 1 metro e 90 centimetri ha un’impronta di carbonio equivalente a circa 40 chili di emissioni di gas serra. Più ecologico, tanto da arrivare a livelli di emissioni addirittura negative, quello vero che, oltretutto, passate le feste può essere riutilizzato come combustibile per le stufe a pellet o ripiantato in un vaso da giardino.
Come sottolinea l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, inoltre, un abete finto inquina sia per la composizione, basata sul petrolio, sia per le emissioni industriali che derivano dalla sua produzione e dalla sua spedizione. ..

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Cop24, dagli Usa alla Russia in 4 contro l’accordo finale: chiusura della conferenza sui cambiamenti climatici verso il rinvio

A Cop24, la Conferenza internazionale sul clima in corso a Katowice, in Polonia, qualche giorno fa sono arrivati anche i ministri per portare la negoziazione nella parte finale, ma il grande assente rimane l’accordo. Una situazione di stallo che farà probabilmente slittare la chiusura della conferenza di almeno un giorno e che di certo aggiunge preoccupazioni per gli esiti già traballanti della Cop24.
Dalla Conferenza dovranno uscire le linee guida per aggiornare entro il 2020 gli impegni nazionali fissati a Parigi e si decideranno gli aiuti ai Paesi più poveri e vulnerabili al cambiamento climatico. Un accordo però su questi aspetti non c’è, così come non c’è una posizione condivisa neanche sul rapporto speciale del panel di scienziati Onu Ipcc sugli effetti del riscaldamento climatico a 1,5°. Lo studio, chiesto dai Paesi firmatari dell’accordo di Parigi sotto l’egida delle Nazioni Unite, stabilisce che le emissioni devono essere ridotte almeno del 45 per cento a livello globale entr..

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Clima, il ministro dell’Ambiente Costa: “L’Italia si candida per ospitare la conferenza Onu Cop26 nel 2020”

L’Italia è in prima linea nella lotta al riscaldamento globale e all’altezza di una grande sfida: si candida, infatti, ad ospitare la Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima, nel 2020, che è un impegno politico, finanziario e logistico significativo. “Insieme al premier Giuseppe Conte abbiamo deciso di formalizzare la candidatura proprio pochi minuti fa”, ha twittato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, da Katowice, dove sta per chiudersi la Cop24.
E proprio parlando durante la Conferenza in Polonia, anche la Gran Bretagna ha ufficializzato la propria candidatura “per il critico summit” ha detto il ministro dell’Energia e della crescita pulita Claire Perry. La Cop del 2020 viene considerata infatti cruciale per la piena operatività dell’accordo di Parigi del 2015 verso la riduzione delle emissioni di CO2 e la decarbonizzazione, per contenere nei 2 gradi l’aumento medio della temperatura globale entro fine secolo rispetto all’era preindustriale. Obiettivo, tuttavia, alla situazione..

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Rifiuti, i cittadini lottano contro le esalazioni. Ma come ci si difende dai rischi per la salute?

In questo nostro Paese, chi ci difende dalle esalazioni maleodoranti? Di certo questa domanda se la sono fatta i tanti romani che, per anni, hanno dovuto convivere con l’impianto Tmb Salario dell’Ama e ora tremano per le possibili conseguenze provocate dall’incendio devastante di pochi giorni fa. Ovviamente, adesso tutti parlano dell’incendio e della puzza di prima non si dice niente? Sia chiaro, non sto parlando di una “puzza” normale e di semplice fastidio. L’Italia è piena di strutture e impianti che, con le loro esalazioni, avvelenano la vita di chi abita nelle vicinanze con danni gravissimi: non solo alla salute ma anche e soprattutto alla qualità della vita. Perché si è costretti a vivere con le finestre chiuse e si deve rinunciare a una vita di relazione, vivendo il ritorno a casa come un inferno.
E allora, vediamo che dice la legge. In primo luogo, questi impianti dovrebbero stare fuori dal centro abitato ai sensi del testo unico leggi sanitarie del 1934; di cui però nessuno s..

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Diritto umano è anche l’aria che respiriamo. Chi inquina deve pagare

Oggi è il 70 esimo anniversario della Dichiarazione dei diritti umani, ma c’è ben poco da festeggiare. Una Dichiarazione presa a picconate da più parti, non solo da Stati autoritari, ma anche da democrazie.
Pensiamo alla nostra “civile” Italia, che insieme a tanti altri Paesi europei, si è impegnata a chiudere le frontiere e a rendere più difficili i salvataggi in mare, mettendo a rischio di vita uomini, donne e bambini (l’ultima strage pochi giorni fa, 14 migranti morti di fame e freddo su un barcone alla deriva). Pensiamo al decreto Sicurezza che affossa ogni speranza di integrazione, lavoro e studio per chi ha la sola colpa di essere povero e immigrato. Pensiamo a Becky Moses e Suruwa Jaithe, due giovani migranti morti carbonizzati in uno dei più grandi ghetti d’Italia.
I diritti umani vengono quotidianamente calpestati non solo dalle politiche migratorie, ma anche dalla cecità dei governanti sul piano ambientale. I cambiamenti climatici mettono in grave pericolo tantissime person..

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Clima, l’accordo di Parigi ha clamorosamente fallito

Al posto del carbone: gas o rinnovabili? In un editoriale su Il Messaggero del 4 dicembre, Romano Prodi definiva una svolta storica la firma di 196 Paesi all’accordo di Parigi 2015 sul clima, che prevedeva severi obiettivi e misure concrete per la riduzione della CO2 auspicata da tutti, Cina e Stati Uniti compresi. Tre anni dopo, a Katowice per la Cop 24, quegli stessi firmatari possono annunciare un clamoroso quanto angosciante fallimento. Le convenienze economiche hanno prevalso sugli impegni politici e il limite di 1,5° C di aumento della temperatura sembra allontanarsi.
L’escamotage degli inquinatori per aggirare i patti siglati, sta nel sostituire allo “sporco” carbone il finto “salvagente” del gas fossile, come se i naufraghi in vista della tempesta scampassero per magia, aggrappandosi a una ciambella bucata. Bruciare gas comporta un po’ meno emissioni dell’equivalente in carbone, ma è pur sempre un’aggiunta di climalteranti in atmosfera. Non doveva essere questa la via d’uscita..

