Mag 4, 2020
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Coronavirus: per 46% imprese artigiane Milano e Monza fatturato dimezzato nel 2020

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Coronavirus: per 46% imprese artigiane Milano e Monza fatturato dimezzato nel 2020

Milano, 4 mag. (Adnkronos) – A causa dell’emergenza coronavirus le imprese artigiane di Milano e di Monza Brianza prevedono per quest’anno pesanti cali di fatturato e la metà anche superiori al 50%. Ma contano di recuperare la clientela persa entro la fine del 2021, anche se hanno bisogno di liquidità prima di tornare a fatturare. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Unione Artigiani di Milano e Monza-Brianza su un campione di 600 imprese. Per il 46% degli artigiani il fatturato 2020 calerà di più del 50%. Il 30% lo stima una flessione tra il 30 e il 50%, il 20% tra il 20% e il 30%, mentre meno del 3% degli artigiani spera di arginare le perdite sotto il 20%.

Segnali di ottimismo, invece, sul tempo necessario per tornare ai livelli pre-emergenza. Se il 26% pensa che non sarà mai più recuperata totalmente la clientela persa, gli altri sono convinti di recuperare al massimo entro fine 2021. Nell’ipotesi che la situazione di emergenza si prolunghi oltre fine maggio, il 56% denuncia di aver bisogno di un sostegno finanziario tra i 25 e i 100mila euro. Il 35% potrebbe farcela con meno di 25mila, mentre il 7% necessiterebbe di una cifra tra i 100 e i 500mila euro. La stima di esigenza di liquidità vede il 39% degli intervistati puntare alla copertura dei costi fissi e dei costi del personale dipendente, il 27% di tutto il fatturato perso, mentre il 15% dei soli costi fissi. Su 600 risposte al questionario, il 52% ha usufruito del bonus 600 euro, un altro 15% sta usando la cassa integrazione, mentre il 19% afferma di non aver chiesto nulla.

“Sono necessari interventi concreti a favore delle imprese artigiane, attraverso lo stralcio di imposte e tasse e finanziamenti a fondo perduto. La richiesta di liquidità è fortissima perché le aziende coraggiosamente puntano a rimettersi in piedi, a giungere al momento in cui torneranno a fatturare e in questa situazione i sostegni pubblici sono vitali. La ripresa delle attività e della domanda diventeranno determinanti per valutare in seguito il merito creditizio delle imprese”, spiega il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero.

Milano, 4 mag. (Adnkronos) – A causa dell’emergenza coronavirus le imprese artigiane di Milano e di Monza Brianza prevedono per quest’anno pesanti cali di fatturato e la metà anche superiori al 50%. Ma contano di recuperare la clientela persa entro la fine del 2021, anche se hanno bisogno di liquidità prima di tornare a fatturare. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Unione Artigiani di Milano e Monza-Brianza su un campione di 600 imprese. Per il 46% degli artigiani il fatturato 2020 calerà di più del 50%. Il 30% lo stima una flessione tra il 30 e il 50%, il 20% tra il 20% e il 30%, mentre meno del 3% degli artigiani spera di arginare le perdite sotto il 20%.

Segnali di ottimismo, invece, sul tempo necessario per tornare ai livelli pre-emergenza. Se il 26% pensa che non sarà mai più recuperata totalmente la clientela persa, gli altri sono convinti di recuperare al massimo entro fine 2021. Nell’ipotesi che la situazione di emergenza si prolunghi oltre fine maggio, il 56% denuncia di aver bisogno di un sostegno finanziario tra i 25 e i 100mila euro. Il 35% potrebbe farcela con meno di 25mila, mentre il 7% necessiterebbe di una cifra tra i 100 e i 500mila euro. La stima di esigenza di liquidità vede il 39% degli intervistati puntare alla copertura dei costi fissi e dei costi del personale dipendente, il 27% di tutto il fatturato perso, mentre il 15% dei soli costi fissi. Su 600 risposte al questionario, il 52% ha usufruito del bonus 600 euro, un altro 15% sta usando la cassa integrazione, mentre il 19% afferma di non aver chiesto nulla.

“Sono necessari interventi concreti a favore delle imprese artigiane, attraverso lo stralcio di imposte e tasse e finanziamenti a fondo perduto. La richiesta di liquidità è fortissima perché le aziende coraggiosamente puntano a rimettersi in piedi, a giungere al momento in cui torneranno a fatturare e in questa situazione i sostegni pubblici sono vitali. La ripresa delle attività e della domanda diventeranno determinanti per valutare in seguito il merito creditizio delle imprese”, spiega il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero.

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