Lug 11, 2020
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Da Autostrade proposta da 11 miliardi al governo

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AGI – Autostrade per l’Italia ha mandato la sua proposta al governo che avrà tre giorni per analizzarla nel dettaglio e poi, martedì prossimo, prendere una decisione definitiva in Consiglio dei ministri. In tarda mattinata e’ terminato il Consiglio di amministrazione della società. Il Consiglio ha approvato una “nuova proposta finalizzata a una positiva definizione della procedura di contestazione”. L’offerta è arrivata sul tavolo del governo che, dalle prime indicazioni, la considera “decisamente migliore” rispetto a quella inviata a inizio giugno. Il premier Giuseppe Conte nei giorni scorsi aveva chiesto “una proposta vantaggiosa” per lo Stato e da quello che filtra dai primi approfondimenti pare che questa sia arrivata. Complessivamente la proposta di Aspi vale 11 miliardi (3,4 miliardi piu’ 7,5 miliardi di investimenti da piano).

Il governo punta a un taglio di almeno il 5% delle tariffe, a indennizzi a Genova, a maggiori controlli sulla rete, a un’accelerazione sugli investimenti, a una manutenzione straordinaria. A inizio mese Aspi aveva offerto 2,8 miliardi di euro. Ora la cifra dovrebbe essere quella chiesta dall’esecutivo di 3,4 miliardi.

C’e’ poi la questione della governance di Autostrade per l’Italia. Il governo in più di un’occasione ha chiesto ai Benetton di fare un passo indietro sul controllo della società (oggi Atlantia ha l’88% di Autostrade). Sembra che la holding sia disposta a scendere sotto il 50% non piu’ attraverso una cessione tout court della quota ma con un aumento di capitale pari a circa 3 miliardi di euro per fare entrare nell’azionariato delle “nuove” Autostrade, Cdp, F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali. Le risorse fresche permetterebbero inoltre alla società di fare quegli investimenti necessari ad ammodernare la rete. In questo modo, inoltre Atlantia non sarebbe costretta a vendere “sotto prezzo” Aspi che, a causa del decreto Milleproroghe, ha visto il proprio valore precipitare a causa del taglio dell’indennizzo da corrispondere in caso di revoca della concessione da 23 miliardi a 7.

La misura approvata a gennaio dal Governo – unita al debito di 10 miliardi di Aspi – ha rappresentato un notevole vulnus sia per la riduzione dell’indennizzo ma anche perche’, di fatto, ha reso impossibile il finanziamento sul mercato a causa dei downgrade delle agenzie di rating. Se tutte le caselle andranno al loro posto e se il Cdm martedì darà il via libera all’accordo il passo successivo sarà quello della messa a punto della governance della nuova società. In caso contrario la revoca sarà l’unica strada percorribile. 

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