Gen 13, 2021
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Telegram e Signal diventano le app più scaricate sugli store

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AGI – Le app di messaggistica Telegram e Signal sono le più scaricate negli ultimi giorni sia su Apple Store che su Google Play. Lo rivelano le due classifiche dei colossi tecnologici americani, che insieme rappresentano circa il 99,5% dei sistemi operativi degli smartphone.

Il boom arriva nei giorni successivi alle polemiche su Whatsapp dopo l’aggiornamento dei termini d’uso. Sia sullo store delle app gratuite di Cupertino che su quello di Mountain View l’app più scaricata è Signal, seguita al secondo posto da Telegram. Si tratta di app di messaggistica note per garantire minor accesso ai dati degli utenti. Hanno in comune un sistema di criptaggio dei messaggi ‘end-to-end’ che a detta degli esperti è più rigoroso di quello adottato dai giganti tecnologici, che consente loro di offrire maggiore sicurezza e privacy.

Il fenomeno è stato certificato anche da un rapporto di Apptopia e Sensor Tower e arriva in un momento in cui WhatsApp, l’app di messaggistica più usata al mondo con circa due miliardi di utenti e controllata da Facebook, deve affrontare un trasversale coro di critiche dopo la scelta di aggiornare le proprie politiche sulla privacy che dall’8 febbraio consentiranno di condividere più dati degli utenti con la casa madre.

Ma, sottolinea il Wall Street Journal, questo fenomeno sarebbe anche effetto della messa al bando di Donald Trump dai più popolari social network dopo i fatti di Capitol Hill dello scorso sei gennaio, che si starebbe traducendo in una più generale fuga verso nuove piattaforme social e di messaggistica. Intanto in mattinata WhatsApp ha cercato di stemperare le polemiche sui nuovi termini di servizio, che consentiranno alle aziende che usano l’account business dell’app di poter contattare e condividere i dati dei clienti con Facebook.

I nuovi termini dovranno essere accettati entro il prossimo 8 febbraio, altrimenti bisognerà abbandonare l’applicazione. Le novità non riguardano i cittadini dell’Unione Europea, grazie alla protezione garantita dal Regolamento generale per la protezione dei dati (Gdpr). 

@arcamasilum

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