Apr 15, 2020
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Covid. Nas: sanzionate 104 strutture per anziani e case protette

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Covid. Nas: sanzionate 104 strutture per anziani e case protette

Sono 104 le strutture per anziani sanzionate dai carabinieri per la tutela della salute e del Nas nell’ambito dell’emergenza Covid 19. Già nel corso del 2019 sono state controllate 2.716 attività dedicate all’accoglimento e all’assistenza, delle quali il 27% oggetto di contestazioni per accertate irregolarità. A seguito dell’epidemia da infezione da coronavirus il Nas ha effettuato diversi controlli in tutta Italia. In Calabria i Nas hanno controllato il reggino e il cosentino. Così a febbraio dopo l’ispezione di una struttura, i militari hanno disposto la chiusura, poiché priva di autorizzazione. I 14 ospiti sono stati ricollocati presso i rispettivi nuclei familiari. Il valore dell’infrastruttura ammonta ad euro 800 mila. Sempre a Reggio Calabria un mese dopo, al termine di un’ispezione in una rsa, i Carabinieri hanno verificato l’avvio al funzionamento in assenza della prevista autorizzazione sanitaria. Inoltre, durante gli accertamenti sul posto, hanno scoperto e sanzionato una persona per l’inosservanza delle misure di contenimento epidemico, perché senza valido motivo, si era recato nella struttura gestita dalla compagna, all’interno della quale era stato registrato un caso di contagio da COVID-19. Tutti gli ospiti ed gli operatori della struttura sono stati posti in quarantena. Nel cosentino, il Nas, dopo la segnalazione di casi positivi al virus covid-19, ha fatto un’ispezione igienico-sanitaria presso una casa protetta per anziani e disabili (21 casi tra ospiti e operatori sanitari), già oggetto di un’ordinanza sindacale “di isolamento totale e quarantena obbligatoria di tutti i soggetti in essa presenti” emessa in data 28 marzo 2020. Al momento dell’accesso risultavano ospitati ancora 15 anziani parzialmente autosufficienti, dei quali 11 positivi, mentre 4 anziani erano stati trasferiti presso ospedali dell’area. L’ispezione, pur consentendo di acclarare buone condizioni igienico-sanitarie e adeguata fornitura di D.P.I. ai lavoratori, ha evidenziato una serie difficoltà organizzative dovuta al limitato numero di addetti all’assistenza e determinata dalla rigorosa applicazione dell’ordinanza che impediva il regolare turn-over dei 4 operatori rimasti all’interno. La criticità veniva segnalata all’ASP di Cosenza in modo da adottare provvedimenti e individuare adeguati percorsi di contenimento e mitigazione. Le ispezioni sono proseguite nel 2020 e hanno coinvolto 918 strutture, riconducibili a residenze assistenziali assistite (R.S.A.), centri ad orientamento sanitario-riabilitativo e di lungodegenza, nonché varie tipologie di attività assistenziali come case di riposo, comunità alloggio e case famiglia. In questi primi quattro mesi del 2020, I militari del Nas hanno riscontrato irregolarità in 183 obiettivi, pari al 20% di quelli controllati. Le 212 irregolarità amministrative contestate riguardano inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative, quali la mancanza di figure professionali adeguate alle necessità degli ospiti, la presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite previsto e l’uso di spazi e stanze inferiori a quelli minimi previsti, situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, contestualmente alla seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani. Il Nas ha quindi riscontrato diverse irregolarità che hanno poi portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di 172 persone, in particolare gestori e operatori ritenuti responsabili di abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all’esercizio e di titoli professionali validi, quali infermiere ed operatori socio-sanitari. Da gennaio ad oggi, sono state 25 le strutture destinatarie di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività assistenziali poiché risultate gravemente deficitarie in materia sanitaria ed edilizia, quando non completamente abusive. A partire da febbraio, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza ed il susseguirsi delle varie misure di contenimento, i Nas hanno controllato 601 strutture, individuandone 104 non conformi alla normativa (pari al 17%), denunciando all’autorità giudiziaria 61 persone e sanzionandone altre 157, per un ammontare complessivo di oltre 72 mila euro. I Nas hanno infatti rilevato specifiche violazioni in merito al rispetto della normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro, la mancanza di dispositivi di protezione individuale, e di formazione del personale al fine di prevenire la propria incolumità e, di conseguenza, quella degli ospiti. A causa delle gravi carenze strutturali ed organizzative sono stati eseguiti provvedimenti di sospensione e di chiusura nei confronti di 15 attività ricettive, giudicate incompatibili con la permanenza degli alloggiati, determinando il trasferimento degli stessi in altri centri, nel rispetto delle procedure nazionali e regionali previste per la prevenzione di possibili contagi.
