Paolo Vallesi: “Ci sono stati momenti in cui nessuno mi rispondeva al telefono e avevo paura di guardare Wikipedia. Poi Ora o mai Più con la grande Ornella…”

Paolo Vallesi: “Ci sono stati momenti in cui nessuno mi rispondeva al telefono e avevo paura di guardare Wikipedia. Poi Ora o mai Più con la grande Ornella…”Paolo Vallesi: “Ci sono stati momenti in cui nessuno mi rispondeva al telefono e avevo paura di guardare Wikipedia. Poi Ora o mai Più con la grande Ornella…”

Più di un milione di dischi venduti, l’exploit a Sanremo Giovani 1991 con “Le persone inutili“, il contratto con la Sugar di Caterina Caselli, il terzo posto a Sanremo 1992 con “La forza della vita” e il successo europeo. Poi piano piano i riflettori si sono spenti su di lui. Ma Paolo Vallesi non si è mai arreso, ha sempre tenuto concerti, pubblicato Ep, fino al riscatto con la vittoria nella seconda edizione di “Ora o mai più“.

“La mia partecipazione al programma ha una storia lunga. – ci rivela Vallesi – Mi è stato proposto lo scorso anno e ho detto di no perché il titolo fondamentalmente non mi piaceva. Soprattutto il “mai più”, non lo capivo, mi suonava strano, dava una immagine drastica. Poi ho visto l’edizione dello scorso anno e ho notato subito che i concorrenti erano trattati con estremo rispetto. Certo, c’era qualche “polemicuccia”, ma la musica era sempre messa in primo piano. Quando ho ricevuto quest’anno la seconda proposta ho accettato al volo. Ero convinto e volevo mettermi in gioco con tutto quello che di bello e di brutto sarebbe potuto capitare. Strada facendo, puntata dopo puntata, mi sono sentito sempre più sicuro fino a quando mi sono reso conto che stavo facendo una bella figura”.

In questa edizione di “Ora o mai più” hanno tenuto banco anche le polemiche tra i giudici e soprattutto il “divorzio” tra la coach Donatella Rettore e la concorrente Donatella Milani. “Sono sincero, finché le polemiche non mi hanno riguardato, e in fondo non mi interessavano, ho preferito tenermene fuori. – spiega Paolo -. Chiaramente ero d’accordo con Rettore. Ci vuole rispetto per i coach e bisogna sapersi sottoporre al giudizio dei giurati e del televoto popolare. Nel rapporto con un coach piuttosto che con un altro, ci possono essere vantaggi come svantaggi, certo. E’ anche una questione di empatia, che evidentemente tra loro non c’era. Nel mio caso c’è stato un grande feeling con Ornella Vanoni che ha un grande spessore artistico, un vastissimo repertorio e i migliori autori italiani e mondiali hanno scritto e collaborato con lei”.

Il rapporto con la Vanoni sembra essere unico e straordinario: “Non la conoscevo personalmente, ma con questa esperienza ho scoperto una delle donne più intelligenti e sensibili che io abbia incontrato nella mia vita. Ha l’entusiasmo tipico di una adolescente in tutto quello che fa e dice. Anche solo ascoltando i nostri duetti si vede subito una cosa: Ornella canta con il cuore, ed avere a che fare con lei è stata una sensazione pazzesca giorno dopo giorno, artisticamente parlando. Il fatto che abbia voluto, alla fine del nostro percorso insieme, condividere con me la bellissima ‘Ti lascio una canzone’ è stato un gesto enorme”.

Dalla stima artistica all’amicizia è un attimo: “Ormai con Ornella ci sentiamo spesso, abbiamo anche pranzato assieme. Abbiamo un rapporto umano splendido, al di là della stima professionale. Lei mi ha invitato pubblicamente al suo prossimo tour estivo e spero tanto di averla anche io ospite ai miei concerti. Poi mi piacerebbe che nascesse qualcosa anche dal punto di vista discografico”.

Il pensiero vola già verso il futuro: “Sto scrivendo molto e sto preparando  il mio prossimo disco di inediti. Il tour inizierà il 23 maggio da Firenze, proseguirà anche ad ottobre con una produzione contemporanea e con in scaletta le mie nuove canzoni. Sarà molto interattivo, ma non posso aggiungere altro. Non vorrei perdere l’effetto sorpresa”.

Dunque un finale a lieto fine per Paolo Vallesi che ha dovuto lottare anche con gli alti e bassi della sua carriera. “Ho avuto momenti difficili, non lo nego. – confessa –  La musica è stata molto generosa con me in alcuni momenti, in altri invece mi concedeva lo stretto necessario per vivere. Ci sono state anche molte occasioni in cui il telefono di vari impresari e manager squillava a vuoto. Nessuno mi rispondeva più. Più volte ho quasi avuto il terrore di consultare il mio nome su Wikipedia e dover leggere una data di inizio e una di fine della mia attività artistica (ride; ndr). Mi avrebbe dato molto fastidio…”.

L’ancora di salvezza di Paolo nei momenti più difficili è stata “avere una cerchia di amici molto stretta che mi ha sempre supportato. Mi hanno sempre detto che le mie canzoni erano belle e che un giorno avrei potuto farle sentire a più gente possibile. Poi è arrivato ‘Ora o mai più’ e le persone che si ricordavano di me hanno avuto il piacere di riascoltarmi, altri mi hanno scoperto e sono stato travolto dall’affetto della gente. Insomma mettermi in gioco davanti al pubblico ha ripagato“.

Durante la finale di “Ora o mai più”, dopo la proclamazione della vittoria, Paolo è stato raggiunto dal figlio Francesco tra la commozione generale: “Lui è nato (12 dicembre 1997; ndr) in un periodo in cui si era spento il clamore musicale attorno a me, quindi ha vissuto sempre con un padre davanti al pc che si spaccava la schiena, componendo musica e pezzi. La sera della finale, mentre cantavo il mio inedito ‘Ritrovarsi ancora’, lo vedevo tra il pubblico e nei suoi occhi c’era orgoglio e felicità. E’ stata un’emozione incredibile e ho dedicato a lui la mia vittoria. Amadeus, persona attenta e sensibile, ha capito tutto e lo ha fatto salire sul palco mentre cantavo. Ho pochi ricordi, confusi di quegli attimi, ma ho addosso la sensazione nella della felicità che stava provando Francesco in quel momento”.

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Uno dei cantautori più amati e famosi degli Anni ’90 si è rimesso in gioco a “Ora o mai più”, vincendo a mani basse la seconda edizione, grazie anche a Ornella Vanoni. Una storia a lieto fine, dopo un lungo silenzio, la vittoria e la felicità di guardare negli occhi di suo figlio l’orgoglio per il riscatto finale del papà

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Andrea Conti