Set 13, 2019
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I National omaggiano Daniel Johnston con uno snippet di “Devil Town”

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La morte del cantautore Daniel Johnston, stroncato da un infarto all’età di 58 anni (come ha confermato l’ex manager Jeff Tartakov), ha riempito di cordoglio la comunità musicale internazionale. E dopo i tanti messaggi tributati al suo ricordo da parte di vari artisti, è arrivato anche l’omaggio dei National, che nel loro concerto tenuto a Houston, in Texas, mercoledì 11 settembre hanno inserito uno snippet di Devil Town all’interno di Not In Kansas (canzone contenuta nel loro ultimo album I Am Easy to Find, pubblicato nello scorso mese di maggio e recensito su queste pagine da Fernando Rennis).

Nel seguente video potete vedere il toccante momento:

Lungo una più che quarantennale carriera iniziata alla metà degli anni ’80, Daniel Johnston si è dimostrato un autore influentissimo, prolifico, non solo per quanto riguarda il cantautorato lo-fi. All’inizio dei 90s aveva raggiunto lo status di cult-hero per gente come Kurt Cobain, Sonic Youth, Butthole Surfers, Jad Fair e Mark Linkous, poi è diventato qualcosa di più universale, un musicista amato da una vasta umanità di persone tra cui ci contiamo tutti.

Le ragioni di tanto amore e apprezzamento sono tantissime, e le individuavamo all’epoca di Fear Yourself in quel suo «solipsismo più o meno disturbato, teneramente anarchico, tristemente geniale», oppure in quella «minima distanza tra forma ed espressione, tra canzoni ed anima» che coglievamo all’altezza del cover album The Late Great Daniel Johnston in cui figuravano Beck, Eels, Teenage Fanclub, Death Cab For Cutie, Tv On The Radio e tanti altri ancora.

Ascoltare la sua musica, scriveva Stefano Solventi qualche anno fa, è come «sintonizzarsi per caso sulla frequenza malferma del pianeta accanto, altro tempo altra dimensione, dove stupore e dolore danzano dentro lo stesso respiro», così come le sue canzoni una volta bucato il confino dell’autoproduzione su cassetta hanno acquistato da subito un’immediatezza irresistibilmente efficace e vulnerabile così come il suo autore conservato quel fragile, irriducibile mistero, uno status di incompatibilità nei confronti di qualsivoglia appianamento o standardizzazione» (Lost And Found).

Imprescindibile per conoscerne l’arte è The Devil and Daniel Johnston, il film del regista indipendente Jeff Feuerzeig, un disincantato ritratto del musicista e dell’uomo Johnston tra vicende biografiche e problematici trascorsi legati alla malattia mentale.

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