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Blockchain, sfruttare la tecnologia per contrastare il cambiamento climatico

di Stefano Caserini
Il bello dei side event delle Cop, la sessantina di conferenze da 90 minuti che ogni giorno si svolgono parallelamente ai negoziati (sia negli spazi dell’Unfccc che nei padiglioni nazionali), è che riguardano tutti i temi dei cambiamenti climatici, come mostrano bene i report dell’Italian climate network. Spesso riguardano temi avanzati, a volte davvero molto avanzati.
Se si mettono assieme una questione complicatissima come quella dell’Accordo di Parigi per affrontare i cambiamenti climatici, con un’altra che proprio semplice non è, come quella dei blockchain, si ottiene un side event in cui anche chi ha esperienza di Cop e di side event ne ha visti parecchi per una buona mezz’ora fatica a capire quale sia la proposta; un side event da cui si esce senza avere la minima idea se sia una cosa di qualche reale utilità per la questione del clima.
Nonostante la stanchezza, che dopo nove ore dentro i padiglioni della Cop ha ridotto l’efficienza delle sinapsi, si è capi..

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Ue, approvate direttive su rinnovabili ed efficienza: i cittadini potranno produrre e vendere energia pulita

Il cuore del ‘Pacchetto energia pulita per tutti gli europei’ è stato approvato in modo definitivo: dopo l’ok dell’Europarlamento arrivato il 13 novembre scorso, anche il Consiglio europeo ha dato il via libera a tre dei provvedimenti presentati dalla Commissione Ue due anni fa. Il prossimo passo è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue che avverrà presumibilmente il prossimo 21 dicembre. I provvedimenti entreranno in vigore tre giorni dopo. Il Pacchetto Energia comprende otto proposte: dopo la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, entrata in vigore lo scorso luglio, il Consiglio europeo ha messo il sigillo anche alle nuove direttive rinnovabili ed efficienza e al regolamento sulla governance dell’Unione energetica. Il regolamento sulla governance sarà applicato direttamente in tutti gli Stati membri, mentre le novità introdotte nelle altre due direttive dovranno essere recepite entro 18 mesi dalla loro entrata in vigore nel diritto nazionale di ciascuno Stato. Ch..

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Mose, Nature: “Aumento del livello delle acque limiterà l’efficacia. Così il progetto mette a rischio l’ecosistema lagunare”

Tra sostenitori e scettici, ormai in molti sembrano essere d’accordo sulla necessità di portare a termine i lavori del Mose perché, come ha dichiarato giorni fa il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, nonostante i gravi errori di progettazione, “lasciare un’opera a marcire sott’acqua non è il modo di risolvere il problema”. Un problema legato a Venezia e ai cambiamenti climatici che, però, sarà molto difficile da risolvere nonostante i soldi spesi nell’opera (che una volta completata, si prevede nel 2022, sarà costata 5,5 miliardi di euro), e le varie peripezie, tra ditte non pagate e diffide per lavori eseguiti male.
IL LIVELLO DEL MARE NE LIMITERÀ L’EFFICACIA
Secondo la prestigiosa rivista scientifica Nature infatti, il progetto, formato da una rete di 78 paratie a ribalta progettate per creare una barriera artificiale al mare e isolare la laguna dall’Adriatico, potrebbe distruggere l’ecosistema lagunare di Venezia e l’economia marittima nel giro di pochi decenni. Sulla ba..

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Italiani come noi, a Milano la Ztl più grande d’Italia: “Stop auto inquinanti? Giusto, salute priorità”. “Danno per i più poveri”

Milano si prepara al varo della zona a traffico limitato più grande d’Italia, la cosiddetta Area B, che a partire dal 25 febbraio 2019 inibirà l’accesso a tutta l’area urbana ai veicoli più inquinanti. Tra i cittadini ascoltati per le strade della città prevalgono i commenti di consenso. “La priorità è la salute, è giusto prendere provvedimenti severi contro l’inquinamento”, dichiarano in tanti. “A patto però – aggiunge più di una voce – di potenziare davvero l’offerta di mezzi pubblici”.
Ma c’è chi osserva: “si tratta di una misura necessaria ma insufficiente: il problema si affronta con la diffusione di tecnologie non inquinanti come l’auto elettrica” . E chi obietta: “subiranno un danno coloro che hanno necessità di muoversi in modo autonomo e non possono permettersi l’acquisto di nuovi veicoli”. Ragioni che non convincono chi evidenzia la necessità di un salto culturale: “l’auto di proprietà dev’essere usata il meno possibile nei centri urbani, il cambiamento deve partire da noi”…

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Smog, auto diesel Euro 4 ferme in tutto il Nord Italia fino a lunedì: superati limiti

Stop alle auto diesel nel Nord Italia da venerdì 7 a lunedì 10 dicembre per il superamento dei livelli consentiti di polveri sottili (PM10) nell’aria. I valori hanno infatti superato per quattro giorni consecutivi il limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Attivate le procedure temporanee del Protocollo Aria, sottoscritto delle regioni del bacino Padano (Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna).
I divieti principali riguardano la circolazione per i veicoli privati diesel Euro 4 tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, il superamento della temperatura di 19 gradi nelle abitazioni e 17 negli esercizi commerciali (esclusi gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive), la combustione all’aperto, la sosta con motori accesi e lo spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. Esclusi tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e Gpl, o con almeno 3 persone a bordo, e i veicoli in deroga. A Torino il contemporaneo sciopero dei mezzi ..

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Valle del Sacco, schiuma bianca nel fiume. Arpa: “Inquinanti fino a 8 volte i limiti”. Indagine sugli sversamenti abusivi

“Disastro plurimo”. Ci risiamo. La Valle del Sacco è di nuovo in allarme. Negli ultimi giorni, l’omonimo fiume che attraverso la provincia di Frosinone si è riempito di una schiuma bianca, evidente reazione – come appurato anche dai primi esami dell’Arpa Lazio – a uno “sversamento straordinario” e “sostanzioso” di detergenti ed emulsionanti. I campioni fin qui analizzati hanno fatto registrare la presenza di agenti inquinanti (cosiddetti “tensioattivi”) superiori di ben 8 volte il consentito. E così torna la paura in un territorio dove da almeno 20 anni si muore in percentuali superiori alla media nazionale (+250% di tumori nel 2015) e nel quale per un periodo del decennio scorso gli allevamenti e le coltivazioni avevano subito lungo stop. Secondo i tecnici dell’Agenzia regionale, lo sversamento sarebbe avvenuto fra il 23 e il 24 novembre. La procura di Frosinone ha aperto un’inchiesta per disastro plurimo, coordinata direttamente dal procuratore Giuseppe De Falco ed ha ordinato immedi..

