Mag 1, 2019
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1 maggio, al via il concertone di Taranto con le battaglie sul clima. Lo striscione: ‘Cambiano gli attori ma restano i tumori’

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Ypsilon Black

1 maggio, al via il concertone di Taranto con le battaglie sul clima. Lo striscione: ‘Cambiano gli attori ma restano i tumori’1 maggio, al via il concertone di Taranto con le battaglie sul clima. Lo striscione: ‘Cambiano gli attori ma restano i tumori’

Un primo maggio di protesta, con la musica a fare da collante. “Dal 1965 cambiano gli attori ma restano i tumori“: è lo striscione che campeggia sotto il palco del concertone di Taranto, ormai da sei anni il luogo che fa da megafono a idee, riflessioni e battaglie sociali. “Protesta, ma anche proposta e sfogo, perché siamo arrabbiati”, ha spiegato al Fatto Quotidiano Michele Riondino, direttore artistico del concerto insieme a Roy Paci e Antonio Diodato. In apertura l’attore tarantino ha invitato la cittadinanza ad abbandonare le piazze virtuali, a lasciare i social, per partecipare attivamente alla battaglia di Taranto per la difesa della vita, della salute e dell’ambiente.

Chi pensa di averci in pugno sappia che i pugni abbiamo appena cominciato a stringerli” è il titolo di questa edizione (il Fatto Quotidiano è media partner dell’evento), organizzata dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti al palco del Parco Archeologico delle Mura Greche. C’è appunto la musica a fare da trait d’union nel corso della lunga giornata condotta dalla giornalista Valentina Petrini con Valentina Correani e Andrea Rivera (leggi qui la scaletta).

La battaglia per il clima con i giovani
Con Riondino sono saliti sul palco i ragazzi di Fridays for Future -Taranto a ricordare il corteo nazionale ambientalista del prossimo 4 maggio. A parlare uno dei promotori, Giordano Guarini, che ha invitato al corteo i movimenti in lotta per la difesa dei territori, alcuni presenti per portare la loro testimonianza durante il concerto, come i No Tap, i No Tav, Bagnoli Libera.

Da Taranto alle centrali di carbone in Germania
Ha portato la sua testimonianza anche Andrea Berta, il referente italiano degli Ende Gelande, una coalizione di diversi gruppi ambientalisti che si battono contro l’estrazione del carbone in diverse aree della Germania, con lo slogan “Qui e non oltre – fermiamo il carbone. Proteggiamo il clima”. Dal 2012, ha affermato, “stessa data simbolo di Taranto, un gruppo di ragazze e ragazzi hanno riconosciuto e hanno visto il mostro anche loro: una miniera di Carbone di 160 chilometri quadrati. Una miniera di carbone che da sola è il più grande emissore di CO2 di tutta Europa. Loro sono usciti di casa e hanno pensato a come andare all’attacco di questo mostro. L’anno scorso – ha concluso – 6mila persone hanno occupato l’autostrada e la ferrovia per 24 ore e la centrale elettrica alimentata da quel carbone si è dovuta fermare“.

Durante il concertone viene data voce alle realtà impegnate nella difesa dei territori e in prima fila per la tutela dei diritti universali, ma senza dibattiti politici. Per questo saliranno sul palco i rappresentanti di No Tav e No Tap, i ragazzi di Stop Biocidio che si battono contro la devastazione ambientale della terra dei fuochi, gli organizzatori della manifestazione che chiede la chiusura dell’ex Ilva con la riconversione economica del territorio di Taranto, le mamme No Pfas del Veneto che si battono contro l’inquinamento delle falde acquifere.

Seppur in collegamento, interviene anche Ilaria Cucchi: spetterà a lei raccontare gli anni difficili vissuti per rendere giustizia a suo fratello Stefano. Si collega da Riace il sindaco Mimmo Lucano, diventato il simbolo dell’accoglienza dei migranti, mentre dalla Sicilia arriverà la testimonianza di Pietro Marrone, il pescatore della nave Mare Jonio della Ong Mediterranea che ha soccorso e salvato 49 migranti in acque libiche finendo per essere indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’articolo 1 maggio, al via il concertone di Taranto con le battaglie sul clima. Lo striscione: ‘Cambiano gli attori ma restano i tumori’ proviene da Il Fatto Quotidiano.

Un primo maggio di protesta, con la musica a fare da collante. “Dal 1965 cambiano gli attori ma restano i tumori“: è lo striscione che campeggia sotto il palco del concertone di Taranto, ormai da sei anni il luogo che fa da megafono a idee, riflessioni e battaglie sociali. “Protesta, ma anche proposta e sfogo, perché siamo […]

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F. Q.

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Il fatto quotidiano

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