Ott 9, 2019
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Ex Ilva, la Consulta non si esprime sulla incostituzionalità del salva-acciaieria: la legge è cambiata, atti tornano al giudice di Taranto

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Ypsilon Black

Ex Ilva, la Consulta non si esprime sulla incostituzionalità del salva-acciaieria: la legge è cambiata, atti tornano al giudice di TarantoEx Ilva, la Consulta non si esprime sulla incostituzionalità del salva-acciaieria: la legge è cambiata, atti tornano al giudice di Taranto

La Consulta restituisce gli atti al giudice per le indagini preliminari di Taranto che aveva chiesto di valutare l’incostituzionalità del decreto Salva-Ilva. La legge è cambiata, spiega la Corte Costituzionale, e quindi al termine della camera di consiglio non è arrivata alcuna decisione. Adesso toccherà nuovamente al gip jonico, considerato che nel frattempo il legislatore è intervenuto due volte per modificare la norma, valutare se permangono la rilevanza delle questioni e i dubbi di legittimità costituzionale.

A febbraio il giudice Benedetto Ruberto aveva chiesto alla Corte di esprimersi sulla costituzionalità dei decreti che avevano permesso al siderurgico di Taranto di continuare a produrre, nonostante il sequestro del 2012, evidenziando la possibile violazione di 7 articoli della Carta. Aveva focalizzato l’attenzione in particolare su due aspetti. La prima è lo spostamento costante della data di ultimazione dei lavori di risanamento della fabbrica e la seconda è l’immunità penale concessa ai vertici della fabbrica (prima i commissari e poi i nuovi gestori di Arcelor Mittal) in attesa del completamento dei lavori.

Ci sono “evidenti profili di criticità e di incompatibilità con i valori costituzionali”, aveva scritto nella sua ordinanza, nella norma introdotta dal governo Renzi e confermata da tutti gli esecutivi che si sono succeduti, che prevede che le condotte poste in essere in attuazione del Piano ambientale “non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa” in quanto “costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro”.

L’ordinanza non è ancora stata depositata, ma la Corte Costituzionale ha già spiegato che la restituzione degli atti è dovuta alle modifiche del governo Lega-M5s, entrambe per decreto. La prima nel dl Crescita aveva previsto la totale abolizione dell’immunità dal 6 settembre, poi l’esecutivo era tornato sui suoi passi dopo le minacce di abbandono dello stabilimento da parte di ArcelorMittal re-inserendo uno scudo penale ‘a tempo’ assai più delimitato nel decreto sulle crisi aziendali che ora è in fase di conversione. Queste modifiche, sostanzialmente, hanno ‘disinnescano’ la pronuncia.

A chiedere la remissione degli atti al giudice di Taranto erano stati oggi nell’udienza pubblica gli avvocati di ArcelorMittal e del governo, mentre si era opposta la Regione Puglia. L’occasione che aveva indotto il gip Ruberto a chiedere un parere alla Consulta era stata la riunione di tre procedimenti aperti dalla Procura di Taranto e relativi alle emissioni inquinanti del siderurgico, due dei quali erano sfociati in richieste di archiviazione proprio per la concessione dell’immunità penale.

L’articolo Ex Ilva, la Consulta non si esprime sulla incostituzionalità del salva-acciaieria: la legge è cambiata, atti tornano al giudice di Taranto proviene da Il Fatto Quotidiano.

A febbraio il gip Benedetto Ruberto aveva chiesto alla Corte di esprimersi sulla costituzionalità dei decreti che avevano permesso al siderurgico di continuare a produrre, evidenziando la possibile violazione di 7 articoli della Carta: in particolare spostamento costante della data di ultimazione dei lavori e immunità penale. Norme modificate due volte (totale abolizione e parziale re-introduzione) dal governo Lega-M5s

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F. Q.

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