Giu 6, 2020
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“Southern Man”. Il razzismo denunciato da Neil Young non è più solo al Sud

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Nel 1970 all’interno del suo terzo album in studio, After the Gold Rush, Neil Young ha inserito quello che ben presto è diventato un inno contro il razzismo dilagante nel Sud degli Stati Uniti e che oggi assume ancor più valenza dopo che lo stesso cantautore è tornato sul brano estendendo la sua denuncia non solo a quei territori ma a tutti gli Stati Uniti (e in tutto il mondo): «Eccomi qui, un vecchio che canta una canzone di 50 anni fa che fu scritta dopo innumerevoli anni di razzismo negli Stati Uniti». Il riferimento è all’omicidio di George Floyd che ha inevitabilmente scatenato reazioni di protesta da parte della popolazione afroamericana (e non solo) negli States.

Nell’intramontabile Southern Man, infatti, Young scrive parole piene di rabbia e risentimento verso la popolazione bianca del Sud, condannando gli atti di violenza e razzismo, tra i quali cita anche le pratiche di cross burning cui il Ku Klux Klan era avvezzo. Nel brano, il cantautore canadese racconta la storia di un bianco (che per estensione va a identificarsi con l’intero Sud) e del suo comportamento verso i suoi schiavi. La domanda è una sola: quando il Sud farà ammenda per i propri peccati? Per la propria fortuna costruita grazie ad anni di sfruttamento della schiavitù? («I saw cotton and I saw black, tall white mansions and little shacks. Southern Man, when will you pay them back?»).

Southern Man divenne immediatamente un inno dell’anti-razzismo, una valenza riconosciuta dal suo stesso autore, che nel 1973 – durante il suo tour – cancellò un’esibizione a Oakland, California poiché un fan era stato percosso e allontanato dal palco da una guardia, proprio mentre Young eseguiva la canzone. Dopo 50 anni, tutto After the Gold Rush è ancora un grido di speranza per le nuove generazioni, che sembra abbiano risposto in maniera appropriata: oggi non assistiamo più solamente a manifestazioni in cui gli afroamericani protestano per i propri diritti in maniera isolata, anzi sono sempre di più le scene che vedono insieme bianchi e neri uniti per i diritti di tutti, di uguaglianza e giustizia sociale, in attesa che tutto il mondo chieda ammenda per i propri errori.

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