Ott 26, 2020
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Dpcm, ora Renzi vuole già riaprire tutto. E accusa il governo di aver deciso sulla base delle “emozioni di un singolo ministro”

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Dpcm, ora Renzi vuole già riaprire tutto. E accusa il governo di aver deciso sulla base delle “emozioni di un singolo ministro”Dpcm, ora Renzi vuole già riaprire tutto. E accusa il governo di aver deciso sulla base delle “emozioni di un singolo ministro”

L’ultima volta era stato nel pieno della prima ondata di Covid a a fine marzo scorso: tutti gli scienziati predicavano la necessità del lockdown per far fronte al momento più duro della pandemia, Matteo Renzi chiese di “riaprire tutto” nonostante i contagi. Ora ha aspettato 24 ore dall’uscita dell’ultimo dpcm per iniziare a protestare. “Mentre si chiedono (ancora) sacrifici, sarebbe molto utile, secondo me, che il governo chiarisse questi punti”, ha scritto nella sua enews. “E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro”. Per questo, ha annunciato il leader di Italia viva, chiederà al premier Giuseppe Conte di modificare il dpcm “nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva“.

L’accusa del senatore contro la sua stessa maggioranza, ma soprattutto contro il governo dove siede la ministra Iv Teresa Bellanova, riguarda appunto la decisione del premier di procedere con un lockdown parziale. Ma non solo: Renzi accusa Conte di non aver tenuto in considerazione i dati, ma solo “le emozioni”. In realtà proprio il presidente del Consiglio ieri, illustrando il contenuto del dpcm, ha detto agli italiani che “non si possono ignorare i dati dei contagi” e “lo stress sul sistema sanitario nazionale”. Il primo problema, secondo Renzi, sarebbe la possibilità per le scuole di applicare la didattica a distanza oltre il 75 per cento. “Chiudere di nuovo le scuole è una ferita devastante“, ha detto ancora. “Servono i tamponi rapidi a scuola, non i banchi a rotelle. Servono le aziende private per i trasporti, non complicate regole sulla didattica a distanza”. Poi Renzi ha parlato del sistema sanitario: “Servono più posti in terapia intensiva, più personale sanitario e un sistema di tracciamento degno di questo nome, non generiche raccomandazioni ai cittadini. Serve far funzionare in modo efficiente e sicuro la macchina dei test, non chiudere i teatri e i ristoranti che rispettano le regole, perché questo crea un effetto a catena in tanti settori”.

In Parlamento, annuncia Renzi, “chiederemo che il Presidente Conte valuti di seguire la stessa strada intrapresa dal Presidente dell’Alto Adige, che ha firmato un’ordinanza che prevede che i ristoranti siano aperti fino alle 22. Per quanto riguarda la ristorazione, è bene ricordare che i dati Istat – che mettono insieme alberghi, ristoranti e bar – ci dicono che il valore aggiunto 2019 di questo aggregato è di 64 miliardi di euro, quasi equivalente a quello di tutto il comparto edilizio”.

“Va bene rinunciare”, ha chiuso Renzi, “a molte libertà per il virus. Ma chiudere i luoghi di cultura e di sport è, invece, un errore: è più facile contagiarsi sulla metropolitana che a teatro. E la chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente inspiegabile, sembra un provvedimento preso senza alcuna base scientifica. A cena il Covid fa più male che a pranzo? E per chi si era attrezzato valgono le stesse regole? Ci rendiamo conto del danno economico devastante?”. Per affrontare la pandemia, “serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo – spesso inascoltati – da mesi”.

L’articolo Dpcm, ora Renzi vuole già riaprire tutto. E accusa il governo di aver deciso sulla base delle “emozioni di un singolo ministro” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il leader di Italia viva, nella sua enews settimanale, attacca il presidente del Consiglio e la sua stessa maggioranza. E promette che in Aula chiederà di modificare il decreto, adeguandosi ad esempio a quanto fatto dall’Alto-Adige

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F. Q.

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Il fatto quotidiano

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