Ott 9, 2019
11 Views
Commenti disabilitati su Siria, Turchia dà il via a bombardamenti contro i curdi: “Vittime civili, colpita anche Kobane”. Trump: “L’attacco è una cattiva idea”

Siria, Turchia dà il via a bombardamenti contro i curdi: “Vittime civili, colpita anche Kobane”. Trump: “L’attacco è una cattiva idea”

Written by
Ypsilon Black

Siria, Turchia dà il via a bombardamenti contro i curdi: “Vittime civili, colpita anche Kobane”. Trump: “L’attacco è una cattiva idea”Siria, Turchia dà il via a bombardamenti contro i curdi: “Vittime civili, colpita anche Kobane”. Trump: “L’attacco è una cattiva idea”

La Turchia ha iniziato a bombardare la Siria. I caccia dell’aviazione di Ankara hanno sganciato le prime bombe fino a 30 chilometri oltre il confine, contro obiettivi presenti nella regione a maggioranza curda del Rojava. “L’operazione Fonte di Pace neutralizzerà la minaccia terroristica contro la Turchia – ha scritto su Twitter il presidente Recep Tayyip Erdoğan – e permetterà la creazione di una zona di sicurezza, favorendo il ritorno dei rifugiati siriani alle loro case. Preserveremo l’integrità territoriale della Siria e libereremo le comunità locali dai terroristi”. Le prima bombe sganciate dai caccia di Ankara hanno colpito le città siriane di Tell Abyad e Ras al-Ayn. Le bombe di Ankara, nella serata di mercoledì, hanno poi colpito anche Kobane, città simbolo della resistenza curda contro lo Stato Islamico, secondo quanto riferisce il portavoce delle Syrian Democratic Forces, Mustafa Bali: “Kobane, la città che ha resistito a Isis per mesi e messo le basi per la sua sconfitta, adesso viene bombardata dall’esercito turco”.

In serata, il presidente americano Donald Trump ha condannato l’azione di Erdogan: “Gli Stati Uniti non appoggiano l’attacco turco in Siria e hanno detto chiaramente alla Turchia che questa operazione è una cattiva idea“, si legge in una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca.

Le tv locali hanno mostrato l’inizio dell’offensiva, con forti esplosioni e nuvole di fumo si sono già levate in aria nelle aree interessate dai bombardamenti. Portavoce dei combattenti curdi su Twitter riferiscono che i raid hanno colpito civili e si registrano anche le prime vittime tra la popolazione: “Caccia turchi hanno lanciato raid su aree civili. C’è grande panico fra la popolazione nella regione”, si legge. “Centinaia di civili sono già in fuga nelle aree del nord”, riporta invece la Cnn. Fonti contattate dall’Ansa riferiscono che ad essere colpiti sono i villaggi di Mishrefe, Asadiya, Bir Nuah, a sud e a sud-est della cittadina frontiera siriana di Ras al Ayn. L’artiglieria turca ha inoltre colpito il villaggio siriano di Yabse e la città di confine di Tall Abyad. Intanto, le Forze Armate turche hanno diffuso le prime immagini dei tank di Ankara ammassati al confine, pronti a entrare in territorio siriano.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa turca Anadolu, almeno due colpi di mortaio sono stati sparati dalla Siria verso il confine turco a Ceylanpinar, dove sono ammassati i soldati turchi e le milizie siriane filo-Ankara pronti a entrare nel Paese, mentre altri sei sono stati sparati dalle postazioni nella zona di al-Qamishli.

“Le nostre attività di preparazione all’operazione proseguono. I trasferimenti continuano” verso la frontiera, aveva commentato da Istanbul il ministro della Difesa, Hulusi Akar, prima che le forze di Ankara attraversassero il confine. Secondo media locali, 5mila soldati delle forze speciali turche sono schierati al confine con decine di convogli di blindati, pronti a entrare nel nord-est e fronteggiare i combattenti curdi delle Ypg. Ankara fa sapere, comunque, che le truppe di terra non entreranno in territorio siriano fino a quando non saranno eliminati tutti i “fattori di rischio” rappresentati dalle postazioni militari dei combattenti curdi.







Abdelrahman Ghazi Dadeh, portavoce di Anwar al-Haq, una delle milizie armate locali cooptate da Ankara del Free Syrian Army che sono state preallertate già da ieri per prepararsi ai combattimenti, ha dichiarato: “Al 99% l’offensiva” sarà lanciata “stanotte”. Il portavoce ha spiegato anche che sono almeno 18mila i combattenti di milizie locali che prenderanno parte all’operazione. Dadeh ha precisato che 10mila saranno impiegati a Ras al-Ayn e gli altri a Tell Abyad, le due postazioni frontaliere evacuate dai soldati Usa.

Il ministero degli Esteri turco ha convocato l’ambasciatore americano ad Ankara, David M. Satterfield, per informarlo sull’operazione militare nel nord della Siria, secondo quanto riporta il quotidiano Sabah. Inoltre, gli ambasciatori in Turchia dei Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu sono stati invitati al ministero degli Esteri di Ankara per essere aggiornati sugli sviluppi dell’operazione militare lanciata oggi dalla Turchia nel nord-est della Siria.

