Mar 27, 2020
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Una etichetta ‘smart’ per controllare la conservazione dei prodotti

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Una etichetta ‘smart’ per controllare la conservazione dei prodotti

Roma, 27 mar. (Adnkronos) – Un indicatore della temperatura wireless per monitorare lo stato di conservazione di prodotti deperibili nel settore agroalimentare, medico e farmaceutico. A brevettarlo i ricercatori del Centro Enea di Portici (Napoli). L’indicatore, inserito nell’etichetta, non richiede batterie o sensori ed è in grado di segnalare con un semplice ‘si-no’ il superamento di una soglia prestabilita di temperatura e di memorizzare il dato per visualizzarlo in un momento successivo.

L’indicatore, una sorta di termometro hi-tech, funziona con tecnologia Rfid ad alta frequenza (Radio-Frequency Identification) e non compromette il trasferimento d’informazioni tra l’etichetta del prodotto e un lettore convenzionale.

Questo innovativo sistema può essere utilizzato nella gestione della catena del freddo e nella movimentazione di campioni biologici, nel campo della logistica di merci deperibili e in tutti i casi in cui occorre rilevare il superamento di una temperatura di conservazione.

“Il sistema da noi brevettato è caratterizzato da un basso costo di produzione e, diversamente da altri dispositivi tag passivi, cioè senza batteria, può rilevare l’evento termico anche quando non è in prossimità di un lettore, memorizzando le informazioni relative ad un picco di temperatura indesiderato nell’istante in cui si verifica”, spiega Riccardo Miscioscia, ricercatore del Laboratorio di Nanomateriali e Dispositivi.

“La sfida ora è quella di integrare nelle etichette Rfid uno o più sensori per garantire che le proprietà dell’oggetto tracciato non siano state alterate volontariamente o involontariamente da cause esterne”, conclude Miscioscia.

Roma, 27 mar. (Adnkronos) – Un indicatore della temperatura wireless per monitorare lo stato di conservazione di prodotti deperibili nel settore agroalimentare, medico e farmaceutico. A brevettarlo i ricercatori del Centro Enea di Portici (Napoli). L’indicatore, inserito nell’etichetta, non richiede batterie o sensori ed è in grado di segnalare con un semplice ‘si-no’ il superamento di una soglia prestabilita di temperatura e di memorizzare il dato per visualizzarlo in un momento successivo.

L’indicatore, una sorta di termometro hi-tech, funziona con tecnologia Rfid ad alta frequenza (Radio-Frequency Identification) e non compromette il trasferimento d’informazioni tra l’etichetta del prodotto e un lettore convenzionale.

Questo innovativo sistema può essere utilizzato nella gestione della catena del freddo e nella movimentazione di campioni biologici, nel campo della logistica di merci deperibili e in tutti i casi in cui occorre rilevare il superamento di una temperatura di conservazione.

“Il sistema da noi brevettato è caratterizzato da un basso costo di produzione e, diversamente da altri dispositivi tag passivi, cioè senza batteria, può rilevare l’evento termico anche quando non è in prossimità di un lettore, memorizzando le informazioni relative ad un picco di temperatura indesiderato nell’istante in cui si verifica”, spiega Riccardo Miscioscia, ricercatore del Laboratorio di Nanomateriali e Dispositivi.

“La sfida ora è quella di integrare nelle etichette Rfid uno o più sensori per garantire che le proprietà dell’oggetto tracciato non siano state alterate volontariamente o involontariamente da cause esterne”, conclude Miscioscia.

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