Giu 30, 2020
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Il cibo? Gli italiani lo vogliono bio e sostenibile

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Il cibo? Gli italiani lo vogliono bio e sostenibile

Questo significa cibo fatto con materie prime di origine biologica, oppure ottenuto con processi di trasformazione poco invasivi, senza additivi e conservanti artificiali, e con benefici di tipo funzionale, ovvero cibi salutari negli effetti. Emerge dal Food Industry Monitor, l’osservatorio dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors. “Le aziende che hanno saputo concretizzare ed enfatizzare al meglio, anche con la comunicazione, il tema salute hanno avuto i tassi di crescita e redditività commerciale più elevate. Il differenziale è significativo: l’incremento di ROIC (il rendimento sul capitale investito) è del 25% superiore rispetto alle altre aziende”, ha spiegato Alessandro Santini, Head of Corporate Advisory di Ceresio Investors.

L’ambiente è il tema chiave

“Ugualmente notevole il tema della sostenibilità ambientale, utilizzato dal 50% del campione. Ad esempio, oltre il 68% delle aziende utilizza packaging a basso impatto ambientale”, ha aggiunto Gabriele Corte, Direttore Generale di Ceresio Investors.

Secondo lo studio, il 2019 ha rappresentato un anno positivo per il settore alimentare, che registra performance di crescita pari al 3,1%, contro un PIL italiano cresciuto dello 0,3%. Le performance di lungo periodo (2014-2018) rivelano che i comparti a crescita maggiore per ricavi sono stati farine, caffè, vino, food equipment, acqua, packaging e latte. I distillati registrano le performance di redditività commerciale (ROS) maggiori, con un valore oltre il 13%. Buone performance di crescita anche per acque minerali (11,9%), food equipment (11,7%), birra (9,6%), dolci (7,8%), caffè (6,5%).

Registrano
invece valori sotto la media di settore (6,5%),
in merito alla marginalità commerciale, i comparti dell’olio, salumi, farine e latte.

Nel 2020, anche il food risentirà dell’impatto del Coronavirus, con un calo nella crescita del 5% circa: un dato però contenuto in relazione alle previsioni del PIL (-9,5%). Il 2021 sarà l’anno della ripresa, con un tasso del 7,7% per il comparto. Come detto, a crescere di più saranno però solo le aziende più attente alla salute dei consumatori e all’impatto ambientale dei loro prodotti.

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L’offerta alimentare nel nostro Paese è costituita per il 40% da alimenti salutari

Redazione People For Planet

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