Lug 26, 2019
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Carabiniere ucciso a Roma, fermati due cittadini Usa. Uno di loro ha confessato: “L’ho accoltellato io”. Forse ci sono altri coinvolti

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Carabiniere ucciso a Roma, fermati due cittadini Usa. Uno di loro ha confessato: “L’ho accoltellato io”. Forse ci sono altri coinvoltiCarabiniere ucciso a Roma, fermati due cittadini Usa. Uno di loro ha confessato: “L’ho accoltellato io”. Forse ci sono altri coinvolti

Due 19enni americani fermati e tanti dubbi da sciogliere per gli inquirenti. Uno di loro, a tarda serata, ha ceduto: “Sono stato io ad accoltellarlo”.

È a una svolta decisiva l’inchiesta sull’omicidio del vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, di 35 anni, ucciso a Roma nella notte fra giovedì e venerdì con otto coltellate. I due ragazzi sarebbero in Italia per una vacanza-studio con la John Cabot University, anche il presidente dell’università americana al momento ha smentito, dicendo di non conoscere i giovani. Gli studenti erano già stati prelevati in mattinata dall’hotel Le Meridien Visconti, nei pressi di Piazza Cavour, e portati in caserma per essere ascoltati. Nel pomeriggio, poi, sono stati portati al nucleo operativo dei carabinieri di via In Selci e sono stati interrogati fino a tarda sera, anche se contro di loro per ora non è stata formalizzata nessuna accusa. La Procura di Roma procede per omicidio e furto, affidato al procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e al pm Maria Sabina Calabretta che li hanno sentiti proprio nella sede dell’Arma a Piazza Farnese. Il consolato degli Stati Uniti a Roma si è attivato, secondo le procedure previste in questi casi. Ci sono però ancora molti dubbi da chiarire nella vicenda. “Le cose potrebbero non essere andate come sono state ricostruite”, si sono lasciati scappare i magistrati all’uscita dalla sede dei Carabinieri di piazza Farnese.

La dinamica dei fatti secondo il collega di Cerciello Rega – Ciò che è certo al momento è che l’assassinio è avvenuto in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati. Il colpo mortale è arrivato al cuore, fra gli otto fendenti che gli sferrato l’aggressore. Il fatto è successo poco dopo le 3 di notte. Secondo la versione fornita inizialmente dai carabinieri, un gruppo di militari della stazione di piazza Farnese sarebbe intervenuto in via Cossa per un presunto “cavallo di ritorno” di un borsello, rubata poco prima dai due uomini nel rione Trastevere. Tutto sarebbe iniziato “con un borseggio a piazza Mastai – racconta Varriale – La vittima viene derubata di borsello e cellulare, denuncia il furto dopo aver chiamato il suo cellulare rubato dai due magrebini. Al telefono i ladri gli avevano dato appuntamento vicino a piazza Cavour per la restituzione in cambio di una somma di denaro”. Secondo la ricostruzione, sul luogo fissato per l’incontro sono così intervenute due pattuglie, una del 112 e una in borghese, accompagnate dalla vittima che aveva denunciato il tentativo di estorsione. All’appuntamento in via Cossa arriva prima la sua pattuglia. “Quando li abbiamo visti ci siamo avvicinati, ci siamo qualificati e dopo pochi istanti ne è nata una colluttazione tra i due carabinieri e i due magrebini”, racconta il collega di Cerciello. I due si sono presentati all’appuntamento con il volto semicoperto, con una felpa nera e una viola. Secondo il primo identikit ad accoltellare il vicebrigadiere sarebbe stato un uomo, probabilmente nordafricano, alto circa 1 metro e 80 con indosso jeans e camicia a scacchi. L’altro ha un tatuaggio sul braccio destro.

I dubbi degli inquirenti – Tanti però i dubbi degli inquirenti sulla vicenda. E in particolare sul “cavallo di ritorno“. A iniziare da come è stata orchestrata l’operazione del cosiddetto “cavallo di ritorno”, alle 3 di notte, organizzata in fretta e in furia perché forse gli autori del furto – o probabilmente altre persone – avevano già chiesto il “riscatto” per la restituzione della refurtiva. Perché i carabinieri non hanno sparato? Perché non c’erano rinforzi in grado di intervenire prima che l’assassino sferrasse le otto coltellate? Cosa c’era nel borsello oltre al cellulare della persona derubata? L’accoltellamento ha davvero a che fare con la ricettazione? Sono queste e altre le domande che i magistrati si stanno ponendo in queste ore, in attesa di avere maggiori elementi per individuare i responsabili del delitto. La pista intrapresa inizialmente da chi indaga era orientata a sospettare che gli americani avessero ceduto la refurtiva rubata a piazza Mastai a dei ricettatori, che poi avrebbero chiesto il “riscatto” alla vittima, giunta sul posto con i Carabinieri in borghese. Ma la confessione del ragazzo americano cambia tutte le carte in tavola.

