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Giu 27, 2019
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Perché Milano ha aumentato i biglietti dei mezzi pubblici 

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Ypsilon Black

Mancava solo l’ufficialità. Adesso è arrivata anche quella con il voto notturno del Consiglio comunale di Milano che nella notte tra martedi’ e mercoledi’ ha approvato l’aumento del biglietto Atm da 1,5 a 2 euro. Alle 23.55 di ieri erano presenti al momento del voto 33 consiglieri su 48: 27 i favorevoli, 6 i contrari per un provvedimento che, a dir poco, ha fatto molto discutere nelle scorse settimanale.

I ‘maliziosi’ fanno notare che il blitz in Consiglio è arrivato subito dopo l’assegnazione dei Giochi olimpici 2026 a Milano e Cortina, come se la sbornia per la vittoria di Losanna potesse addolcire in città gli animi dei più critici al rincaro che scatterà il 15 luglio. L’amministrazione di Milano guidata da Giuseppe Sala ha sempre difeso strenuamente il provvedimento, sostenendo che le entrate aggiuntive andranno a finanziare ulteriori miglioramenti a un servizio che viene considerato già un’eccellenza del capoluogo lombardo.

Ma chi è che garantisce il regolare funzionamento di metro e autobus a Milano? Ci pensa dal 1931 l’Atm, acronimo che sta per Azienda Trasporti Milanesi, il cui capitale è interamente nelle mani del Comune. L’Atm trasporta ogni anno piu’ di 737 milioni di passeggeri, per un totale di 154,6 milioni di chilometri percorsi su un territorio di 657 chilometri quadrati. Sono 46 i Comuni serviti in cui risiedono oltre 2,5 milioni di persone, raggiunti da quattro linee di metropolitana (113 stazioni) desinate a diventare ben presto 5, più altre 131 linee coperte da autobus e altre 19 da tram.

La decisione del Consiglio ha messo fine ieri a un’odissea durata oltre 50 ore di discussioni spalmate in 9 sedute, condite da ‘battaglie’ senza esclusioni di colpi tra la maggioranza di centrosinistra e opposizione che non ha rinunciato a numerosi emendamenti ostruzionistici. L’ultimo attacco è arrivato proprio nella riunione notturna di ieri, con il consigliere del Movimento 5 Stelle, Simone Sollazzo, che ha accusato la Giunta Sala di essere “ambientalista solo a parole mentre nei fatti disincentiva l’uso del trasporto pubblico a favore del mezzo privato: incoerenza, confusione e forse anche schizofrenia… e intanto i milanesi rimangono il bancomat della politica!”.

L’aumento da 1,5 a 2 euro sarà esteso non solo a Milano ma anche in altri 21 Comuni cui verrà riconosciuta la tariffa urbana (quelli che cioè ricadono nella ‘Prima fascia’): tra questi troviamo Rho Fiera, Sesto San Giovanni, Rozzano, San Donato Milanese, Bollate, Rozzano, Cinisello Balsamo, Peschiera Borromeo e Segrate. Aumenterà l’abbinamento mensile ‘urbano’ che passera’ da 35 a 39 euro; il biglietto giornaliero salirà da 4,50 a 7 euro; il settimanale andrà da 11,30 a 17 euro; il carnet da 10 corse schizzera’ da 13,80 a 18 euro.

Verrà introdotto anche un biglietto con validita’ a 3 giorni, per un costo di 12 euro. Invariato a 330 euro il costo dell’abbonamento annuale, gratis invece gli abbonamenti per under 14 o per gli over 65 con un reddito Isee inferiore ai 6 mila euro. Sconti sull’abbonamento anche per under 27 (e non più under 26), per over 65 con reddito Isee tra 16 e 28 mila euro.

In zona Cesarini sono stati introdotti anche un abbonamento annuale calmierato per i disoccupati. Rivoluzione in vista per gli animali domestici vincolati finora a pagare il biglietto ‘ordinario’: dal 15 luglio viaggeranno gratis e tra l’altro quando vorranno, grazie all’abolizione delle fasce di orarie che li costringeva a salire sui ‘mezzi’ solo in determinati momenti.  

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