Gen 24, 2021
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Caos vaccini ma Pfizer rassicura, presto a regime

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AGI – Piano vaccini nel caos, a causa delle riduzioni di forniture delle dosi comunicate da Pfizer e da Astrazeneca. “Slitteranno di circa quattro settimane i tempi previsti per immunizzare gli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione”, lancia l’allarme il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri precisando che “da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate innanzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione”. L’azienda farmaceutica però prova a rassicurare: “Dalla prossima settimana la fornitura del vaccino da parte di Pfizer tornerà a regime”, ribadisce una fonte a Sky Tg24.

“Dall’8 al 18 Gennaio sono state inviate le fiale previste dal piano di ordinazione, poi c’è stata la riduzione a causa del riadattamento del sito produttivo belga di Puurs”. “Con la decisione del Governo di somministrare 6 dosi anzichè 5, Pfizer ha ridotto il numero di fiale, ma non di dosi previste, che resta lo stesso”, viene sottolineato dal gruppo americano, “quello che sta accadendo è frutto di un fraintendimento nel conteggio delle dosi che non è il conteggio delle fiale”.

Parole distensive anche da parte del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia: “I richiami saranno garantiti a tutti, non ci sarà nessuna conseguenza”. Dunque, per il ministro l’immunità di gregge “slitterà di qualche settimana”.

Per l’intera giornata si sono inseguite prese di posizione allarmanti e rassicuranti. Del secondo gruppo anche il ministro degli esteri Luigi Di Maio: “Il piano vaccinale riguardava tutto il 2021”. “Stiamo lavorando affinchè non cambi il cronoprogramma e ci stiamo attivando assieme a tutti i paesi Ue per far rispettare i contratti”. “Dovremo agire – ha continuato – in sede europea perchè si acceleri”.

“La convinzione – ha insistito riferendosi a Pfizer e Astrazeneca – è che abbiano fatto un passo più lungo della gamba, ma le previsioni del piano vaccinale erano fatte su quell’impegno”. “Noi vogliamo quelle dosi, non ci diamo per vinti. Adesso iniziamo una azione legale per averle, non vogliamo un risarcimento in denaro”.

A favore di un’azione congiunta europa anche Giorgio Palù, presidente di Aifa: “La bontà di un approccio che vede una negoziazione centralizzata come quella europea, è giusta. Trovo opportuno che sia l’Europa a trattare con le aziende. Se crediamo a quello che è scritto sul sito della Pfizer – ha aggiunto – dal 15 febbraio inizieranno a produrre a pieno ritmo e per la fine dell’anno invece di 1,2 mld di dosi vaccinali ne allestiranno oltre 2 miliardi.”

“Non disperiamo – è l’invito di Giuseppe Ippolito, componente del Comitato tecnico scientifico – Abbiamo il tempo per riprendere la pianificazione della campagna vaccinale. “Sono difficoltà che andavano messe in conto. Ci troviamo in uno scenario di emergenza. I vaccini di Moderna e Pfizer, gli unici due approvati in Europa, utilizzano tecnologie innovative. I ritardi erano preventivabili”.

Nel frattempo sono 1.370.449 le dosi di vaccino contro il Covid finora somministrate in Italia, il 73,9% del totale delle dosi consegnate (pari a 1.853.475, di cui 1.806.675 di Pfizer/BioNTech e 46.800 di Moderna). La somministrazione ha riguardato finora 862.264 donne e 508.185 uomini. Le persone che hanno ricevuto anche la seconda dose sono 93.662.

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