Mar 28, 2020
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“L’Italia riapra tutto”. Renzi fuori controllo: il piano delirante anti-coronavirus

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“L’Italia riapra tutto”. Renzi fuori controllo: il piano delirante anti-coronavirus

Il concetto di base può essere anche condivisibile – “con questo virus avremo a che fare per mesi e mesi ancora, quindi dobbiamo imparare a conviverci” -, ma poi, come spesso gli capita, all’ex premier Matteo Renzi la situazione sfugge di mano, tanto da lasciarsi andare in auspici e indicazioni che mentre il Paese non ha ancora raggiunto il picco dei contagi sembrano assolutamente premature. “Serve subito – spiega in una intervista ad Avvenire –  un piano per la riapertura, innanzitutto delle fabbriche, che devono rimettersi in moto prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe…”.  Insomma , mentre i dati di ieri parlavano di quasi mille morti (record) e il governo si appresta a prorogare la stretta fino al 18 aprile, il leader di Italia Viva lancia un appello a riaprire tutto e soprattutto i posti di lavoro entro il 12 aprile (Pasqua, appunto).

L’ex segretario del Pd è talmente convinto da indicare anche un’altra data che riguarda l scuola: “I ragazzi – sottolinea – hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle “medie” e i 2 milioni 700mila delle “superiori”. Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico: una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus”.

Magari si potrebbe ricordare a Renzi che a oggi in Italia ci sono molti medici che faticano a ricevere un tampone e tanti operatori sanitari e della sicurezza che sono costretti ad operare senza mascherine o con protezioni inadeguate. Prima che alla riapertura forse andrebbe fatto un appello perché il Paese si doti il prima possibile dei mezzi minimi che consentono  di contenere il contagio.

Il concetto di base può essere anche condivisibile – “con questo virus avremo a che fare per mesi e mesi ancora, quindi dobbiamo imparare a conviverci” -, ma poi, come spesso gli capita, all’ex premier Matteo Renzi la situazione sfugge di mano, tanto da lasciarsi andare in auspici e indicazioni che mentre il Paese non ha ancora raggiunto il picco dei contagi sembrano assolutamente premature. “Serve subito – spiega in una intervista ad Avvenire –  un piano per la riapertura, innanzitutto delle fabbriche, che devono rimettersi in moto prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe…”.  Insomma , mentre i dati di ieri parlavano di quasi mille morti (record) e il governo si appresta a prorogare la stretta fino al 18 aprile, il leader di Italia Viva lancia un appello a riaprire tutto e soprattutto i posti di lavoro entro il 12 aprile (Pasqua, appunto).

L’ex segretario del Pd è talmente convinto da indicare anche un’altra data che riguarda l scuola: “I ragazzi – sottolinea – hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle “medie” e i 2 milioni 700mila delle “superiori”. Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico: una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus”.

Magari si potrebbe ricordare a Renzi che a oggi in Italia ci sono molti medici che faticano a ricevere un tampone e tanti operatori sanitari e della sicurezza che sono costretti ad operare senza mascherine o con protezioni inadeguate. Prima che alla riapertura forse andrebbe fatto un appello perché il Paese si doti il prima possibile dei mezzi minimi che consentono  di contenere il contagio.

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