Lug 21, 2019
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Ernest Hemingway nasceva 120 anni fa. Il suo legame con l’Italia

Written by
Ypsilon Black


Ernest Hemingway, i suoi luoghi preferiti in Italia

Ernest Hemingway, i suoi luoghi preferiti in Italia

Ernest Hemingway nasce 120 anni fa, il 21 luglio 1899, a Oak Park nei pressi di Chicago. Ad appena dieci anni gli regalano il primo fucile: impara a usarlo così bene che un giorno cattura venti quaglie e scatena ben presto le invidie dei coetanei, al punto da venire assalito. Ernest, in quel momento, decide di imparare a tirare di boxe per difendersi. Un’infanzia passata tra le donne di casa, i primi passi letterari al Kansas City Star e, poi, servitore dell’America come volontario della Croce Rossa.

Arriva in Italia nel luglio del 1918 per aiutare i feriti di una fabbrica di munizioni esplosa, esperienza che lo porterà a scrivere poi The Natural History of the Dead (Piccola storia naturale: i morti). Dopo quella tragedia Hemingway fu assegnato alla Quarta Sezione della Croce Rossa americana e due giorni dopo giunse in treno a Vicenza diretto verso Schio. Anche qui il suo compito era quello di aiutare i feriti che trasportava con una Fiat. In quei giorni iniziò a collaborare anche a Ciao, un giornale della Croce Rossa.

Ma Hemingway voleva di più: decise di offrirsi volontario al fronte e, dopo una breve visita a Mestre, fu di stanza a Fossalta. Desiderava un faccia a faccia con la morte e raccolse così tante esperienze e materiale per scrivere sia Addio alle armi sia altri racconti che sarebbero venuti in seguito. Ma è necessario stare attenti a ciò che si desidera: colpito dai frammenti di un mortaio, Hemingway rischia grosso, molte schegge gli perforano il ginocchio. Zoppicante cerca aiuto, ma incontra la traiettoria di una mitragliatrice che gli colpisce il ginocchio squarciandolo. Ricoverato in un ospedale da campo vicino a Treviso, sarà trasportato poi a Milano il 17 luglio all’alba presso l’ospedale della Croce Rossa americana.

A Milano s’innamora di un’infermiera, Agnes, di sette anni più grande, e lui giovane e pazzo d’amore s’invaghirà perdutamente di questa donna, ma lei non ricambierà il suo sentimento. Questa commistione di amore e morte diventano l’innesto originale per quello che sarebbe poi diventato a tutti gli effetti il romanzo Addio alle Armi. Scrive lo stesso Hemingway:«Detesto la guerra, odio l’esercito, ma mi piace molto combattere. Mi piace far l’amore, combattere, bere, leggere, pescare, cacciare, scrivere. Immagino che combattere e bere siano vizi, ma mi piacciono entrambi».

Tornerà in Italia più volte: prima nel 1921 a Genova per seguire una conferenza economica come inviato e poi a Milano, nel 1922, con la prima moglie Hadley, dove intervistò anche Benito Mussolini, all’epoca direttore del giornale Il Popolo d’Italia. Il legame con il Bel Paese si intensificò grazie al legame con Fernanda Pivano, soprattutto dal 1948 in poi. Visitò spesso Venezia (dove risiedeva all’hotel Gritti e beveva al celebre Harry’s bar) e si innamorò dell’isola di Torcello, in cui si ritirò per un mese presso la Locanda Cipriani per scrivere e cacciare le anatre. Poi il periodo di Villa Aprile a Cortina o all’Hotel Concordia dove risiedeva di tanto in tanto per poi rilassarsi con una bevuta sal bar dell’Hotel de la Poste.

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