Giu 29, 2020
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Le mail di Mario Bressi a Daniela Fumagalli prima di uccidere Elena e Diego

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Le mail di Mario Bressi a Daniela Fumagalli prima di uccidere Elena e Diego

Quando è stato recuperato il corpo di Mario Bressi dal ponte della Vittoria a Cremeno il suo cellulare non è stato ritrovato. E dalla casa delle vacanze di Margno, in alta Valsassina, sono scomparsi anche i telefoni dei bambini. Bressi ha deciso di farli sparire in qualche dirupo tra i monti prima di suicidarsi, per non lasciare alla moglie Daniela Fumagalli nemmeno il conforto dei ricordi.

Mario Bressi e il mistero dei telefonini scomparsi

La decisione appare coerente con gli ultimi gesti dell’uomo, compresi i due messaggi su Whatsapp in cui faceva sapere alla moglie dei campi estivi per i bambini e l’ultimo che la invitava a guardare la mail che gli ha inviato prima di togliersi la vita, quando aveva già ucciso i due figli di 12 anni Diego ed Elena.  Lei, spiega il suo avvocato, «non ha mai presentato denunce nei confronti del marito, non si era arrivato assolutamente a questo. Tra loro due non era in corso nessuna separazione violenta né litigiosa. La signora non aveva alcuna intenzione di portargli via i figli, anzi. Contro il padre non aveva nulla da eccepire. Era intenzionata ad andare fino in fondo con il divorzio? Chi lo sa, in queste cose le dinamiche sono sempre incerte». Ma per Bressi ormai era troppo
tardi, il nemico giurato era la moglie e la morte dei figli il piano per punirla.

mario bressi diego elena bressi daniela fumagalli 1

Nella mail è presente una lunga lettera di accusa alla moglie e un messaggio che non lascia dubbi sul movente: “Hai rovinato la nostra famiglia”. Il computer di Bressi è stato sequestrato nella sua abitazione di Gessate, nel milanese, dai carabinieri su disposizione della Procura di Lecco. L’analisi del pc, che potrebbe essere affidata a un consulente esperto, è uno degli elementi fondamentali per consentire agli investigatori di accertare se il gesto del padre sia stato preordinato o se sia dovuto a un cortocircuito. Uno dei punti fondamentali da chiarire è se il gesto di Bressi, che, prima di gettarsi dal ponte della Vittoria a 10 chilometri di distanza ha strangolato e soffocato Elena e Diego e poi li ha ricomposti nel letto matrimoniale come se stessero dormendo, sia stato preordinato. Tra i due i rapporti da qualche tempo erano diventati difficili tant’è che lei aveva da poco deciso di separarsi anche se non era stata ancora avviata alcuna pratica formale. L’analisi del pc, che potrebbe essere affidata a un consulente esperto, servirà per capire quale sia la ragione del duplice omicidio e suicidio, anche perché finora non sono stati trovati né il suo cellulare, né quello che usavano i bambini. Anche l’autopsia sui corpi di figli e padre, fissata per martedì prossimo con il conferimento dell’incarico all’anatomopatologo Paolo Tricomi, dovrebbe fornire particolari importanti come l’orario della morte – da un primo accertamento è stata collocata tra la tarda sera di venerdì e le prime ore di ieri mattina – e chiarire se i ragazzini, anche se non sono emerse evidenze, siano stati o meno sedati.

Le mail di Mario Brezzi a Daniela Fumagalli prima della strage

La Stampa spiega oggi l’esatta dinamica delle comunicazioni tra moglie e marito prima della tragedia:

Il primo messaggio, dopo la mezzanotte, in cui Mario prendeva accordi sulla mensa del campo estivo dei ragazzi. Il secondo, con le foto di luoghi lontani dove avrebbe voluto portarli in vacanza. Poi il terzo, l’ultimo, inviato dopo le tre del mattino. Mario aveva già fatto tutto. Aveva strangolato la piccola Elena. Aveva soffocato col cuscino il fratellino, Diego. Forse quando i loro cuoricini avevano già smesso di battere, li aveva distesi uno accanto all’altro sul letto matrimoniale.

All’1.30 una telecamera di videosorveglianza lo ha filmato mentre usciva da casa a bordo della sua Kia Sportage. Non si sa quanto Bressi abbia vagato, rimuginato. Ha pubblicato su Instagram due foto: «Con i miei ragazzi sempre insieme», in attesa di trovare il coraggio di farla finita. Di buttarsi giù dal ponte della Vittoria.

mario bressi palazzina gessate

In quel terzo messaggio che Daniela ha ricevuto c’era solo scritto: «Guarda la mail». Subito è andata a controllare. Con il cuore in gola ha snocciolato le parole, le accuse, ogni singolo delirio del marito che non accettava la sua decisione di separarsi da lui. Fino a quella frase terribile e inaspettata: «È colpa tua se la faccio finita. I tuoi figli non li rivedrai più».

Daniela ha provato a chiamare il marito, a contattare il cellulare dei figli, ma non squillavano. Neanche i carabinieri li hanno trovati: forse sono finiti sul fondale del torrente Pioverna, dove alle 9 di sabato è stato ritrovato il corpo di Bressi. Quando la donna disperata è arrivata a Margno, per i piccoli non c’era più nulla da fare

Tutti conoscevano la famiglia Bressi, non solo a Gessate ma anche a Gorgonzola, dove Mario è cresciuto, ha giocato a calcio nell’oratorio. Sportivo, amava il calcio e il tennis, mentre la moglie Tiziana pratica il pattinaggio, e far parte di una squadra di hockey inline. In questo si erano ‘divisi’ i figli. Diego giocava a calcio, Elena invece faceva free style in una associazione sportiva per cui la mamma era diventata dirigente. “Un mondo malato è un bel problema e non si può pensare di restare sani in un mondo malato, bisogna fare qualcosa”, ha detto don Matteo il prete della parrocchia di San Pietro e Paolo. “Credo che la nostra comunità – ha detto durante l’omelia – sia particolarmente sollecitata in questi giorni ad essere di fronte al mistero del male ma la parola di Dio ci porta oltre questo mistero e davanti a tanto male, in cui sembra quasi giusto fare piazza pulita di tutto quello che è malato, c’è un’arca di salvezza”, ha concluso facendo riferimento proprio alla lettura del giorno sul diluvio universale.

Leggi anche: Come Mario Bressi ha pianificato l’omicidio dei suoi figli

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Il primo messaggio, dopo la mezzanotte, in cui Mario prendeva accordi sulla mensa del campo estivo dei ragazzi. Il secondo, con le foto di luoghi lontani dove avrebbe voluto portarli in vacanza. Poi il terzo, l’ultimo, inviato dopo le tre del mattino. Quando ormai aveva già fatto tutto

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