Due giorni prima dell’attacco turco, in un comunicato ufficiale, l’amministrazione americana aveva annunciato il ritiro delle truppe dall’area intorno alle città di Tell Abyad e Ras al-Ain, proprio perché era in programma un’operazione militare di Ankara. I militari statunitensi “non sosterranno né saranno coinvolte nell’operazione” e “non saranno più nelle immediate vicinanze”. Questa la spiegazione fornita da Washington riguardo alla scelta di lasciare scoperte le formazioni curde di fronte a una possibile invasione curda. Mercoledì, però, lo stesso presidente Usa, sempre con una dichiarazione ufficiale diffusa dalla Casa Bianca, ha definito l’offensiva turca “una cattiva idea”.

Donald Trump si aspetta che la Turchia, dopo aver “invaso” la Siria, rispetti “tutti i suoi impegni”, tra cui “proteggere i civili, le minoranze religiose, inclusi i cristiani, e assicurare che non ci sarà alcuna crisi umanitaria“. “Inoltre la Turchia è ora responsabile nel garantire che tutti i combattenti dell’Isis catturati restino in prigione e che lo Stato Islamico non rinasca in nessun modo o forma”, aggiunge. “Noi li richiameremo ai loro impegni”, afferma il tycoon, e “monitoreremo strettamente la situazione”.

Dalla Nato si invita la Turchia a una “azione proporzionata e misurata”. A parlare è il segretario generale, Jens Stoltenberg, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “La Nato è stata informata dalle autorità turche delle operazioni nel nord est della Siria. È importante evitare azioni che destabilizzino la regione, aumentino la tensione e possano causare ulteriori sofferenze umane. Spero che l’azione della Turchia sia proporzionata e misurata per non indebolire la lotta comune all’Isis“, ha dichiarato.

Stoltenberg ha continuato dicendo che “la Turchia ha chiaramente delle preoccupazioni per la propria sicurezza, ha subito degli attacchi terroristici e ospita milioni di rifugiati siriani”.

Il Cremlino ha diffuso i contenuti della telefonata tra Vladimir Putin ed Erdoğan avvenuta poche ore prima dell’attacco, come riporta l’agenzia Tass: “Alla luce dei piani per condurre un’operazione militare nel nord-est della Siria annunciato dalla Turchia, Vladimir Putin ha invitato i partner turchi a riflettere attentamente sulla situazione in modo da non compromettere gli sforzi congiunti per risolvere la crisi siriana”.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha lanciato un appello alla Turchia: rivolgo un “appello alla Turchia affinché blocchi l’operazione militare in corso. La via militare non porta mai a buoni risultati. Non aspettatevi che l’Ue finanzi una cosiddetta zona sicurezza“.

Poche ore prima dell’attacco, Ankara aveva lanciato il suo ultimatum ai combattenti curdi: “I militanti delle Ypg hanno due opzioni. Possono disertare oppure noi dovremo fermarli dall’interrompere i nostri sforzi di contrastare l’Isis“, ha scritto Altun in un editoriale sul Washington Post . “Il mondo deve sostenere il piano della Turchia per la Siria nordorientale”, è il titolo.

Le autorità curde del Rojava, intanto, hanno fatto appello a “una mobilitazione generale nel corso dei prossimi tre giorni” per affrontare l’offensiva annunciata dalla Turchia, esortando gli abitanti della regione alla “resistenza“.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avvertito dei rischi che si potrebbero correre a causa dei segnali contrastanti inviati da Washington sul ritiro americano dalla Siria settentrionale. I curdi sono “estremamente allarmati” dalle dichiarazioni degli Stati Uniti, ha detto, e temono che la confusione possa “accendere l’intera regione“. “Questo deve essere evitato a tutti i costi”, ha detto Lavrov dalla capitale del Kazakistan, Astana.

Dopo la richiesta avanzata da Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Polonia e Kuwait, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà giovedì a porte chiuse per discutere dell’operazione militare contro i curdi nel nord della Siria.

“Le preoccupazioni della Turchia rispetto ai suoi confini meridionali sono legittime“, ma dovrebbe agire con moderazione ed evitare un intervento militare, ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, citato dall’Irna. “Crediamo che occorra seguire un percorso corretto per eliminare queste preoccupazioni” di Ankara. “Le truppe americane devono lasciare la regione” e “i curdi in Siria” devono “sostenere l’esercito siriano” di Bashar al Assad, che dovrebbe prendere il controllo del nord-est del Paese, ha spiegato Rohani.

Intanto Teheran fa muovere le truppe. L’agenzia di stampa Tasnim ha riferito che si è svolta un’esercitazione delle forze di terra dell’esercito iraniano vicino al confine turco alla presenza del comandante Abdol Rahim Mousavi. Le manovre militari, non annunciate secondo l’agenzia, si sono svolte nelle zone vicino Urmia, capoluogo della provincia dell’Azerbaijan occidentale. Vi hanno preso parte unità di reazione rapida ed elicotteri.

L’articolo Siria, Turchia dà il via a bombardamenti contro i curdi: “Vittime civili, colpita anche Kobane”. Trump: “L’attacco è una cattiva idea” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il presidente turco ha dato il via all’operazione “Fonte di Pace”. Secondo media locali, 5mila soldati delle forze speciali di Ankara sono schierati al confine con decine di convogli di blindati, pronti a entrare nel nord-est. Anche 18mila combattenti siriani pro-Ankara sono pronti a sostenere l’invasione. Giovedì convocata una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu

L’articolo Siria, Turchia dà il via a bombardamenti contro i curdi: “Vittime civili, colpita anche Kobane”. Trump: “L’attacco è una cattiva idea” proviene da Il Fatto Quotidiano.

F. Q.

Article Categories:
Il fatto quotidiano

Comments are closed.