Mar 31, 2020
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Dopo coronavirus: cosa fare per cambiare in meglio?

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Dopo coronavirus: cosa fare per cambiare in meglio?

Quando l’emergenza sarà finita avremo il diritto/dovere
di analizzare con attenzione perché siamo finiti in questa tragedia collettiva,
cosa si dovrà fare perché non si ripeta e, perché no, se e di chi sono state le
responsabilità. Alcune cose, penso, sono già chiare da ora e vale la pena di
appuntarcele in vista del “dopo”:

Più
salute, ricerca e formazione e meno armi

  • Bisogna ritornare ad uno Stato sociale che investa sugli aspetti essenziali e strategici (salute, ricerca, formazione). Tanto per citare solo un numero, secondo i dati Ocse, nel 2017 l’Italia poteva contare di 2,6 posti letto ICU totali ogni 1.000 abitanti, classificandosi al 19° posto su 23 paesi europei. E da allora la situazione è peggiorata…  risalire la china, al di là dell’emergenza, sarà necessario ma non breve. Bisognerà ritornare ad uno Stato che investa su una sanità pubblica efficace.
  • … e disinvesta in settori non strategici dove sarebbe meglio concentrare gli investimenti a livello Europa anziché ogni Stato per conto suo (primo tra tutti le spese militari, lo Stato spende 500 euro all’anno dei soldi di ogni cittadino compresi i neonati, lo sapevi? ). A proposito, l’indicazione dell’industria delle armi come “essenziale” contenuta al punto h) del DPCM non risulta modificata quindi le fabbriche di armi attualmente sono ancora aperte? Sembra proprio di sì! Il governo ha concesso ai produttori di armamenti di decidere autonomamente quali produzioni tenere aperte e quali no. Lo si legge nella comunicazione inviata alla “Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza” (AIAD) a firma del Ministro della Difesa Guerini e del Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli. 

Un’Europa vera capace di decidere

  • Bisognerà che ci ricordiamo che, come stiamo vedendo, ci sono questioni come il coronavirus rispetto alle quali il singolo Stato non è in grado di rispondere, che sarà perciò necessario lavorare tutti per rafforzare un’Europa più coesa, dove il Parlamento e il Governo europei siano effettivamente il Parlamento e il Governo di tutti i cittadini europei e non, come oggi, delle entità fittizie prive di fatto di poteri reali. Un’Europa con un unico governo e un parlamento che sappia definire una strategia comune su tutti gli aspetti chiave della vita collettiva, dalla sicurezza ai sistemi fiscali, dalla salute alla ricerca, avendo il potere reale per farlo.

Il dibattito è aperto

Cominciamo
a parlarne ora, confrontiamoci, non sprechiamo questo tempo.

La
redazione di People For Planet è aperta a raccogliere contributi e punti di
vista. L’indirizzo è redazione@peopleforplanet.it

Il dibattito è aperto, cominciamo a parlarne

Bruno Patierno

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