Lug 19, 2019
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Edison, l’uomo che illuminò il mondo

Written by
Ypsilon Black
Edison

L’attore britannico Benedict Cumberbatch nei panni di Edison

In un periodo in cui molto si parla delle ricerche della scienza, ecco sugli schermi Edison, l’uomo che illuminò il mondo, un film che guarda al passato e a ciò che ci è sempre più indispensabile: l’energia elettrica.

Il titolo originale del film diretto da Alfonso Gomez Rejon, del quale si ricorda il bel film Me and Earl and the Dying Girl, è The Current War ed è bene precisare che in Italia si vedrà solo ora grazie alla 101 (viene lanciato in 323 sale), ma questo film si è visto al Festival di Toronto nel 2017. Poi le disavventure della Weinstein Company lo hanno bloccato però, alla fine dell’odissea, lo ha acquistato la 101 Studio e finalmente lo ha venduto in tutto il mondo, Cina compresa.

Sorretto da un cast di somma bravura, Benedict Cumberbatch è Edison, Nicholas Hoult è Tesla, che con George Westinghouse (un grande Michael Shannon) cerca di ostacolare Edison e di mettere a fuoco anche nei presunti pericoli la sua invenzione il film ha significati, che vanno oltre alcuni difetti e una eccessiva lunghezza (la copia che si vede sugli schermi è stata tagliata di 15 minuti rispetto all’originale pellicola vista al Festival nell’Ontario canadese). Tutti gli interpreti sono molto bravi. Abbiamo parlato con Cumberbatch, molto fiero di questo film e ce ne ha spiegato i motivi.

Ha accettato subito l’impegno per un copione così complesso e impegnativo anche nella ricostruzione dei fatti dell’epoca?
Immediatamente, mi affascinava affrontare temi così importanti e andare nel passato per spiegare anche i momenti cruciali del capitalismo che avanzava nel suo meccanismo cruciale creando benessere, lotte, ambizioni e forse anche solitudine per tanti. Avevamo come produttore esecutivo Martin Scorsese, che come me era totalmente preso dal progetto.

E’ vero che è stato necessario tagliare il film?
Sì e mi è dispiaciuto. Alcuni momenti importanti non ci sono più nella versione ora in circolazione, ma  sono tuttavia felice che questo nostro lavoro abbia molti significati anche per la società attuale e spero che tanti giovani vadano a vederlo. Io cerco sempre di scegliere film per me dai tanti significati, credo alla funzione istruttiva e conoscitiva del cinema. E, sì, mi diverto senza alcun senso di colpa anche a interpretare film ad alto contenuto spettacolare e con super eroi o cattivi.

Lavora molto anche per la televisione…
Non faccio differenza tra i due media e poi alla televisione devo la popolarità per il mio Sherlock Holmes. Ho iniziato a recitare presto, il mio lavoro ha un posto importante nella mia vita anche se da quando mi sono sposato con Sophie Hunter, che è una impegnatissima mamma dei nostri due bambini, ma sa ancora appassionarsi ai suoi impegni come autrice di teatro e regista in palcoscenico, la mia vita privata ha precedenza su tutto. In passato è stato diverso: mi sono dedicato con dedizione assoluta e per lunghi periodi alla recitazione e ai miei impegni teatrali e cinematografici, nonchè alle mie passioni come quella per il calcio.

Infatti, in tutto il mondo lei  è noto per il suo interesse per la squadra dell’Arsenal…
E’ vero, i giocatori della squadra sono grandi da sempre e il calcio mi appassiona, mi piace studiare le mosse del portiere, del difensore centrale e dei terzini. Il calcio è un gioco di fisico, ma di intelligenza e anche astuzia a mio parere e fa bene alla salute mentale spesso troppo presa per gli attori dai loro ruoli.