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Incentivi auto elettriche, un regalo ai ricchi? Non direi

Il governo ha varato in questi giorni un provvedimento per incentivare la vendita di veicoli elettrici nuovi: sono 6mila euro per veicoli a zero emissioni, un po’ meno per veicoli che comunque hanno emissioni ridotte, come le auto ibride. Era necessario per dare un minimo di “spinta” al mercato dei veicoli elettrici in Italia dove, come sempre, ci troviamo a fare da fanalino di coda in Europa. Fate conto che in Italia, le immatricolazioni di veicoli elettrici nuovi sono state lo 0.24% del totale contro il 39% della Norvegia, il 27% della Gran Bretagna e il 26% della Francia (dati da E-mobility Report, 2018). Insomma, in confronto ad altri Paesi siamo un po’ come i Flintstones, i personaggi dei cartoni animati che spingono la macchina a forza di gambe.
Com’è ovvio, la lobby dei combustibili fossili non ha gradito l’iniziativa: si è fatto vivo subito l’organo dei petrolieri, La Staffetta Quotidiana con un articolo del direttore che fa un’ardita comparazione con la frase attribuita a Mar..

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Italia primo laboratorio mondiale per gli studi sui legami tra cambiamenti climatici e conseguenze sulla salute

L’Italia sarà il primo laboratorio di ricerca per comprendere i rischi sulla salute umana prodotti dai cambiamenti climatici. Per studiare, quindi, gli effetti di ondate di calore, piogge intense e allagamenti sul nostro organismo, inclusa la nostra mente. Su impulso dell’Istituto superiore di Sanità, oltre cinquecento ricercatori da più di 30 Paesi, si sono riuniti a Roma fino al 6 dicembre, per discutere e formulare raccomandazioni basate su evidenze scientifiche e azioni utili da suggerire ai politici di tutto il mondo, da inserire nella Carta internazionale di Roma. “Il primo documento al mondo su clima e salute – annuncia con una punta di orgoglio il presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi – L’Oms ci dice che entro 20 anni i morti provati dai cambiamenti climatici saranno 250mila all’anno e noi scienziati abbiamo il dovere di informare i cittadini su questo problema e aiutare i politici a intervenire in modo rapido ed efficace. Le morti e l’aumento delle malattie correlato all’..

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Cina, Greenpeace: “Si stanno sciogliendo i ghiacciai del ‘Terzo Polo’. Intere comunità costrette a lasciare case per allagamenti”

“Un campanello di allarme per il mondo”. Così Greenpeace definisce il rapido scioglimento dei ghiacciai nelle province cinesi del Xinjiang, Qinghai e Gansu, situate nelle aree nord-occidentali del Paese asiatico. “I ghiacciai in Cina forniscono acqua a 1,8 miliardi di persone e si stanno sciogliendo troppo velocemente”, dice Liu Junyan, attivista di Greenpeace East Asia. “In pochi mesi, intere comunità sono state costrette ad abbandonare le proprie case minacciate dal pericolo di allagamenti – spiega – È fondamentale velocizzare la transizione dai combustibili fossili ad altre fonti di energia rinnovabile al fine di mantenere il riscaldamento globale al di sotto degli 1,5 gradi.”
Secondo un rapporto rilasciato dalla Ong, analisi satellitari mostrano che la riduzione dei ghiacciai nelle remote regioni occidentali della Cina sta procedendo a un ritmo doppio rispetto a trent’anni fa. Lo dimostra il preoccupante rimpicciolimento del Tianshan n. 1, nello Xinjiang occidentale, passato da un..

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Greenpeace, blitz davanti allo stabilimento Mondelēz: “Stop alla deforestazione per l’olio di palma”

Un gruppo di attivisti di Greenpeace si è incatenato davanti allo stabilimento della multinazionale Mondelēz, che nella sede di Capriata d’Orba (Alessandria) produce per il mercato italiano snack contenenti olio di palma.
Mentre alcuni attivisti appendevano uno striscione con la scritta “Basta olio di palma che distrugge le foreste”, altri volontari vestiti da orango, animale endemico delle foreste del Sud-Est Asiatico che rischia l’estinzione, si aggiravano fra tronchi bruciati e barili di finto olio di palma.
Obiettivo della protesta pacifica, che segue altre azioni nonviolente fate in Italia e in Europa nelle ultime settimane, è quello di chiedere alla multinazionale statunitense di non acquistare più olio di palma legato alla deforestazione e alla violazione dei diritti umani.
“Distruggere le foreste pluviali per produrre olio di palma è inaccettabile. Questa produzione indiscriminata sta alimentando una crisi climatica che ha impatti a livello globale e sta distruggendo l’habitat..

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Legge di bilancio, per combattere il rischio idrogeologico serve un idrobonus

Mi ero proposto di non parlare di legge di bilancio, incubo d’autunno per gli italiani assieme a frane e alluvioni. Una dimensione che sostituisce all’armonia dell’uomo vitruviano l’archetipo dell’uomo finanziario, colui che – parafrasando Mark Twain – ti presta il suo ombrello quando splende il sole, ma lo vuole indietro non appena inizia a piovere. E tutto si risolve in un girone infernale di norme scritte in modo incomprensibile, piene di grida senza speranza. Che fine hanno fatto le misure per le attempate dighe italiane, più volte nella ex Finanziaria, senza alcuna conseguenza pratica? Ovvio: “Sono state calendarizzate sempre e solo allorché iniziasse a piovere” concluderebbe sadicamente lo stesso Twain.
Cito qui la legge di bilancio in discussione per sostenere una proposta dell’Associazione Idrotecnica Italiana: estendere le detrazioni fiscali attualmente previste per gli interventi di riduzione del rischio sismico – il cosiddetto sismabonus – agli interventi di riduzione del r..

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Cop24, il presidente Duda spiazza tutti: “Polonia non può rinunciare al carbone”

Prima l’avvertimento al mondo, che si trova davanti a un “test storico” nella lotta al climate change. Poi la marcia indietro: in nome della “sovranità energetica” la Polonia “non può rinunciare al carbone“. Il presidente polacco Andrzei Duda innesca la polemica che conclude la prima giornata della Cop24 di Katowice.
Nonostante i ripetuti richiami alla decarbonizzazione del pianeta, in una conferenza stampa congiunta con il segretario dell’Onu Antonio Guterres Duda ha dichiarato che il suo paese “non può rinunciare al carbone”, una materia prima “strategica” che garantisce “la sovranità energetica” dei polacchi. Varsavia conta ancora sul carbone per l’80% del suo fabbisogno energetico, e prevede di arrivare al 50% entro il 2030. Quando il target fissato dalla Commissione europea per quella data è del 40%.
Duda ha ricordato che la Polonia ha già tagliato del 30% le emissioni di Co2 negli ultimi 30 anni, sottolineando che la difesa dell’uso del carbone per il suo Paese non contraddice ..

