Ott 26, 2020
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Nuovo dpcm, la protesta del TdC: “Non è un addio, ma un arrivederci”

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Nuovo dpcm, la protesta del TdC: “Non è un addio, ma un arrivederci”

Il Teatro di Calabria partecipa alla protesta che sta coinvolgendo a livello nazionale tutti gli operatori del settore arte e spettacolo. La replica del secondo appuntamento della rassegna Poiesis, organizzata al Marca di Catanzaro con il patrocinio della Fondazione Rocco Guglielmo, l’associazione guidata da Anna Melania Corrado, Luigi La Rosa e Aldo Conforto ha salutato gli spettatori intervenuti con un sorriso amaro. Il Teatro di Calabria, come tutti gli altri operatori del settore, ha realizzato spettacoli nel pieno rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza previste dalle misure di contenimento per la diffusione del Covid-19. Norme stringenti, difficili, onerose eppure giuste, che hanno reso i Teatri e i Cinema luoghi sicuri, alla luce anche dei dati forniti da AGIS (associazione di categoria): dal 15 giugno al 10 ottobre, su quasi 350 mila spettatori intervenuti in spettacoli al chiuso e all’aperto, si conta infatti un unico caso di contagio accertato. Questo il discorso del il TdC in chiusura di serata: “Oggi chiudiamo così, con un sorriso che si intravede anche dalla mascherina. Salutiamo un pubblico che ci ha aspettato e seguito in questi lunghi mesi e che volevamo abbracciare nuovamente con il nostro sguardo. No, scegliamo di non privarci del sorriso anche adesso, anche dopo questa decisione che troviamo dolorosa, netta, forse ingiusta. “Non possiamo toglierci il sorriso dagli occhi pur avendo profonda sofferenza nel cuore, né utilizzeremo parole rabbiose, parole tristi in questo messaggio e in quelli che verranno. La situazione che stiamo vivendo è delicata e drammatica: intorno a noi vige la più totale incertezza e sì, anche noi abbiamo paura di un futuro che appare quantomai indecifrabile e a volte persino spaventoso. Ma l’arte ha mille poteri straordinari, quasi magici, uno tra i quali è senza dubbio il potere di rendere la vita delle persone migliore anche e soprattutto nelle difficoltà. “Siamo convinti che una vita senza Arte è una vita senza colori, senza meraviglia. Siamo convinti che con l’arte si può e si deve vivere, si può “mangiare” non solo dal punto di vista materiale ma anche dal punto di vista intellettuale. Una vita senza cibo per lo spirito è un vuoto susseguirsi di giorni senza corpo, una esistenza meccanica. Continueremo a fare Teatro, continueremo a praticare la dolce resistenza che l’arte insegna ad ognuno di noi. “Non ci abbatteremo, non ci fermeremo: troveremo uno, cento, mille modi per arrivare a Voi, per condividere con voi le gioie del Teatro e la sua magia. Saremo perseveranti nella nostra dolce resistenza, nella nostra sorridente lotta contro chi crede che l’arte sia un bene “non necessario”, un’attività futile, un diversivo. Saremo sorridenti, rispettosi delle regole ma femi e più che mai convinti a fare nel miglior modo possibile quel che ci fa stare bene, quel che VI fa stare bene. “Oggi il Teatro di Calabria sorride, e non conclude. Vi dà soltanto appuntamento ad un altro giorno, in un altro luogo, in mille luoghi diversi. Tanti quanti possono essere i sogni di chi vive di Teatro, di chi vive per il Teatro, di chi vive grazie al teatro”.
Il Teatro di Calabria partecipa alla protesta che sta coinvolgendo a livello nazionale tutti gli operatori del settore arte e spettacolo. La replica del secondo appuntamento della rassegna Poiesis, organizzata al Marca di Catanzaro con il patrocinio della Fondazione Rocco Guglielmo, l’associazione guidata da Anna Melania Corrado, Luigi La Rosa e Aldo Conforto ha salutato gli spettatori intervenuti con un sorriso amaro. Il Teatro di Calabria, come tutti gli altri operatori del settore, ha realizzato spettacoli nel pieno rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza previste dalle misure di contenimento per la diffusione del Covid-19. Norme stringenti, difficili, onerose eppure giuste, che hanno reso i Teatri e i Cinema luoghi sicuri, alla luce anche dei dati forniti da AGIS (associazione di categoria): dal 15 giugno al 10 ottobre, su quasi 350 mila spettatori intervenuti in spettacoli al chiuso e all’aperto, si conta infatti un unico caso di contagio accertato. Questo il discorso del il TdC in chiusura di serata: “Oggi chiudiamo così, con un sorriso che si intravede anche dalla mascherina. Salutiamo un pubblico che ci ha aspettato e seguito in questi lunghi mesi e che volevamo abbracciare nuovamente con il nostro sguardo. No, scegliamo di non privarci del sorriso anche adesso, anche dopo questa decisione che troviamo dolorosa, netta, forse ingiusta. “Non possiamo toglierci il sorriso dagli occhi pur avendo profonda sofferenza nel cuore, né utilizzeremo parole rabbiose, parole tristi in questo messaggio e in quelli che verranno. La situazione che stiamo vivendo è delicata e drammatica: intorno a noi vige la più totale incertezza e sì, anche noi abbiamo paura di un futuro che appare quantomai indecifrabile e a volte persino spaventoso. Ma l’arte ha mille poteri straordinari, quasi magici, uno tra i quali è senza dubbio il potere di rendere la vita delle persone migliore anche e soprattutto nelle difficoltà. “Siamo convinti che una vita senza Arte è una vita senza colori, senza meraviglia. Siamo convinti che con l’arte si può e si deve vivere, si può “mangiare” non solo dal punto di vista materiale ma anche dal punto di vista intellettuale. Una vita senza cibo per lo spirito è un vuoto susseguirsi di giorni senza corpo, una esistenza meccanica. Continueremo a fare Teatro, continueremo a praticare la dolce resistenza che l’arte insegna ad ognuno di noi. “Non ci abbatteremo, non ci fermeremo: troveremo uno, cento, mille modi per arrivare a Voi, per condividere con voi le gioie del Teatro e la sua magia. Saremo perseveranti nella nostra dolce resistenza, nella nostra sorridente lotta contro chi crede che l’arte sia un bene “non necessario”, un’attività futile, un diversivo. Saremo sorridenti, rispettosi delle regole ma femi e più che mai convinti a fare nel miglior modo possibile quel che ci fa stare bene, quel che VI fa stare bene. “Oggi il Teatro di Calabria sorride, e non conclude. Vi dà soltanto appuntamento ad un altro giorno, in un altro luogo, in mille luoghi diversi. Tanti quanti possono essere i sogni di chi vive di Teatro, di chi vive per il Teatro, di chi vive grazie al teatro”.

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