Apr 7, 2020
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Coronavirus, dai ventilatori alle mascherine. Ecco come l’auto combatte la pandemia

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Coronavirus, dai ventilatori alle mascherine. Ecco come l’auto combatte la pandemiaCoronavirus, dai ventilatori alle mascherine. Ecco come l’auto combatte la pandemia

L’emergenza Covid-19 ha azzerato rapidamente le risorse degli ospedali, dai macchinari per le terapie intensive ai dispositivi di protezione per medici e infermieri. E dall’industria automobilistica l’aiuto è arrivato prontamente: in Italia Lamborghini ha riconvertito la produzione di alcune aree dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese per realizzare mascherine chirurgiche e visiere protettive che saranno donate al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il lavoro del gruppo di addetti al reparto selleria – normalmente impegnati nella realizzazione di interni – consente una produzione giornaliera di 1.000 mascherine, mentre quello delle stampanti 3D, di 200 visiere mediche in policarbonato.

Sempre in Emilia ma a Cento, dove si trova lo stabilimento Fiat, il gruppo FCA e Ferrari stanno unendo le proprie risorse per produrre elettrovalvole per i ventilatori polmonari, supportando così il lavoro della Siare Engineering: l’unica azienda italiana a produrre ventilatori destinati alla terapia intensiva.

Anche a Martorell, in Spagna, lo stabilimento Seat sta producendo in questi giorni valvole con componenti destinati solitamente ai veicoli. Il gruppo proprietario di Seat, Volkswagen, intanto sta riconvertendo diversi stabilimenti degli altri brand per produrre dispositivi di protezione degli occhi. Intanto in Germania, per tutti i dipendenti Volkswagen con qualificazione medica che sceglieranno di andare volontari del servizio sanitario pubblico, è stato stabilito fino a 15 giorni di compenso a pieno regime, quindi come stessero effettuando giornate lavorative.

In Francia il gruppo PSA sta offrendo supporto per realizzare circa 10 mila mascherine entro la fine di maggio; inoltre, con il car sharing Free2Move, il gruppo ha messo a disposizione le flotte delle città di Madrid, Parigi e Lisbona per gli spostamenti di medici, infermieri e di dipendenti di tutte le strutture sanitarie delle tre città.

Ci sono ancora Ford e Rolls Royce, che insieme al governo britannico stanno lavorando per rendere disponibili 10 mila ventilatori, e Land Rover che donerà 27 nuove Defender, parte di una spedizione di 57 veicoli destinati alla Croce Rossa inglese: il costruttore ha poi inviato altri 160 veicoli per i soccorsi in Australia, Spagna, Francia e Sudafrica.

Anche Renault sta mettendo a disposizione degli operatori medico-sanitari di Parigi il proprio servizio di car sharing Zity, con 300 Zoe elettriche. HoppyGo, invece, è il nome del car sharing che Skoda ha offerto a volontari e ai servizi di assistenza sanitaria in Repubblica Ceca: si tratta di oltre 200 veicoli e 150 scooter. C’è poi allo studio un processo produttivo con stampanti 3D per realizzare respiratori, così come sta succedendo anche in Daimler, che utilizza la tecnologia già da tempo per alcuni componenti delle proprie auto.

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Dalla riconversione delle produzioni ai servizi di car sharing gratuiti per medici e operatori sanitari: le case automobilistiche europee si stanno dando da fare per aiutare i Paesi in prima linea contro il Covid 19

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Stefania Severini

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Il fatto quotidiano

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