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Cambiamenti climatici, Istituto superiore di sanità: “Restano 20 anni per salvare il pianeta. Provocano 250mila morti l’anno”

Restano 20 anni per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, che nei prossimi due decenni provocheranno centinaia di migliaia di vittime l’anno. L’allarme viene lanciato da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità. “L’Organizzazione mondiale della sanità oggi ci dice che circa 250mila morti l’anno nei prossimi vent’anni saranno attribuibili, direttamente o indirettamente, al cambiamento climatico – ha spiegato a Roma durante il primo simposio scientifico dedicato appunto a “Salute e cambiamento del clima” – Come scienziati abbiamo il dovere di richiamare l’attenzione su questo problema, farlo diventare una priorità e indicare strategie per invertire questa drammatica tendenza prima che sia troppo tardi”. Invece, sottolinea, in Italia “ci sono molte dichiarazioni generiche, ma non mi pare di vedere una cultura adeguata”.
Nel giorno in cui prende il via ufficiale in Polonia la Conferenza internazionale sul clima Cop24, Ricciardi ricorda come “si corra il serio..

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L’olio di semi è più leggero di quello di oliva? Bufale: per cuocere c’è di meglio

È diffusa l’idea che l’olio di semi, più economico e resistente al calore, sia preferibile per la cottura a quello extravergine, che sarebbe pure più calorico
Come noto, l’olio extravergine ha un gusto intenso, che, tanto da crudo quanto da cotto, si percepisce maggiormente rispetto al più blando sapore di un olio di semi. Da qui è nato probabilmente il falso mito che quest’ultimo sia più leggero (anche dal punto di vita della linea) e quindi più adatto alla cottura. Ma le cose non stanno esattamente così. Per capirlo, vediamo di scendere un po’ nel dettaglio sulla composizione dei diversi oli.
L’extravergine di oliva è costituito prevalentemente da grassi monoinsaturi e da una piccola porzione di omega 6. La maggior parte degli oli di semi in commercio (in particolare girasole e mais) sono composti sostanzialmente da omega 6, mentre oli di canapa, noci e lino forniscono soprattutto omega 3. Sono tutti lipidi indispensabili per l’organismo, ma ognuno si comporta diversamente in cott..

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Caserta, acque delle fogne nel Volturno: ex sindaci di Capua indagati per disastro

Finivano direttamente nel fiume Volturno aumentandone il livello di inquinamento, invece di andare al depuratore, le acque reflue provenienti dalla rete fognaria del Comune di Capua. Lo ha accertato un’indagine dei carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che qualche giorno fa ha sequestrato d’urgenza dieci impianti di sollevamento delle acque reflue fognarie e meteoriche del Comune, indagando per i reati di disastro ambientale, sversamento liquidi nocivi ed immissione in acque superficiali di rifiuti incontrollati, due funzionari dell’ufficio tecnico comunale, il responsabile della ditta cui erano stati affidati i lavori di manutenzione degli impianti e gli ex sindaci Carmine Antropoli ed Eduardo Centore, ultimo primo cittadino dimessosi qualche mese fa. Le analisi hanno consentito di accertare un aumento esponenziale del batterio di escherichia coli, legato alla presenza di rifiuti organici, nel corso d’acqua dove le acque reflue venivano im..

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Campi Flegrei, il vulcanologo: “Piano di evacuazione non affidabile. Sbagliato andare via in massa, 2 milioni di persone a rischio”

“Il piano di evacuazione regionale dei Campi Flegrei non è affidabile”. A dirlo il vulcanologo americano Flavio Dobran durante l’illustrazione alla stampa del progetto Vesivius– Campi Flegrei Pentalogue, le cinque azioni da realizzare per rendere resiliente e sostenibile il territorio napoletano. Il ricercatore americano si è soffermato sulle criticità del Piano di evacuazione regionale dei Campi Flegrei mentre visitava, insieme a un pool di esperti, tra cui il vulcanologo napoletano Claudio Scarpati, le aree cosiddette critiche, quelle adiacenti ai vulcani di Nisida e di Trentaremi. Il messaggio che Dobran lancia è chiaro: “Né Protezione civile, né Regione Campania mi ascoltano nonostante i rischi da me più volte formulati già 20 anni fa. Pensare di evacuare contemporaneamente circa 800mila persone è sbagliato, la concezione di dover andare tutti quanti via in massa è sbagliata”.
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Città e verde: dove si piantano più alberi, crescono benessere, sicurezza e ricchezza. La linea green funziona perfino a Bogotà

Negli ultimi 20 anni la città di Bogotà, capitale della Colombia, è passata da essere una delle metropoli più pericolose e inquinate del mondo a rappresentare un esempio virtuoso di rivoluzione ‘green’: l’incremento delle cosiddette foreste urbane e gli interventi sulla viabilità hanno aumentato il benessere dei cittadini e migliorato la coesione sociale. Merito della lungimiranza dei sindaci che hanno amministrato la città negli ultimi 25 anni, a partire da Enrique Penalosa, il vero rivoluzionario ‘verde’ che dal 1998 ha trasformato la viabilità cittadina puntando sulle ciclabili (costruendone ben 120 chilometri), sul trasporto pubblico (sua l’idea del Trans Milenio, la metropolitana di superficie che con 8 linee attraversa in lungo e in largo la città) e sull’aumento e la cura delle aree verdi, trasformate in “salotti” dove i cittadini sono tornati a respirare, meglio, e a socializzare. Una strada, quella tracciata da Penalosa, non abbandonata dai suoi successori. Oltre 100mila alber..

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Portofino, alberi tagliati e tubi nel parco per uscire dall’isolamento. Italia nostra: “La strada non è finita, ma è già inutile”

Ponteggi, cemento, strada. Tutto realizzato in una settimana. “Se ricostruissero così rapidamente il ponte Morandi saremmo a posto”, dicono a Genova. Peccato che invece si tratti di una strada comparsa dal nulla in mezzo ai boschi del monte di Portofino, una delle zone più delicate e protette d’Italia. I lavori sono andati avanti sabato e domenica. Di giorno e, sostiene qualcuno, anche di notte. Finché a pochi metri dalla meta i comuni hanno cambiato idea: “L’opera non è più utile”. Forse anche perché è arrivata la denuncia delle associazioni ambientaliste e i carabinieri forestali hanno cominciato a indagare. E così oggi rimangono una strada di quasi un chilometro e un ponte di tubi innocenti di decine di metri nel cuore del parco.
Ma come è potuto succedere senza che nessuno se ne accorgesse? Siamo a fine ottobre, una mareggiata colpisce la costa ligure e isola Portofino spazzando via la strada che la collega con Santa Margherita. Un disastro, ci vorranno mesi per ricollegare uno de..

