Ott 26, 2020
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Fratelli d’Italia chiede il voto sulle comunicazioni di Conte

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AGI  – Fratelli d’Italia chiede “ai Presidenti di Camera e Senato che il presidente del Consiglio Conte venga in Parlamento per riferire sull’ultimo Dpcm, varato lo scorso 24 ottobre, non attraverso una semplice informativa ma con comunicazioni su cui il Parlamento avrà la possibilità di esprimersi attraverso un voto”.

“Camera e Senato non possono continuare ad essere considerate come il palcoscenico per le passerelle del presidente del Consiglio – spiegano i presidenti FdI di Senato e Camera, Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida – Rivendichiamo il diritto del Parlamento di esprimersi sui provvedimenti varati dal governo, di presentare proposte e magari anche di correggere o bocciare la linea intrapresa finora, cosi’ come stabilisce la Costituzione”.

“Inoltre, chiediamo che il presidente Conte fornisca i numeri, le cifre e i dati in base ai quali ha deciso le misure contenute nell’ultimo Dpcm. E pretendiamo di conoscere anche i contenuti del decreto per il ristoro dei danni: quante saranno le risorse stanziate per dare ristoro alle categorie produttive, colpite dalle ultime chiusure, e soprattutto la tempistica. La situazione sociale ed economica è così grave, come confermano anche le manifestazioni di protesta di cittadini e categorie produttive, che non è piu’ tempo di promesse e annunci come accaduto finora e di cui ancora continuiamo a pagarne le conseguenze”, concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia.

Con un’intervista al Corriere della Sera, Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, pone tre condizioni nel caso chi sta al governo “immaginasse di volerci trascinare nel loro fallimento, adesso che la situazione è ormai fuori controllo”. “Primo, servono regole di ingaggio trasparenti, chi fa cosa e come. Secondo, il governo deve ammettere che l’efficacia della propria azione è stata nulla e abolire i provvedimenti sbagliati. Terzo, va stabilito fin d’ora, con garanzia del capo dello Stato, che appena usciti dall’immediata emergenza si torna a votare”, detta l’agenda Meloni.

E precisa: “Qui di difficile, anzi di insopportabile, c’è il modo in cui questo governo ha gestito l’emergenza. Da otto mesi navigano a vista, con il premier Conte che fa Dpcm ogni 4 giorni ben attento ad apparire in tivù nel weekend per parlare agli italiani nel prime time, ora scaricano su intere filiere produttive le loro responsabilità, senza portare alcuna evidenza scientifica sulle responsabilità del contagio da parte di quei settori”.

Ma “il problema non è la singola misura, è che non si ha idea delle priorità e si manda sul lastrico la gente senza dare alcun ristoro” e “finché non sappiamo le cifre parliamo del nulla. Il ristoro deve essere totale. E deve prevedere anche il risarcimento per chiunque abbia speso soldi, tanti, per adeguarsi ai protocolli richiesti che ora vengono considerati inadeguati”. Quindi Meloni si dice pronta “a organizzare un presidio permanente davanti a Palazzo Chigi per ascoltare le ragioni di chi sta perdendo tutto, tre parlamentari di FdI che sono anche ristoratori sono pronti allo sciopero della fame finché non sarà chiaro quanti soldi vanno a chi”, promette.

Aggiornato alle ore 16.45

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