Mag 15, 2019
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Come è fatto il computer pieghevole di Lenovo

Written by
Ypsilon Black

E mentre si aspetta ancora il primo smartphone pieghevole, c’è già chi rilancia. Lenovo ha presentato a Orlando, nel corso di Accelerate 2019, il primo “pc pieghevole”. Non è ancora in commercio: ci arriverà nel 2020. E non è ancora possibile toccarlo con mano perché per ora è una versione provvisoria. Ma il ThinkPad X1 è il primo assaggio di quello che potrebbe essere nei prossimi anni: laptop senza tastiera fisica che si chiudono come un libro. Funzionerà?

Com’è fatto il ThinkPad X1

“Non si tratta di un telefono, di un tablet o di un dispositivo ibrido, ma di un vero e proprio laptop con display pieghevole”, spiega Lenovo. Chiuso somiglia a un piccolo portatile (o a un grande – molto grande – smartphone). Il design, nelle immagini della prima versione è pulito, con bordi piuttosto abbondanti. Una volta aperto, si scopre un display Oled 2K flessibile da 13,3 pollici. Per fare un confronto: lo schermo interno del Samsung Galaxy Fold è da 7,3 pollici. Un salto non da poco, fatto assieme a LG (che ha dimostrato di saperci fare svelando a inizio anno la sua tv “arrotolabile”). Lenovo punta soprattutto sulla riduzione dell’ingombro.

Quando è aperto, il ThinkPad X1 è un tablet con schermo da 13,3 pollici. Una volta chiuso, le su dimensioni si dimezzano. Non sono ancora note le misure esatte, ma si possono dare alcune indicazioni a spanne, basandosi sui laptop del marchio cinese: per un display da 13,3 pollici, la lunghezza è poco oltre i 30 centimetri e la larghezza vicina ai 22. Il pc flessibile, da chiuso, potrebbe quindi avere dimensioni attorno ai 15 x 20 centimetri. Di nuovo, per farsi un’idea: un phablet come il Note 9 ha un display da 6,4 pollici ed è 7,64 x 16,19 centimetri. Il Fold chiuso misura 6,29 x 16 centimetri e aperto si allarga a 11,79 centimetri. A livello di ingombro, quindi, il ThinkPad X1 sembra l’anello mancante tra i primi smartphone pieghevoli e i laptop tradizionali. Con un peso decisamente ridotto (900 grammi). Monterà un processore Intel e si muoverà su Windows. Nella versione definitiva dovrebbe essere compatibile con il 5G.  

A cosa può servire un “pc flessibile”

L’obiettivo è intercettare, prima di tutto, chi lavora in mobilità. Chi, in pratica, scrive dall’ufficio ma anche da casa, invia mail in metropolitana e sfoglia documenti in treno. Forse è per questo che il gruppo cinese preferisce parlare di “pc” anziché di laptop flessibile. “Il lavoro in remoto – spiega Lenovo in una nota – è cresciuto del 140% dal 2008 al 2016, con un numero sempre maggiore di professionisti che portano ovunque con sé progetti urgenti e che richiedono l’accesso a diversi tipi di contenuti”. L’idea di dispositivi da usare in mobilità non è certo nuova. I 2-in-1 nascono anche da questa esigenza: pc che si ribaltano trasformandosi in tablet. Lo schermo flessibile è una indubbia novità, ma per farci cosa? Dal punto di vista dell’utilizzo, il ThinkPad X1 promette di fatto tre modalità: aperto completamente è un tablet di dimensioni molto generose; piegato a metà è un portatile con una parte di schermo frontale e una sotto le nostre mani (da utilizzare con una tastiera digitale o con una fisica compatibile); piegato e posizionato in verticale diventa un libro (in pratica un e-reader con le pagine affiancate).

I punti da chiarire

Visto il precedente del Fold, meglio andarci cauti. Il primo pc pieghevole è ancora in fase di sviluppo. Non è un prodotto finito, come non lo era il dispositivo Samsung la prima volta che era stato mostrato (in penombra e da lontano) al pubblico, lo scorso novembre. Sarà poi da vedere il prezzo, che non sarà certo economico. Prima di tutto, però, Lenovo dovrà dimostrare che il display flessibile migliori davvero l’utilizzo in mobilità. Il rapporto tra ingombro e schermo a disposizione è un punto a favore: non ci sono oggi dispositivi da 13,3 pollici che possono ripiegarsi in una quindicina di centimetri. A differenza dei 2-in-1, però, il laptop non può ribaltarsi di 360 grandi. E non può quindi essere utilizzato in formato “compatto” (a metà schermo, per intenderci). Una volta aperto, quindi, avrà dimensioni simili a quelli di un laptop tradizionale. Ci sarà molto più schermo a disposizione e la flessibilità (consentendo di poggiare stabilmente su una base) potrebbe renderlo più comodo di un tablet. Ma è un vantaggio che potrebbe in parte perdersi quando si usa la tastiera digitale. Ogni valutazione è però, a oggi, come la versione dell’X1: provvisoria.

 

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