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Fanghi di depurazione, meglio sui campi con i dovuti controlli che in discarica o negli inceneritori

Le recenti discussioni sugli inceneritori hanno evidenziato quanto la questione smaltimento rifiuti possa essere delicata e divisiva. Questo problema si affronta con una strategia di lungo respiro, avvicinandosi il più possibile a “rifiuti zero”, o in alternativa favorendo il riciclo. I fanghi di depurazione sono un argomento complesso e controverso, e l’approvazione di un articolo specifico nel recente decreto “emergenze” ha aperto un acceso dibattito, anche con interventi dell’ex magistrato Gianfranco Amendola.
Riconosco ad Amendola grande competenza dal punto di vista giuridico. Dal punto di vista ambientale però, il problema è più complesso. Se il governo non avesse approvato la norma sui fanghi si sarebbe creata una vera e propria emergenza sanitaria con l’accumulo di migliaia di tonnellate di fanghi e gli impianti di depurazione sarebbero stati bloccati, riversando nei fiumi e di conseguenza nei nostri mari acque non trattate.
I fanghi derivanti dagli impianti di depurazione (i..

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Tmb Salario Roma, la denuncia: “Arpa Lazio boccia l’impianto, emergenza ambientale venga affrontata a livello nazionale”

La bocciatura arriva direttamente da Arpa Lazio e la denuncia dal presidente del Municipio Roma III, Giovanni Caudio: “Abbiamo letto la relazione dell’ente ambientale, depositata in Regione, sul tmb della Salaria: l’impianto non funziona, perché non produce il tipo di rifiuti per cui è stato autorizzato. Siamo molto preoccupati, chiediamo che l’emergenza venga affrontata a livello nazionale“. Gli odori molesti, inoltre, “vengono direttamente dalla cattiva gestione dell’impianto, finalmente lo troviamo scritto nero su bianco su un documento ufficiale” continua Caudio. “L’impianto, lì, non può stare”.
L'articolo Tmb Salario Roma, la denuncia: “Arpa Lazio boccia l’impianto, emergenza ambientale venga affrontata a livello nazionale” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Veneto, sequestrate 2 cave con 280mila tonnellate di rifiuti: “Erano contaminati, li miscelavano per fare lavori stradali”

Non è facile immaginare 280mila tonnellate di materiale. E neppure diecimila tir, allineati uno dietro all’altro, necessari per trasportare montagne di rifiuti. La Direzione distrettuale antimafia di Venezia, dopo due anni di indagini coordinate dal pubblico ministero Giorgio Gava e condotte dalla Guardia di finanza e dai carabinieri forestali, ha chiesto e ottenuto il sequestro di due cave, riempite di immondizia. Si trovano a Noale, in provincia di Venezia, e a Paese, in provincia di Treviso.
In quest’ultima località il territorio comunale è stato trasformato in un autentico gruviera dallo scavo di cave nel corso dei decenni. Una di queste ospita una delle due discariche finite sotto sequestro perché il materiale contaminato da metalli pesanti e da amianto, sarebbe stato utilizzato per sottofondi stradali. Una procedura che avrebbe dovuto prevedere la pulizia. Invece, grazie alla miscelazione con altri rifiuti provenienti dal Veneto e dalle regioni vicine, vi sarebbe stato l’utilizz..

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De Luca, quel registro tumori è fatto da ‘ciarlatani’? Funziona meglio del tuo

Il governatore Vincenzo De Luca non ha sottoscritto il protocollo proposto dal governo nazionale per interventi rapidi in Terra dei Fuochi nella parte della valutazione epidemiologica dei territori utilizzando anche il metodo “Epica” realizzato dai Medici di Famiglia in aggiunta (non sostituzione) al registro tumori regionale definendo questi medici “ciarlatani”. Napoli, terza città metropolitana d’Italia e capitale della cosiddetta Terra dei Fuochi, ad oggi ancora non ha dati epidemiologici dal registro tumori. Quello dell’Asl Na1 – nonostante un registro tumori regionale istituito dal 1993 e una legge regionale deliberata nel 2012 – non ha, ad oggi, ancora completato l’elaborazione dei dati. Iniziative lodevoli di altre istituzioni non responsabili, come il Comune di Napoli con lo studio Angir del 2012 e poi lo studio Epica – nobile e disinteressata azione del tutto gratuita di un gruppo di medici di base pubblici, convenzionati con il Sistema sanitario nazionale -, hanno invece già ..

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“Zero emissioni entro il 2050”: 10 paesi scrivono alla Commissione Ue. C’è anche Costa, ministro dell’Italia sotto infrazione

Una lettera inviata alla Commissione europea per chiedere che l’Ue si impegni per arrivare a zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 e riveda anche il target a breve termine con cui vuole tagliare le emissioni di almeno il 40% nel 2030. A firmarla anche il ministro dell’ambiente Sergio Costa (M5S), insieme ai colleghi di Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia (ma non la Germania). L’obiettivo è spingere Bruxelles verso obiettivi più ambiziosi nella sua strategia a lungo termine che sarà presentata il prossimo 28 novembre. Manca poco tempo, dunque. Intanto, in tutto il pianeta si continua a pagare per i ritardi, gli accordi non presi con tempestività e per tutte quelle volte che ci si è voltati dall’altra parte pensando che né noi, né i nostri figli avrebbero visto quello che invece è ormai all’ordine del giorno. Ed ecco che si contano i danni provocati dalle calamità naturali che hanno piegato (a ottobre) e continuano a piegare..

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Ex Ilva, Genitori tarantini a Di Maio nella Giornata dei diritti dei bimbi: “Hai tradito la filosofia del M5s, fai un Vergogna-day”

Hanno scelto una data simbolica, quella della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, per spedire simbolicamente al ministro Luigi Di Maio una lettera aperta. “Con riferimento al contratto tra lo Stato italiano e la multinazionale ArcelorMittal per la cessione dell’acciaieria Ilva, lei, a nostro parere, ha commesso errori, ritrattato, tradito sia la filosofia del suo movimento, sia quella parte del popolo italiano che ingenuamente aveva voluto credere alle dichiarazioni sue e dei candidati tarantini, questi ultimi da lei mai smentiti”, scrivono i Genitori tarantini al leader M5s richiamando le innumerevoli dichiarazioni di volontà di chiudere l’Ilva espresse durante le visite sul territorio da parte dell’allora vice-presidente della Camera e di altri rappresentanti pentastellati. Poi, la storia è cambiata e proprio nel ministero del vicepremier si è trovato l’accordo tra i sindacati e gli acquirenti del gruppo siderurgico che ha formalmente dato il via libera alla cessione degli i..

