Mag 22, 2020
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L’intervista a George Soros su Salvini e l’euro

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L’intervista a George Soros su Salvini e l’euro

“Sono particolarmente preoccupato per l’Italia. Matteo Salvini, si sta agitando affinché il Paese lasci l’euro e l’Ue”. Lo afferma in il magnate George Soros in un’intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. “Fortunatamente, la sua popolarità personale è diminuita da quando ha lasciato il governo, ma il sostegno a lui sta guadagnando slancio”, continua Soros, che era lo spauracchio dei sovranisti complottisti prima di essere sovrastato da Bill Gates all’epoca del Coronavirus.

L’intervista a George Soros su Salvini e l’euro

“Cosa sarebbe dell’Europa senza l’Italia?”, si chiede Soros, spiegando che “l’Italia era solita essere il paese più filo-europeo” con “gli italiani che si fidavano dell’Europa più dei propri governi e con buone ragioni. Ma sono stati maltrattati durante la crisi dei rifugiati del 2015”. Soros ricorda che “l’Ue ha applicato i cosiddetti regolamenti di Dublino che imponevano tutti gli oneri ai paesi di primo approdo dei rifugiati e non offrivano alcuna condivisione degli oneri finanziari”. E ciò accade “quando gli italiani decidono di votare per la Lega di Salvini e il M5S”. Il finanziere ne ha anche per l’Europa: il recente “allentamento delle norme sugli aiuti di Stato” Ue, “che favorisce la Germania, è stato particolarmente iniquo nei confronti dell’Italia, già il soggetto più debole in Europa, e poi anche il più duramente colpito dalla Covid-19”.

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Soros sostiene che l’UE debba fare di più per sostenere l’Italia e altri stati membri in difficoltà, o affrontano un’ulteriore disintegrazione. Parlando della Brexit Soros dice che “non ha senso piangere sul latte versato. Ma la domanda su come impedire ad altri paesi di seguire il Regno Unito è importante”. Ma l’intervista serve a strigliare la politica olandese sull’atteggiamento tenuto durante l’emergenza Coronavirus: l’Ue dovrebbe ricorrere all’emissione di “bond perpetui”, o “Consols”, per finanziare la risposta alla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19, dice Soros, cui fanno capo le Open Society Foundations. L’emissione di bond perpetui, o Consols come sono chiamati nel mondo anglosassone dove esistono da secoli, era l’architrave della proposta della Spagna: già Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione e olandese, aveva sottolineato i meriti di quella proposta. Come dice il nome, i bond perpetui non prevedono l’obbligo di rimborsare il capitale, ma semplicemente di pagare gli interessi. Anche se nell’Europa continentale sono relativamente poco conosciuti, ricorda Soros, i Consols “in Gran Bretagna sono stati utilizzati, tra le altre cose, per finanziare le guerre contro Napoleone e la Prima Guerra Mondiale, e negli Stati Uniti furono introdotti già intorno al 1870”.

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Soros ricorda che “l’Ue ha applicato i cosiddetti regolamenti di Dublino che imponevano tutti gli oneri ai paesi di primo approdo dei rifugiati e non offrivano alcuna condivisione degli oneri finanziari”. E ciò accade “quando gli italiani decidono di votare per la Lega di Salvini e il M5S”

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