Lei è un privilegiato sia per classe sociale che per le offerte che ha avuto nella sua splendida carriera. Se ne rende conto?
Certo, ma sono molto, molto impegnato anche in associazioni che si battono per l’integrazione di tutti nei diritti civili e nella società e ho voluto prendere parte a un lavoro televisivo, Brexit: The Uncivil War, nella parte di Dominic Commings, il direttore della campagna per l’uscita dalla Unione Europea, un momento di inciviltà a mio parere. Il motto di Dominic era all’insegna dell’invidualità degli anglosassoni: “Take Back Control” . Lo rifiuto. Il referendum ha diviso il mio Paese, che ne sta pagando e ne pagherà molte conseguenze.

Come si prepara ai suoi personaggi?
Studiando tanto. Metto a fuoco il periodo in cui essi vivono e agiscono, creo correlazioni con la cultura o la sottocultura del momento e faccio questo anche con i miei personaggi di fantasia come il Doctor Strange della Marvel Comic. Mi piace interpretare film tratti da libri. Recitare con Gary Oldman nell’adattamento del romanzo di John Le Carré La talpa è stato un mio fiore all’occhiello ed eravamo un gruppo compatto sul set con Gary, con Tom Hardy e Colin Firth. L’Inghilterra da sempre ha grandi interpreti, in questo periodo eccelle anche per i giovani attori come Nicholas Hoult, a esempio, e tanti altri.

La-Talpa-film

Benedict Cumberbatch con Gary Oldman sul set del film di spionaggio La Talpa (2011)

Quali ricordi formativi conserva del periodo in cui decise di vivere in un monastero tibetano?
Infiniti. Nel passato ci sono stati esploratori e studiosi nella mia famiglia e tale mi sentivo anche io in India, nel monastero di Darjeeling. Dobbiamo prendere e dare molto alla vita che ci è concessa e per me quel momento esistenziale resta fondamentale e lontano da ogni vanità. Lavorai come insegnante e anche come studente in quel monastero e ho una memoria che è stata nutrita e plasmata da quel periodo.

C’è qualche film della sua eccellente carriera che ricorda in modo particolare?
Vorrei dire tutti, ma resto molto legato ad alcuni titoli: Espiazione, un film che amo molto, The Imitation Game in cui ho impersonato il matematico inglese Alan Turing,  il doctor Strange e ora l’inventore Edison. Ho davvero creduto a questo film e mi dispiace profondamente che abbia subito tante traversie a causa della società finita sotto inchiesta per il caso Weinstein.

Lei spesso dà la voce a personaggi del cinema d’animazione?
I bambini e tutti gli attori per molti aspetti restano bambini nella loro curiosità ceh devono sempre nutrire. Ne Il Libro della giungla, diretto da Andy Serkis,  ho dato la voce alla tigre antagonista di Mowgli: proprio un bel personaggio e, inoltre, il libro di Rudyard Kipling, un sommo scrittore, ha avuto un peso nelle mie letture da ragazzo. Come Kim, un altro capolavoro di Kipling e quando ero ragazzo sognavo l’India in cui è ambientato. Kim resta un libro di formazione per tutte le generazioni  e io ho voluto in uno dei miei viaggi ripercorrere tutte le strade polverose dell’India in cui è ambientato. Il monaco tibetano che Kim incontra è stato uno dei miei insegnanti di vita sulle pagine di questo capolavoro della letteratura inglese.Il mio sogno? Riportare in una nuova e completa versione questo libro sullo schermo.

Non ha mai timore nell’esporsi per le sue battaglie dei diritti civili? E’ anche sceso in piazza in difesa dei rifugiati e per i diritti gay…
Non avrei potuto fare il contrario. Anche molti miei personaggi lottano per la libertà e per la conoscenza umana. Basta pensare alla passione che spesso mi ha riportato a teatro e non solo per interpretare Amleto. Dobbiamo sempre lottare per la conoscenza e l’eguaglianza. Vorrei davvero che lei sottolineasse questa mia risposta. Persino nella saga degli Hobbit ho ricordato tale mia regola di vita e in fondo anche gli Avengers lottano per essa compreso il Doctor Strange, l’ex chirurgo dai poteri mistici che ha studiato in un monastero del Nepal e combatte una minaccia galattica.

Tra i ruoli interpretati da Cumberbatch, Doctor Strange, film del 2016 basato sull’omonimo personaggio Marvel Comics

 

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