Gen 22, 2021
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Arrestati cinque collaboratori di Navalny

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AGI – E’ salito a cinque il numero dei collaboratori di Alexei Navalny arrestati dalle autorità russe nel tentativo di frenare la mobilitazione a favore dell’oppositore, arrestato domenica scorsa al suo ritorno a Mosca.

Lo staff del quarantaquattrenne ha invitato i sostenitori a “scendere in piazza” sabato in 65 città russe per chiedere il rilascio dell’attivista, tornato in patria dopo aver trascorso cinque mesi in Germania per essere curato in seguito all’avvelenamento da agente nervino dello scorso agosto, del quale il dissidente ritiene responsabile il Cremlino.

Chi sono i collaboratori arrestati

Lioubov Sobol, figura di spicco del movimento di Navalny, è stato “arrestato per aver invocato manifestazioni non autorizzate”, ha spiegato il suo avvocato, Vladimir Voronin. La portavoce di Navalny, Kira Iarmych, ha fatto sapere su Twitter di essere stata arrestata dopo una perquisizione nella sua casa di Mosca.

Un altro importante collaboratore di Navalny, Georgi Albourov, ha annunciato su Twitter di essere stato arrestato in una stazione della capitale russa. Vladlen Los, avvocato dell’organizzazione anticorruzione di Navalny, è stato fermato e gli è stato ordinato di lasciare il Paese. In manette anche la responsabile del movimento di Navalny a Krasnodar, Anastassia Pantchenko.

Nessun permesso a cortei e multe ai social

Di fronte alla mobilitazione prevista per sabato, Mosca ha annunciato misure per “limitare l’accesso alle informazioni illegali” e agli “inviti a partecipare ad azioni di massa illegali” diffusi in rete.

L’autorità per le Comunicazioni russa, Roskomnadzor, ha annunciato multe per sei piattaforme social – TikTok, Twitter, Facebook, VKontakte, Instagram e YouTube – colpevoli di permettere la pubblicazione di appelli a scendere in piazza rivolti ai minori.

Da parte sua, il ministero dell’Interno si è detto pronto a “tutelare l’ordine pubblico” e ha promesso di perseguire gli autori degli inviti a manifestare. Ad aver irritato il Cremlino è inoltre la grande diffusione sui social del servizio sul lussuoso palazzo di Putin sul Mar Nero diffuso su internet dallo staff di Navalny due giorni dopo il suo arresto.

Le accuse a Navalny

La lunga inchiesta, accompagnata da un video di quasi due ore, ha già superato i 47 milioni di visualizzazioni su YouTube. Navalny è stato arrestato al suo arrivo all’aeroporto di Sheremetyevo con l’accusa di aver violato i termini della libertà vigilata concessa in seguito a una condanna per frode sospesa nel 2014 in quanto, durante la sua permanenza in Germania, non si era presentato ogni due mesi ai servizi penitenziari come previsto.

Un tribunale convocato nella stazione di polizia dove Navalny era in stato di arresto ha deciso che l’oppositore, poi trasferito nel carcere di Matrosskaya Tishina, resterà in custodia fino al 15 febbraio.

Il dissidente è inoltre accusato di diffamazione per aver diffuso informazioni “false e ingiuriose per l’onore e la dignità” di un veterano della Seconda Guerra Mondiale, Ignat Artamenko. Il 93enne era stato utilizzato come testimonial durante la campagna per il referendum costituzionale la cui approvazione, lo scorso 1 luglio, consentirà a Putin di correre per altri due mandati, con la prospettiva di restare al potere fino al 2036.

Navalny aveva reagito definendo sui social network “traditori” e “corrotti” le personalità che avevano prestato il volto allo spot pro Putin. L’oppositore rischia per questa accusa una pena detentiva massima di cinque anni o una multa fino a 5 milioni di rubli (56 mila euro).

La prima udienza del processo per diffamazione è prevista il 5 febbraio. Navalny deve infine affrontare una terza inchiesta, per frode, aperta il mese scorso riguardo il presunto utilizzo per spese personali di oltre 356 milioni di rubli (circa 3,9 milioni di euro) donati alla sua organizzazione anti-corruzione.

Gli appelli di numerose personalità pubbliche

Il 2 febbraio, infine, un tribunale deciderà se commutare in pena detentiva la condanna sospesa nel 2014. Crescono intanto gli appelli a favore del dissidente di numerose personalità pubbliche.

L’ex capitano della nazionale russa, Igor Denissov, di solito poco interessato alla politica, ha detto che Navalny “deve essere rilasciato” e ha espresso “grande rispetto” nei suoi confronti. Il popolarissimo Youtuber russo Yuriy Doud ha parlato di una situazione “scandalosa” in un post con oltre 835.000 “mi piace” su Instagram. Le donazioni a favore dell’oppositore, fa sapere il suo staff, hanno toccato intanto i 10 milioni di rubli, circa 112.000 euro. 

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