Ago 18, 2019
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Open Arms, il racconto di Hikma: “In Libia mi hanno torturata, presa a calci e pugni. Ora sono libera”

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Ypsilon Black

Open Arms, il racconto di Hikma: “In Libia mi hanno torturata, presa a calci e pugni. Ora sono libera”

Open Arms, il racconto di Hikma, una delle migranti sbarcate a Lampedusa

“Sono stata tre anni in Libia, un anno e quattro mesi in prigione e un anno e sei mesi chiusa in un magazzino. Lì è terribile, mi hanno torturata, presa a calci e pugni. I libici sono pazzi, è un posto pericoloso”. A parlare è Hikma, che viene dall’Etiopia e ha diciotto anni. È una dei tredici migranti fatti scendere dalla Open Arms, la nave ferma da diciassette giorni al largo di Lampedusa, per motivi di salute.

“Finalmente sono libera, voglio andare a Roma per proseguire gli studi”, racconta.

Si fa sempre più critica la situazione sulla Open Arms, in mare in attesa di un porto sicuro. La nave della ong spagnola, con a bordo 107 migranti, è ferma a poche centinaia di metri dalle coste di Lampedusa, di fronte a Cala Francese. La situazione a bordo è diventata drammatica, come ha più volte affermato Oscar Camps, con migranti disposti a tutto pur di toccare la terraferma, anche a gettarsi in mare per raggiungere la costa a nuoto.

Le donne e gli uomini sono sempre più stanchi e provati, soprattutto psicologicamente. “Non riusciamo più a contenere la disperazione. Non riusciamo più a spiegare. Le parole mancano”, è stato l’allarme-appello lanciato questa mattina dai volontari dell’organizzazione non governativa dopo che quattro migranti, indossati i giubbotti di salvataggio, sono riusciti a tuffarsi in mare. La situazione è tornata sotto controllo solo grazie all’immediato intervento dei volontari, che hanno recuperato e riportato i naufraghi sulla nave, sotto gli occhi degli uomini della Guardia di finanza, intervenuti a dare supporto.

>“Ho visto i miei compagni buttarsi in mare disperati, siamo qui da troppo, salvateci”: il racconto di una migrante a bordo di Open Arms

L’Ong spagnola chiede di potere sbarcare le persone e Lampedusa. Questa mattina il premier spagnolo ad interim, Pedro Sanchez, ha offerto il porto di Algeciras, in Andalucia, ma la Open Arms non ha accettato la richiesta. Il porto è il più lontano del Mediterraneo, nell’estremo sud della Spagna, poco distante dal Marocco. Per raggiungerlo ci vorrebbero almeno sette giorni di navigazione. Troppi, secondo l’Ong.

Open Arms, il racconto di Hikma, una delle migranti sbarcate a Lampedusa “Sono stata tre anni in Libia, un anno e quattro mesi in prigione e un anno e sei mesi chiusa in un magazzino. Lì è terribile, mi hanno torturata, presa a calci e pugni. I libici sono pazzi, è un posto pericoloso”. A […]

Marta Facchini

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