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Terra dei fuochi, esercito e droni nei punti sensibili per evitare i roghi tossici. E nel protocollo previsti più vigili del fuoco

La prevenzione, prima di tutto, con la sorveglianza dei punti sensibili grazie all’esercito, ai droni e ai carabinieri. E poi salute e ambiente, oltre a un’azione sinergia con le Asl. Sono questi i cardini del protocollo d’intesa sulla Terra dei Fuochi in Campania firmato a Caserta dal premier Giuseppe Conte e sette ministri, nel pieno della bufera – poi appianata almeno mediaticamente – sugli inceneritori da costruire nella regione.
Il piano d’azione del governo contro i roghi tossici e gli interramenti abusivi di rifiuti punta molto sulla prevenzione, con un rafforzamento della sorveglianza nei punti sensibili. Per questo saranno impiegati l’esercito – che presidierà i siti di lavorazione dei rifiuti che, secondo le prefetture di Napoli e Caserta, sono a rischio di incendi dolosi – i droni e un centinaio di carabinieri specializzati in reati ambientali. Saranno anche aumentati i vigili del fuoco pronti a intervenire sul territorio.
L’azione sarà anche affidata alle Asl e ai medici ..

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Inceneritori, quello di Copenaghen non produce solo vapore acqueo. Lo dice la stessa azienda: “Emissioni al minimo”

L’inceneritore di Copenaghen produce solo vapore acqueo? No, non è vero. Lo dice la stessa azienda che ha fornito il sistema di alimentazione del forno e le tecnologie di depurazione dei fumi. Che non saranno solo di vapore acqueo, come scrivono diversi media italiani tra i quali il Corriere della Sera. Certo, le emissioni sono ottimizzate, ma comunque dal camino usciranno monossido di carbonio, ammoniaca, carbonio organico e ossidi di azoto. L’inceneritore potrebbe diventare una delle maggiori attrazioni turistiche di Copenaghen e molti, in questi giorni di polemica su quel tipo di impianti, citano la struttura della città danese in fase di ultimazione come un modello da seguire. Famoso perché ospiterà sul suo tetto una pista da sci e percorsi di trekking e per le sue tecnologie all’avanguardia, l’impianto emette però qualcosa in più oltre al semplice vapore acqueo e per funzionare guarda all’immondizia in arrivo da altri Paesi. Ecco come funziona.
Energia dai rifiuti
Amager Bakke, r..

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Antartide, lo studio Usa: “Scioglimento dei ghiacci impedirà il riscaldamento eccessivo”

Lo scioglimento dei ghiacci antartici farà salire il livello degli oceani, ma contemporaneamente impedirà il riscaldamento eccessivo dell’atmosfera. Buona parte del calore sarà, infatti, catturata dai mari. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature, da un gruppo dell’Università americana dell’Arizona, coordinato da Ben Bronselaer.
Secondo gli autori, gli attuali modelli climatici non descrivono in modo completo gli effetti dello scioglimento dei ghiacci dell’Antartide sul clima globale, ma solo le conseguenze sul livello dei mari. “Il riscaldamento dell’atmosfera non sarà così rapido come immaginavamo, lo stesso non si può dire per l’innalzamento del livello dei mari, che entro il 2.100 potrebbe essere superiore di circa 25 centimetri rispetto alle stime attuali”, ha detto Bronselaer. Gli autori hanno modificato uno dei modelli climatici più usati in queste ricerche, introducendo la variabile legata allo scioglimento dei ghiacci antartici. Il risultato è stato un “r..

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Tap, per dire no bastava scegliere di ridurre i consumi

di Mario Agostinelli e Roberto Meregalli
Ci sono elementi che da sempre sono stati considerati alla base di una buona politica energetica: la diversificazione delle fonti, la riduzione della dipendenza dalle forniture estere e, nell’ambito della fornitura di fonti fossili, la diversificazione dei fornitori per non essere ostaggio di nessuno. Elementi fondamentali per un Paese come l’Italia, affamato di energia, ricca di fonti naturali, ma senza grandi giacimenti di petrolio e gas fossili. La progressiva incidenza delle Fer e la riduzione dell’intensità energetica hanno contribuito, negli ultimi anni, alla riduzione della dipendenza del nostro Paese dalle fonti di approvvigionamento estere. La quota di fabbisogno energetico nazionale soddisfatta da importazioni nette rimane elevata (pari al 76,5%) ma più bassa di circa sei punti percentuali rispetto al 2010. Quindi, generazione da Fer ed efficienza energetica sono le migliori armi per ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare la pr..

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Brescia non si è ancora liberata dei veleni dell’azienda Caffaro

Si parte da un’eredità pesante: decenni di attività industriale nel settore chimico dell’azienda Caffaro (un impianto a pochi chilometri dal centro di Brescia) e si arriva ad oggi con la nota di alcuni genitori della scuola elementare Grazia Deledda la cui sostanza è questa:
Abbiamo appreso solamente dai giornali martedì 13 novembre, la notizia che lunedì 19 novembre, inizieranno i lavori di bonifica del parco denominato “parco rosso”, ovvero un’area di 5.200 mq con valori di diossina superiori al limite di 10ng/kg s.s.. A differenza di 3 anni fa, oggi, noi genitori non siamo stati presi considerazione: non c’è stata fatta pervenire alcuna minima informazione: sia dal Comune, che dal Consiglio di Quartiere. Siamo stati esclusi anche dalla conferenza stampa di presentazione dei lavori. Noi chiediamo:
1. Di eseguire il “bianco” sul terreno già bonificato all’interno del giardino della scuola prima dell’inizio dei lavori; questo per certificare senza ombra di dubbio che le operazioni d..

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Rifiuti, i bambini più in pericolo sono quelli del Nord. Salvini, se vuoi salvarli spegni gli inceneritori

Il prossimo 20 novembre, invitato dai Comitati ambientalisti della Lombardia, sarò a Brescia – oggi la prima Terra dei Fuochi di Italia – per lanciare loro, da fratello italiano, un messaggio preciso: salvate i vostri bambini, si ammalano e muoiono più dei nostri bambini della Terra dei Fuochi campana. I dati Oms e Who appena presentati a Ginevra sono chiarissimi e allarmanti. Oltre il 95% dei nostri bambini tutti sono esposti a mortale inquinamento dell’aria.
Al Nord in particolare i registri tumori infantili arrivano a punte di duecento bambini per milione di abitanti che si ammala di cancro. La media italiana è 175. In Campania, compresa la Terra dei Fuochi, sono 165, come ha “urlato con gioia” il nostro presidente De Luca. Tutti tacciono però sul dato agghiacciante che in Europa intera e in Usa sono al massimo 140! E questo innanzitutto per il gravissimo inquinamento dell’aria in Pianura padana causato dalle micidiali polveri sottili pm 2.5, non pm 10 né diossine fermate dai filtr..

