Ago 14, 2020
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Scandalo Bonus, la parola a Tridico  

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AGI – L’appuntamento è alle 12. E sarà trasmesso in diretta streaming sul canale web della Camera. Il presidente dell’Inps parlerà in commissione Lavoro e svelerà ufficialmente i nomi dei tre parlamentari che hanno chiesto e ottenuto il bonus di 600 euro previsto dal governo a sostegno delle patite Iva in difficoltà per la crisi dovuta all’emergenza coronavirus.

Affila le armi il centrodestra, che chiede da giorni a gran voce le dimissioni di Pasquale Tridico. “Mi domando cosa aspetti a dimettersi un signore come il presidente dell’Inps che non non vorrei avesse tirato fuori questi dati per coprire i problemi, veri, del presidente del Consiglio”, sostiene Matteo Salvini.

“Forza Italia pretenderà di conoscere i nomi dei deputati coinvolti nella vicenda dell’uso improprio del bonus per le partite Iva, e allo stesso tempo chiederà le dimissioni di Tridico”, annuncia la capogruppo Mariastella Gelmini, che spiega: “Vogliamo trasparenza e chiarezza, anche se appare palese l’uso politico dell’Istituto in relazione al prossimo referendum sul taglio dei parlamentari. La nostra seconda richiesta, invece, è dovuta alla gestione inefficiente e dilettantesca dell’Inps messa in atto in questi mesi dal suo presidente“.

Per FdI “l’idea è di chiudere il cerchio: io vorrei capire se ci sono altre responsabilità politiche. Al di là del fatto che il problema del bonus è più un problema morale”, afferma Walter Rizzetto. Ma il numero uno dell’Inps dovrà anche vedersela col fuoco di fila di parte della maggioranza: Italia viva, infatti, è pronta a elencare tutte le mancanze della gestione dell’Istituto, a cominciare dai mancati pagamenti della Cig, e a chiedere da quanto tempo l’Inps era conoscenza della vicenda.

E non è escluso che, durante l’audizione, venga formalizzata dai renziani la richiesta di fare le valigie e lasciare l’incarico. “L’Inps è ancora un istituto che gestisce le risorse dei cittadini, dei pensionati, dei lavoratori italiani o e’ diventato uno strumento affine e di supporto a movimenti politici? Non si capisce questa gestione inqualificabile”, attacca ad esempio Teresa Bellanova.

Chi si è sin dall’avvio della vicenda dei bonus si è schierato a spada tratta a difesa dei Tridico è il Movimento 5 stelle, finito però nel mirino delle opposizioni, secondo cui ci sarebbe proprio lo zampino dei pentastellati dietro la diffusione della notizia dei bonus ai deputati, cosi’ da dare la volata al referendum sul taglio dei parlamentari (“fantapolitica”, taglia corto il viceministro M5s Cancelleri).

La Lega, inoltre, non esclude che tutta l’operazione bonus possa essere una sorta di ‘vendetta’ dello stesso presidente dell’Inps, da tempo duramente criticato dai leghisti. Quanto alla lista dei ‘furbetti’ el bonus, due dei tre nomi dei deputati sono già noti: a comunicarli è stata la Lega, che ha già sospeso Andrea Dara e Elena Murelli. Sul terzo nome spunta il deputato pentastellato Rizzone.

La lista degli eletti che hanno incassato il bonus – senza commettere reato, in quanto la legge non imponeva un tetto al reddito né vietava di richiedere l’aiuto a determinate categorie – è lunga: ci sono consiglieri comunali, consiglieri regionali, sindaci. Con, sembra emergere, una prevalenza della Lega, che ha già annunciato la linea dura: nessuno dei ‘furbetti’ sarà ricandidato.

A ribadirlo è lo stesso Salvini. “Noi a casa nostra siamo inflessibili e intransigenti, mi spiace per chi non verrà candidato se ne riparlerà la prossima volta. Ho sentito Zaia”, anche in Veneto, “non saranno ricandidati”, ha aggiunto assicurando che non vi saranno ‘distinguo’.

“Non è la fine del mondo: in Veneto vinceremo con almeno il 70% dei consensi”. Dei dieci ‘furbetti’ a livello locale finora individuati, otto sono del partito di via Bellerio, distribuiti in cinque Regioni (tre in Veneto, due in Piemonte, uno in Emilia Romagna, uno in Liguria e uno in Lombardia). Uno è del Pd, l’altro di Forza Italia. 

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