Apr 7, 2020
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500 anni scomparsa Raffaello Sanzio: ricordato nei musei di Vibo e Sibaritide

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500 anni scomparsa Raffaello Sanzio: ricordato nei musei di Vibo e Sibaritide

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, diretti dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, hanno celebrato Raffaello Sanzio, in occasione dei 500 anni della sua scomparsa. Lo hanno evidenziato come grande cultore dell’antico e dell’architettura, ricordandone, in particolare, la sua opera di classificazione e studio dell’architettura di Roma antica. Raffaello venne incaricato dal Papa Leone X° di sovrintendere la custodia e la classificazione dei marmi dell’antica Roma. A tal proposito l’artista condusse uno studio dei monumenti romani; egli fu tra i primi ad arrivare ad un esame delle strutture e degli elementi architettonici così approfondito. Tale incarico gli fornì anche l’opportunità di realizzare una pianta che raffigurasse Roma nell’età imperiale. Attraverso l’uso di uno strumento dotato di bussola realizzò così dei rilievi e delle rappresentazioni ortogonali delle vestigia antiche, utilizzando uno strumento munito di bussola. L’ammirazione per la cultura classica da parte di Raffaello fu grandissima, tanto che il grande artista nelle sue opere fu portato ad emularla! “Celebrato dunque Raffaello – precisa la dottoressa Bonofiglio – come cultore dell’antico ed in particolare dell’architettura con i reperti architettonici provenienti dal Cofìno e dal Parco delle Rimembranze insieme ai i frammenti del frontone di epoca arcaica rinvenuti a Parco del Cavallo, dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide”.
Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, diretti dalla dottoressa Adele Bonofiglio, afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, hanno celebrato Raffaello Sanzio, in occasione dei 500 anni della sua scomparsa. Lo hanno evidenziato come grande cultore dell’antico e dell’architettura, ricordandone, in particolare, la sua opera di classificazione e studio dell’architettura di Roma antica. Raffaello venne incaricato dal Papa Leone X° di sovrintendere la custodia e la classificazione dei marmi dell’antica Roma. A tal proposito l’artista condusse uno studio dei monumenti romani; egli fu tra i primi ad arrivare ad un esame delle strutture e degli elementi architettonici così approfondito. Tale incarico gli fornì anche l’opportunità di realizzare una pianta che raffigurasse Roma nell’età imperiale. Attraverso l’uso di uno strumento dotato di bussola realizzò così dei rilievi e delle rappresentazioni ortogonali delle vestigia antiche, utilizzando uno strumento munito di bussola. L’ammirazione per la cultura classica da parte di Raffaello fu grandissima, tanto che il grande artista nelle sue opere fu portato ad emularla! “Celebrato dunque Raffaello – precisa la dottoressa Bonofiglio – come cultore dell’antico ed in particolare dell’architettura con i reperti architettonici provenienti dal Cofìno e dal Parco delle Rimembranze insieme ai i frammenti del frontone di epoca arcaica rinvenuti a Parco del Cavallo, dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide”.

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In Calabria

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