Dic 6, 2019
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Malika Ayane, sessismo a X-Factor: “I colleghi uomini sono più liberi nel prendere decisioni”

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Malika Ayane, sessismo a X-Factor: “I colleghi uomini sono più liberi nel prendere decisioni”

Lo sfogo di Malika Ayane è lo sfogo di chi, in prima persona, è stata bersaglio di haters, nel corso dell’esperienza di giudice a X-Factor. A ottobre una sua decisione in merito a un concorrente era stata a tal punto criticata sui social, da richiedere l’intervento della redazione, in seguito all’inaccettabile valanga di odio e insulti piombata sull’artista. Per questo la cantautrice e musicista è tornata sulla questione haters, intervistata da Vanity Fair.

Malika Ayane e gli haters

Il 5 dicembre su SkyUno andrà in onda la semifinale di X-Factor, mentre il 12 dicembre verrà proclamato il vincitore di questa tredicesima edizione. New entry di quest’anno è stata Malika Ayane, in qualità di giudice, accanto a Samuel, Mara Maionchi e Sfera Ebbasta. Lei ha un solo concorrente rimasto in gara per la sua squadra, così come Mara Maionchi e Sfera Ebbasta. Samuel, invece, porta in semifinale due gruppi.  La cantautrice ha sperimentato sulla sua pelle cosa vuol dire essere un giudice, o meglio, un giudice donna, nel corso di questi mesi. Visto che, a suo dire, il sesso fa la differenza.

Nella sua carriera, non sono mancate le soddisfazioni, ma ha conosciuto anche il sessismo. Con le cantautrici  il mondo della musica è particolarmente spietato, stando a quanto ha dichiarato lei stessa in un’intervista rilasciata a Vanity Fair:

Se sei una donna si dà per scontato che ci sia qualcun altro che ti scrive le canzoni. I migliori sono quelli che ti dicono: speriamo che ti diano un bel pezzo. Se un uomo scrive canzoni d’amore è un poeta, se lo fa una donna sta parlando del suo ex.

E certo non è mancato del sessismo nel suo percorso all’interno del talent show. Il cammino è stato difficile, gli haters non le hanno dato tregua. Basti pensare a quanto accaduto a ottobre, quando la scelta di eliminare Michele l’aveva esposta a una serie di commenti spregevoli e insulti gratuiti, da lei prontamente “denunciati” sui suoi social. E in tanti avevano preso le sue difese, compresa la redazione del programma e altri colleghi del mondo dello spettacolo, ma anche fan, spettatori del programma, utenti di Instagram. E alla luce di questa esperienza ha detto a Vanity Fair:

Se sei una donna, una professionista, e soprattutto non hai paura di dire la tua, è facile che tu venga mal sopportata e bersagliata di critiche e commenti sessisti. Per una donna è più difficile mostrarsi dura con gli altri. Se lo fai ti dicono e ti scrivono che sei isterica, che hai le mestruazioni, che non scopi abbastanza… c’è un enorme letteratura al riguardo. Non ho mai sentito nessuno dei miei colleghi uomini essere messi nella condizione di dover spiegare i loro atteggiamenti più decisi. Non è un giudizio su di loro, anzi: sono adorabili. Ma evidentemente sono più liberi di Mara e me. È come non conoscere la sensazione di uscire di casa in minigonna e ricevere fischi per strada.

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Mi sono svegliata molto amareggiata leggendo parte dei commenti alla puntata di ieri. Tranne alcuni molto creativi nell’inadeguatezza, il livello di linguaggio e di pensiero é veramente basso. Basso e violento. Inaccettabile. Non si tratta di orgoglio ferito perché contestata ma di delusione per come ancora in molti confondano la critica con l’offesa e per come il livore divori certe persone e ne accechi l’intelligenza. Le sole parole che si possono utilizzare con leggerezza, sono quelle d’amore. Per le altre vi consiglio di ragionare con calma e sceglierle con cura. Sono una donna adulta e strutturata quindi vi concedo di sentirvi dei paladini della giustizia per avermi chiamata ‘cogliona’ o ‘puttana razzista’. se al mio posto ci fosse stata una persona fragile o delicata avreste potuto fare dei danni. Siate più responsabili, siate l’esempio positivo .

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Redazione

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