Set 18, 2020
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Sarà una donna il prossimo direttore generale del Wto? 

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AGI – Tre donne – due africane e una sudcoreana – sono tra i cinque candidati alla guida dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. E’ una novità interessante visto che nessuna donna, e tantomeno nessun africano, ha mai guidato l’organismo di commercio globale. E arriva lo stesso giorno in cui il presidente della Bce Christine Lagarde ha lamentato la scarsa presenza di donne ai vertici delle istituzioni e organizzazioni principalmente economiche di tutto il mondo, Bce compresa. In un’intervista, il numero uno dell’Eurotower ha sottolineato come le donne siano stati i soggetti più vulnerabili durante la pandemia in quanto hanno rappresentato il 70% delle professioni sanitarie e “sono costrette a lavorare mentre si prendono cura dei bambini, per non parlare della violenza domestica”. 

La rosa iniziale di 8 candidati è stata sfoltita

Il nuovo direttore generale del Wto sarà quindi in grado di rompere il “soffitto di cristallo“, così come comunemente si indicano le difficoltà di avanzamento di carriera a causa di discriminazioni razziali o sessuali? Si vedrà. Intanto la rosa iniziale di otto candidati per sostituire Roberto Azevedo, che si è dimesso da direttore generale del Wto il mese scorso con un anno di anticipo rispetto alla scadenza, è stata ridotta oggi a cinque.

La decisione è venuta al termine di un fitto calendario di consultazioni, definite “confessionali“, con tutti i 164 Stati membri per determinare quali degli otto iniziali fossero i più propensi a raccogliere il consenso necessario. I cinque papabili sono ora le candidate donne Amina Mohamed del Kenya, Ngozi Okonjo-Iweala della Nigeria e Yoo Myung-hee della Corea del Sud rimangono, accanto a due uomini: Liam Fox della Gran Bretagna e Mohammed Al-Tuwaijri dell’Arabia Saudita.

Pressing perché nuovo dg sia un africano

Jesus Saede Kuri del Messico, Tudor Ulianovschi della Moldavia e Abdel-Hamid Mamdouh dell’Egitto, sono stati poi ‘tagliati’ dalla lista. Non è ancora chiaro se i membri dell’OMC si troveranno d’accordo su un altro leader europeo, che ne vanta tre su sei dalla sua creazione nel 1995 (dal 1995–1999 è stato alla guida dell’organizzazione l’italiano Renato Ruggiero). Ma si avverte un certo pressing per affidare tale incarico ad un africano visto che finora l’organizzazione ha contato tre direttori generali europei, e uno ciascuno dall’Oceania, dall’Asia e dal Sud America.

Il vincitore sarà selezionato nei prossimi mesi precisamente a novembre dopo un secondo ciclo di “confessionali” che inizierà il 24 settembre e si concluderà il 6 ottobre con l’eliminazione di altri tre candidati. Donna o uomo che sia, il nuovo direttore generale alla fine assumerà il controllo di un’organizzazione impantanata in molteplici crisi e che lotta per aiutare i membri a superare un grave crollo economico globale innescato dalla pandemia del coronavirus.

Già prima della crisi da Covid-19, l’organizzazione era alle prese con lo stallo delle trattative commerciali e lottava per frenare le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’organismo per il commercio globale ha anche dovuto affrontare gli incessanti attacchi di Washington, che ha paralizzato il sistema di ricorso per la risoluzione delle controversie del Wto e ha minacciato di lasciare l’organizzazione.

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