Mar 6, 2019
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Legittima difesa, la Camera approva con 373 sì. Non votano 54 deputati del M5s. Fi: ‘Finalmente una legge di centrodestra’

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Ypsilon Black

Ventiquattro ore dopo l’inizio della discussione l’aula della Camera ha approvato il disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento è passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Dal 26 marzo il provvedimento passerà al vaglio del Senato per la terza lettura. L’approvazione è stata accolta dagli applausi dei deputati di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Non quelli dei parlamentari del Movimento 5 stelle, che comunque hanno votato favore del provvedimento. La maggioranza, almeno. Perché venticinque parlamentari dei Cinquestelle, infatti, sono rimasto in Transatlantico – e dunque fuori dall’Aula – tornando al proprio posto solo dopo la proclamazione del voto. A loro si aggiungono i ventinove deputati assenti giustificati perché in missione.

In totale dunque alla maggioranza sono mancati 54 voti da parte dei pentastellati. Nelle fila della Lega, invece, ci sono stati 8 assenti e 13 assenti giustificati perché in missione. Ha lasciato l’aula anche l’ex Cinquestelle Matteo Dall’Osso, passato in Forza Italia. “Da deputato di Forza Italia voterò liberamente e quindi invito i miei ex colleghi del Movimento 5 stelle a votare come me e a lasciare l’aula”, ha detto il parlamentare. Gli altri berlusconiani, invece, hanno esposto uno striscione per festeggiare l’approvazione della legge: “Finalmente una cosa di centrodestra“. Il presidente Roberto Fico ha censurato la manifestazione ammonendo gli azzurri: “Si tratta di un inutile e increscioso gesto nei confronti dell’Aula”.

Che la legittima difesa non piacesse troppo ai Cinquestelle, del resto, lo aveva già anticipato Luigi Di Maio in mattinata. Secondo il capo politico le la legge “non entusiasma” il Cinquestelle. E infatti alla Camera, durante la discussione, a mancare è stato un terzo dei deputati grillini: circa 70 su 219 non era presente, tra chi è in missione e chi è veramente assente. “Che nessuno si metta in testa che con questa legge ci sarà il Far West. Ci sarà sempre un’indagine e spetterà sempre al giudice valutare la legittimità della difesa. Una cosa è certa: è compito delle forze dell’ordine tutelare i cittadini e la loro sicurezza. Con questa legge di sicuro i processi sulla legittima difesa saranno più veloci”, ha provato a difendere la legge, il capogruppo M5s Francesco D’Uva mentre la parlamentare Doriana Sarli, invece, aveva già annunciato il suo voto contrario.

Nel frattempo in Aula a Montecitorio il dibattito si è consumato con il solo dialogo tra Pd e Forza Italia, visto che resta il silenzio dei partiti di maggioranza, per motivi diversi: la Lega perché non ha interesse a rallentare una legge che Matteo Salvini vuole vedere approvata il prima possibile, il M5s perché – appunto – “non è entusiasmato”. Gli esponenti della maggioranza hanno preso la parola solo per le dichiarazioni di voto. Per Forza Italia questo “è il primo, vero provvedimento di centrodestra”, come dice la capogruppo di Montecitorio Mariastella Gelmini al Giornale. Un concetto ribadito con gli striscioni esposti dopo il voto. Per Nicola Zingaretti, segretario del Pd, non è “un problema all’ordine del giorno. Io invito tutti: occupiamoci del lavoro, perché le persone non hanno lavoro e stanno male. Se cominciamo a pensare alle persone, a ciò che è utile alle persone e non a quello che è utile ai partiti di governo per farsi propaganda, questo Paese andrà meglio”. Il carico ce lo mette il presidente Matteo Orfini: “E anche sulla legittima difesa Luigi Di Maio fa il follower di Matteo Salvini. E approva insieme a Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, una legge assurda che renderà l’Italia più insicura e produrrà più crimini”, ha scritto su Twitter.

In Aula ad animare il dibattito è stato l’intervento di un altro dem, Ivan Scalfarotto, che ha contestato l’uso delle armi, negando che “siano uno strumento neutro, bensì uno strumento di morte” spiegando che “il Parlamento di un Paese dovrebbe pensare a strumenti diversi e alternativi all’uso delle armi. Invece, la destra semplifica questioni complesse e quindi dice: una pistola per tutti. Ma che Paese è questo?”. Poi rivolgendosi espressamente al presidente Roberto Fico che ha presieduto l’Aula e in quanto esponente del M5s, ha aggiunto: “Sono stupefatto dall’atteggiamento del M5s che non dice nulla, non prende posizione, sembra un Charlton Heston qualsiasi, un attorazzo di Hollywood che spara in giro. Se non ci fossero i partiti di sinistra…”. A questo punto, dai banchi del centrodestra, sono partiti i fischi e qualcuno ha urlato: “Ma quale sinistra?!”. Alla fine del suo intervento, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini si è alzata e ha stretto la mano a Scalfarotto. Poi le repliche di Forza Italia. Francesco Cannizzaro ha sentenziato: “Siamo orgogliosi di votare questo provvedimento insieme agli amici della Lega”. E Felice Maurizio D’Ettore ha concluso: “Viva le armi quando si possono usare per legittima difesa”.

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Il fatto quotidiano

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