Sono 104 le strutture per anziani sanzionate dai carabinieri per la tutela della salute e del Nas nell’ambito dell’emergenza Covid 19. Già nel corso del 2019 sono state controllate 2.716 attività dedicate all’accoglimento e all’assistenza, delle quali il 27% oggetto di contestazioni per accertate irregolarità. A seguito dell’epidemia da infezione da coronavirus il Nas ha effettuato diversi controlli in tutta Italia. In Calabria i Nas hanno controllato il reggino e il cosentino. Così a febbraio dopo l’ispezione di una struttura, i militari hanno disposto la chiusura, poiché priva di autorizzazione. I 14 ospiti sono stati ricollocati presso i rispettivi nuclei familiari. Il valore dell’infrastruttura ammonta ad euro 800 mila. Sempre a Reggio Calabria un mese dopo, al termine di un’ispezione in una rsa, i Carabinieri hanno verificato l’avvio al funzionamento in assenza della prevista autorizzazione sanitaria. Inoltre, durante gli accertamenti sul posto, hanno scoperto e sanzionato una persona per l’inosservanza delle misure di contenimento epidemico, perché senza valido motivo, si era recato nella struttura gestita dalla compagna, all’interno della quale era stato registrato un caso di contagio da COVID-19. Tutti gli ospiti ed gli operatori della struttura sono stati posti in quarantena. Nel cosentino, il Nas, dopo la segnalazione di casi positivi al virus covid-19, ha fatto un’ispezione igienico-sanitaria presso una casa protetta per anziani e disabili (21 casi tra ospiti e operatori sanitari), già oggetto di un’ordinanza sindacale “di isolamento totale e quarantena obbligatoria di tutti i soggetti in essa presenti” emessa in data 28 marzo 2020. Al momento dell’accesso risultavano ospitati ancora 15 anziani parzialmente autosufficienti, dei quali 11 positivi, mentre 4 anziani erano stati trasferiti presso ospedali dell’area. L’ispezione, pur consentendo di acclarare buone condizioni igienico-sanitarie e adeguata fornitura di D.P.I. ai lavoratori, ha evidenziato una serie difficoltà organizzative dovuta al limitato numero di addetti all’assistenza e determinata dalla rigorosa applicazione dell’ordinanza che impediva il regolare turn-over dei 4 operatori rimasti all’interno. La criticità veniva segnalata all’ASP di Cosenza in modo da adottare provvedimenti e individuare adeguati percorsi di contenimento e mitigazione. Le ispezioni sono proseguite nel 2020 e hanno coinvolto 918 strutture, riconducibili a residenze assistenziali assistite (R.S.A.), centri ad orientamento sanitario-riabilitativo e di lungodegenza, nonché varie tipologie di attività assistenziali come case di riposo, comunità alloggio e case famiglia. In questi primi quattro mesi del 2020, I militari del Nas hanno riscontrato irregolarità in 183 obiettivi, pari al 20% di quelli controllati. Le 212 irregolarità amministrative contestate riguardano inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative, quali la mancanza di figure professionali adeguate alle necessità degli ospiti, la presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite previsto e l’uso di spazi e stanze inferiori a quelli minimi previsti, situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, contestualmente alla seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani. Il Nas ha quindi riscontrato diverse irregolarità che hanno poi portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di 172 persone, in particolare gestori e operatori ritenuti responsabili di abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all’esercizio e di titoli professionali validi, quali infermiere ed operatori socio-sanitari. Da gennaio ad oggi, sono state 25 le strutture destinatarie di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività assistenziali poiché risultate gravemente deficitarie in materia sanitaria ed edilizia, quando non completamente abusive. A partire da febbraio, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza ed il susseguirsi delle varie misure di contenimento, i Nas hanno controllato 601 strutture, individuandone 104 non conformi alla normativa (pari al 17%), denunciando all’autorità giudiziaria 61 persone e sanzionandone altre 157, per un ammontare complessivo di oltre 72 mila euro. I Nas hanno infatti rilevato specifiche violazioni in merito al rispetto della normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro, la mancanza di dispositivi di protezione individuale, e di formazione del personale al fine di prevenire la propria incolumità e, di conseguenza, quella degli ospiti. A causa delle gravi carenze strutturali ed organizzative sono stati eseguiti provvedimenti di sospensione e di chiusura nei confronti di 15 attività ricettive, giudicate incompatibili con la permanenza degli alloggiati, determinando il trasferimento degli stessi in altri centri, nel rispetto delle procedure nazionali e regionali previste per la prevenzione di possibili contagi.

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In Calabria

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