Mag 13, 2019
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Eurovision Song Contest, il festival di musica più atteso d’Europa

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Eurovision Song Contest 2019: gli artisti in gara

Eurovision Song Contest 2019: gli artisti in gara

La storia dell’Eurovision Song Contest nasce da un’idea del giornalista italiano Sergio Pugliese che avanzò l’ipotesi di creare un festival europeo ispirato a quello di Sanremo. Infatti, finita la seconda guerra mondiale, si avvertiva la necessità di risollevare lo spirito delle persone. I Paesi europei volevano un programma televisivo che potesse riallacciare i rapporti tra le nazioni e questo fu possibile grazie all’avvento della televisione che stava diventando un nuovo strumento di comunicazione di massa.

Così, il 24 maggio del ’56, presso il Teatro Kursaal a Lugano, i sei Paesi fondatori (Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Germania Ovest, Francia e Lussemburgo) diedero ufficialmente vita alla prima edizione del concorso. Ognuna delle sei nazioni portò in concorso – per la prima e unica volta – due brani, anziché uno solo come sarebbe poi accaduto nelle successive annate. L’edizione fu vinta dalla cantante svizzera Lys Assia con la canzone Refrain; da quel momento in poi il programma è stato trasmesso in diretta mondiale cambiando solo, come da tradizione, il Paese ospite. Le regole per partecipare sono semplici: la canzone non deve durare più di tre minuti e non esiste nessun limite di genere o lingua, ma non sono concesse cover e il brano in gara non deve essere stato pubblicato prima del primo settembre dell’anno precedente al contest. Inoltre, il pezzo scelto deve essere anticipato e presentato con un video che non presenti alcuna scenografia o coreografia “controversa”. Quindi: vietati animali e tutte le tipologie di contenuti a carattere politico e pubblicitario.

Con il trascorrere del tempo sempre più nazioni hanno aderito all’Eurovision e l’Italia, dagli anni Cinquanta in poi, ha ottenuto discreti piazzamenti. Uno dei primi risultati fu il terzo posto conquistato da Domenico Modugno nel 1958 con Nel blu dipinto di blu, canzone che vinse quello stesso anno il Festival di Sanremo in coppia con Johnny Dorelli e che diventò in breve tempo uno dei singoli più famosi e più venduti surclassando anche Diana di Paul Anka. La prima vittoria vera e propria arrivò nel 1964, a Copenaghen, grazie a Gigliola Cinquetti e alla sua Non ho l’età (per amarti). Grazie a questo riconoscimento, l’anno successivo, l’Italia diventò il Paese ospite dell’Eurovision che si tenne presso il Centro Rai di Napoli.

Ad ottenere un primo posto ci provarono in tanti: da Bobby Solo a Iva Zanicchi, da Claudio Villa a Massimo Ranieri, da Nicola Di Bari a Mia Martini fino ad Al Bano e Romina, Dori Ghezzi, Alan Sorrenti, Franco Battiato e Alice, Umberto Tozzi e Raf, Anna Oxa e Fausto Leali. Ma sarà necessario aspettare fino al 1990, a Zagabria, per il trionfo – ad oggi l’unico altro primo posto ottenuto dall’Italia insieme a quello di Gigliola Cinquetti– di un ulteriore cantante italiano: Toto Cutugno con Insieme: 1992, primo interprete ad essere sia paroliere sia compositore della canzone vincente. L’anno dopo lo stesso Cutugno, in coppia con Gigliola Cinquetti, presenta l’edizione del 1991 negli studi di Cinecittà a Roma.

Nel corso di queste sessantatré edizioni non sono mancate controversie o aneddoti, come nel 1969 a Madrid, anno in cui vinsero ben quattro Paesi “in contemporanea” su sedici. Tutti quanti ottennero lo stesso punteggio e il regolamento non prevedeva alcuna norma in merito a un eventuale spareggio per decretare un unico vincitore. In quella stessa edizione il Principato di Monaco fu rappresentato da un dodicenne che si classificò al terzo posto e Salvador Dalì creò la campagna pubblicitaria del contest. L’Eurovision ha dovuto affrontare le defezioni di alcuni Paesi – anche tra quelli fondatori-, spesso per problematiche legate alla geopolitica e all’economia. Anche l’Italia si ritirò sia nel 1981 dall’edizione di Dublino sia da quella del 1982, salvo poi ricomparire tra i concorrenti nel 1983 e allentare nuovamente la propria presenza negli anni Duemila fino al ritorno a tutti gli effetti nel 2011.

Per l’Italia, che nell’ultima edizione del 2018 ha ottenuto un quinto posto nella classifica finale con il brano Non mi avete fatto niente di Ermal Meta e Fabrizio Moro, non resta altro che attendere la finale del 18 maggio per vedere l’esibizione di Mahmood con Soldi, la canzone che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo.

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