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Pfas, la testimonianza della dottoressa: “Operai con il seno, ma si vergognavano. L’acqua? Dopo 10 anni i primi problemi”

“Io non sono un guru, sono soltanto un medico di famiglia che opera nella provincia veneta. Ma certi fenomeni, nel contatto quotidiano con la gente e con i pazienti, non si possono non notare. E io li sto annotando in un quadernetto da più di dieci anni. E’ un metodo che ho imparato quando lavoravo in Etiopia con il Cuamm, dove, non essendoci supporti elettronici, ci avevano insegnato a tenere i registri cartacei. Qui, a Zimella, c’erano tante cose che non capivo, andamenti anomali di malattie, numero esagerato di aborti spontanei tardivi, ipertensioni gravidiche, tumori alla tiroide, decadimento cognitivo precoce”.
Elisa Dalla Benetta fa il medico di base in una delle tre frazioni di Zimella, Ulss 9 Scaligera, un paese di cinquemila anime in provincia di Verona. Siamo nel mezzo dell’Area Rossa A degli Pfas, che comprende i comuni serviti dagli acquedotti inquinati dalle sostanze perfluoroalchiliche, a valle di Trissino, nel Vicentino. La falda nel sottosuolo ha diffuso in un’area mol..

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Inceneritori, quella di Salvini è una politica da rifiutare

È proprio di questi giorni la polemica interna al governo che vede un ministro, Salvini, grande sostenitore degli inceneritori e l’altro ministro, Di Maio, tentare invece di sostenere uno dei capisaldi ambientali del M5s, che da sempre dichiara di essere contrario a questo sistema di gestione dei rifiuti. Vale la pena ricordare al nostro ministro degli Interni che la direttiva europea prevede la seguente sequenza gestionale dei rifiuti, in rigoroso ordine prioritario: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero per altri scopi, come l’energia e lo smaltimento.
Sulla prevenzione molto rimane da fare e si potrebbe anche dire che la politica è un pochino latitante, permettendo ancora abbondante uso di imballaggi vari che producono montagne di residui che diventano poi rifiuti. È proprio sulla gestione dei rifiuti che mi pare che il ministro Salvini, che afferma a più riprese di voler guardare avanti, sia invece propenso a sostenere sistemi che guardano all’indietro. La “termovalorizza..

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Rifiuti, quella degli inceneritori è una politica da buttare

È proprio di questi giorni la polemica interna al governo che vede un ministro, Salvini, grande sostenitore degli inceneritori e l’altro ministro, Di Maio, tentare invece di sostenere uno dei capisaldi ambientali del M5s, che da sempre dichiara di essere contrario a questo sistema di gestione dei rifiuti. Vale la pena ricordare al nostro ministro degli Interni che la direttiva europea prevede la seguente sequenza gestionale dei rifiuti, in rigoroso ordine prioritario: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero per altri scopi, come l’energia e lo smaltimento.
Sulla prevenzione molto rimane da fare e si potrebbe anche dire che la politica è un pochino latitante, permettendo ancora abbondante uso di imballaggi vari che producono montagne di residui che diventano poi rifiuti. È proprio sulla gestione dei rifiuti che mi pare che il ministro Salvini, che afferma a più riprese di voler guardare avanti, sia invece propenso a sostenere sistemi che guardano all’indietro. La “termovalorizza..

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Ischia, ecco i rischi con il condono Craxi. Legambiente: ‘Tecnici non firmeranno. Articolo 25 è presa in giro per i cittadini’

L’approvazione del decreto legge per Genova e, con esso, delle norme per la ricostruzione delle aree di Ischia colpite dal sisma del 21 agosto 2017 non ha certo fatto svanire le perplessità sulla sanatoria che ci si appresta a mettere in atto nell’isola. Il decreto prevede la nomina di un commissario, lo stanziamento di 60 milioni di euro e sancisce l’obbligo di esaminare entro sei mesi le pratiche di condono inevase poiché, in assenza di sanatoria, non potrebbero essere erogati contributi per la ricostruzione. Se il condono verrà negato, il proprietario non riceverà i fondi. Legambiente ha parlato di 28mila pratiche di richieste di condono ufficiali nell’Isola, ma le case abusive danneggiate dal sisma nei tre comuni ischitani interessati dal decreto legge sono, secondo il sindaco di Lacco Ameno, 1600, massimo 2mila.
L’Aula del Senato ha cancellato l’emendamento di Forza Italia, approvato a sorpresa in Commissione, che eliminava l’applicazione della normativa del 1985 (prevista dall’a..

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Padova, Terra dei Fuochi: “fabbrica” di rifiuti abbandonata da 14 anni. Bonifiche a rilento e la prescrizione salva gli imputati

Più di 50mila tonnellate di rifiuti anche tossici e pericolosi, ammassati da 14 anni in due capannoni fatiscenti, a ridosso delle case e vicino a un canale. Sembra lo scenario di uno degli angoli più degradati della Terra dei fuochi e invece il sito della ex C&C si trova nella ricca provincia di Padova, tra i comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare. Nei primi anni Duemila è stato il fulcro di un lucroso traffico illecito di monnezza finita sepolta in opere pubbliche e private, compresa la linea ferroviaria dell’Alta velocità. Ora, mentre i condannati in primo grado si sono visti condonare le pene o hanno beneficiato della prescrizione, i cittadini aspettano invano la bonifica, ammorbati dall’odore acre che a distanza di anni i rifiuti continuano a sprigionare e preoccupati per le conseguenze sulla salute e sull’ambiente. Qui, ci sono stati in questi anni un inizio di incendio sedato in tempo e una tromba d’aria a 100 metri di distanza, mentre il vicino canale, le cui acque ar..

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Smog, Roma ci riprova con un protocollo Da gennaio scattano limitazioni ai veicoli inquinanti e obblighi per le nuove caldaie

Divieto di circolazione per le automobili Euro 3 entro il 1 gennaio 2019 ed Euro 4 entro il 1 novembre 2020, incentivi regionali (con fondi governativi) per la sostituzione delle vetture e stretta anche sulle caldaie meno recenti. Misure da applicarsi per 6 mesi l’anno (da novembre a marzo) a Roma e provincia – nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti – con particolare attenzione alla Valle del Sacco. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e il governatore laziale, Nicola Zingaretti, hanno firmato un protocollo d’intesa destinato a creare forti polemiche soprattutto nella Capitale, provvedimento che cade proprio mentre il Campidoglio sta iniziando a studiare la stretta sulla mobilità privata. Il tutto, supportato da un investimento governativo iniziale di circa 4 milioni di euro, a cui dovrebbero aggiungersi 6 milioni messi a bilancio dalla Regione Lazio, fondi che finiranno in buona parte a finanziare gli ecoincentivi.
L’ASSEDIO E LE CONTRADDIZIONI
Un “assedio” resos..

