Giu 30, 2020
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Salvini contestato a Mondragone: “Sono i clan”

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Salvini contestato a Mondragone: “Sono i clan”

“Evidentemente alla camorra dà fastidio che qualcuno parli di legalità”. Non è un buon periodo per Matteo Salvini, che con questa frase che paragona confusamente i centri sociali ai clan mostra di non saper reagire alle forti proteste che l’hanno accolto a Mondragone, dove è dovuta intervenire la polizia.

Soffiare sulla tensione sociale

Il leader della Lega ha pensato di far visita – naturalmente senza mascherina – alla città in provincia di Caserta dove un focolaio di Coronavirus ha portato tensioni sociali e contrapposizioni tra la comunità bulgara e quella italiana, nervosa per la già traballante ripresa delle attività turistiche che, con il caseario, sono l’unica fonte di reddito per la zona. Attaccato al grido di “sciacallo” per il tentativo di monetizzare politicamente tale tensione, adesso Salvini dice di sperare in una “condanna unanime”, anche esplicita da parte del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Nessun comizio e cariche della polizia

Salta quindi il comizio che doveva tenersi ai confini della zona rossa dei Palazzi Cirio. Tre le cariche di alleggerimento da parte della polizia, con momenti di forte tensione, contestazioni, manganellate e un ferito. I manifestanti – molti arrivati appositamente da Napoli – erano un centinaio, tra cui esponenti dei centri sociali che, lanciando acqua verso Salvini, hanno messo fuori uso l’impianto audio del comizio.

Salvini deve quindi interrompersi e gli resta solo la possibilità di fare qualche dichiarazione alla stampa. Tutto intorno, gli slogan più ricorrenti: ‘Mondragone non si Lega‘ e ‘Salvini vattene‘, mentre un altro recita ‘Sei contro terroni, neri e zingari: perché vieni qui?”. Anche il secondo comizio in programma salterà.

La reazione su Facebook

“Dovresti chiedere perdono per come hai gestito da ministro l’emergenza migranti, per come hai messo gli uni contro gli altri, per come hai acceso gli animi per puro tornaconto elettorale“, fa sapere la sua sul tema, Roberto Saviano.

Tornato alla tranquillità, Salvini si sfoga in diretta Facebook: “Non siamo riusciti a parlare con tutte le persone che erano qua, perché i soliti delinquenti dei centri sociali si sono avvicinati fino a un metro dal gazebo della Lega”.

“C’erano tanti bambini e ragazzini che hanno rischiato di finire male. Non è normale. Il problema in questa zona è un problema di camorra. (…) Mi fanno pena, non mi fanno paura. Mi fanno un misto di pena e di schifo”, ha spiegato.

Oggi incontro al mattino

La strategia è sfruttare il mattino. Appuntamento alle 9 in un caffè della cittadina del litorale domitio, mentre continuano gli insulti ai contestatori: “vigliacchi, codardi, teppisti, mentecatti, figli di papà mantenuti che non hanno problemi di lavoro”, “magari qualcuno anche pagato dalla camorra per fare casino”. E ancora: “Nessuno mi toglie l’idea che ci sia la malavita dietro”. Nel frattempo, Twitter non la manda a raccontare. Tra le polemiche, non ultima quella che riguarda l’uso della mascherina: anche questa volta Matteo Salvini ha spesso evitato di indossarla, anche a stretto contatto con i simpatizzanti, ad esempio mentre scatta selfie.

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Secondo Twitter invece è il suo odio contro il Sud

Michela Dell’Amico

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