Gen 24, 2021
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Commenti disabilitati su Di Maio: “Quello sulla giustizia è un voto sul governo non solo su Bonafede. Riforma della prescrizione non si tocca. Se non troviamo una maggioranza? Scivoliamo verso le elezioni”

Di Maio: “Quello sulla giustizia è un voto sul governo non solo su Bonafede. Riforma della prescrizione non si tocca. Se non troviamo una maggioranza? Scivoliamo verso le elezioni”

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Di Maio: “Quello sulla giustizia è un voto sul governo non solo su Bonafede. Riforma della prescrizione non si tocca. Se non troviamo una maggioranza? Scivoliamo verso le elezioni”Di Maio: “Quello sulla giustizia è un voto sul governo non solo su Bonafede. Riforma della prescrizione non si tocca. Se non troviamo una maggioranza? Scivoliamo verso le elezioni”

Luigi Di Maio blinda Alfonso Bonafede. E dice senza giri di parole che il voto sulla relazione del guardasigilli non sarà solo un voto sul ministro capodelegazione del M5s ma un voto sull’intero governo. Che quindi – allo stato – rischia di andare sotto sulla giustizia. “Il voto di mercoledì è un voto sul governo, non si pensi che sia solo unvoto su Alfonso Bonafede del Movimento 5 Stelle”, sono le parole del ministro degli Esteri a Mezz’ora in Più su Rai 3. Una presa di posizione netta che rappresenta un vero e proprio bivio per la situazione politica. Dopo aver incassato la fiducia con maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato, infatti, il governo sembra avere difficoltà ad allargare la maggioranza in Parlamento. E in più rischia di perdere qualche voto tra mercoledì e giovedì, quando il guardasigilli esporrà la sua relazione. Rappresenterebbe la prima saldatura dell’asse tra Matteo Renzi e Matteo Salvini, pronti a trasformare la giustizia in un campo minato per la maggioranza di Giuseppe Conte. Per questo motivo il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, aveva chiesto “segnali di apertura” da parte di Bonafede.

“M5s non donerà sangue per il governo, prescrizione non si tocca” – I 5 stelle, però, per bocca del loro ex capo politico blindano l’operato del ministro della giustizia. “Il M5S non sarà né donatore di sangue, né donatore di organi per questo governo. La prescrizione è una questione sociale, lo voglio dire chiaramente”, dice Di Maio. E sulla prescrizione, specifica, “non siamo mai stati così compatti, siamo un monolite”. Una situazione d’impasse, con visto che Italia viva ha già annunciato il voto contrario a Bonafede, dopo l’astensione sulla fiducia all’esecutivo. E alcuni senatori che avevano votato a favore della maggioranza – come Pier Ferdinando Casini – hanno già anticipato l’intenzione di votare No sulla giustzia. Se un voto su Bonafede è un voto sul governo, quale è dunque la via d’uscita dalla crisi? “O nei prossimi giorni si trova la maggioranza, altrimenti sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto“, dice Di Maio. Che poi avverte: “Solo che in tempi normali si poteva votare anche ogni anno, in questi tempi ci giochiamo Recovery, vaccini e futuro della ripresa economica”. Ma “se non ci sono i voti adesso non ci sono neanche per il Conte ter”, continua sempre l’inquilino della Farnesina. Che dunque chiude all’ipotesi di un altro governo se non dovesse passare la riforma Bonafede. E nega pure ogni sua mira alla successione del presidente del consiglio. “Tutte le volte che tirano in ballo il mio nome negli ultimi anni è sempre per mettermi contro Conte. Si crea una tensione tra me e Palazzo Chigi che io non voglio alimentare”. Il ministro degli Esteri esclude anche il ritorno al dialogo con Italia viva: “Se il tema è riparlare con Renzi, Conte ha detto chiaramente che se avrebbe staccato la fiducia al governo non ci sarebbe stata la possibilità di riparlarci. Noi tra Conte e Renzi scegliamo Conte“. Dopo le dichiarazioni di Orlando, di Bruno Tabacci, di Enzo Amendola e Francesco Boccia, l’ipotesi di un ritorno alle urne, dunque, diventa più concreta anche per il ministro degli Esteri. Con tutti i rischi del caso. “Se tra 10 giorni inizia la campagna per le politiche, è sicuro che non avremo più un governo con i poteri per muovere i ricorsi contro le case farmaceutiche e perdiamo il Recovery”. Evitare il voto diventa quindi una corsa contro il tempo: “Serve un consolidamento della maggioranza e per farlo abbiamo 48 ore”.

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Luigi Di Maio blinda Alfonso Bonafede. E dice senza giri di parole che il voto sulla relazione del guardasigilli non sarà solo un voto sul ministro capodelegazione del M5s ma un voto sull’intero governo. Che quindi – allo stato – rischia di andare sotto sulla giustizia. “Il voto di mercoledì è un voto sul governo, […]

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F. Q.

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