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Mag 2, 2019
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Tutto quello che Facebook ha presentato alla conferenza annuale degli sviluppatori

Written by
Ypsilon Black

Le nuove parole d’ordine di Facebook sono tre: privacy, privacy e privacy. La conferenza F8, quest’anno è stata ricca: ci sono i nuovi visori Oculus in vendita, Portal arriverà in Europa, le piattaforme del gruppo cambiano faccia e aggiungono funzioni. Ma tutto ruota attorno al nuovo mantra: “Il futuro è privato”. Mica poco per la più grande piazza digitale del pianeta. È un po’ come se Trenitalia dicesse che il futuro è del car sharing.

Il “nuovo” Facebook è privato

Mark Zuckerberg si presenta sul palco. Pronuncia e mostra sullo schermo il comandamento. Che Facebook stesse aprendo un nuovo corso, più attento alla privacy, lo aveva già scritto in un post, ma non lo aveva ancora detto davanti a un pubblico. Non con questa forza. “Abbiamo iniziato un nuovo capitolo. E sono fiducioso perché abbiamo dimostrato di saper dare agli utenti i prodotti che vogliono”.

Il ceo ha sottolineato che non si tratta solo di “nuovi prodotti” ma “del più grande cambiamento nella storia della compagnia”. Tutte le piattaforme saranno infatti “focalizzate sulla privacy”, in modo che i social non siano solo “piazza ma anche salotto digitale”. “La privacy – ha spiegato Zuckerberg – ci dà la libertà di essere noi stessi”. Per questo le applicazioni si concentreranno su “messaggi privati, storie, piccoli gruppi, pagamenti sicuri”. Il fondatore ha sintetizzato il futuro in sei principi, che dovrebbero guidare Facebook come Instagram, Whatsapp come Messenger: crittografia, interazioni private, riduzione del tempo in cui la società conserva i dati, sicurezza, interoperabilità (cioè dialogo tra le app, ma solo tra quelle del gruppo), sicurezza dei dati. Si tratta di principi che “cambiano radicalmente il modo in cui gestiremo la società”.

Sulla privacy non si scherza

Facebook non si è improvvisamente convertita sulla via della privacy. Al di là delle scuse, Zuckerberg si è mosso davvero quando la slavina partita con le rivelazione di Cambridge Analytica ha toccato iscritti e bilancio. E dopo che la Federal Trade Commission ha avviato le indagine su una violazione di un vecchio accordo che (come da accantonamento registrato nell’ultima trimestrale) dovrebbe costare una multa di almeno 3 miliardi di dollari (ma potrebbe arrivare a 5). Più che una scelta, la scoperta della privacy è quindi un obbligo. O quantomeno una necessità.

Certo, sentir dire a Zuckerberg che “il futuro è privato” fa effetto. Come fa effetto guardare il negativo di questo mantra: se “il futuro” è privato, Facebook fino a ora se ne è infischiato della privacy? Sfumature, che Zuckerberg non poteva ignorare. Durante il suo discorso ha fatto cenno al passato, anche se in modo piuttosto maldestro. “So che molti non pensano che siamo sinceri su questo tema. E so che adesso non abbiamo esattamente la migliore reputazione sulla privacy, per usare un eufemismo”. Nel copione, evidentemente, questa era una battuta. Perché il fondatore sorride e fa un paio di pause per ricevere il brusio d’apprezzamento della platea. E invece niente: silenzio tombale e qualche attimo di imbarazzo. Sulla privacy non è più tempo di scherzare.

Come cambia Facebook

Dopo aver indicato i principi comuni a tutti i prodotti, il gruppo ha presentato le novità in arrivo per ogni piattaforma. Ci sarà la “quinta generazione di Facebook”: una nuova versione del social network. Non un semplice ritocco estetico e di qualche funzione ma, ha spiegato Zuckerberg, “il più grande cambiamento degli ultimi cinque anni”.

L’aggiornamento più corposo riguarda i gruppi, che saranno “centrali” e “importanti quanto gli amici”. La riprogettazione passa infatti da una sezione che rende più semplice la scoperta di nuove comunità e “un feed personalizzato” (cioè una bacheca) dedicata solo ai gruppi. La quinta generazione avrà un design semplificato e più pulito, dove il bianco è dominante sul colore d’origine, il blu. “È quasi sparito”, ha detto Zuckerberg. È una soluzione non solo estetica, perché dovrebbe contribuire a velocizzare il caricamento della pagina. La nuova app inizierà pian piano a diffondersi sin da subito, mentre la versione desktop sarà disponibile “nei prossimi mesi”.

A proposito di sfera privata, Facebook allarga “Dating” (la funzione per incontri romantici interna al social). Attualmente è disponibile in Colombia, Thailandia, Canada, Argentina e Messico. Arriva in altri 14 Paesi (ma niente Italia): Filippine, Vietnam, Singapore, Malesia, Laos, Brasile, Perù, Cile, Bolivia, Ecuador, Paraguay, Uruguay, Guyana e Suriname. Nasce anche la funzione “Secret Crush”: l’utente può selezionare fino a nove amici su Facebook che gli interessano. Se vengono ricambiati, ricevono una notifica.

