Giu 17, 2019
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Slowear, le vetrine del talento

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Ypsilon Black

Durante le giornate di sfilate dedicate alla moda maschile primavera-estate 2020, le otto vetrine della Rinascente in piazza Duomo a Milano sono state ideate dagli studenti di quattro scuole di moda italiane per rappresentare Zanone, Incotex, Glanshirt e Montedoro, i quattro marchi del gruppo Slowear. Una giuria, presieduta dal direttore di Style Magazine, Alessandro Calascibetta, ha votato la migliore. Giusy Sacco dell’Accademia Moda e Costume di Roma si è aggiudicata un premio in denaro e uno stage. E il presidente del gruppo, Roberto Compagno, ha spiegato perché alle aziende fa bene sostenere queste iniziative.

Panoramica

«Che bello vedere la gioia dei ragazzi nel trovarsi di fronte alla loro creatività che prende forma, per molti è la prima volta». Anche la garbata compostezza di Roberto Compagno, presidente e amministratore delegato del gruppo Slowear, lascia spazio alla soddisfazione di chi sa di aver realizzato qualcosa di buono con «Windows of Talent».
Durante la settimana della moda italiana dedicata alle proposte uomo che si conclude il 17 giugno, le otto vetrine della Rinascente di piazza Duomo a Milano hanno ospitato i quattro marchi che fanno parte della realtà guidata da Compagno e cioè Zanone, Incotex, Glanshirt e Montedoro. E per ogni brand, la progettazione del display è stata affidata a studenti selezionati tra quattro delle più significative scuole di moda italiane.

Amanda Spångberg dell’Istituto Marangoni di Milano ha ideato il concept per i pantaloni super cool di Incotex. Chiara Milano dell’Università IUAV di Venezia si è occupata del visual delle giacche e dell’outerwear di Montedoro. Giusy Sacco dell’Accademia Moda e Costume di Roma ha seguito l’allestimento della camiceria di Glanshirt mentre Aastha Taneja & Soumya Bansal di Domus Academy hanno curato l’allestimento della maglieria made in Zanone.
Il lavoro di tutti è stato sottoposto alla valutazione di una giuria di buyer e giornalisti internazionali, presieduta dal direttore di Style Magazine, Alessandro Calascibetta e alla vincitrice, Giusy Sacco dell’Accademia Moda e Costume, è andato un premio di 2500 euro, oltre alla possibilità di fare uno stage formativo nel quartier generale di Slowear, non lontano da Venezia.

AccademiaCostume&Moda_Glanshirt

L’interpretazione di una delle otto vetrine de La Rinascente realizzata dalla vincitrice del contest Giusy Sacco dell’Accademia Moda e Costume di Roma.

Perché affidare a dei giovanissimi il compito di raccontare i vostri marchi in un momento strategico come quello della fashion week?
«È fondamentale dare spazio ai nuovi talenti, aiutarli a confrontarsi con la realizzazione delle loro intuizioni. Questa è la terza edizione di un progetto che era nato dal dialogo con Franca Sozzani (la direttrice di Vogue Italia, scomparsa nel 2016, ndr), una donna che aveva grande sensibilità su questo tema. E come in passato abbiamo lasciato i ragazzi completamente liberi di esprimersi. Sono pieni di fantasia e noi diamo loro l’opportunità di “scaricarla a terra”. Ma non sono solo gli studenti a beneficiare di questo incontro: attingere a nuova linfa fa bene a tutto il gruppo».

Qui si tratta di scoprire e valorizzare la genialità, ma come la si riconosce?
«Non credo esista un metodo infallibile per capire se chi hai di fronte farà strada. Dai progetti emerge la loro energia, l’intelligenza, la capacità di interpretare correttamente il nostro prodotto, ma poi bisogna anche valutare la capacità di relazionarsi con gli altri, di fare parte di un team, aspetti questi che, in una azienda, contano davvero tanto. Il talento è il requisito primo, ma da solo non basta. Abbiamo appena presentato il primo atto della nuova collaborazione di Incotex con il duo di designer francesi Marithé + François Girbaud e lì abbiamo avuto una grande prova di estro calato nelle specificità di un brand e delle sue esigenze. Ci siamo trovati di fronte a una creatività esplosiva, capace di lasciare un’impronta chiara sui nostri modelli, pur mantenendone integro lo spirito».

Le nuove generazioni che state supportando con quali innovazioni tecnologiche si cimenteranno, secondo lei?
«Il mercato richiede sempre di più attenzione al confort, perciò viene fatta molta ricerca sui materiali, che non solo devono essere comodi quando ce li hai addosso, ma anche pratici nella manutenzione. E sostenibili, perché è un imperativo per il mondo della moda, ridurre l’impatto ambientale».

E sul fronte del retail? Il fatto che abbiate investito su un progetto come questo significa che credete ancora nella distribuzione attraverso gli store su strada, giusto?
«E-commerce e punti vendita tradizionali per noi sono parte dello stesso servizio. I negozi si trasformano in qualcosa che si avvicina di più a uno showroom che a una boutique, un luogo dove magari vai a provare quello che poi ordinerai su internet. La parola chiave è integrazione tra i diversi canali, per mettere il cliente nella condizione di potersi muovere come meglio crede».

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