Mar 15, 2019
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I fan del death metal sono brava gente. Lo dice un nuovo studio.

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Metallari di tutto il mondo, gioite. Secondo un nuovo studio dell’Università di Macquarie di Sydney, il death metal non ispira violenza ma mette allegria. Quindi non è colpa della musica che ascoltate se ve ne andate in giro a bruciare le chiese, fare pipì sulle tombe o darvi al satanismo.

L’indagine, condotta dal professor Bill Thompson e il suo gruppo di ricerca, ha coinvolto 32 persone appassionate di death metal e 48 che non lo erano. A ognuno è stato chiesto di ascoltare un brano death metal e uno pop mentre gli venivano mostrate immagini di violenza. I due brani utilizzati sono stati Eaten, canzone del 2004 ispirata al cannibalismo del gruppo death metal svedese Bloodbath, e la famosissima Happy di Pharrell Williams.

L’esperimento, descritto come “rivalità binoculare”, aveva come scopo misurare la risposta del cervello a immagini di violenza e determinare quanto sia influenzata dalla musica che ascoltiamo. A ogni partecipante è stata fatta guardare una scena violenta e una neutra, ascoltando in sequenza le due canzoni. E il risultato è stato sorprendente: «I fan del death metal hanno mostrato la stessa reazione alle immagini di coloro che non erano fan di questo genere», ha rivelato Thompson. «I fan del death metal sono brava gente. Non vanno in giro a fare male alle persone. Un sacco di gente ascolta musica triste, ed è un po’ un paradosso – perchè dovremmo voler essere tristi? Idem si può dire della musica violenta o aggressiva -. La verità è che siamo curiosi, e allo stesso tempo riconosciamo che la violenza nei media è un problema socialmente rilevante».

Lo studioso ha poi aggiunto: «Se i fan della musica violenta fossero desensibilizzati alla violenza – il che è ciò che allarma gruppi di genitori, gruppi religiosi e commissioni di censura – allora non mostrerebbero le stesse reazioni degli altri alle immagini di violenza. E invece è ciò che è successo. Abbiamo notato che le emozioni dominanti in risposta a questa musica sono state allegria e responsabilizzazione. E credo che ascoltare questa musica e trasformarla in presa di coscienza sia un’esperienza stupenda, una cosa fantastica».

In merito ai risultati dello studio, la BBC ha contattato proprio il cantante dei Bloodbath, Nick Holmes, il quale ha detto: «Non abbiamo alcun problema a che la nostra musica sia stata utilizzata nello studio. I testi sono innocui, come la stessa ricerca ha dimostrato. I fan del death metal sono in larga parte persone intelligenti, persone che hanno solo una passione per la musica. E’ l’equivalente di coloro che amano il cinema horror o le rievocazioni delle battaglie storiche».

Insomma, la prossima volta che vorrete spargere allegria e positività, mettete su Bloodbath o Cannibal Corpse a tutto volume.

I risultati del test sono stati pubblicati sulla testata scientifica The Royal Society.

Volete provare anche voi il test? Ecco a seguire, appunto, Eaten e subito dopo Happy:

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