Ago 1, 2020
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Ponte Genova, Frecce e De Andrè all’inaugurazione davanti a Mattarella 

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AGI – Le frecce tricolori a ‘dipingere’ in cielo la croce rossa su sfondo bianco della bandiera di San Giorgio e le note di ‘Creuza de ma’ di Fabrizio De André faranno da sfondo all’inaugurazione del nuovo ponte Genova San Giorgio. La cerimonia, sobria ed essenziale per rispetto della volontà dei familiari delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi, è in programma per lunedì 3 agosto alle 18:30. Circa 500 gli invitati, tra cui il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Due anni dopo la tragedia del Morandi

L’inaugurazione del viadotto autostradale, lungo 1.067 sopra il torrente Polcevera, avviene a poco meno di due anni dal crollo del ponte progettato da Riccardo Morandi e costruito tra il 1963 e il 1967. Prima della cerimonia, nella sede della Prefettura di Genova, il presidente della Repubblica incontrera’, in via riservata, i parenti delle vittime. Al taglio del nastro, con Mattarella e Conte, ci saranno anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Questi ultimi, insieme al premier, e a Renzo Piano, dovrebbero intervenire dal piccolo palco allestito sul ponte, dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli. Le Frecce Tricolori, oltre alla bandiera italiana, dovrebbero riprodurre la croce del vessillo genovese di San Giorgio.

Una ‘Creuza de ma’ inedita

Sarà poi eseguita una versione inedita di ‘Creuza de ma’, la celebre canzone in dialetto genovese composta da De Andre’ e Mauro Pagani, interpretata, su iniziativa di Dori Ghezzi, da alcuni tra i maggiori artisti italiani che hanno voluto in questo modo rendere omaggio a Genova. Al progetto hanno collaborato Mina, Zucchero, Diodato, Gianna Nannini, Mauro Pagani, Giua, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Paolo Fresu, Vittorio De Scalzi, Jack Savoretti, Antonella Ruggiero, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Ornella Vanoni, Giuliano Sangiorgi, Cristiano De Andre’, Sananda Maitreya. Il ponte Genova San Giorgio sara’ percorribile dal 5 agosto. 

Toti e l’ammirazione dall’estero

“Il nuovo ponte di Genova ha molti significati per la città e la regione ma anche per l’Italia intera”, afferma Toti. “È un modello di efficienza per tutto il Paese e i lavori del suo cantiere, che sono andati spediti con il progetto realizzato in circa un anno dalla demolizione dei resti del Morandi, sono stati osservati con ammirazione anche all’estero”. 
“È un cantiere che non si è mai fermato – ricorda il governatore -, nemmeno nei momenti più difficili, non ultimo quello legato a una delle più grandi emergenze sanitarie mai affrontate. Spero che tutto questo diventi un esempio di come debba ripartire tutta l’Italia, con regole nuove, semplici e con il coraggio, da parte di chi amministra, di prendersi delle responsabilità. Io ho sempre pensato che quel cantiere dovesse andare avanti, non solo per riportare una regione e un Paese alla normalità, ma anche per rispettare la memoria di chi ha perso la vita in quel crollo, per  rispetto del dolore dei loro familiari e per tutte le persone che hanno sofferto per quella tragedia”. “Per questo il mio grazie va al sindaco di Genova Marco Bucci e a tutti i lavoratori che si sono  sacrificati e hanno dimostrato come si può superare tutto e creare un’ opportunità anche dalle avversità – conclude -. Per tutti noi quel ponte avrà molti significati, sicuramente quello del ricordo ma anche della rinascita”. 

Bucci e il modello Genova

“È un momento speciale per Genova, un momento storico”, conferma il sindaco Bucci. “Il mio primo pensiero va alle 43 persone che hanno perso la vita nel crollo di ponte Morandi e alle loro famiglie, che stanno sopportando ancora il peso di quella tragedia – tiene a dire -. Poi ai genovesi e alla città che ha sofferto per la mancanza di una importante infrastruttura e ha patito quasi due anni di intensi cantieri”. “Ringrazio chi ha lavorato sotto e sopra il ponte, prima per demolire poi per costruire. Negli ultimi mesi siamo diventati un modello per il nostro Paese: il modello Genova – rivendica -. Può essere certamente un modello da seguire per la gestione delle opere pubbliche in Italia, modello nel quale la burocrazia è stata ridotta ai minimi termini, senza mai venire meno alle regole europee”.

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