Apr 7, 2020
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 Pd e M5s attaccano Fontana. La Lega: ‘Conte meschino’

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All’indomani del nuovo diverbio tra il governo e la Regione Lombardia sulla gestione dell’emergenza coronavirus, la Lega scende in campo a difesa di Attilio Fontana e torna ad attaccare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Mentre da Pd e M5s muovono critiche molto forti all’operato di Palazzo Lombardia, per la gestione due dei focolai di Alzano lombardo e Nembro, nella Bergamasca, e della situazione nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa).

“Noi difendiamo la Lombardia: questo fuoco di fila nei confronti della nostra Regione è meschino soprattutto se si considera che proviene da cui, quando doveva prendersi le proprie responsabilità, non le ha prese”, dice il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, all’AGI. Il riferimento è alla decisione di dichiarare ‘zona rossa’ i Comuni di Alzano lombardo e Nembro, del cui ritardo il governo accusa la Regione e la Regione accusa il governo.

“È Conte che doveva prendere questa decisione. La Regione spingeva per farlo dal 3 marzo ma qualcosa è saltato e questo ce lo deve spiegare il premier”, aggiunge. “Questa spinta, input politico, ad attaccare la Regione quotidianamente è doppiamente meschina perché proviene da chi invoca la collaborazione tra maggioranza e opposizione a livello nazionale”.

Fortemente critici nei confronti della gestione dell’emergenza da parte di Palazzo Lombardia sono invece Pd e M5s.

Per il Movimento, il vice ministro allo Sviluppo economico, il lombardo Stefano Buffagni, premette di voler evitare le polemiche ma è netto nell’individuare quelle che, a suo giudizio, sono le gravi responsabilità di Palazzo Lombardia. “Arriverà il momento per fare i conti e dare le giuste responsabilità a chi ha giocato sulla pelle dei lombardi, a chi ha strumentalizzato politicamente ogni vicenda a chi ha usato questa occasione per farsi pubblicità: quel momento non è ora”, chiarisce all’AGI.

“Adesso serve lavorare per vincere la battaglia contro il virus e far ripartire la Lombardia per riaccendere l’intera Italia”. Ma, su Nembro e Alzano – puntualizza poi Buffagni -, “ritengo che nessuno abbia avuto la forza di chiudere quell’area al momento giusto, anche se la responsabilità maggiore l’ha chi ha chiuso e poi riaperto il pronto soccorso; e non è certo lo Stato“.

Il vice ministro pentastellato critica anche la gestione regionale del nuovo ospedale allestito negli spazi della Fiera di Milano. L’iniziativa nel capoluogo lombardo, “lodevole e fondamentale”, è stata presentata dalla Regione “in pompa magna, sfiorando lo show mediatico, quando a Bergamo gli alpini hanno iniziato dopo e finito prima l’ospedale e il materiale principale lo ha inviato lo Stato”. “Ma ora è il momento di fare il bene del Paese”, taglia corto, “penseremo più avanti alle responsabilità”. 

Molto critico nei confronti di Palazzo Lombardia è anche il Pd. “La Regione non ha fatto passare un giorno senza fare polemica nei confronti del governo”, attacca il segretario regionale lombardo, Vinicio Peluffo. “Su Alzano e Nembro ha innescato una polemica attorno a una situazione tragica e difficilissima: non ce n’era proprio il bisogno”. “Oltretutto in quei giorni, se ne trova traccia sui social, erano diversi i ‘post’ degli amministratori leghisti della zona contrari a ‘chiudere tutto’: la Regione, che comunque poteva intervenire con una propria ordinanza, ha sbagliato a non chiudere, forse sulla spinta dei sindaci leghisti, come sbaglia ora a fare polemica”. “C’è una fila di questioni che la Regione ci deve spiegare – chiede poi il segretario lombardo dei Dem -, come hanno sottolineato anche i sindaci lombardi del centrosinistra nelle loro lettere. Perchè non ha fatto i tamponi nelle Rsa? Perchè ha approvato la delibera in base alla quale i pazienti, usciti dall’ospedale, e quindi ancora contagiosi, potevano essere trasferiti nelle Rsa? E’ stato come buttare un cerino in un pagliaio”, prosegue Peluffo. “La smettano con la propaganda, le due conferenze stampa al giorno, in cui non danno neanche più informazioni, ma solo le loro opinioni. Si mettano, invece, al lavoro per correggere gli errori fatti”, continua, “oggi doveva esserci un Consiglio regionale straordinario ma hanno deciso di non farlo: forse sono in difficoltà a rispondere persino a qualche domande circostanziate”. “Noi”, conclude, “chiediamo che sia avviata una collaborazione a tutti i livelli e che sia istituita una cabina di regia con le opposizioni come in Emilia-romagna: abbiamo fatto la proposta dieci giorni fa. E chiediamo a Fontana che dimostri senso di consapevolezza delle responsabilità che il suo ruolo e il momento di grande difficoltà richiedono”. 

​Nell’alveo della maggioranza, si tiene, invece, fuori dalle polemiche il partito di Matteo Renzi. ​”Non è il tempo di litigare”, scandisce il vice presidente della Camera e presidente di Italia viva, Ettore Rosato. “È il tempo della solidarietà istituzionale, oggi si lavora tutti insieme per affrontare l’emergenza e programmare la ripartenza dell’Italia. Dopo, come abbiamo già detto più volte, penseremo ad individuare errori e responsabilità”. Mentre è più articolata la posizione di Liberi e uguali. “Questo non è il momento degli scontri istituzionali. Siamo tutti impegnati contro un nemico comune. Certo – afferma il senatore di Leu, Francesco Laforgia -, Fontana sa bene quali sono i poteri della Regione e che cosa avrebbe potuto fare di più per contenere il contagio in Lombardia. Ma verrà il tempo della ricerca delle responsabilità. Adesso tutti a testa bassa contro il virus e per salvare il Paese”.

In difesa del governatore leghista si schierano, invece, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

“Ancora una volta un esempio lo dà il presidente Berlusconi, che ha mandato una lettera a tutti i sindaci, ringraziandoli tutti, senza distinzione di colore politico”, ricorda la capogruppo di FI alla Camera, Mariastella Gelmini. “Bisogna sostenere tutti gli amministratori che sono in prima linea a lottare per gestire questa emergenza – aggiunge Gelmini -. Non è questo il momento di buttare la croce addosso a Regione Lombardia, che è stata la regione più colpita e che in dieci giorni ha costruito tre ospedali e raddoppiato i posti letto in terapia intensiva. E’ una cattiveria inutile e invito il governo a mantenere un profilo di collaborazione istituzionale con tutti i governatori, di ogni colore politico, anche perchè presto insieme a loro dovrà progettare la ripartenza”.

Per Fratelli d’Italia, la linea la dà il capo delegazione a Strasburgo, il lombardo Carlo Fidanza. “Due cose sono note a tutti: Regione Lombardia voleva la zona rossa ad Alzano e Nembro, quelle di Codogno e Vó Euganeo sono state istituite con Dpcm perché prevedono misure di ordine pubblico”, ricorda Fidanza. “Non c’era motivo perchè dovesse essere diverso nel caso della Bergamasca. Il governo la smetta di attaccare la Lombardia e assicuri la massima collaborazione alle Regioni finora abbandonate”. 

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