Nel corso della giornata, i Carabinieri avevano ascoltato 12 persone, fra cui quattro persone identificate, tre marocchini di 29, 28 e 44 anni e un francese di 44 anni, che potrebbero essere in qualche modo connessi ai due ragazzi americani. Al momento sono state acquisite le immagini della videosorveglianza – decisive per incastrare i giovani statunitensi – e i tabulati telefonici. Ma le indagini vanno avanti. Per la giornata di sabato è prevista l’autopsia sul corpo della salma, domenica poi sarà aperta la camera ardente dietro la caserma di piazza Farnese a partire dalle 16 e lunedì mattina.

 








Le reazioni – Per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si tratta di una “una profonda ferita per lo Stato”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha mandato il suo messaggio di cordoglio: ” Nel confidare che si arrivi rapidamente alla cattura dei criminali responsabili, desidero esprimere a lei, signor Comandante Generale, e all’Arma dei Carabinieri, la mia solidale vicinanza, rinnovando i sentimenti di considerazione e riconoscenza per il quotidiano impegno degli operatori dell’Arma a servizio dei cittadini. La prego di far pervenire ai familiari del militare le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore e gli auguri di pronta guarigione al carabiniere Andrea Varriale rimasto ferito”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato la vicenda chiedendo pene severe per i responsabili: “Caccia all’uomo a Roma, per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno, e che pagherà fino in fondo la sua violenza. Lavori forzati in carcere finché campa“. Mentre il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Giovanni Nistri, ha voluto incontrare i familiari per esprimere loro vicinanza, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha mandato le proprie condoglianze alla famiglia e ha chiesto tolleranza zero per i responsabili.

Messaggio simile a quello lanciato dal vicepremier Luigi Di Maio: “Nella notte, a Roma, un giovane vice brigadiere dei Carabinieri è stato ucciso a coltellate da un rapinatore. Aveva solo 34 anni. Il mio abbraccio alla famiglia del militare e a tutta l’Arma. È un momento di grande dolore per lo Stato”. Sul tema è stata interpellata anche Virginia Raggi, sindaca della Capitale. “A Roma mancano ancora 2.000 agenti di polizia locale e probabilmente non saranno comunque sufficienti a coprire la città in maniera significativa. Abbiamo la necessità di aumentare il numero delle nostre forze di polizia. Al momento, anche se noi non ci occupiamo di sicurezza, cerchiamo di aiutare le forze dell’ordine: tutti i nostri agenti pattugliano le strade”.

La solidarietà di cittadini e istituzioni – Sulla facciata della stazione Carabinieri di Piazza Farnese, dove prestava servizio Rega, son apparsi alcuni cartelli. “Eroe della patria, giustizia per Mario“, “I cittadini hanno fiducia nei Carabinieri, i cittadini perbene hanno rispetto dei Carabinieri, onore al Carabiniere Mario. Onore a te, la città di Roma ti onora, Un uomo di Stato non può morire cosi. Meno politica, meno chiacchiere e più Carabinieri”. Un passante ha anche appeso una bandiera tricolore nei pressi della sede dell’Arma. Diversi consigli comunali e regionali nella giornata di oggi hanno osservato un minuto di silenzio in memoria del vicebrigadiere ucciso, fra cui le Assise di Roma e Milano. La Questura di Roma ha reso omaggio all’Arma dei Carabinieri con 10 volanti a sirene spiegate. Stesso omaggio anche dalla Polizia Locale di Roma Capitale.

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I due giovani americani sono a Roma per una “vacanza-studio”. Uno di loro ha confessato a tarda sera. I magistrati parlano di “dinamica poco chiara” e si prendono del tempo per approfondire l’indagine. I due fermati erano stati sorpresi dai Carabinieri in mattinata presso l’Hotel Meridien Visconti in Prati, a pochi passi dal luogo del delitto. Ma ci sarebbero altre persone coinvolte

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Vincenzo Bisbiglia

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Il fatto quotidiano

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