Ago 1, 2020
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Alta velocità, gli esperti bocciano i posti pieni: “Rischio di ripresa contagi”. Speranza pronto a un’ordinanza per tornare al distanziamento

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Alta velocità, gli esperti bocciano i posti pieni: “Rischio di ripresa contagi”. Speranza pronto a un’ordinanza per tornare al distanziamentoAlta velocità, gli esperti bocciano i posti pieni: “Rischio di ripresa contagi”. Speranza pronto a un’ordinanza per tornare al distanziamento

La decisioni di far viaggiare i treni pieni “sconcerta”, non è “razionale” e “rischia di contribuire al riaccendersi dei contagi” da coronavirus. Aumentano le pressioni per imporre un dietrofront ai gestori dell’Alta Velocità: da ieri Frecciargento e Frecciarossa di Trenitalia e i treni Italo possono viaggiare al 100% dei posti, senza più il rispetto della regola dei sedili alternati. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, scrive LaPresse citando fonti qualificate, è pronto ad adottare oggi stesso un’ordinanza per bloccare la deroga al distanziamento interpersonale di un metro. Nel frattempo sono numerose le voci polemiche che si sono levate da esperti e amministratori locali, non solo dal Comitato tecnico scientifico. L‘assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, parla di “un messaggio sbagliato”. Trenitalia e Italo ha ottenuto il via libera perché si sono realizzate le condizioni poste dall’ultimo dpcm del 14 luglio: il ministero dei Trasporti aveva dato il via libera. Ora però nel governo si valuta un dietrofront, con un provvedimento per ripristinare la regola del distanziamento finora in vigore. E necessaria, spiega il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, componente del Cts, per evitare “il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico” nel nostro Paese.

“Stupisce un po’, per non dire che sconcerta, la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni. Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati”, ha commentato Locatelli all’Adnkronos Salute. A suo parere serve “una riflessione” che porti a un passo indietro, come ha sottolineato anche il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco: “La fine del distanziamento sui treni mi sembra un salto in avanti non concordato, senza un razionale e una pianificazione“. L’esperto ha ricordato infatti che il virus “circola ancora, con ondulazioni da monitorare attentamente, centinaia di nuovi focolai e casi in crescita”. Le stesse preoccupazioni condivise dall’assessore D’Amato: “Mentre aumentano i contagi e le regioni con valore RT superiore a 1, siamo sicuri che è una buona idea eliminare il distanziamento sui treni?”, si chiede, ricordando che “Roma è la principale destinazione dei treni ad alta velocità del Paese”.

L’auspicio del Comitato tecnico scientifico, che già ieri ha ribadito la sua contrarietà alla misura, è che si possa tornare indietro, anche perché proprio grazie alle misure adottate in questi mesi, viaggiare in treno finora “si è rivelato sicuro. Io stesso – ha raccontato Locatelli – ho avuto modo di viaggiare in treno 2 settimane fa per andare a Bergamo e ho trovato il viaggio assolutamente gradevole e ordinato”. A bordo “c’è stato un corretto rispetto del distanziamento e un’attenzione sempre scrupolosa alle misure anti-Covid“. Inoltre, ha aggiunto, “numerosi studi, fra i quali uno recente dell’Università di Southampton, hanno esaminato le possibilità di contrarre Covid-19 in una carrozza ferroviaria con a bordo una persona infetta”. Ebbene, questi lavori “hanno evidenziato l’importanza del distanziamento“. Ecco perché l’annuncio dell’addio alla distanza di sicurezza “lascia perplessi e preoccupa, proprio in una fase in cui i nuovi casi stanno crescendo. Credo vada aperta una riflessione”, ha concluso Locatelli.

La “fase tre” sui treni ad alta velocità è stata possibile perché il dpcm del 14 luglio disponeva la possibilità di far viaggiare i treni a piena capacità purché in presenza di alcune condizioni tra cui la misurazione della temperatura prima del viaggio, l’autodichiarazione del passeggero che certifica di non aver avuto contatti con persone contagiate dal Covid e si impegna a rinunciare al viaggio e a informare l’Autorità sanitaria se ha sintomi come febbre, tosse insistente o raffreddore, l’obbligo della mascherina con la sostituzione dopo 4 ore. La situazione potrebbe comunque cambiare nelle prossime ore alla luce delle nuovi indicazioni contenute nel nuovo Dpcm. Che però non dovrebbe arrivare prima del 7 agosto e che dovrebbe contenere “un’armonizzazione” – dicono fonti di governo – di tutte le misure attualmente in vigore che devono essere prorogate fino al 15 ottobre.

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Il ministro della Salute già oggi potrebbe bloccare la deroga in vigore per i treni Frecciarossa e Italo che da ieri possono occupare il 100% dei sedili disponibili. Il presidente del Css Locatelli: “Numerosi studi hanno esaminato le possibilità di contrarre Covid-19 in una carrozza ferroviaria con a bordo una persona infetta”. Il virologo dell’Università di Milano: “Salto in avanti non razionale”. Preoccupato anche l’assessore del Lazio D’Amato: “Messaggio sbagliato”

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F. Q.

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