Nov 26, 2019
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A26, procuratore Cozzi: “I ponti erano come dei balconi con la soletta sgretolata”. Finanza perquisisce sede di Spea: acquisiti documenti

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A26, procuratore Cozzi: “I ponti erano come dei balconi con la soletta sgretolata”. Finanza perquisisce sede di Spea: acquisiti documentiA26, procuratore Cozzi: “I ponti erano come dei balconi con la soletta sgretolata”. Finanza perquisisce sede di Spea: acquisiti documenti

“Per fare un esempio, era come se in un balcone la soletta sottostante fosse completamente sgretolata e la parte sana solo quella piastrellata“. Così il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, descrive qual è lo stato dei ponti Fado e Pecetti per i quali è stata disposta la chiusura della A26, tratto autostradale di competenza di Aspi, gruppo Benetton. Finora il procuratore aveva parlato in generale di uno “stato di degrado” delle infrastrutture. Ora è più specifico: “I nostri consulenti hanno rilevato ieri (lunedì, ndr) un grave stato di degrado che consisteva in una mancanza di cemento che imponeva un controllo sicurezza immediato per pericolo di rovina“. “Bisognerà vedere – aggiunge in merito alle indagini sui falsi report – se quella degli omessi controlli era una filosofia generale”. “L’impressione che abbiamo avuto nei mesi scorsi – prosegue Cozzi – è quella di una sottovalutazione dello stato delle infrastrutture. Una cosa che non deve più succedere“. Intanto, la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni martedì nella sede di Spea per acquisire i documenti e i report sui viadotti Fado e Pecetti.

Sul viadotto della A26, dopo la chiusura di lunedì sera, nella mattinata è stata riaperta una corsia per senso di marcia. Nel pomeriggio il vertice di Autostrade per l’Italia ha illustrato al ministro “le modalità tecniche individuate per riaprire al traffico l’autostrada A26: nella notte è stata attivata una deviazione di carreggiata che consente lo scorrimento dei veicoli in entrambe le direzioni di marcia, senza percorrere i viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, dove sono in corso verifiche tecniche sulla base di un rigoroso principio di cautela”. Così in una nota Aspi dopo l’incontro di oggi tra l’ad di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli.

Se Aspi parla di “un rigoroso principio di cautela”, il procuratore Cozzi usa altre espressioni: “Deve essere chiara una cosa – spiega – noi non abbiamo preso un provvedimento avventato, ma è stato un provvedimento tempestivo che non poteva essere procrastinato. Non è stata una decisione avventata”. “Noi non ci sostituiamo a nessuno, alle competenze di nessuno, il nostro compito è casomai di sollecitare gli interventi di competenza di altri”, aggiunge Cozzi. “È vero che Aspi ha programmato una serie di interventi anche con società esterne. È in atto un piano di controllo che mi auguro venga seguito anche dal Mit perché non spetta a noi”, spiega il procuratore.

Dopo il disastro di Genova del 14 agosto 2018 nel quale morirono 43 persone, la procura di Genova ha aperto un’inchiesta bis individuando anomalie nei controlli anche su altre infrastrutture di Autostrade. L’accusa è che siano stati redatti report sui viadotti falsificati o “edulcorati”, anche dopo il crollo del Morandi. “Bisognerà vedere, con le indagini, se quanto successo prima era una filosofia generale, quella degli omessi controlli, oppure se si sia trattato di episodi singoli. Quello che è successo prima non deve più succedere“, dice il procuratore Cozzi.

“Quello che è successo – continua Cozzi – e che i nostri consulenti hanno visto che su quei viadotti erano stati controllati ed erano stati segnalati con voti entro il 50. Quando in realtà erano a 70 e quindi si doveva intervenire”. I voti fino al 50 delimitano la soglia entro la quale comincia il rischio e quindi devono essere prese dei provvedimenti, dal limitare il traffico escludendo i mezzi pesanti fino alla chiusura della tratta.

Finanza nella sede di Spea per acquisire documenti
Gli uomini del primo gruppo della Guardia di Finanza sono stati oggi nella sede di Spea di Genova per acquisire i documenti e i report sui viadotti Fado e Pecetti, in A26, parzialmente chiusi ieri sera. La finanza ha preso documenti cartacei e digitali per ricostruire le modalità con cui i report venivano eseguiti e come mai i voti erano sempre stati più bassi rispetto a quelli poi realmente riscontrati.

