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Apr 26, 2019
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A piedi con Google Maps

Written by
Ypsilon Black

A piedi con Google Maps

Google Maps ha salvato tutti noi almeno una volta. Ci ha riportati in hotel, ci ha guidati verso un ristorante, verso una sala conferenze, verso una città da scoprire. Se fosse un essere umano in carne ed ossa gli stringeremmo volentieri la mano e lo ringrazieremmo.  

Certo, a volte non è stato precisissimo, a volte abbiamo iniziato a girare su noi stessi per capire da che parte ci volesse mandare quel puntino azzurro. Tutto sommato ci andrebbe bene anche così (abbiamo forse alternative migliori se non le vecchie mappe cartacee?), ma Google vuole che i suoi utenti siano soddisfatti al 100% e sta testando una funzione che dovrebbe porre fine a qualsiasi imprecisione. L’idea è quella di rendere Maps ancora più affidabile grazie alla raccolta di un numero di dati maggiori sull’ambiente circostante, tratti da Gps, Google Street View e realtà aumentata. All’utente basterà tenere attivo il Gps e premere sull’opzione “Start AR”. 

Una volta cliccato sull’opzione, il sistema chiederà di poter attivare la fotocamera e ci inviterà a muoverla a destra e a sinistra; in questo modo il nostro dispositivo inquadrerà l’ambiente circostante e riconoscerà il luogo in base ai dati già presenti su Google Street View.  Questa scansione servirà a fornire all’utente tutte le informazioni disponibili durante la navigazione. 

La considerazione di partenza è semplice: occorre più precisione. Quel pallino azzurro deve dire in maniera precisissima e inequivocabile dove il drone dovrà atterrare per recapitare a destinazione un pacco e dove un’auto a guida autonoma dovrà fermarsi. Qualche metro in più o in meno fanno la differenza. Così, Google ha pensato alla telecamera degli smartphone, che di fatto inquadra quello che vediamo, nella direzione in cui anche i nostri occhi sono puntati.  

L’opzione è in fase di test ma i resoconti sono già disponibili online. A testarla è stato anche il giornalista David Pierce del Wall Street Journal, che la ritiene appunto un grandissimo passo avanti verso un’accuratezza ancora maggiore.  

Ma attenzione: Google avverte che questo tipo di navigazione è perfetta quando ci si trova in strade strette, vicoli, incroci difficili, ma non va utilizzata alla guida perché causerebbe distrazioni né può essere immaginata come modalità principale per spostarsi. Si tratta piuttosto di un ausilio in più quando proprio il pallino rotondo sulla mappa non sa dirci con estrema precisione dove siamo e verso quale direzione proseguire. 

Avete presente quando uscite dalla metropolitana e iniziate a girare su voi stessi per capire dove Google Maps sta cercando di farvi andare? Ecco, in questi casi la realtà aumentata potrebbe rivelarsi preziosa. Per tornare alla visualizzazione alla quale siamo abituati oggi basterà comunque abbassare il telefono in posizione orizzontale; l’app lo farà autonomamente anche quando il livello della batteria inizia a scendere. 

«Ho provato a cercare i bar su Google Maps e la mappa è rimasta la stessa. Poi però quando ne ho scelto uno è comparsa la nuova funzione ‘Start R’ e la vecchia versione è stata rimpiazzata da una visione real-time del mondo davanti a me», racconta Pierce. A quel punto l’app stessa dà indicazioni all’utente su cosa inquadrare in modo da raccogliere punti di riferimento e “capire” dove si trovi. 

In altre parole, se il Gps fornisce a Google Maps informazioni grezze sulla nostra posizione, questa funzione fa un passo avanti fornendo anche le informazioni provenienti dalla videocamera e incrociandole con quelle di Street View, che sono online già da anni grazie alle immagini registrate dai mezzi di Google che incessantemente hanno percorso chilometri e chilometri sulle nostre strade, permettendoci di contare anche su un’esplorazione in 3D.

La nuova funzione ci permetterà di guardare il telefono e di avere una grande freccia lungo la strada che ci farà orientare in fretta o, se vogliamo, ci porterà a destinazione verso il solito segnaposto rosso. L’utilizzo più frequente sarà quasi certamente ad inizio percorso, quando, proprio come farà l’app, abbiamo bisogno di osservare ciò che ci sta intorno per evitare di sbagliare strada in partenza. Poi, con tutta probabilità, il Google Maps che già oggi abbiamo a disposizione sarà sufficiente, almeno fino al prossimo punto in cui le informazioni saranno ancora scarse o il tragitto confuso; a quel punto, se una freccia enorme davanti ai nostri occhi giungerà in nostro soccorso eviteremo di perdere tempo girando su noi stessi in mezzo alla folla per interminabili minuti.

Fonte immagini nel testo: screenshot tratti da video WSJ
Immagine di copertina: Disegno Armando Tondo

Più precisione grazie alla funzione AR

Anna Tita Gallo

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peopleforplanet

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