Gen 26, 2020
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Il vaffa di Gaia Tortora a Marco Travaglio

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Il vaffa di Gaia Tortora a Marco Travaglio

«”Non c’è nulla di scandaloso se un presunto innocente è in carcere”: finora ho sopportato e sono stata una signora. Ora basta. Travaglio…Mavaffanculo»: Gaia Tortora di La7 va all’attacco di Marco Travaglio per l’editoriale pubblicato stamattina sul Fatto Quotidiano intitolato Bonafede e Malafede.

Il vaffa di Gaia Tortora a Marco Travaglio

Cosa ha scritto stamattina il direttore del Fatto? Travaglio ha preso spunto dalla frase sugli innocenti che non stanno in carcere pronunciata dal ministro M5S durante Otto e Mezzo – un caso di perfetta sovrapponibilità tra birreria e istituzioni, secondo Mattia Feltri – partendo dalla frase di Annalisa Cuzzocrea che aveva provocato la replica del ministro: “Lei non pensa agli innocenti che finiscono in carcere? ”.

Argomento demenziale, visto che la blocca-prescrizione non cambia di una virgola la sorte degli eventuali innocenti in carcere. I quali non possono essere i detenuti che espiano la pena, cioè i condannati in via definitiva, per definizione colpevoli. Ma i detenuti in custodia cautelare (arrestati prima della sentenza in base a “gravi indizi di colpevolezza”per evitare che fuggano o inquinino le prove o reiterino il reato): che però, per la nostra Costituzione, sono già “presunti innocenti”. Quindi non c’è nulla di scandaloso se un “presunto innocente”è in carcere: è la legge che lo prevede. Solo la sentenza definitiva dirà se era colpevole o innocente.

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Travaglio aveva aggiunto: “Certo, senza prescrizione in appello, chi prima poteva farla franca dopo la prima condanna, ora potrà tornare dentro fino a sentenza definitiva e, se condannato, restarci per espiare la pena. Ma è tutto fuorché innocente. Per la custodia occorrono “gravi indizi di colpevolezza”. E i giudici dichiarano prescritto il reato solo se ritengono che l’imputato non sia innocente: altrimenti, per legge, devono assolverlo, non avendo un bel nulla da prescrivere”. E concluso così:

Per la Costituzione, anche chi sa di essere colpevole e di averla fatta franca per mancanza di prove (che è stato bravo a nascondere) o per prescrizione (che è stato bravo a far scattare, facendosi scoprire dopo anni o facendo durare il processo all’infinito), è “innocente”. Il che non vuol dire che abbia subito una “ingiusta detenzione”, o che il suo processo sia un “errore giudiziario”, o che chi l’ha visto delinquere abbia sbagliato persona. Il mondo e soprattutto l’Italia sono pieni di innocenti per legge ma colpevoli nei fatti, e nessuno lo sa meglio di loro. Gli errori giudiziari più diffusi non sono gliarresti e le condanne di innocenti (sempre possibili, nella fallibile giustizia umana): sono le scarcerazioni e le assoluzioni dei colpevoli.

Leggi anche: Zagrebelsky: «Salvini citofona? Ricorda la notte dei cristalli»

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La giornalista di La7 all’attacco del direttore del Fatto. Cosa aveva scritto Travaglio stamattina?

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