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Sicilia, la più grande discarica dell’isola è pronta a invadere Centuripe. Fermiamola

C’e un comune in Sicilia, adagiato sulla collina, che ha una particolarità: la sua forma urbis è quella di stella marina, rimasta così nei secoli nonostante, purtroppo, negli anni 70, incaute costruzioni potessero alterarne il profilo. C’è di più, ha una spettacolare vista sull’Etna, tanto da essere definita il balcone della Sicilia. Non solo vedute particolari e suggestive, ma anche un notevole patrimonio archeologico risalente al dominio romano (tra il III e il I secolo a.C.) consistente nei resti di un imponente ponte e poi altri monumenti di età imperiale (I-III secolo d.C.), due mausolei, due edifici termali, una grande cisterna in muratura, muraglioni di terrazzamento, una struttura detta panneria (forse ad uso agricolo) oltre ad un complesso architettonico in cui veniva celebrato il culto di Augusto, con una stanza mosaicata e numerose statue della famiglia imperiale, ora esposte nel vicino Museo archeologico. Quello che più incanta,ed è la tipicità della zona data anche dal suo..

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Torre del Greco, rogo di spazzatura nella notte vicino alle case popolari: era lì da giorni

Montagne di spazzatura non raccolta da giorni date alle fiamme. A Torre del Greco è piena emergenza rifiuti: nella notte ignoti hanno dato fuoco ai rifiuti presso l’ecopunto di via del lavoro, quartiere Sant’Antonio, a ridosso di un complesso di palazzine di edilizia popolare e in un’area dove è stato ricavato anche un parco giochi oramai inutilizzato dai bambini della zona. A spegnere il rogo sono stati i vigili del fuoco, allertati da chi dalle proprie finestre vedeva levarsi alte le fiamme mentre si era rintanato in casa per evitare di respirare i fumi potenzialmente tossici derivanti dal materiale plastico incendiato insieme alle altre frazioni di una differenziata che in città nell’ultimo anno è precipitata ben al di sotto del 30 per cento.
Fino all’estate scorsa la differenza era stata stabilmente sopra il 50 per cento, quando poi il sindaco dimissionario Ciro Borriello fu arrestato a seguito di un’inchiesta legata al mondo dei rifiuti per presunte tangenti intascate dalla vecch..

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Pfas Veneto, rivista scientifica: “Composti perfluorati causano infertilità e tumori”

I famigerati Pfas, composti perfluorati che hanno inquinato la falda e gli acquedotti del Veneto, costituiscono un grave danno per la salute. In particolare, con la loro azione sull’organismo interferiscono con gli ormoni, determinando infertilità, sviluppo non regolare dell’apparato genitale maschile e tumori. A sostenerlo non sono i comitati che si stanno battendo da alcuni anni contro un inquinamento che pare originato dall’industria Miteni di Trissino (in provincia di Vicenza), ora in fallimento, ma un’autorevole studio dell’Università di Padova. E così trovano una conferma scientifica le preoccupazioni manifestate dai No-Pfas, che negli scorsi mesi hanno manifestato anche a Bruxelles, di front alla sede del Parlamento Europeo, chiedendo inutilmente la messa al bando di queste sostanze.
Si tratta di una scoperta di valore assoluto che viene pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, la più importante rivista mondiale di endocrinologia clinica. “Da un’indagine..

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L’incredibile storia di Siso, il capodoglio che visse due volte

di Federico Nastasi
Estate 2017, al largo delle Eolie c’è un capodoglio intrappolato in una rete da pesca illegale. La Guardia Costiera riesce a liberarlo in parte. Ma il cetaceo intrappolato, dopo una lunga agonia, non sopravvive. Le correnti spingono la carcassa fino a una spiaggetta isolata a Capo Milazzo. E comincia il dibattito tra le varie autorità sulle più disparate ipotesi per eliminare i resti dell’animale. Una propone senz’altro d’inabissarlo.
Ma per Carmelo Isgrò, giovane biologo marino milazzese, il capodoglio non è un rifiuto da eliminare ma una risorsa da valorizzare. Riesce a convincere le autorità a fermarsi: “Recupero io le ossa”. Ogni giorno, per due settimane, raggiunge l’impervia spiaggetta e s’immerge nell’acqua putrida dove, lentamente, si sta decomponendo il mammifero. Durante l’operazione di recupero dallo stomaco saltano fuori numerosi rifiuti in plastica, tra cui un vaso da giardino e le solite buste da supermercato.
Pochi giorni dopo lo spiaggiamento, un ..

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Decreto Genova, è legge anche l’articolo sui fanghi in agricoltura. Ho una domanda per M5s

Con la conversione in legge del decreto governativo per il disastro di Genova, è diventato legge anche l’articolo 41, quello, cioè, che, “per superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi di depurazione” per l’agricoltura, ha elevato ampiamente, per numerose sostanze tipicamente industriali e pericolose, i limiti che la Cassazione nel 2017 aveva indicato: in primo luogo, gli idrocarburi dove da 50 mg/kg si passa a 1000; anzi a molto di più perché l’art. 41 prescrive che per gli idrocarburi, a differenza di tutti gli altri inquinanti, la valutazione venga fatta sul “tal quale” e non sulla “sostanza secca” (ss); e cioè sul campione diluito dall’acqua sempre presente nei fanghi (ed aumentabile al momento dell’esame): di modo che 1000 sul tal quale, in realtà, significa 8000 ed oltre sul secco.
Ho già detto, su questo sito, che ritengo l’articolo 41 una vergogna nazionale.
Se oggi torno sull’argomento è per un chiarimento doveroso verso il Movimento 5 stelle che ha sempre di..

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Animali al circo, un anno fa l’Italia ha preso l’impegno di vietarne l’uso. Ora agisca

Il 70% degli italiani si dichiara contrario all’utilizzo degli animali negli spettacoli (rapporto Eurispes). Il numero di spettacoli e di spettatori sotto i tendoni vanno a calare di anno in anno (rapporto Censis per Lav). La Fve (Federazione dei veterinari europei) ha dichiarato che i bisogni degli animali “non possono essere soddisfatti in un circo itinerante”. La Fnovi (Federazione italiana ordine dei veterinari) si è unita dicendo che “la soluzione non può che essere la progressiva dimissione”. Sono inoltre già 17 i Paesi europei con leggi che vietano o limitano fortemente l’uso di animali negli spettacoli.
Basterebbero questi dati per capire che l’uso di animali al circo dovrebbe essere qualcosa del passato e per convincere il governo italiano che è l’ora di fare un passo storico e dare il via a un circo davvero umano, fatto solo di acrobati, giocolieri, funamboli, clown e grandi artisti. E potremmo essere davvero vicino a questo momento, visto che entro il 27 dicembre il Parlame..

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