Come cambiano Instagram, Messenger e Whatsapp

Nuovi adesivi e più e-commerce su Instagram, Messenger anche per desktop, Whatsapp più aperto alle aziende. Sono queste le principali novità in arrivo sulle altre piattaforme. Su Instagram si potrà acquistare direttamente dai “creatori”. In pratica, oltre ai marchi, anche gli influencer diventano venditori, senza che l’utente debba lasciare l’applicazione per cercare e comprare quello che vede indossato o pubblicizzato.

I test della nuova funzione inizieranno nei prossimi giorni. Sempre su Instagram, si potrà applicare un nuovo adesivo, da piazzare nelle Storie, dedicato alle donazioni. Chi lo vede e clicca, sarà rimandato alla raccolta fondi scelta dall’utente. L’intera cifra versata sarà destinata alla causa. Per ora questo nuovo adesivo sarà disponibile solo negli Stati Uniti, ma Menlo Park sta lavorando per portarlo altrove. Sarà ridisegnata anche la fotocamera, che permetterà di partire da adesivi e grafiche, senza la necessità di accompagnarli con foto e video. L’app di Messenger è stata ridisegnata, graficamente e non solo, per essere più veloce e occupare meno spazio in memoria.

“Stiamo ricostruendo l’architettura da zero”, ha spiegato Zuckerberg. Entro l’anno, ci sarà un nuovo “spazio” dove esplorare le storie e i messaggi degli amici più stretti. La novità assoluta è però l’arrivo di Messenger su desktop con un’app sia per Windows che per MacOS. Un esordio che dovrebbe essere sfruttato soprattutto per le videochiamate e per chattare mentre si sta facendo altro sul pc. Whatsapp continua ad aprirsi alle aziende. “Nei prossimi mesi” sarà disponibile Business Catalog. In sostanza, agli utenti che scambiano messaggi con le imprese (la via con che Facebook ha scelto di far soldi con Whatsapp), potranno vedere un “catalogo” di prodotti. Una vetrina in chat.

Oculus e Portal: gli hardware

Oculus Rift S e Oculus Quest, i due nuovi visori per la realtà virtuale di Facebook, sono immediatamente disponibili per i preordini e saranno nelle mani degli utenti il 21 maggio. Entrambi per 399 dollari. Portal, lo smart speaker con display lanciato lo scorso novembre negli Stati Uniti arriverà in Canada a giugno e in alcuni Paesi europei il prossimo autunno. Sono le novità che riguardano gli hardware di Menlo Park. Rift S è il visore più potente sviluppato fino a ora da Oculus, mentre Quest permette di muoversi senza l’impiccio di fili. Entro l’anno, Facebook lancerà anche “Oculus for Business”: gli sviluppatori e le aziende avranno a disposizione nuovi strumenti per mettere in contatto imprese e utenti nel mondo della realtà virtuale e aumentata.

Pe quanto riguarda Portal, integrerà Whatsapp e Messenger, consentendo quindi una comunicazione crittografata. Portal si potrà attivare, come gli altri smart speaker, chiamandolo (“Hey Portal, Good Morning”) per ricevere aggiornamenti su compleanni, eventi, appuntamenti. Nei prossimi mesi saranno aggiunte nuove funzioni, tra cui i comandi che permetteranno di gestire a voce le notizie, la casa e Amazon Prime Video. Si tratta di aggiornamenti fatti in collaborazione con Alexa: l’assistente digitale di Amazon continuerà ad animare Portal. Per il momento, quindi, è troppo presto per un assistente digitale di Facebook.

AI: “L’equità è un processo”

Se il primo giorno di F8 ha parlato di oggi e domani, la seconda giornata si è concentrata sugli obiettivi di medio termine, in particolare sull’intelligenza artificiale, con l’intervento del responsabile tecnologico di Menlo Park Mike Schroepfer. Prima obiettivo: migliorare i sistemi di controllo automatico per far sì che individuino “contenuti problematici con meno supervisione possibile”. Cioè senza umani o quasi.

Obiettivo non semplice, perché si raggiunge con una comprensione del linguaggio e del contesto che le macchine non sono ancora in grado di cogliere con la stessa efficacia dell’uomo. Facebook ha sottolineato che l”intelligenza artificiale “comporta dei rischi”, primo tra tutti quello di “amplificare i pregiudizi”. I modelli sono costruiti dall’uomo, che li allena scegliendo con quali dati nutrirli. “Se i set contengono limitazioni, difetti o altri problemi, i modelli risultanti potrebbero avere prestazioni diverse per persone diverse”. Ad esempio un’efficacia minore nel riconoscimento di donne persone di colore.

È un problema noto, che Facebook sta provando a risolvere “creando buone pratiche” capaci di arrivare un prodotto “equo e non discriminatorio”. Perché, ha spiegato Joaquin Quinonero Candela (uno dei membri del team che si occupa di AI), “l’equità è un processo”. Non un principio ma un processo, che dovrebbe portare a un’intelligenza artificiale “inclusiva”. Come? Attraverso “linee guida” che dovrebbero indirizzare gli sviluppatori a scegliere i dati, i parametri e i sistemi di misurazione giusti.  

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