Il Pecetti è uno dei viadotti al centro dell’ordinanza di misure cautelari con la quale il gip del tribunale di Genova Angela Nutini nei confronti di dirigenti e funzionari di Autostrade e della sua controllata Spea Engineering. Quando viene deciso di far passare nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2018 su quel ponte un trasporto eccezionale da 141 tonnellate, Andrea Indovino, addetto all’ufficio Controlli Strutturali di Spea, tra i destinatari delle misure, aveva detto: “Non è possibile una superficialità così spinta dopo il 14 agosto”, data del crollo del Morandi. Il Pecetti, stando alle carte, aveva subito la rottura di un cavo nell’agosto del 2018 e Maurizio Ceneri, responsabile del Cnd (Controlli non distruttivi) di Spea Engineering, con quel report ritenuto falso, ha poi compilato il documento che attestava falsamente la perdita di precompressione al 18% a fronte di quella reale del 33%. In questo modo fu permesso il passaggio del trasporto eccezionale. Un transito andato a buon fine e per cui venne tirato un sospiro di sollievo. Secondo il giudice per le indagini preliminari, l’ok arrivò perché c’erano delle “penali pesanti” e per via della “tipologia del cliente”.

Conte: “Procedura per inadempimento nei confronti di Autostrade in dirittura d’arrivo”
Durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha voluto puntualizzare che la procedura per inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia è stata portata avanti e presto si potrebbe arrivare anche alla conclusione: “La procedura non sì è mai interrotta – ha spiegato – Dal momento in cui è stato contestato ad Aspi l’inadempimento la procedura è andata avanti. Adesso, lo possiamo anticipare, siamo pressoché in dirittura di arrivo. Il procedimento amministrativo è in corso e ora si devono trarre le fila, sapendo che non intendiamo fare sconti. Il nostro obiettivo è l’interesse pubblico non quello privato”.

Presidente sistema portuale Mar Ligure Occidentale: “Mai una situazione così drammatica”
I problemi sulle principali arterie di collegamento con i porti liguri allarmano il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, preoccupato per i collegamenti con gli scali di Genova e Savona: “Penso che i porti di Genova e Savona non si siano mai trovati in una situazione così drammatica – ha dichiarato – Veniamo da un anno difficile con il crollo del Ponte Morandi che, però, è stato un evento a cui abbiamo reagito aprendo diverse soluzioni gestionali e infrastrutturali. Adesso in 80 ore ci siamo trovati, rispetto alle tre grandi autostrade che legano i porti di Genova e Savona con il Nord, con due interdette e chiuse e la terza, la più vecchia di tutte, a sopportare tutto il traffico del sistema portuale. Deve essere chiaro a tutti che la Milano-Serravalle non potrebbe mai servire i volumi di traffico di Genova e Savona”.

Signorini rincara la dose sostenendo che il problema non si limita solo ai due porti liguri: “Per certi aspetti è isolata la Pianura Padana – aggiunge – Ricordiamoci che noi serviamo il 65% del commercio extra Ue della Lombardia, l’82% del commercio extra Ue del Piemonte. Vuol dire che il collegamento di queste regioni con tantissimi mercati di approvvigionamento è la Liguria, quindi l’isolamento, dal punto di vista commerciale, è perlomeno duale, per noi e per loro”

Il primo colpo per i traffici del porto è già quantificabile: “In tutta la mattinata abbiamo ricevuto il 30% in meno delle merci rispetto all’ordinario – dice il presidente- Ovvio, con la A26 chiusa, la A7 congestionata e l’A6 chiusa. Poi con la riapertura parziale dell’A26 il traffico recupera, ma lo sta facendo con grandi ritardi nei tempi di percorrenza delle merci. Questi sono i ritardi, ma poi ci sono i costi per le aziende“.

L’articolo A26, procuratore Cozzi: “I ponti erano come dei balconi con la soletta sgretolata”. Finanza perquisisce sede di Spea: acquisiti documenti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il procuratore capo di Genova descrive qual è lo stato dei viadotti Fado e Pecetti per i quali è stata disposta la chiusura della tratta di competenza di Autostrade per l’Italia: “Mancanza di cemento che imponeva un controllo sicurezza immediato per pericolo di rovina”. Poi sull’inchiesta sui falsi report: “Sottovalutazione dello stato delle infrastrutture”

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F. Q.

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